Stellantis entra in AI4I e Chips-IT: intesa strategica su AI e semiconduttori

Stellantis entra in AI4I e Chips-IT: intesa strategica su AI e semiconduttori

L’ingresso di Stellantis nell’Istituto italiano di intelligenza artificiale e nella Fondazione Chips-IT segna un passaggio rilevante nella strategia industriale italiana del gruppo automobilistico. L’adesione è stata ufficializzata a Roma, a Palazzo Piacentini, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, e si inserisce nel più ampio percorso di collaborazione pubblico-privato avviato tra Stellantis e il Governo.

L’intesa rientra infatti nel Piano d’azione per l’Italia concordato il 17 dicembre 2024 tra Stellantis e il MIMIT, e rafforza l’impegno del gruppo sul fronte della ricerca applicata, dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori, tre pilastri sempre più centrali per la competitività dell’industria automotive europea.

 

Un segnale industriale e politico insieme

Secondo il ministro Urso, l’operazione rappresenta molto più di una semplice adesione formale. «L’ingresso di Stellantis in AI4I e nella Fondazione Chips-IT rafforza la competitività del sistema produttivo e promuove l’innovazione tecnologica del settore automotive», ha dichiarato, sottolineando come il rafforzamento delle competenze nazionali in AI e semiconduttori sia una priorità della politica industriale italiana.

Il tema della sovranità tecnologica, soprattutto in ambiti strategici come i chip e l’intelligenza artificiale, è diventato cruciale anche alla luce delle tensioni geopolitiche e delle fragilità emerse nelle catene globali di approvvigionamento. In questo scenario, la collaborazione tra grandi gruppi industriali e centri di ricerca nazionali assume un valore sistemico.

 

Stellantis e il piano per l’Italia

All’evento erano presenti, tra gli altri, Emanuele Cappellano, COO di Stellantis per Enlarged Europe ed European Brands, Fabio Pammolli, presidente di AI4I, e Alberto Sangiovanni-Vincentelli, presidente della Fondazione Chips-IT.

Cappellano ha ribadito come l’adesione alle due fondazioni rappresenti una scelta coerente con gli impegni presi dal gruppo: «La sinergia tra industria, università e centri di ricerca è fondamentale per costruire un ecosistema dell’innovazione nazionale solido e competitivo», spiegando che AI4I e Chips-IT diventano parte integrante del Piano di impegni di Stellantis per l’Italia.

Un messaggio che conferma la volontà del gruppo di radicare sul territorio competenze avanzate, valorizzando il capitale umano e scientifico nazionale in una fase di profonda trasformazione dell’automotive, tra digitalizzazione, elettrificazione e software-defined vehicles.

 

AI4I, l’intelligenza artificiale applicata all’economia reale

Nato su iniziativa del Governo e con sede a Torino, AI4I è il primo istituto nazionale interamente dedicato all’applicazione dell’intelligenza artificiale all’economia reale. L’obiettivo è ambizioso: attrarre talenti, sviluppare soluzioni AI per le imprese, favorire il trasferimento tecnologico e sostenere la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.

Come ha spiegato Pammolli, AI4I si propone come hub nazionale e internazionale di ricerca e innovazione, in grado di collegare mondo accademico, industria e sistema produttivo, con un impatto diretto anche sul settore automotive, sempre più dipendente da algoritmi, dati e sistemi intelligenti.

 

Chips-IT e la sfida dei semiconduttori

Complementare è il ruolo della Fondazione Chips-IT, con sede a Pavia, primo polo nazionale di ricerca industriale e innovazione sui chip e semiconduttori. Un ambito diventato strategico non solo per l’automotive, ma per l’intero sistema industriale europeo.

Sangiovanni-Vincentelli ha sottolineato come la fondazione stia crescendo rapidamente, con oltre quaranta dipendenti e l’obiettivo di arrivare a circa cento entro la fine del 2026. Le linee di ricerca attive spaziano dalle telecomunicazioni alla produzione di energia, dal biomedicale ai sistemi radar, con applicazioni concrete che possono avere ricadute dirette anche sulla mobilità del futuro.

 

Automotive, tecnologia e competitività europea

L’adesione di Stellantis ad AI4I e Chips-IT va letta in una prospettiva più ampia. L’automobile contemporanea è sempre meno un prodotto meccanico e sempre più un oggetto tecnologico complesso, basato su software, elettronica avanzata e intelligenza artificiale. Rafforzare le competenze su questi fronti significa tutelare la competitività industriale europea in un mercato globale sempre più competitivo.

