L’auto in Italia: in gennaio dato positivo falsato, la realtà è un’altra

L'auto in Italia: in gennaio dato positivo falsato, la realtà è un'altra
di Laura Gobbini, Project Management Data Analyst di Dataforce Italia
 

“Il 2026 parte come si era chiuso il 2025: in decisa sofferenza. L’apparente crescita del mercato delle autovetture, il +6,35% decretato dai conteggi, in realtà cela una realtà ben più amara: considerando solo i numeri dei privati, degli acquisti diretti delle società e del noleggio di lungo termine, il responso di gennaio è un -2% rispetto allo scorso anno; i quasi 8 punti algebrici di crescita che portano il totale del mercato al +6,35% che leggiamo tutti, sono sostenuti dal noleggio di breve termine, che quest’anno ha una stagionalità molto anticipata su gennaio a causa dei giochi olimpici, e dalle solite auto-immatricolazioni.

 
Sul versante dei veicoli commerciali leggeri la situazione non cambia: nonostante noleggio di breve e auto-immatricolazioni siano canali notoriamente non molto impattanti sul mercato degli LCV, il loro contributo serve a contenere (si fa per dire…) la perdita di volumi al -7% dal potenziale -12% se solo si considerasse la performance mensile di microimprese, società e noleggio di lungo termine. Forse bisognerebbe davvero iniziare ad analizzare lo stato di salute del mercato e dei suoi attori guardando solo a quei tre canali.
 
 

Foto fornita da ufficio stampa Data Analyst di Dataforce Italia

 

Decarbonizzazione secondo Bruxelles: proposta incompatibile con la neutralità tecnologica

Transizione automotive; si valorizzino eccellenze e competenze (molte sono italiane)

Foto: Gianni Murano, presidente di UNEM

 

Si è tenuta il 30 gennaio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy una nuova riunione del “Tavolo Automotive” per un confronto tra istituzioni e stakeholders in merito all’ultima proposta di revisione del piano presentato dalla Commissione
europea a dicembre 2025.


Nel suo intervento, Gianni Murano,
 Presidente UNEM, ha evidenziato come “sia positiva l’apertura della Commissione
UE ai biocarburanti e il superamento del bando totale ai motori endotermici dal 2035, ma i limiti applicativi e i vincoli
previsti rendono di fatto la misura incompatibile con i principi di neutralità tecnologica”.

“È questa la evidente contraddizione del documento – ha proseguito Murano – che da un lato evidenzia il principio della

neutralità tecnologica, dall’altro nei fatti la smentisce prevedendo il limite del contributo dei biocarburanti al solo 3%:
un contributo talmente ridotto da risultare incompatibile con la decarbonizzazione reale e con la sopravvivenza della
filiera industriale dei motori a combustione interna (ICE)”.

“Ciò per la auto significa scendere a livelli medi di emissione di 11,5 gCO2/km e di 17,8 gCO2/km per i van in cui i

biocarburanti potranno rispettivamente contribuire al massimo con 3,7 gCO2/km e 5,3 gCO2/km. Su queste basi e
stimando al 2035 un mercato europeo di 10 milioni di veicoli – ha spiegato Murano – le immatricolazioni di veicoli ICE
potranno essere intorno alle 360.000 all’anno, di cui solo 54.000 in Italia. Sicuramente un livello troppo basso per
mantenere operative linee produttive e componentistica, con impatti gravi su occupazione, investimenti e competitività
della filiera automotive italiana”.

Al fine di offrire un contributo costruttivo, con l’obiettivo di raggiungere più velocemente gli obiettivi climatici e non

certo di rivederli al ribasso, UNEM ritiene essenziale: riconoscere fin da subito il contributo alla decarbonizzazione dei biocarburanti definiti in linea con la normativa europea RED (Renewable Energy Directive), classificandoli “zero-rated” (come nel sistema ETS); introdurre una nuova classe di veicoli a zero emissioni alimentati esclusivamente con Carbon Neutral Fuels con pari dignità normativa rispetto all’elettrico e all’idrogeno in tutta la legislazione UE pertinente e garantire così vera neutralità tecnologica; anticipare al 2027 l’utilizzo dei crediti da carburanti rinnovabili, così da valorizzare contributi che già oggi riducono concretamente le emissioni.
 
E ancora: rivedere la disciplina sui veicoli aziendali che oggi impone target di elettrificazione irrealistici (fino al 95% al 2035), cosa che distorce il mercato e genera dipendenze strutturali, ignorando le reali esigenze operative delle imprese. “Apprezziamo e continuiamo a sostenere l’impegno e lo sforzo del Governo – ha concluso Murano – perché la normativa europea possa finalmente liberarsi del peso ideologico e possa contribuire a sviluppare una regolamentazione che non penalizzi la filiera industriale europea che è in grado di sostenere il processo di decarbonizzazione in un’ottica di competitività e di sostenibilità sociale”.
 

