Due ruote: confermato il ruolo centrale in svago, sport e turismo

Vendite due ruote in Italia: moto e scooter sempre forti

di Mariano Roman, presidente di ANCMA

Per le due ruote sul 2025 hanno inciso in modo significativo gli effetti del surplus di immatricolazioni di fine serie registrato a fine 2024, legato all’entrata in vigore dello standard Euro 5+. Tuttavia, il calo delle moto appare meno riconducibile a un fenomeno episodico: sarà necessario approfondire attentamente dinamiche e cause nei primi mesi del nuovo anno.

Al netto delle distorsioni legate all’Euro 5+ e dei condizionamenti geopolitici e macroeconomici che hanno inciso sulla fiducia dei consumatori, le due ruote confermano il loro ruolo centrale nelle scelte di svago, turismo e sport. E il successo degli scooter dimostra inoltre come questi veicoli rappresentino oggi una risposta concreta, fruibile ed efficiente alle esigenze di mobilità urbana sostenibile. Nel quadro complessivo si segnala, infine, anche un discreto dinamismo dell’usato.

 


Foto da ufficio stampa ANCMA

Flotte aziendali più sicure: LoJack e Arval recuperano 516 veicoli rubati

Flotte aziendali più sicure: LoJack e Arval recuperano 516 veicoli rubati

Nel mondo delle flotte aziendali, la sicurezza dei veicoli è diventata una priorità strategica. I furti d’auto, sempre più sofisticati e mirati anche ai mezzi in noleggio, rappresentano infatti un rischio concreto per imprese, pubbliche amministrazioni e professionisti. In questo scenario si inserisce la collaborazione tra LoJack Italia e Arval Italia, una partnership che negli ultimi anni ha prodotto risultati tangibili e misurabili.

Dal 2019 a oggi, grazie ai sistemi LoJack installati sui veicoli della flotta Arval, sono stati recuperati 516 mezzi rubati, per un valore complessivo di quasi 11 milioni di euro. Numeri che raccontano l’efficacia di un modello basato su tecnologia avanzata, monitoraggio costante e collaborazione operativa con le Forze dell’ordine.

 

Una partnership strategica per il noleggio a lungo termine

L’accordo tra LoJack e Arval coinvolge oggi una flotta di circa 55.000 veicoli, concessi in noleggio a lungo termine a dipendenti di aziende, enti pubblici e clienti privati, sia con partita IVA sia con solo codice fiscale. L’obiettivo è chiaro: ridurre l’impatto economico e operativo dei furti, offrendo una tutela concreta a chi utilizza il veicolo ogni giorno per lavoro.

Il tema è tutt’altro che marginale. Le vetture aziendali, indipendentemente dal segmento – dalle utilitarie ai modelli premium – sono da tempo nel mirino delle organizzazioni criminali, soprattutto in alcune aree del Paese. Tecnologie come i jammer, capaci di neutralizzare i sistemi di localizzazione tradizionali, hanno alzato il livello della sfida, rendendo necessarie soluzioni più evolute.

 

Tecnologia e presidio del territorio: i punti di forza di LoJack

Il valore aggiunto dell’offerta LoJack per le flotte aziendali si basa su tre elementi chiave. Il primo è la tecnologia in radiofrequenza, integrata con sistemi GPS e GSM, che consente di individuare il veicolo anche in contesti complessi come autorimesse sotterranee o aree schermate, dove altri dispositivi risultano inefficaci.

Il secondo pilastro è una centrale operativa attiva 24 ore su 24, che affianca il driver in tutte le fasi successive al furto, dalla denuncia fino al recupero del mezzo. Un supporto cruciale nei momenti più delicati, quando rapidità e coordinamento fanno la differenza.

Il terzo elemento è rappresentato da un team di specialisti sul territorio, che collabora quotidianamente con le Forze dell’Ordine nelle attività di ricerca e recupero dei veicoli rubati. È proprio questa combinazione tra tecnologia e intervento umano a spiegare perché i tassi di recupero risultino superiori alla media nazionale.

 

Un recupero record nonostante i jammer

Tra i casi più emblematici emersi nel corso della collaborazione spicca un’operazione avvenuta a Verona, che dimostra in modo concreto l’efficacia del sistema. Una Range Rover Sport, già oggetto di un primo furto e successivo recupero, è stata sottratta nuovamente e nascosta in un’autorimessa sotterranea insieme ad altri veicoli rubati.

