L’auto in auto: sull’elettrico si rischia è diventare un Paese di secondo piano
di Fabio Pressi, presidente di Motus-E
In assenza di una accurata pianificazione degli strumenti di supporto alla domanda, l’Italia rischia seriamente di diventare un Paese di secondo piano nello scacchiere automotive europeo. C’è l’urgenza di un intervento sulla fiscalità delle flotte aziendali caldeggiato da numerosi stakeholder nel recente Tavolo Automotive, anche in considerazione dei target proposti da Bruxelles per questo decisivo canale di mercato, che in Italia poggia ancora su un impianto normativo fermo agli anni ‘90.
Foto da ufficio stampa MOTUS-E
Ok gli incentivi sui retrofit a gas: ora si faccia valere il principio dei biocarburanti
Soddisfazione per l’annuncio fatto dal Ministro Urso durante il Tavolo Automotive sulla ripresa degli incentivi al retrofit a gas delle auto con una dotazione complessiva nel quinquennio 2026-2030 di 21 milioni di euro. Si tratta di una misura attesa da consumatori e industria di distribuzione e componentistica. Forte auspicio di vederla operativa già dai primi mesi del 2026 con estensione a veicoli Euro 3 e a quelli intestati a persone giuridiche. Necessario in sede UE far prevalere neutralità tecnologica e ruolo biocarburanti.
È questo il commento, in sintesi, di Assogasliquidi-Federchimica presente il 30 gennaio al Tavolo Automotive del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. I gas liquefatti GPL e GNL – sempre più bio e rinnovabili – sono soluzioni pronte e già oggi in grado di ridurre le emissioni di CO₂ e gli inquinanti locali nel trasporto leggero e pesante. Le alimentazioni a GPL sono scelte da milioni di consumatori per la convenienza economica. La possibilità di trasformare a gas un’auto circolante garantisce anche automobilisti e famiglie che non possono permettersi l’acquisto di una nuova auto.
Assogasliquidi chiede ora che i gas liquefatti vengano posti al centro delle politiche nazionali ed europee a supporto del settore automotive. Sul fronte europeo, l’associazione valuta positivamente l’apertura della Commissione UE sulla revisione del Regolamento CO₂ per i veicoli leggeri, ma ritiene insufficiente l’attuale impostazione, che limita il contributo dei carburanti rinnovabili solo dal 2035 e con quote marginali.
Tra le proposte avanzate: target più realistici (-75% al 2035); riconoscimento immediato dei carburanti RED compliant; introduzione carbon correction factor; introduzione nuova categoria veicoli carbon neutral fuel considerati 0 emission; revisione del Regolamento con cadenza biennale.
Per i veicoli pesanti, Assogasliquidi apprezza l’introduzione di maggiori flessibilità nel sistema di banking and borrowing, ma il principio di neutralità tecnologica impone una revisione organica del regolamento comunitario per abilitare biocarburanti e renewable fuels, anche in questo caso tramite l’introduzione del Carbon Correction factor.
Infine, Assogasliquidi evidenzia l’urgenza di istituire un Fondo nazionale per lo sviluppo dei gas liquefatti bio e rinnovabili (bioGPL, bioGNL, DME rinnovabile), indispensabile per centrare i nuovi obiettivi fissati dal PNIEC e dalla RED III e garantire al settore trasporti carburanti a sempre minore impatto carbonico.
Matteo Cimenti – Foto ufficio stampa Assogasliquidi-Federchimica



