Report Ipsos Doxa – Aixam Mega Italia: minicar sempre più presenti nelle città italiane

Report Ipsos Doxa - Aixam Mega Italia: minicar sempre più presenti nelle città italiane

Cresce l’interesse verso le minicar. Lo dice una ricerca di mercato di Ipsos Doxa condotta nello scorso novembre per conto di Aixam, leader europeo nella produzione di minicar.
L’indagine è stata realizzata attraverso 1.088 interviste face-to-face (presso la casa degli intervistati) a un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 15 anni in su.


Una categoria sempre più riconoscibile: le minicar rappresentano oggi un elemento riconoscibile del paesaggio urbano italiano. Il pubblico mostra un livello di familiarità ampio (l’86% ne ha sentito parlare).
I vantaggi riconosciuti riguardano principalmente l’uso quotidiano in città: facilità di parcheggio(vantaggio citato dal 54% degli intervistati), praticità nel traffico urbano (51%) e possibilità di guida già a 14 anni (38%), caratteristica apprezzata soprattutto dai più giovani.

L’indagine ha preso anche in considerazione i risultati della recente campagna di Aixam Mega Italia (i cui spot sono stati trasmessi in concomitanza della trasmissione X Factor). Tale campagna ha contribuito a rafforzare la conoscenza del brand: un intervistato su 4 (25%) conosce Aixam, e la sua notorietà è omogenea tra le diverse generazioni, con valori superiori al 30% per gli appartenenti alla Generazione Z e ai Millenials.

La campagna di comunicazione ha contribuito anche a rafforzare l’interesse verso il brand: il 13% degli intervistati (dato raddoppiato rispetto a prima della campagna adv, quando era al 6%) prenderebbe in considerazione Aixam qualora decidesse di acquistare una minicar.

I principali motivi di scelta di Aixam riguardano soprattutto il design e la solidità delle sue minicar, considerate trendy, assieme alla possibilità di potersi affidare a una rete capillare di concessionari dove poterle provare e acquistare.
 

La campagna pubblicitaria: risultati e gradimento
La campagna pubblicitaria televisiva di Aixam Mega Italia, caratterizzata dallo slogan “Il tuo stile, dappertutto.” e da tre
spot con protagonisti diversi (una giovane donna, un uomo e una signora) ha raggiunto il 9% degli intervistati, con picchi
più elevati tra i genitori con figli adolescenti, gli appartenenti alla Generazione X, i residenti nel Sud Italia e i possessori
di patente AM.

Il gradimento complessivo per la creatività è stato elevato: il 90% degli intervistati valuta positivamente lo spot e l’85%
apprezza il claim della campagna.

 
A proposito di Aixam
Nata in Francia nel 1983 Aixam-Mega, con 400.000 veicoli venduti tra il 1983 e il 2024, è storicamente il primo produttore europeo di minicar. Aixam-Mega inoltre è stata la prima casa automobilistica a produrre minicar 100% elettriche, mercato in cui ha debuttato nel 2008. Dal 2013 Aixam-Mega è entrata a far parte di Polaris Industries il leader mondiale nel settore powersports (ATV, quad, motoslitte e veicoli per l’off road, on road, marine). Oggi il gruppo conta tre stabilimenti operativi in Francia, dove sono impiegate più di 350 persone e dove possono essere potenzialmente prodotti e assemblati fino a 30.000 veicoli.


A proposito di Ipsos Doxa
Ipsos Doxa nasce dall’unione di due realtà leader nel settore delle ricerche di mercato, accomunate da una vocazione
pionieristica e una costante spinta all’innovazione. 
Ipsos, fondata in Francia nel 1975, è oggi uno dei principali gruppi di ricerche di mercato a livello mondiale e l’unica realtà europea del settore ad aver mantenuto la propria autonomia finanziaria e manageriale. Doxa, prima società
di ricerche di mercato in Italia dal 1946 e tra le prime in Europa, rappresenta un punto di riferimento consolidato nel
panorama italiano.
 

Foto da ufficio stampa AIXAM

Carico fiscale sulla motorizzazione: nuovo record a 83 miliardi

Mercato Italia in rialzo: ma non siamo tranquilli...

Foto: Roberto Vavassori, presidente ANFIA

 

Nel 2024 il carico fiscale complessivo gravante sulla motorizzazione italiana si attesta a 83,04 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2023 (+4,5%).
Il peso di questo carico fiscale sulle entrate tributarie nazionali complessive si attesta al 13,4%, leggermente in calo rispetto all’incidenza registrata nel 2023 (13,6%) per effetto di un trend di crescita delle entrate tributarie nazionali (+5,6%) superiore a quello del gettito fiscale derivante dalla motorizzazione – crescono sia le imposte dirette (+8,3%) che quelle indirette (+2,3%), basate sui consumi.