Nel garage sono stati ritrovati 13 automobili e 2 moto, per un valore complessivo di circa 800.000 euro, tra cui anche una BMW X5 e una Toyota RAV4 appartenenti alla flotta Arval. Molti dei mezzi erano già pronti per essere reimmessi illegalmente sul mercato, con targhe contraffatte o numeri di telaio cancellati tramite laser. Nonostante la presenza di jammer, la tecnologia LoJack ha permesso la localizzazione e il recupero dei veicoli, confermando l’efficacia del sistema anche contro le tecniche di furto più avanzate.

 

Sicurezza come asset per le aziende

Come sottolineato dal management di LoJack, la collaborazione con Arval rappresenta un esempio concreto di come le società di noleggio e fleet management possano proteggere i propri asset attraverso soluzioni hi-tech, riducendo perdite economiche e disagi operativi. In un contesto in cui il furto d’auto è sempre più organizzato e tecnologico, la risposta non può che essere altrettanto evoluta.

Guardando al futuro, il monitoraggio costante del fenomeno e l’integrazione di nuove soluzioni tecnologiche restano elementi centrali per rafforzare la difesa delle flotte aziendali. Un terreno su cui partnership come quella tra LoJack e Arval sembrano destinate a giocare un ruolo sempre più rilevante.

 


Foto da ufficio stampa Lojack

Calendario TEXA 2026: Milo Manara ci mette la firma

Calendario TEXA 2026: Milo Manara ci mette la firma
L’illustrazione del celebre fumettista italiano è dedicata alla partnership con Automobili Lamborghini, ma non solo. Sullo sfondo, infatti, anche un’anteprima del nuovo stabilimento TEXA che verrà inaugurato nel 2026. Quello fra TEXA e Milo
Manara è  un sodalizio artistico iniziato nel 2008 che anno dopo anno si è rafforzato e che, anche per il 2026, ha saputo dare vita a uno splendido calendario da collezione. 
Un’opera d’arte che questa volta celebra la partnership di TEXA con Automobili Lamborghini.
 
Nell’illustrazione, una donna elegante posa accanto a una Temerario, l’ultima supersportiva ibrida plug-in lanciata dalla Casa di Sant’Agata Bolognese ed equipaggiata, come anche la Revuelto, con due inverter e una centralina controllo veicolo progettati e prodotti da TEXA. Una collaborazione che dimostra come l’attività della divisione aziendale e-Powertrain sia apprezzata per le
tecnologie d’avanguardia sviluppate e l’impeccabile qualità produttiva. Per TEXA è anche un riconoscimento dopo gli importanti investimenti in questo ambito, portati avanti con la precisa volontà di confermarsi un baluardo nell’industria italiana dell’automotive.

C’è, però, un’altra curiosità nell’illustrazione di Milo Manara. Alle spalle dell’automobilista, infatti, si staglia parte del nuovo stabilimento TEXA che verrà ufficialmente inaugurato nel 2026: oltre 30.000 metri quadrati destinati principalmente alla produzione di strumenti per il garage equipment.
Il nuovo calendario viene consegnato ai clienti abbonati al servizio di aggiornamento “TEXPACK” dal proprio rivenditore di fiducia.
 
Foto da ufficio stampa TEXA


UE e auto: si dia il via a una revisione organica, radicale e concreta

Sbloccato il DPCM automotive: sostegno per investimenti, a luglio nuove risorse

di Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy

 
La proposta annunciata dalla Commissione europea è un primo passo nella giusta direzione che noi per primi abbiamo indicato. È una breccia nel muro dell’ideologia, con il riconoscimento dei principi della neutralità tecnologica e del Made in Europe, anche a tutela delle imprese della componentistica. Ma ora il muro va abbattuto.
 
Lavoreremo con gli Stati membri che condividono il nostro approccio, nella certezza che occorra una revisione dei regolamenti più organica, radicale e concreta. È il momento di scelte strategiche chiare e omogenee, non di compromessi o di tatticismi”.

Sono apprezzabili le novità sulle piccole vetture di produzione europea e sui carburanti rinnovabili, inclusi i biocarburanti, aperture per le quali l’azione dell’Italia ha avuto un ruolo decisivo. Tuttavia occorre estendere il principio della neutralità tecnologica anche alle flotte aziendali e realizzare una completa revisione del regolamento sui veicoli pesanti, valorizzando tutte le tecnologie. Non si può più aspettare: è questo il tempo delle riforme.

 
Foto da ufficio stampa Min. Urso