UE, norme sui componenti ed effetti, riforma della fiscalità aziendale: cosa ne pensa UNRAE

Sostegni all'elettrificazione delle flotte: gli esempi virtuosi di Germania, UK e Spagna

di Andrea Cardinali, direttore generale UNRAE

 
Accogliamo con favore alcuni passi in avanti della proposta della Commissione europea: l’anticipo della revisione dei Regolamenti, la distinzione tra i target per le autovetture e quelli per i veicoli commerciali, un approccio più pragmatico sull’obiettivo 2035 – portato da -100% a -90% – il calcolo della conformità su base triennale nel periodo 2030-2032, la strategia ‘Battery Booster’ da 1,8 miliardi di euro e una rinnovata attenzione alle flotte aziendali.

Tuttavia, la traiettoria delineata dalla proposta deve trovare ancora una fase di consolidamento. L’obiettivo della decarbonizzazione è condiviso, ma la sostenibilità economica e industriale del percorso è ancora da costruire.
 
Tra i principali ostacoli figurano: un iter legislativo ancora lungo che potrebbe penalizzare gli investimenti e la pianificazione strategica delle imprese, il ruolo marginale riconosciuto ai carburanti rinnovabili e i target sulle emissioni delle flotte non calibrati sulle specificità del mercato italiano.
 
Anche l’assenza di un fondo europeo strutturale a sostegno della domanda, la mancanza di un coordinamento fiscale a livello UE e l’insufficienza di interventi concreti sulle infrastrutture di ricarica, rappresentano oggi un vulnus per il mercato.

Con riferimento specifico alla proposta sul “Made in Europe”, secondo l’ultima bozza dell’Industrial Accelerator Act anticipata dal “Financial Times”, Bruxelles starebbe per varare l’introduzione di una soglia minima di componenti prodotti nell’Unione Europea per consentire ai veicoli elettrici di accedere agli incentivi pubblici.
 
La proposta prevede che le nuove automobili elettriche, ibride e a idrogeno beneficiarie di sussidi statali siano assemblate nel territorio dell’Unione e contengano almeno il 70% di componenti realizzati all’interno del blocco europeo – escluse le batterie – calcolato in base al valore. Una misura protezionistica che rischia di generare importanti effetti indesiderati.

Tornando all’Italia, tra le tematiche del settore da risolvere con maggior urgenza, certamente quello della fiscalità aziendale. Sull’argomento, UNRAE sostiene ormai da anni che l’attuale regime fiscale delle auto aziendali rappresenta uno dei principali ostacoli della transizione ecologica. Se fosse meno penalizzante, le flotte contribuirebbero ad accelerare la diffusione delle tecnologie pulite e rinnoverebbero il proprio parco con maggiore frequenza, generando un usato “giovane” e accessibile.

Se non si procede a una riforma della fiscalità in chiave green – intervenendo su detraibilità dell’IVA, deducibilità dei costi e periodo di ammortamento – l’Italia non sarà in grado di centrare i target europei, rischiando seriamente di trasformarsi in un mercato di serie B.

 
 

Foto da ufficio stampa UNRAE

#FORUMAutoMotive, 23 e 24 marzo a Milano: Automotive tra sfide, ideologia green e imminenti scadenze: non c’è più tempo!

#FORUMAutoMotive, 23 e 24 marzo a Milano

Il 23 e 24 marzo si rinnova l’appuntamento con #FORUMAutoMotive, l’evento promosso dal movimento di opinione che si batte per una mobilità libera da pregiudizi e ideologie, che nell’edizione 2026 si focalizzerà sui temi di più stretta attualità per il mercato automotive, a partire dalle ormai prossime scadenze europee per la revisione del Green Deal. L’evento si terrà presso l’Enterprise Hotel di Milano e sarà interamente trasmesso in streaming sulla pagina Facebook di #FORUMAutoMotive

