Toyota Italia e la Giornata della Donna: l’impegno sul valore delle persone

Toyota Italia e la Giornata della Donna: l'impegno sul valore delle persone

Toyota Italia ha celebrato la Giornata Internazionale della Donna con una settimana di iniziative dedicate al potere delle parole, delle azioni e delle scelte capaci di valorizzare l’unicità di ciascuno. Creare una cultura inclusiva e un ambiente di lavoro equo, in cui competenza, visione e determinazione siano riconosciute per ciò che sono, senza pregiudizi, discriminazioni o iniquità, rappresenta, infatti, un pilastro fondamentale dell’approccio di Toyota e del DNA del gruppo.

Non è solo un’affermazione di principio. Infatti, anche quest’anno, Lexus ha rinnovato il proprio impegno al fianco di WeWorld, sostenendo la campagna “We Stand Together”, lanciata in occasione dell’International Women’s Day 2026 per promuovere autodeterminazione e parità a partire dal riconoscimento del valore.

Il percorso di Toyota Italia a sostegno della parità di genere si concretizza inoltre attraverso il rinnovo del programma Inspiring Girls, realizzato in partnership con Valore D. L’iniziativa, ampliata nel 2026, coinvolge complessivamente 28 testimonial provenienti dalle società del Gruppo Toyota e dalle concessionarie Toyota e Lexus, con l’obiettivo di ispirare le nuove generazioni e promuovere modelli femminili positivi e diversificati. Con queste iniziative, e con un sistema di wellbeing e welfare che tutela e rafforza il worklife balance, Toyota Italia riafferma il proprio impegno nel valorizzare il contributo unico di ciascuno e nel promuovere una leadership inclusiva.

 “Da sempre in Toyota crediamo nell’importanza della persona. Rappresenta il vero capitale di un sistema, che sia un’azienda, un’istituzione o qualsiasi altra realtà. Ma avere al centro la persona significa valorizzarne l’unicità e creare un ambiente in cui la stessa sia rispettata e valorizzata, garantendo pari opportunità per tutti”, dichiara Ilaria Bono, People, Legal, Corporate & Ext. Affairs General Manager di Toyota Motor Italia. “Le iniziative organizzate sono un piccolo tassello del più grande puzzle del nostro impegno quotidiano e concreto, attraverso programmi di formazione e sviluppo ed allo stesso tempo iniziative di welfare e wellbeing, per esaltare il potenziale di ciascun dipendente. Ricercare attivamente l’apporto di punti di vista nuovi e diversi, favorendo ed incoraggiando lo scambio professionale e culturale tra persone con differenti background, è infatti determinante per aumentare la nostra capacità di innovare e la nostra produttività”.

Veicoli commerciali e “Made in Europe”: il protezionismo fa male alla competitività

Roma, ZTL a pagamento per le auto elettriche: un vero disincentivo alla transizione

di Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE

 
A febbraio i veicoli elettrici puri registrano una flessione attestandosi al 2,7% del mercato, in lieve recupero rispetto al 2,4% rilevato a gennaio, ma in diminuzione rispetto al 3,1% di febbraio 2025. Si conferma pertanto già esaurita la componente di domanda sostenuta dagli incentivi erogati con le risorse del MASE.

Come UNRAE ha sottolineato in più occasioni, accanto agli incentivi esistono altri fattori abilitanti imprescindibili per lo sviluppo della transizione nel comparto dei veicoli commerciali leggeri. Tra questi, il potenziamento delle infrastrutture di ricarica idonee a questa tipologia di veicoli, analogamente a quanto già previsto per i veicoli pesanti, l’introduzione di un credito d’imposta del 50% sugli investimenti privati in colonnine fast (oltre 70 kW) per il triennio 2026-2028, e soprattutto un intervento correttivo sugli elevati costi dell’energia per la ricarica, oggi sotto pressione più che mai per le note vicende geopolitiche.

Sul fronte europeo, con riferimento alla revisione dei Regolamenti sulle emissioni di CO2, l’UNRAE ritiene che i veicoli commerciali leggeri necessitino di disposizioni ad hoc, con obiettivi specifici – in termini di target e scadenze – differenziati rispetto a quelli previsti per le autovetture.

Lo scorso 4 marzo la Commissione Europea ha presentato l’“Industrial Accelerator Act”, che – per i veicoli leggeri elettrici, ibridi plug-in e a idrogeno – introduce una quota minima di contenuto di provenienza europea come requisito per l’accesso a incentivi e appalti pubblici nel settore dei veicoli elettrici. Nel dettaglio, i veicoli che beneficiano di agevolazioni statali dovranno essere assemblati all’interno dell’Unione Europea e incorporare – batterie escluse – almeno il 70% di componenti di origine continentale (compresi i Paesi con cui l’UE ha stipulato accordi di partenariato), calcolato sul valore.

Sul tema del “Made in Europe”, l’Associazione ribadisce le proprie preoccupazioni rispetto alla proposta, evidenziando il concreto rischio di penalizzazioni per la clientela tanto per le imprese quanto per i consumatori. La competitività del settore si costruisce attraverso investimenti mirati e capacità di innovazione, non mediante misure di carattere protezionistico.
 

Foto da ufficio stampa UNRAE