L’Italia non vuole le auto elettriche: il mercato lo dice chiaramente

Competitività e nodo Cina: Toyota dà la sveglia ai giapponesi, ma l'Europa...
di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET
 
In Europa si parla di transizione elettrica come se fosse un dato di fatto inevitabile e già compiuto, ma i numeri italiani raccontano un’altra storia. Le BEV in Italia si fermano al 6-7% delle nuove immatricolazioni. In un Paese di 60 milioni di abitanti, con uno dei parchi auto più vecchi d’Europa. I consumatori italiani e non solo loro stanno votando con il portafoglio. E stanno scegliendo altro.

Il problema è che quasi nessuno vuole dirlo apertamente: buona parte della crescita elettrica europea non è domanda reale. È domanda artificiale, gonfiata da incentivi pubblici massicci, obblighi normativi sulle fleet aziendali e target CO2 che i costruttori devono rispettare pena salate sanzioni.

Togli gli incentivi. Togli gli obblighi. Guarda cosa compra davvero la gente. In Italia lo vediamo già: appena i bonus si esauriscono, le immatricolazioni elettriche crollano. Non è un mercato che cammina da solo. È solo un mercato tenuto in piedi artificialmente, in attesa che “arrivi la domanda”. Che però non arriva.


Le ragioni sono concrete, non ideologiche: infrastrutture di ricarica inadeguate fuori dalle grandi città; costi d’acquisto ancora proibitivi per il ceto medio; un’autonomia reale che non si adatta agli stili di vita di milioni di famiglie italiane. La conversione forzata all’elettrico è una scommessa ideologica di una certa politica e non una risposta a un bisogno di mercato.

E quando le politiche industriali ignorano la domanda reale dei consumatori, il conto lo paga sempre qualcuno, di solito i più deboli, quelli che non possono permettersi né l’elettrico né gli incentivi.

 

Foto da ufficio stampa Gruppo SMET

JAC Group e Brembo: insieme per i sistemi frenanti del futuro

JAC Group e Brembo: insieme per i sistemi frenanti del futuro

La mobilità del futuro passa sempre più dall’integrazione tra hardware e software. In questa direzione si inserisce la partnership strategica siglata tra JAC Group, tra i principali costruttori automobilistici cinesi, e Brembo, leader globale nei sistemi frenanti ad alte prestazioni. L’accordo, firmato il 5 febbraio presso la sede centrale di JAC a Hefei, punta a rafforzare una collaborazione di lungo periodo e a sviluppare tecnologie avanzate per le piattaforme dei veicoli di nuova generazione.

L’intesa rappresenta un passaggio rilevante per entrambe le aziende: da un lato un costruttore in forte espansione nei veicoli elettrici e intelligenti, dall’altro un gruppo italiano che sta evolvendo da produttore di componenti a vero e proprio solutions provider.

 

Sistemi frenanti evoluti e software proprietari

Cuore della collaborazione sarà lo sviluppo congiunto di sistemi frenanti evoluti integrati con soluzioni software avanzate, capaci di rispondere alle esigenze di un mercato in rapida trasformazione, in particolare in Cina. Brembo metterà a disposizione non solo competenze ingegneristiche sui sistemi meccanici, ma anche piattaforme digitali e software proprietari. L’obiettivo è offrire soluzioni integrate ad alto valore aggiunto, in linea con la crescente centralità dell’elettronica e dell’intelligenza nei veicoli elettrici e connessi.

Daniele Schillaci, CEO del Gruppo Brembo, ha sottolineato come «la Cina sia un mercato strategico» e come la partnership rappresenti «un passo importante nel nostro ruolo di solutions provider». Un messaggio chiaro: il freno non è più solo un componente, ma parte di un ecosistema tecnologico complesso che dialoga con sistemi ADAS, powertrain elettrici e architetture digitali.

 

JAC e la corsa verso l’auto intelligente

Per JAC Group, fondato nel 1964 e oggi attivo lungo tutta la filiera automotive, l’accordo si inserisce in una strategia più ampia di trasformazione intelligente. Il costruttore ha consegnato oltre 10 milioni di unità nel mondo e si è distinto come pioniere nei veicoli a nuova energia in Cina. Negli ultimi anni JAC ha investito nelle tecnologie “three-electric” (batteria, motore elettrico e sistemi di controllo), nella guida intelligente e nei veicoli connessi. Ha istituito il primo Laboratorio Chiave della Provincia di Anhui per la tecnologia dei veicoli intelligenti connessi e dispone di una base dedicata ai test di guida autonoma nella città di Hefei.

Un esempio concreto di questa evoluzione è il Maextro S800, modello di fascia alta sviluppato anche grazie alla collaborazione con Huawei, che ha già registrato oltre 18.000 ordini nei primi 175 giorni dal lancio. Proprio su questo modello si è consolidata la base della collaborazione tra JAC e Brembo, come ricordato dal presidente Xiang Xingchu.

 

Un asse strategico tra Europa e Cina

La partnership si inserisce in un contesto di crescente interconnessione tra industria europea e cinese. Brembo, con oltre 16.000 dipendenti in 18 Paesi, 39 siti produttivi e 10 centri di ricerca e sviluppo, ha consolidato nel tempo la propria presenza in Asia, rafforzando la posizione nel mercato cinese attraverso investimenti e strutture dedicate.

Per JAC, la cooperazione con un player europeo di riferimento nei sistemi frenanti rappresenta un acceleratore di qualità e credibilità internazionale. Per Brembo, invece, significa consolidare il proprio ruolo all’interno di piattaforme globali sempre più orientate all’elettrificazione e alla digitalizzazione.

La mobilità di nuova generazione richiede soluzioni integrate, capaci di garantire sicurezza, efficienza energetica e interoperabilità tra sistemi. In questo scenario, l’unione tra competenze meccaniche e digitali diventa un fattore competitivo decisivo. L’accordo tra JAC Group e Brembo non è solo un’intesa industriale, ma un tassello di una trasformazione più ampia che ridefinisce il concetto stesso di sistema frenante, sempre più intelligente, connesso e parte attiva dell’architettura del veicolo elettrico del futuro.

 


Foto da ufficio stampa Brembo