Produzione industriale a gennaio: segnali incoraggianti

Produzione industriale a gennaio: segnali incoraggianti

di Gianmarco Giorda, direttore generale di ANFIA

A gennaio 2026 l’indice della produzione automotive italiana si mantiene in crescita a doppia cifra (+11,8%). Anche l’indice della fabbricazione di autoveicoli mantiene una variazione positiva nel mese (+29,4%) ,- complice il rialzo registrato, secondo i dati preliminari di ANFIA, dalla produzione di autovetture, +34,5% rispetto a gennaio 2025 che aveva registrato volumi particolarmente bassi, per un totale di circa 17.500 unità prodotte – mentre l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori, in lieve crescita a dicembre 2025, inverte la tendenza e chiude a -5,5%.

Dopo un 2025 critico dal punto di vista dei volumi produttivi, i dati di inizio anno rappresentano un segnale incoraggiante che speriamo possa trovare conferma nei prossimi mesi – anche grazie alle misure di sostegno all’offerta in arrivo dal MIMIT – al fine di ripristinare gradualmente livelli di produzione adeguati per un Paese come il nostro, che vanta un’importante filiera della componentistica sul territorio.

Positivo anche che la Commissione europea, con la recente pubblicazione dell’Industrial Accelerator Act, abbia recepito la richiesta di valorizzare le produzioni europee stabilendo dei criteri di contenuto locale di componentistica come prerequisito di accesso dei veicoli prodotti in UE a incentivi pubblici, appalti e flotte aziendali.

La proposta di regolamento, che può essere ancora migliorata, permetterà di preservare competenze tecnologiche, occupazione qualificata e capacità produttiva della filiera, stimolandone e rafforzandone la resilienza e la competitività.

 


Foto da ufficio stampa ANFIA

Auto, lavoro e AI: il rischio della “discriminazione artificiale” tra stereotipi e pregiudizi

Auto, lavoro e AI: il rischio della “discriminazione artificiale” tra stereotipi e pregiudizi

L’intelligenza artificiale è già parte della nostra quotidianità. Quasi il 70% degli italiani over 55 la utilizza per informarsi e approfondire, mentre il 50% dei laureati la usa per migliorare performance lavorative e di studio. Cresce in modo significativo anche l’impiego da parte delle aziende. Numeri che raccontano una trasformazione in atto, ma cosa accade quando algoritmi, dati e modelli decisionali incorporano, e amplificano, stereotipi e bias? Emerge la necessità per le imprese di integrare obiettivi di equità e inclusione nei processi decisionali, facendo della tecnologia un’occasione per mettere al centro le persone.

Sono questi i principali dati e spunti emersi nel corso della quinta edizione del Pink Mobility Day, l’evento promosso a Milano da LabSumo, con la partecipazione dell’Associazione di fleet e mobility manager Best Mobility e di Bt Lounge, il Laboratorio di travel manager delle più importanti aziende nazionali e multinazionali attive in Italia, e il patrocinio di ANIASA, GBTA Italia, UNRAE e Valore D.
L’edizione 2026 è stata dedicata al tema della “discriminazione artificiale”: il rischio che l’adozione crescente dell’AI nei luoghi di lavoro possa replicare o accentuare disuguaglianze già esistenti. Tre talk hanno approfondito l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla rappresentazione del lavoro, sui processi di selezione e sulle attività quotidiane in azienda, analizzando come nascono i bias e quali strumenti possono prevenirli prima che diventino prassi consolidata.
I lavori sono stati introdotti dall’intervento di Raffaella Tavazza, vice Presidente ANIASA, che ha evidenziato come: “L’adozione sempre più diffusa dell’AI sta indubbiamente ridefinendo i processi decisionali nelle aziende, ma porta con sé un rischio concreto: quello di incorporare e amplificare bias già presenti nei dati e nelle organizzazioni. Per questo è fondamentale sviluppare modelli trasparenti, basati su informazioni consapevoli, guidati da leadership che sappiano orientare la tecnologia verso equità e inclusione. In un settore come l’automotive, storicamente sbilanciato nella rappresentanza, questo tema è ancora più urgente. Negli ultimi anni abbiamo però visto segnali positivi: la presenza femminile nei ruoli apicali sta crescendo e la mia nomina come Vice Presidente ANIASA, prima donna nel Consiglio Generale, va proprio in questa direzione. È la prova che il cambiamento è possibile, a patto che continuiamo a governare l’innovazione con responsabilità e visione”.
Nataliia Roskladka, Ricercatrice Senior dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, ha poi illustrato i principali risultati di un’analisi sulle adozioni dell’AI nelle grandi, medie e piccole imprese italiane, da cui è emerso un quadro dinamico, con una crescente maturità tecnologica:

