Pacchetto UE per l’auto: delusi, ma il futuro resta elettrico

Pacchetto UE per l'auto: delusi, ma il futuro resta elettrico

di Stefano Terranova, CEO di Atlante Srl

 
Siamo delusi, ma non sorpresi dalla revisione del pacchetto automotive. Nessun Governo europeo sembra oggi avere la capacità politica di sostenere apertamente l’obiettivo del 100% di veicoli a zero emissioni al 2035. Questa scelta rappresenta una risposta miope alle sfide di una trasformazione epocale e rischia di alimentare l’illusione che l’innovazione automotive europea possa ancora ruotare attorno a concetti come neutralità tecnologica, coefficienti di utilità o biofuel.
Il futuro del trasporto stradale è elettrico e green, alimentato da energia a zero emissioni prodotta localmente a costi più che vantaggiosi: le misure approvate appaiono invece come una rinuncia a impegnarci nell’arena competitiva globale e un sacrificio della storica leadership europea nel settore automotive, allocando male risorse preziose e relegando al “passato” un intero sistema produttivo. Auspichiamo, quantomeno, una loro attuazione con maggiore lungimiranza, a sostegno per esempio degli investimenti delle industrie del futuro.
Nonostante il rammarico per questa decisione, Atlante continuerà a investire in Europa e in Italia, con il supporto della casa madre TCC Group Holdings – importante gruppo con sede a Taiwan, il cuore pulsante dell’innovazione globale. Nel 2026 proseguiremo l’installazione di “green energy hub”, con ricarica, storage e, ove possibile, fotovoltaico in sito: ogni nuova stazione sarà un segno concreto dell’inarrestabile (e silenziosa!) rivoluzione dell’auto elettrica.
 

Foto da ufficio stampa di Atlante Srl

Motus-E: il nuovo Pacchetto Ue spinge la diffusione delle colonnine di ricarica

Crisi di Hormuz e carburanti alle stelle: si applichi la clausola di salvaguardia nazionale
Foto: Fabio Pressi, presidente di Motus-E
 
Motus-E accoglie con favore le proposte dello European Grids Package volte anche a snellire gli iter autorizzativi per le infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. “Pur in assenza di impegni finanziari concreti, il Pacchetto reti presentato oggi dalla Commissione UE prevede una serie di disposizioni molto utili per la diffusione delle infrastrutture di ricarica nell’Unione”, commenta il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, auspicando che con l’approvazione definitiva e il recepimento della normativa aggiornata si possa finalmente superare uno dei principali ostacoli osservato in Italia per lo sviluppo del settore.
 
Gli interventi illustrati questa mattina a Bruxelles mirano a semplificare e velocizzare le procedure di autorizzazione e connessione alla rete delle stazioni di ricarica, con l’obiettivo di ridurre sensibilmente i tempi di attivazione delle infrastrutture a beneficio dei cittadini.
 
In particolare, la proposta prevede un significativo contenimento degli ostacoli amministrativi per le connessioni sotto i 100 kW di potenza, mentre è consentito un procedimento di massimo 6 mesi per ottenere il via libera alle connessioni con potenze superiori. Inoltre, fino al raggiungimento degli obiettivi europei sulla neutralità climatica, le colonnine di ricarica dovranno essere annoverate tra le infrastrutture di interesse pubblico prevalente.
 
“Velocizzazione e digitalizzazione degli iter autorizzativi incontrano una delle priorità segnalate per il nostro Paese da Motus-E anche nel recente Manifesto della Ricarica”, ricorda Pressi, “insieme alla necessità di ridurre i costi di approvvigionamento energetico in capo agli operatori, di garantire la copertura totale delle reti autostradali, di estendere la durata delle concessioni e di assicurare una centralizzazione nazionale per la pianificazione di questa infrastruttura. L’approvazione e il pieno recepimento in Italia del Pacchetto Ue rappresenterà un importante passo nella giusta direzione, ma c’è ancora molto da fare”.
 
Più cauto, infine, il giudizio del presidente di Motus-E sugli indirizzi di Bruxelles per le infrastrutture di ricarica dei privati cittadini: “Allo stato – conclude Pressi – il Pacchetto non fornisce ancora un quadro adeguatamente chiaro sui requisiti e gli obiettivi per le specifiche categorie di edifici”.
 

Foto da ufficio stampa Motus-E

Pacchetto UE per l’auto: i limiti annunciati vanificherebbero la reale apertura ai biocarburanti

Il futuro del GPL: l'UE sposi il principio della neutralità tecnologica

di Matteo Cimenti, presidente di Assogasliquidi Federchimica


Riteniamo sicuramente apprezzabile e in linea con quanto da noi richiesto la valorizzazione dei carburanti rinnovabili per compensare le emissioni. Ma i limiti indicati se confermati dai documenti tecnici e il fatto che tale valorizzazione sembrerebbe essere garantita solo dal 2035 non ci sembrano proprio coerenti con il principio di neutralità tecnologica. Leggeremo attentamente i documenti tecnici che saranno diffusi dalla Commissione, ma possiamo fin da ora affermare che questi limiti impedirebbero in primo luogo alle case costruttrici di poter considerare la riduzione dell’impronta carbonica derivante dall’utilizzo di carburanti rinnovabili per il raggiungimento degli obiettivi intermedi fissati per gli anni precedenti al 2035.

Inoltre, il tetto del 3% previsto per la contabilizzazione della riduzione delle emissioni derivante dall’impiego di carburanti rinnovabili non sembra trovare alcuna giustificazione tecnica né di sostenibilità ambientale e – se confermato nei testi – si porrebbe come un ulteriore e inspiegabile limite posto alle case automobilistiche e al mercato.


Assogasliquidi continuerà quindi a seguire il dossier per garantire che la revisione dei Regolamenti sulle emissioni di CO2 sia dei veicoli leggeri sia di quelli pesanti sia veramente ispirata da una completa apertura alla pluralità tecnologica e dalla piena valorizzazione, fin da subito, dei carburanti di origine rinnovabile solo questa è la strada per garantire certezze agli investimenti che le imprese sia del settore automotive sia della produzione e della distribuzione dei carburanti devono urgentemente indirizzare per rispondere agli obblighi comunitari.