La due giorni di lavori si aprirà il 23 marzo pomeriggio (dalle ore 14.00, solo e in diretta streaming), con il talk “Automotive 2026, la svolta è adesso: non c’è più tempo!”. Moderati da Pierluigi Bonora, Promotore di #FORUMAutoMotive, con gli interventi di Marco Marelli, Responsabile Focus SG e Overmobility Reporting, e Umberto Zapelloni, Responsabile delle pagine Mobilità del quotidiano “Il Foglio”, interverranno Guido Guidesi, membro dell’Alleanza tra le 40 Regioni Europee Automotive e Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia; Marco Bonometti, Presidente e Amministratore Delegato di OMR;  Ferdinando Uliano, Segretario Generale Fim Cisl; Emanuele Cordone, Partner della Practice Automotive di AlixPartners. Dal loro confronto emergeranno gli impatti diretti delle decisioni europee su industria, indotto e occupati e saranno approfondite le pressioni italiane per arrivare a una soluzione basata sul buon senso.

Spazio poi al consueto confronto e dialogo tra i rappresentanti della filiera dell’auto (case auto, concessionari, componentistica, noleggio, mondo dei trasporti, settori degli pneumatici, dell’elettrico, delle diverse alimentazioni delle due, quattro e più ruote) nonchè media e opinionisti, e gli eurodeputati italiani impegnati affinché sia salvaguardato il sistema automotive europeo penalizzato fortemente da decisioni ideologiche e lontane dalla realtà che tanti danni stanno arrecando al settore nel suo complesso. A intervenire e a rispondere agli stimoli provenienti dalla platea saranno: Carlo Fidanza, Capo Delegazione di Fratelli d’Italia – ECR e membro Commissione TRAN (Trasporti e turismo); Massimiliano Salini, Eurodeputato in Commissione Industria UE; Dario Nardella, Eurodeputato del gruppo S&D al Parlamento Europeo;  Paolo Borchia, Eurodeputato, Coordinatore ID in Commissione ITRE. 

“Sono anni che #FORUMAutoMotive insiste nel denunciare la scelleratezza ideologica delle imposizioni di Bruxelles, paventando la situazione del sistema automotive europeo che ora è sotto gli occhi di tutti. I fatti ci hanno dato ragione. E il 23 marzo, in occasione dei lavori di apertura di #FORUMAutoMotive, il settore è chiamato nuovamente a farsi sentire. Non c’è più tempo!”, osserva il promotore Pierluigi Bonora.

Il giorno successivo (24 marzo, ore 9.00 – 13.00, “in presenza”* e in diretta streaming) saranno tre i momenti che si alterneranno nel corso della mattinata. 

In apertura “AlixPartners, Bain&Company e Dataforce: confronto aperto su presente e futuro prossimo del settore auto in Europa. Non c’è più tempo!”. In attesa delle decisioni dell’UE su una revisione pragmatica del piano di decarbonizzazione, tre società di consulenza strategica e finanziaria del settore esporranno i rispettivi punti di vista su quale possibile scenario si aprirà per il sistema automotive europeo. In gioco c’è il destino di un’industria, da sempre fiore all’occhiello a livello mondiale, e di milioni di lavoratori. A stimolare il dibattito sarà Pierluigi Bonora.

Il focus si sposterà poi sulla sfida industriale tra Europa e Cina con due talk sul tema “Innovazione, tecnologie, AI e design automotive: tra Europa e Cina chi prevarrà?” Si confronteranno, moderati dai giornalisti Marco Marelli e David Giudici, direttore de “L’Automobile”, esperti, rappresentanti di case auto e di aziende della filiera automotive, partendo da un presupposto: l’auto cinese è più che una realtà a livello mondiale e chi opera all’interno di questi colossi deve molto agli attuali “concorrenti” occidentali da cui hanno appreso negli anni il meglio, beneficiando dell’apporto di importanti figure professionali nei vari ambiti. La parola andrà a chi vive direttamente questa situazione. 