“L’intelligenza artificiale sta trasformando il modo di lavorare nelle imprese italiane. I dati mostrano un forte interesse verso l’AI generativa come leva di innovazione e produttività, ma è importante guardare oltre le promesse di ‘tempo risparmiato’. Secondo diversi studi, l’AI non necessariamente riduce il carico di lavoro: al contrario, tende a intensificarlo, spingendo i lavoratori a fare di più, in più ambiti e spesso per più tempo, senza ridurre davvero lo sforzo complessivo. Questo ci invita a riflettere non solo sulle tecnologie in sé, ma su come vengono integrate nei processi e nelle culture aziendali: l’obiettivo non dovrebbe essere solo aumentare la produttività, ma anche capire come gestire responsabilmente il lavoro che ne deriva, per evitare carichi insostenibili e promuovere un uso dell’AI che sia efficace e
sostenibile”.
Secondo i dati presentati dall’Osservatorio AI del Politecnico di Milano, il 71% delle grandi imprese in Italia ha avviato almeno una sperimentazione in AI. Per quanto riguarda invece l’adozione degli strumenti di genAI, il 53% delle grandi e grandissime aziende ha acquistato licenze di questi strumenti per la produttività personale, dato che posiziona il Bel Paese su percentuali di adozione superiori a Francia (42%), Germania (43%) e Regno Unito (45%).


Sull’impatto delle tecnologie e dell’AI sulla qualità della vita e sulla condizione lavorativa si è soffermato Ivano Montrone, Community Manager di Valore D: “I dati dell’Osservatorio D di Valore D sul benessere tecnologico ci dicono che l’84% degli italiani considera lo sviluppo tecnologico un fattore che semplifica la vita e migliora l’accesso a informazioni e servizi, con una percezione condivisa da tutte le generazioni. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale è ormai trasversale: quasi il 70% degli over 55 la usa per informarsi e approfondire, mentre il 50% dei laureati la impiega per potenziare performance lavorative e di studio. Accanto alle opportunità, emergono però limiti legati a bias, stereotipi, etica e trasparenza. Per questo crediamo che l’AI non sia uno strumento neutro o “pronto all’uso”, ma una leva di trasformazione culturale e di governance: per diventare davvero AI- driven, le imprese devono integrare obiettivi di equità e inclusione nei processi decisionali, facendo della tecnologia un’occasione per mettere al centro le persone”.
Dal confronto tra manager, imprenditrici ed esperte è emerso un messaggio chiaro: l’AI sta entrando in profondità nei processi aziendali – dalla comunicazione alla selezione del personale, fino alle scelte organizzative – e non è neutra; impara dai dati e, se i dati riflettono squilibri, può riprodurli o amplificarli, con conseguenze concrete su valutazioni, opportunità e percorsi di carriera.
La sfida, oggi, non è solo adottare nuove tecnologie, ma governarle con responsabilità. Perché l’innovazione sia davvero progresso, deve essere inclusiva.
 

Foto da ufficio stampa ANIASA

Sussidiario TV: ecco i temi di #FORUMAutoMotive 2026

Sussidiario TV: ecco i temi di #FORUMAutoMotive 2026

Grande spazio da Sussidiario TV all’edizione 2026 di #FORUMAutoMotive, evento giunto all’undicesimo anno, che da sempre punta a sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul tema di una mobilità libera, non condizionata dall’ideologia e all’insegna del pragmatismo. Il tutto per favorire lo sviluppo di un sistema automotive in gravissima difficoltà a causa delle scelte portate avanti dalla Unione europea rivelatesi, nei fatti, sbagliate e deleterie.

 
È Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive, a illustrare a Laura Bellotti e ai telespettatori di Sussidiario TV, i temi del nuovo importante appuntamento del 23 e del 24 marzo prossimi a Milano, con diffusione in tempo reale dell’evento anche sulla pagina Facebook del movimento di opinione. (https://www.facebook.com/forumautomotive)