Richieste UE sul “green”: ora l’Italia faccia la sua parte

Mercato auto 2026, il nuovo accelera: +9,8% nel primo semestre

di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE

 
Lo scorso 16 dicembre, la Commissione europea ha presentato l’atteso “Pacchetto automotive”, che ora dovrà essere esaminato dal Parlamento europeo e al Consiglio europeo nell’ambito del cosiddetto Trilogo, dove potrebbe subire modifiche anche sostanziali rispetto alla versione iniziale.
Tra le misure proposte dalla Commissione, UNRAE, pone particolare attenzione al tema delle flotte aziendali: la proposta prevede che gli Stati membri garantiscano, a partire dal 2030, che una quota minima delle nuove immatricolazioni di veicoli delle grandi imprese sia costituita da veicoli a zero o basse emissioni, con obiettivi specifici per i veicoli a emissioni zero.
Obiettivi così ambiziosi sono raggiungibili e sostenibili per l’Italia solo a patto di rivedere la fiscalità per le aziende clienti in chiave “green”. Imporre alle aziende investimenti su auto a zero o basse emissioni senza i necessari fattori abilitanti, può impattare sulle decisioni di rinnovo delle flotte e penalizzare il mercato.
Nel 2025 la quota BEV negli altri 30 Paesi europei ha raggiunto il 21,2%, quasi 3 volte e mezzo superiore alla nostra. La materia fiscale è di esclusiva competenza nazionale, quindi anche l’Italia deve fare la propria parte per non rimanere fanalino di coda nel continente europeo. È necessario puntare a raggiungere almeno la media europea, per evitare di essere considerati un mercato di serie B, tenendo conto di tutti gli investimenti che i Costruttori stanno effettuando sui veicoli a zero o basse emissioni.
Da anni UNRAE sottolinea che un elemento fondamentale per favorire la mobilità a zero emissioni è la revisione in chiave “verde” del trattamento fiscale delle auto aziendali, attraverso interventi che prevedano l’aumento di detraibilità dell’IVA e deducibilità dei costi, oltre alla riduzione del periodo di ammortamento.
Per approfondire questi temi e individuare soluzioni concrete, UNRAE auspica fortemente l’apertura di un tavolo di confronto interministeriale, che sia mirato, continuativo e orientato all’assunzione di decisioni.
 
 

Foto da ufficio stampa UNRAE

Stellantis Philanthropy: rafforzato l’impegno per l’educazione e le comunità locali

Stellantis Philanthropy: rafforzato l’impegno per l’educazione e le comunità locali

In un settore come quello automotive, spesso chiamato a confrontarsi con trasformazioni profonde – tecnologiche, industriali e sociali-  l’investimento sulle persone e sulla conoscenza resta uno degli elementi più solidi su cui costruire il futuro. È in questa direzione che si muove Stellantis, che in occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione rinnova e rafforza il proprio impegno globale attraverso le iniziative di Stellantis Philanthropy.

Negli ultimi due anni il gruppo ha co-sviluppato oltre 130 progetti educativi in collaborazione con più di 100 organizzazioni non profit, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere oltre 2 milioni di beneficiari diretti entro la fine del 2026. Un numero che racconta una strategia strutturata, basata su partnership locali e su un approccio che mette al centro i bisogni reali delle comunità in cui l’azienda opera.

 

Educazione come leva di sviluppo sostenibile

Il cuore dell’impegno di Stellantis Philanthropy è l’accesso all’istruzione, con un’attenzione particolare alle discipline STEM – scienza, tecnologia, ingegneria e matematica – considerate sempre più decisive anche per l’evoluzione dell’industria automobilistica. La formazione tecnica e scientifica, infatti, non è solo uno strumento di crescita individuale, ma una condizione necessaria per accompagnare la transizione verso una mobilità più avanzata, digitale e sostenibile.

«L’educazione è uno degli strumenti più potenti con cui possiamo supportare le comunità in cui operiamo», ha dichiarato il presidente John Elkann, sottolineando come la collaborazione tra partner locali e dipendenti permetta di ampliare concretamente le opportunità di apprendimento per le nuove generazioni.

 

Un modello basato sulle comunità

Uno degli elementi distintivi dell’approccio di Stellantis Philanthropy è la radicata dimensione territoriale. I progetti vengono ideati e sviluppati insieme alle comunità locali, con soluzioni pensate per essere misurabili, pertinenti e durature. Dall’inclusione scolastica all’educazione ambientale, dalle competenze digitali ai percorsi professionali, le iniziative si adattano ai diversi contesti sociali e culturali.

In Nord America, ad esempio, oltre 30 progetti tra Stati Uniti, Canada e Messico puntano a raggiungere un milione di persone entro il 2026. In Europa allargata, più di 50 iniziative coinvolgono nove Paesi, con un focus anche su ambienti di apprendimento inclusivi per studenti nello spettro autistico. In Sud America, Medio Oriente, Africa e area Asia-Pacifico, i programmi si concentrano su continuità scolastica, istruzione delle ragazze, formazione tecnica e accesso alla tecnologia nelle aree rurali.

 

Volontariato e merito al centro

All’interno di Stellantis Philanthropy confluiscono anche due programmi chiave: Motor Citizens e Stellantis Student Awards. Il primo è il programma di volontariato globale che incoraggia i dipendenti a dedicare tempo e competenze alle proprie comunità. Dal lancio globale nel 2021, la partecipazione è cresciuta in modo costante e nel 2025 si è registrato un aumento di oltre il 25% sia nel numero di volontari sia nelle ore dedicate.

Gli Stellantis Student Awards, invece, valorizzano il merito accademico degli studenti appartenenti alle famiglie Stellantis. Solo nel 2025 sono stati premiati oltre 800 studenti, mentre dal 1996 i riconoscimenti assegnati sono stati quasi 17.000. Un segnale di continuità che rafforza il legame tra azienda, famiglie e formazione.

 

Un impegno che parla anche all’automotive

In un momento in cui il settore automotive è spesso raccontato solo attraverso numeri di mercato, normative e transizione energetica, iniziative come queste ricordano che la sostenibilità industriale passa anche dalla responsabilità sociale. Investire in educazione significa costruire competenze, fiducia e coesione, elementi fondamentali per affrontare le sfide future senza perdere il legame con i territori.

Stellantis, attraverso la sua filantropia, propone così un modello che difende il ruolo dell’industria come attore sociale, capace non solo di produrre veicoli e tecnologia, ma anche di generare valore condiviso e opportunità concrete per le comunità globali.

 


Foto da ufficio stampa Stellantis