“Nel 2024 il settore automotive stabilisce un nuovo record generando un gettito fiscale superiore agli 83 miliardi . commenta Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA.
Dei tre momenti impositivi del ciclo di vita contributivo degli autoveicoli, è sempre quello relativo all’utilizzo a pesare maggiormente sul totale delle entrate tributarie derivanti dal settore, di cui rappresenta il 79,2%, superando i 65 miliardi (+4,5% rispetto al 2023). Concorrono a realizzare una cifra così elevata voci di prelievo fiscale come quelle relative ai carburanti (39,73 miliardi) e all’IVA su manutenzione e riparazione, acquisto ricambi, accessori e pneumatici (14,05 miliardi, in aumento del 15,5% rispetto al 2023)”.

“Al secondo posto – aggiunge Vavassori – si posiziona il gettito derivante dall’acquisto (versamento IVA, diritti MCTC e IPT), l’11,8% del totale, pari a 9,78 miliardi, in aumento del 5,5% rispetto al 2023 per l’effetto combinato del lieve calo (-0,5%) delle immatricolazioni di auto nuove e dell’aumento (+8,2%) dei passaggi di proprietà reali delle auto usate nell’anno 2024. Il gettito derivante dal possesso, infine, vale il 9% del totale, ovvero 7,48 miliardi (+3% rispetto al 2023), pari al totale dei versamenti del bollo auto”.

Conclude Vavassori: “Guardando al 2025, secondo le stime ANFIA, il carico fiscale sulla motorizzazione potrebbe rimanere pressoché stabile a 83 miliardi (-0,1%), anche considerando che, secondo le ultime previsioni, il mercato auto chiuderà l’anno con una contrazione intorno al 2,5% sul 2024.
Tengo a sottolineare, infine, che in Italia l’incidenza del gettito fiscale derivante dal comparto sul PIL è la più alta tra i maggiori Paesi europei, attestandosi nel 2023 – ultimo anno disponibile per questo tipo di confronto – al 3,7% contro una media attorno al 2,9%”. 
 

Foto da ufficio stampa ANFIA

L’Europa si è svegliata: ora rilancio industriale e salvaguardia occupazionale

L’Europa si è svegliata: ora rilancio industriale e salvaguardia occupazionale

di Rocco Palombella, segretario generale UILM

 
A un passo dal baratro, l’Europa ha deciso di cambiare le assurde regole della transizione all’elettrico nel settore auto, introducendo maggiore flessibilità e puntando all’obiettivo della neutralità tecnologica, senza lo stop imposto dal 2035. Finalmente l’Europa ha ascoltato il grido d’allarme che lanciamo da anni, scioperando in Italia e arrivando fino a Bruxelles, sotto la sede della Commissione. Se si fosse andati avanti con quelle scelte scellerate, saremmo presto arrivati alla desertificazione industriale, con la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro e un disastro sociale ed economico senza precedenti.

Una transizione rappresenta una rivoluzione industriale e deve essere accompagnata dalle istituzioni con condizioni, norme, strumenti, investimenti straordinari e scadenze flessibili, non con imposizioni irragionevoli e dannose. L’Europa ha perso molto tempo, ma ora ci auguriamo che si inverta subito la rotta per salvare una filiera produttiva, decine di stabilimenti e professionalità riconosciute in tutto il mondo.

Il 16 dicembre è stato fatto un primo passo per cercare di rilanciare il settore, ma la strada è ancora lunga: ora ci aspettiamo l’abolizione delle assurde multe sulle emissioni ai gruppi automobilistici e di tutte le regole folli del “Green Deal”, restituendo ai cittadini la libertà di scegliere quale auto acquistare.

Si apre una nuova fase per il settore auto: si avvia un percorso di risalita e di rilancio di un comparto che rappresenta l’asse portante dell’industria italiana ed europea. La transizione deve avere al centro investimenti europei ingenti ed efficaci, il rilancio degli stabilimenti, la piena salvaguardia occupazionale e norme che difendano il mercato europeo dall’invasione di auto provenienti da altri Paesi, a partire dalla Cina.

Si è raggiunto un primo risultato, ma il rischio per il futuro dell’auto non è ancora stato sventato. Noi vogliamo continuare a produrre auto e motori endotermici e per questo continueremo a chiedere al Governo italiano e all’Unione europea di non ripetere gli errori nefasti del passato e di mettere in campo ogni risorsa e strumento a loro disposizione per far risorgere l’industria dell’auto e garantire un futuro occupazionale a tutti i lavoratori, diretti e indiretti, dell’intera filiera.
 

Palombella-Foto ufficio stampa