In questo senso, l’intesa ufficializzata al MIMIT rappresenta un tassello importante nel percorso di trasformazione dell’industria automotive italiana, chiamata a giocare un ruolo attivo nella transizione tecnologica senza rinunciare a capacità produttive, occupazione e know-how.

 


Foto da ufficio stampa Stellantis

L’auto in Italia: gennaio ok, ma il contesto normativo è tutt’altro che positivo

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"
di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor
 
In gennaio sono state immatricolate in Italia 141.980 autovetture nuove con una crescita del 6,2% su gennaio 2025 e con un calo del 14,1% sul corrispondente livello ante-crisi, cioè su gennaio 2019. Il risultato di gennaio è positivo, ma si deve considerare che è stato influenzato anche dagli incentivi all’acquisto di auto elettriche prenotati dal 22 ottobre e relativi a 55.680 autovetture elettriche, che in parte sono state immatricolate anche in novembre, in dicembre e in gennaio e avranno un modesto impatto positivo anche sulle immatricolazioni dei prossimi due o tre mesi.
 
Per quanto riguarda il dato di gennaio, la quota delle immatricolazioni di auto elettriche è stata del 6,6% che corrisponde a 9.370 vetture elettriche immatricolate. Gli incentivi stanno dunque dando il loro contributo, ma va anche detto che il loro apporto è modesto e che se riuscissimo a mantenere il tasso di crescita di gennaio (+6,2%) per tutto l’anno arriveremmo a un volume di immatricolazioni per l’intero 2026 di 1.620.000 unità. Un livello infimo se consideriamo che le immatricolazioni in Italia nel 2007 erano state 2.494.115, per piombare nel 2013 a 1.304.842 per gli effetti del fallimento di Lehman Brother, per sfiorare i due milioni nel 2017 e passare poi a 1.917.106 nel 2019,cioè nell’anno precedente la pandemia da coronavirus e che è il livello che dovremmo superare per ritornare ad una situazione di quasi normalità, ma questa meta appare ancora lontana.
 
E non si può certo pensare che il livello quantitativo a cui si è ridotto il mercato automobilistico italiano sia dovuto ad una disaffezione della popolazione italiana nei confronti dell’automobile. I dati non raccontano una storia di disaffezione, ma una storia di grande interesse per l’automobile. Nel 2000 le autovetture circolanti erano 32.583.815, nel 2024 (ultimo dato disponibile) sono salite a 41.340.516 unità (+26,9%).  Come è stata possibile questa crescita con livelli di immatricolazioni depressi come quelli di cui abbiamo parlato? La risposta è semplice. Si sono tenute in esercizio autovetture che in altri tempi sarebbero state da tempo rottamate e che sono pericolose per la gente in quanto meno sicure e fortemente inquinanti.
 
Come si esce da questa situazione? Un grande aiuto potrebbe venire da un piano dell’Unione Europea per l’auto che tenesse conto non solo delle sacrosante esigenze ambientali, ma anche del sacrosanto dovere di tutelare la sicurezza dei cittadini e del sacrosanto dovere di ridare un posto di lavoro alla moltitudine di operai e impiegati del settore che lo hanno perso.
 

Foto da ufficio stampa Centro Studi Promotor

#FORUMAutoMotive: un benvenuto a Videomotori!

#FORUMAutoMotive: un benvenuto a Videomotori!

#FORUMAutoMotive è lieto di trasmettere prossimamente le trasmissioni realizzate da Videomotori. Un’iniziativa , quella denominata Videomotori, nata 20 anni fa, nel 2006, per iniziativa di Maurizio Caldera e Alessandro Mariottini che, all’inizio del 2020, hanno passato le consegne a Valerio Boni e Saverio Villa.

 
L’obiettivo di Videomotori è quello fornire gratuitamente a emittenti locali e siti web un programma/contenitore dedicato al mondo delle auto e della mobilità in generale da mandare in onda o rendere disponibile online liberamente, senza vincoli contrattuali, secondo le diverse esigenze di programmazione.

Dal 2006 a oggi, ha coinvolto un numero crescente di emittenti in tutta Italia, oltre a numerose testate online alle quali si aggiunge #FORUMAutoMotive. Attualmente Videomotori è messa a disposizione settimanalmente a 290 emittenti accreditate, e diffusa regolarmente da oltre 90 emittenti/web tv, distribuite su tutto il territorio nazionale, 30 delle quali con ascolti certificati da Auditel.

Valerio Boni, che con Saverio Villa, cura l’iniziativa, ne spiega idea e contenuti in questa chiacchierata con Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive. Nella parte finale immancabile la domanda di Bonora a Boni in tema di nuovi record da annoverare nel Guinness.