A impreziosire il confronto ci saranno poi gli interventi di importanti designer che hanno contribuito allo sviluppo del mercato, anche partorendo modelli destinati a rimanere nella storia.

I lavori di chiuderanno con il faccia a faccia tra Pierluigi Bonora e David Giudici con Geronimo La Russa, Presidente di ACI, con cui saranno approfonditi i temi di più stretta attualità per il settore: dalla possibile revisione del Green Deal alla sicurezza sulle strade italiane, dalle sfide collegate alla sua presidenza dell’Automobile Club Italia ai nuovi scenari di mobilità cittadina e all’impegno di ACI nella formazione di nuovi talenti nel motosport.

*Per quanti si accrediteranno successivamente all’esaurimento dei posti disponibili in sala, sarà possibile seguire i lavori sulla pagina Facebook di #FORUMAutoMotive.

L’auto in Europa: gennaio 2026 in rosso

L'auto in Italia: benino l'andamento, ma ancora non basta

di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

 

Dopo aver chiuso il 2025 con una crescita delle immatricolazioni del 2,4%, ma con un calo del 16% sui livelli ante-crisi da pandemia, il mercato dell’Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) apre in rosso il 2026. Le immatricolazioni in gennaio sono state 961.382 con cali del 3,5% rispetto a gennaio 2025 e di ben il 21,6% rispetto al gennaio del 2019, che è l’anno che ha preceduto la pandemia. E ciò mentre nel resto del mondo le immatricolazioni hanno da tempo ampiamente superato il livello del 2019.
 
La ragione della persistente crisi del mercato dell’auto dell’Unione Europea è ben nota. Si tratta della politica per la transizione energetica varata dall’UE che ha fortemente penalizzato l’industria europea dell’auto e con l’industria anche l’economia dell’Unione e i livelli occupazionali. Come è noto, il 16 dicembre l’Unione Europea ha comunicato una lieve attenuazione del rigore ecologista, ma per recuperare il terreno perduto rispetto al resto del mondo le misure annunciate non sono certo sufficienti.
 

Tornando ai dati di gennaio, tra i cinque maggiori mercati dell’area, Germania e Francia fanno registrare un calo su gennaio 2025, mentre Italia, Spagna e Regno Unito hanno messo a segno una modesta crescita. In particolare, la Germania accusa un calo del 6,6% sul gennaio 2025 e di ben il 27% sul gennaio 2019. Anche in Francia si registra un calo del 6,6% sul 2025, ma il confronto con il gennaio 2019 è ancora peggiore di quello della Germania (-30,9%). Risultati migliori (si fa per dire) si sono avuti invece per l’Italia (+6,2% su gennaio 2025 e -14,1% su gennaio 2019), per il Regno Unito (+3,4% su gennaio 2025 e -10,5% su gennaio 2019) e per la Spagna (+1,1% su gennaio 2025 e -21,8% su gennaio 2019). L’aspetto più grave di questa situazione è naturalmente il fatto che per i mercati dell’Europa Occidentale il ritorno ai livelli ante-pandemia è un obiettivo che non è certo a portata di mano.
 
Per perseguirlo occorrerebbe un deciso cambio di rotta nella politica dell’Unione Europea per la transizione energetica nell’auto, politica decisamente fallimentare perché, non solo ha messo in una crisi gravissima il settore dell’auto, ma sta anche ottenendo risultati molto modesti sul terreno della transizione energetica. Basti pensare che, secondo gli ultimi dati resi noti dall’ACEA, nel 2024 la quota delle auto elettriche nel parco circolante di autovetture dei Paesi dell’Unione era pari al 2,3%, un’inezia. Indubbiamente nel 2025 si è registrata una accelerazione nella transizione energetica perché la quota delle auto elettriche sulle immatricolazioni è passata dal 18,8% del 2024 al 26,3% del 2025, ma per poter dire che l’auto elettrica è una realtà significativa ci vuole altro.
 

Foto da Centro Studi Promotor