Produzione 2026: da dimenticare il 2025, fondi MIMIT e nuovi modelli decisivi

Produzione industriale a gennaio: segnali incoraggianti
di Gianmarco Giorda, direttore generale di ANFIA
 

A dicembre 2025 l’indice della produzione automotive italiana inverte la tendenza negativa dei tre mesi precedenti e registra una crescita (+13,5%).
Anche l’indice della fabbricazione di autoveicoli recupera con un rialzo a doppia cifra nel mese (+35,3%) – complice la variazione positiva registrata, secondo i dati preliminari di ANFIA, dalla produzione di autovetture, +104,3% rispetto a dicembre 2024, che aveva registrato volumi molto bassi preludendo a un difficile 2025, per un totale di circa 22.000 unità prodotte – mentre l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori chiude in lieve crescita, a +1,2%.


Dal punto di vista dei volumi produttivi annuali, come abbiamo più volte ribadito, il 2025 è stato un “annus horribilis”: la produzione di autoveicoli chiude con quasi il 20% in meno rispetto al 2024, che era già stato un anno critico a livello di volumi.

L’auspicio per l’anno in corso è che, grazie all’allocazione delle risorse previste dal Fondo automotive del MIMIT in occasione dell’ultimo Tavolo automotive – che saranno dedicate anche a misure a sostegno dell’offerta – e al lancio dei nuovi modelli attesi per il 2026, i volumi produttivi nazionali possano presto risollevarsi.
 

Foto da ufficio stampa ANFIA

Global M&A Report 2026 di Bain & Company: fari puntati su automotive e mobilità

AlixPartners rafforza il team Automotive: Di Loreto è Partner & Managing Director

Foto- Gianluca Di Loreto

 

Bain & Company ha pubblicato un approfondimento sul settore automotive del Global M&A Report 2026 di Bain & Company, che fotografa la ripresa delle operazioni di fusione e acquisizione a livello globale e il ruolo sempre più rilevante dell’Italia. Dall’analisi emerge che, dopo due anni di rallentamento, nel 2025 il comparto automotive e mobility ha registrato un deciso rimbalzo dell’attività M&A: il valore complessivo delle transazioni ha superato i 35 miliardi di dollari, mentre il valore medio dei deal è più che raddoppiato, arrivando a 1,2 miliardi di dollari. Oltre la metà delle operazioni ha riguardato ambiti a forte contenuto tecnologico – semiconduttori, elettronica e software engineering – a conferma della trasformazione strutturale in corso nel settore.

 

Il mercato italiano continua a distinguersi per un andamento particolarmente positivo, in linea con una tendenza già evidente nel 2024. Dalla pandemia a oggi, infatti, il numero di operazioni di fusione e acquisizione nel nostro Paese è cresciuto in modo costante, superando le 40 transazioni nell’ultimo anno. Il Covid ha agito da catalizzatore, portando alla luce un limite strutturale dell’automotive italiano: un tessuto industriale frammentato e poco scalabile. Da qui l’avvio di un processo di consolidamento ancora in evoluzione.

 

Dopo due anni di rallentamento, nel 2025 il settore automotive e mobility ha registrato a livello globale un deciso rimbalzo nell’attività di fusioni e acquisizioni. Il valore globale delle transazioni ha superato i 35 miliardi di dollari, mentre il valore medio delle operazioni è più che raddoppiato, raggiungendo 1,2 miliardi di dollari. I deal a carattere tecnologico – tra semiconduttori, elettronica e software engineering – hanno rappresentato più della metà delle fusioni e acquisizioni nel comparto nel corso dello scorso anno.

 

È quanto emerge dall approfondimento sul settore del Global N&A Report 2026 di Bain & Company, che evidenzia come i produttori di automobili e i fornitori stiano accelerando la riconfigurazione dei propri portafogli per competere in un panorama caratterizzato da una crescita piatta e un’intensa pressione sui margini.