Foto da ufficio stampa UNEM

L’auto in Italia: ora si sciolgano i nodi venuti al pettine

Regolamenti UE sulla CO2: è ora di cambiare spartito
di Massimo Artusi, presidente di Federauto
 
La chiusura del mese di gennaio del mercato italiano dell’auto  in territorio positivo non deve indurre, a nostro avviso, a pensare ad una
inversione di tendenza. In un mercato in cui il canale dei privati continua a offrire segnali di cedimento a cui si aggiungono le auto immatricolazioni dei concessionari: la prudenza è d’obbligo, in quanto il canale principale, quello dei dealer, è in crisi e non sembra che in tempi brevi possa avviare un recupero
 
 Occorre smettere di demonizzare l’auto, che resta un potente strumento di libertà personale, adeguare le normative fiscali alle migliori
pratiche europee e promuovere il sistema distributivo per l’importante ruolo che svolge. Positivo, comunque, il continuo spostamento della domanda sulle vetture  ibride che crediamo possano giocare un ruolo importante anche nella prospettiva del tema strategico del Green Deal Automotive e degli indirizzi da promuovere e sviluppare per una sua revisione da parte delle istituzioni europee nel nuovo percorso che fa seguito alle proposte lanciate a dicembre dalla Commissione UE.

Il pacchetto di proposte della Commissione europea sull’automotive è stato oggetto di confronto fra Governo e stakeholder nell’incontro convocato dal Ministro Urso e tenutosi a Roma, dove abbiamo molto apprezzato la posizione espressa dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, in particolare la necessità di andare oltre la proposta della Commissione sui target CO2 per autovetture e veicoli commerciali leggeri del 16 dicembre, a partire dalla rimozione degli inspiegabili limiti al consumo imposti sui carburanti
rinnovabili e dall’attuazione completa del principio di neutralità tecnologica che riteniamo essenziale per un quadro regolamentare sostenibile.
 
Quadro regolamentare oggi turbato da una serie di pesi e misure diverse in base a specifici interessi e non all’obiettivo della decarbonizzazione. Forte criticità è data poi dalla proposta della Commissione europea sui Corporate Fleet, che imporrebbe obblighi rigidi alle grandi imprese sulla composizione delle loro flotte, distorcendo le più elementari logiche del libero mercato.

Federauto appoggia l’azione del Ministro Urso e del Governo italiano in sede europea con l’auspicio di una fase emendativa da parte del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo, in grado di rimuovere ogni possibile effetto distorsivo, regolamentare e di mercato, che limiti il principio di “neutralità tecnologica”, ferme restando le intenzioni di tutti i dealer italiani di continuare a investire ingenti risorse per decarbonizzare concretamente la filiera dell’Automotive.
 

Foto da ufficio stampa Federauto

RC auto sempre più cara: il premio medio sale a 629 euro, come risparmiare senza rischi

RC auto sempre più cara

Il costo della RC auto continua a rappresentare una voce pesante nel bilancio degli automobilisti italiani. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2025 il premio medio RC auto in Italia ha raggiunto i 629,24 euro, registrando un aumento dell’1,51% rispetto a sei mesi prima, quando la media si attestava a 619,90 euro. Un incremento contenuto, ma significativo se inserito in un quadro di spese legate all’auto già sotto pressione tra carburanti, manutenzione e tasse.

In questo contesto, risparmiare sull’assicurazione è possibile, ma solo a patto di sapere dove intervenire e cosa evitare. Per questo Facile.it ha elaborato un vademecum che aiuta a orientarsi tra scelte intelligenti e falsi risparmi, spesso sottovalutati dagli automobilisti.

 

Confrontare resta la prima regola per risparmiare

La strategia più efficace per ridurre il costo della RC auto resta una: confrontare le offerte. Se un tempo la fedeltà alla compagnia assicurativa era la norma, oggi il mercato è molto più dinamico e premia chi verifica periodicamente se esistono soluzioni più adatte al proprio profilo, che cambia nel tempo insieme a età, veicolo e abitudini di guida.

Il confronto può avvenire richiedendo preventivi singoli oppure utilizzando i comparatori online, che consentono di valutare più proposte in pochi minuti. Secondo un’indagine EMG Different per Facile.it, nel solo ultimo anno quasi 8 milioni di italiani hanno confrontato le offerte RC auto, ottenendo un risparmio medio compreso tra il 25% e il 30%cambiando compagnia. Solo nel 2024, grazie al confronto, sono stati risparmiati complessivamente 109 milioni di euro.

 

Massimali, franchigie e clausole: cosa guardare davvero

Quando si valuta una polizza RC auto, il prezzo non è l’unico elemento da considerare. Alcune voci sono decisive per evitare brutte sorprese in caso di sinistro. Il massimale indica la cifra massima che la compagnia copre in caso di danni causati a terzi. Ridurlo può abbassare il premio, ma espone al rischio di dover risarcire di tasca propria eventuali danni superiori al limite previsto. La franchigia, invece, è la parte di danno che resta sempre a carico dell’assicurato: più è alta, più il premio scende, ma aumentano i costi in caso di incidente.

Attenzione anche a esclusioni e rivalse, ovvero tutte quelle situazioni in cui la compagnia può rifiutare il rimborso o rivalersi sull’assicurato dopo aver liquidato il danno.

 

Guida esperta ed esclusiva: risparmio solo apparente?