 

“La stagnazione dei mercati nordamericani ed europei e l’accelerazione del cambiamento tecnologico, ha riportato l’industria automotive verso il deal-making”, afferma Gianluca Di Loreto, Partner e responsabile italiano automotive di Bain & Company. “Le aziende stanno affrontando un periodo di evoluzione senza precedenti, caratterizzato da un aumento dei costi e da una forte pressione sui margini, pur dovendo investire in modo significativo in nuove capabilities. In questo contesto, l’attività di M&A rappresenta una leva chiave per consentire alle aziende di sostenere i costi legati alla ricerca e allo sviluppo, ridurre le spese e rafforzare la propria posizione in una supply chain in progressiva contrazione”.

 

L’Italia continua a mostrare un andamento molto positivo sul fronte dei deal, una tendenza già evidente nel 2024. Dalla pandemia in poi, infatti, il numero di operazioni di fusione e acquisizione nel nostro Paese è cresciuto in modo costante, superando le 40 transazioni lo scorso anno. Il Covid ha agito da vero e proprio catalizzatore, facendo emergere con forza un limite strutturale del settore automotive italiano: un tessuto industriale eccessivamente frammentato, poco attrezzato per competere su scala regionale e globale. Da questa consapevolezza è nato un processo di consolidamento che appare tutt’altro che concluso, con un’attenzione particolare rivolta alla meccanica – storicamente uno dei punti di forza dell’industria italiana – e al mondo della distribuzione, dai concessionari d’auto ai distributori di ricambi.

 

Il ritorno delle grandi operazioni e alti livelli di deal value

Dopo due anni di attività contenuta, il 2025 segna un ritorno alle grandi operazioni tra gli OEM e i fornitori, con livelli di deal value che non si osservavano dal periodo pre-pandemico. Nei primi tre trimestri delIo scorso anno, il valore medio delle operazioni ha toccato quota 1,2 miliardi di dollari, più del doppio dei livelli del 2023. I deal di scopo hanno rappresentato circa l’80% del volume complessivo delle transazioni, pur in un contesto che ha visto il ritorno di deal di scala di dimensioni rilevanti.

 

Tra mercati stagnanti e mercati in crescita: partnership e joint venture

Il mercato europeo e del Nord America mostra segnali di stagnazione strutturale, con tassi di crescita molto contenuti. Al contrario, l’India emerge come l’unico mercato globale – oltre alla Cina – a registrare una crescita significativa, alimentando una crescente attenzione verso partnership e joint venture.  Per OEM e fornitori globali, la presenza in India diventa strategica per accedere al mercato, localizzare le offerte, ottenere vantaggi di costo e servire una domanda interna in forte espansione.

 

Software, AI e tecnologia al centro dell’M&A

Software, AI e tecnologia stanno ridefinendo l’industria automotive nel suo complesso. Questa dinamica si riflette anche nell’attività M&A dello scorso anno: oltre la metà delle operazioni ha riguardato semiconduttori, elettronica, sensori e capabilities di software engineering. I produttori di auto e i fornitori puntano verso acquisizioni che contribuiscano a rafforzare la base elettronica e digitale dell’architettura dei veicoli di nuova generazione.

 

“Le aziende di hardware tradizionali stanno integrando sempre più capability digitali per dirigere stack software destinati a definire le funzionalità dei veicoli del futuro”, continua Di Loreto. “Nei prossimi anni assisteremo a una crescita di partnership tra aziende automotive e software. La sfida sarà costruire team e competenze capaci di tradurre le esigenze dei consumatori integrandole in soluzioni tecnologiche nei sistemi del veicolo”.

 

Automotive e difesa, terreno fertile per la contaminazione

Alcune recenti operazioni hanno mostrato come player in ambito Difesa stiano attingendo selettivamente alle competenze dell’industria automotive per rafforzare o sviluppare sistemi. Allo stesso tempo, alcuni OEM automotive stanno valutando opportunità adiacenti al settore della difesa come potenziale driver di crescita, in risposta alla stagnazione delle vendite globali di veicoli.

 

Le prospettive dell’M&A automotive nel 2026

Il 2026 dell’industria automotive sarà fortemente influenzato dai cambiamenti geopolitici, dal riallineamento della supply chain e dalle evoluzioni delle tecnologie. “Nei prossimi mesi”, conclude Di Loreto, “l’M&A sarà uno strumento essenziale per mantenere competitività e ci aspettiamo cauto ottimismo. Nel frattempo, le aziende leader dovranno rafforzare le proprie capacità in termini di “strategic planning, corporate venturing e integrazione post-merger”.

 


Foto ufficio Stampa Bain & Company

Ferrari Luce: la prima elettrica del Cavallino inizia a scoprirsi… dagli interni

Ferrari Luce: la prima elettrica del Cavallino inizia a scoprirsi... dagli interni
di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)
 
Ferrari ha svelato nome e abitacolo della sua prima auto a batteria: Luce. Per scoprirne l’aspetto degli esterni bisognerà aspettare la presentazione ufficiale, che avverrà a maggio, nel frattempo la prima Ferrari della storia ad alimentazione 100% ha tolto il velo agli interni, mostrando l’innovativa configurazione che caratterizza gli elementi che andranno a comporre l’abitacolo del nuovo modello destinato ad aprire un capitolo totalmente nuovo e inedito per la Casa di Maranello.
 

Design-star per creare l’abitacolo

L’alba della Ferrari Luce è andata in scena a San Francisco, dove ha sede
LoveFrom, il collettivo creativo fondato dai noti e apprezzati designer Jony Ive (ex Apple) e Marc Newson, che ha lavorato per cinque anni a stretto contatto con Ferrari per dar vita alla progettazione dell’abitacolo, definendo il design di ogni singolo componente con l’obiettivo di ridefinire l’esperienza di guida in chiave contemporanea e con una proiezione totale all’eccellenza tanto estetica quanto funzionale.
 
LoveFrom ha lavorato in stretta sinergia con il Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni, al fine di garantire coerenza stilistica, funzionale e tecnica man mano che gli interni di Luce prendevano forma. Pulizia, razionalità e interazione uomo-macchina. Il risultato, come si può apprezzare dalle numerosi immagini ufficiali rilasciate dalla Casa di Maranello, è un abitacolo inedito, dove ogni componente è stato progettato per essere anche bello da guardare e da toccare, per interni concepiti all’insegna della pulizia e della razionalità, pensando di favorire concentrazione, comfort e spaziosità, con hardware e software sviluppati insieme alla scopo di fornire un’interazione fluida e armonica tra pilota e vettura.
 

Tasti fisici, materiali di qualità eccelsa e volante più leggero

In controtendenza rispetto all’attuale predominio di display e comandi touch, la Ferrari Luce ha interni che 
privilegiano comandi fisici, tattili e intuitivi, ispirati all’heritage Ferrari e alle monoposto di Formula 1. Materiali e processi produttivi riflettono l’eccellenza artigianale delle produzioni di Maranello, con Luce che prevede un largo impiego di allumino riciclato al 100%, lavorato con tecnologia CNC ed avanzate tecniche di anodizzazione, e dell’innovativo vetro Corning Fusion5, resistente, antigraffio e di grande impatto visivo.

Il volante di Ferrari Luce a tre razze si ispira al passato richiamando modelli iconici degli anni ’50 
e ’60 del Cavallino. Vanta, inoltre, un peso ridotto di 400 grammi rispetto a un volante standard Ferrari. Il cruscotto orientabile, che si muove insieme al volante, è strutturato con un doppio display OLED ed integra elementi digitali e analogici con equilibrio e armonia, completando un abitacolo che ha tutte le carte in regola per farsi emblema espressivo dell’esperienza di guida elettricasecondo la visione Ferrari.
 

Foto da ufficio stampa Ferrari