Tra le opzioni più utilizzate per abbassare il premio ci sono la guida esperta e la guida esclusiva. La prima consente di risparmiare se tutti i conducenti hanno più di 26 anni, la seconda se il veicolo viene guidato da una sola persona.

Il problema nasce quando queste condizioni non vengono rispettate. Se, ad esempio, un figlio neopatentato causa un incidente con un’auto assicurata con guida esperta, la compagnia può esercitare il diritto di rivalsa, chiedendo all’assicurato il rimborso di quanto pagato. Lo stesso vale per la guida esclusiva: se al volante c’è un’altra persona, anche in caso di emergenza, l’assicurazione può non coprire il danno.

 

Garanzie accessorie: utili o inutili?

Le garanzie accessorie possono fare la differenza, ma vanno scelte con attenzione. Assicurare contro il furto un’auto nuova o recente ha senso, molto meno se il veicolo ha dieci anni: in caso di furto, infatti, il rimborso si basa sul valore commerciale attuale, spesso molto basso.

In molti casi è più utile investire su assistenza stradale, soprattutto per chi utilizza quotidianamente l’auto o percorre lunghe distanze, piuttosto che su coperture poco proporzionate al valore reale del veicolo.

 

Attenzione ai dati dichiarati: un errore può costare carissimo

Uno degli errori più rischiosi riguarda l’indirizzo di residenza. Anche all’interno dello stesso comune, CAP diversi possono comportare premi differenti. Dichiarare un indirizzo non corretto per risparmiare qualche euro può portare all’invalidazione del contratto e all’obbligo di risarcire personalmente i danni, oltre a rimborsare la compagnia.

 

Altri strumenti per abbassare il premio

La Legge Bersani, estesa dalla RC Familiare, consente di assicurare un veicolo beneficiando della classe di merito più favorevole di un familiare convivente, evitando di partire dalla classe 14. È una soluzione particolarmente vantaggiosa per neopatentati, anche se la tariffa finale dipende comunque da altri fattori come potenza del veicolo e anni di patente.

Sempre più diffusa è anche la scatola nera, che registra i dati di guida e consente sconti significativi sul premio. Attenzione però: in caso di comportamenti irregolari, come eccesso di velocità, la compagnia può rivalersi sull’assicurato.

Infine, accettare la riparazione presso carrozzerie convenzionate permette spesso di ottenere premi più bassi, rinunciando al risarcimento in denaro ma ottenendo la riparazione completa del veicolo.

 

Muoversi in anticipo fa la differenza

Un consiglio spesso sottovalutato è verificare i preventivi 30-45 giorni prima della scadenza della polizza. Le compagnie aggiornano spesso le tariffe a inizio mese e intercettare una promozione al momento giusto può tradursi in un risparmio concreto. Il giorno ideale per iniziare a confrontare? Il primo giorno lavorativo del mese.

 

Piccole curiosità che pochi conoscono

Non tutti sanno che, in caso di incidente con colpa, l’unico passeggero non coperto dalla RC auto è il conducente. Per tutelarlo è necessaria la garanzia aggiuntiva infortuni conducente, che costa pochi euro l’anno. Anche gli animali domestici trasportati in auto non sono coperti dalla RC standard: servono polizze specifiche.

Quanto agli animali selvatici, sempre più presenti anche vicino ai centri urbani, i danni causati da collisioni non rientrano nella RC auto base e richiedono garanzie accessorie dedicate.

Risparmiare sull’assicurazione auto, dunque, è possibile. Ma farlo senza consapevolezza può trasformare un piccolo vantaggio economico in un problema molto più grande.

 


Foto da ufficio stampa Facile.it (Financial statement with coins and banknotes. Finance and car key, saving money for a car or material design concepts.)

Tavolo automotive: bene, ma si attendono news sugli Ecobonus per i furgoni

Roma, ZTL a pagamento per le auto elettriche: un vero disincentivo alla transizione
di Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE
 
Al fine di verificare l’effettivo impatto degli incentivi sulle immatricolazioni dei veicoli commerciali leggeri, UNRAE rimane in attesa della conclusione degli iter relativi ai rimborsi per le Concessionarie. Auspichiamo, in proposito, che siano integralmente rispettate le tempistiche di liquidazione già comunicate e ribadiamo la necessità che la trasmissione delle prime domande di rimborso attraverso la piattaforma Sogei possa avvenire effettivamente nel mese di gennaio, e che il relativo rimborso sia accreditato entro il mese di febbraio, qualora non fosse possibile accelerare le suddette tempistiche.
Il Tavolo automotive è un momento utile di confronto, ma le attuali modalità di interazione ne limitano l’efficacia operativa; riteniamo quindi necessario affiancare a questo strumento sedi di dialogo più mirate, continuative e orientate a decisioni concrete. Confidiamo anche di ottenere quanto prima informazioni concrete da parte del MIMIT riguardo all’Ecobonus destinato all’acquisto di nuovi veicoli commerciali, che utilizzerà i fondi residui degli anni precedenti, tema sul quale l’amministrazione è impegnata da diverso tempo.
 

Foto da ufficio stampa UNRAE