Tavolo per la Sicurezza Stradale anno 10: “Per un’evoluzione tecnologica responsabile”

Tavolo per la Sicurezza Stradale anno 10: “Per un’evoluzione tecnologica responsabile”

Foto: Toni Purcaro, presidente di DEKRA Italia

 

Presso il Senato della Repubblica, nella suggestiva cornice della “Sala dei Caduti di Nassiriya”, si è tenuto il Tavolo per la Sicurezza Stradale, promosso da DEKRA, coordinato da Fabio Dadati e di cui fa parte, sin dall’inizio, anche #FORUMAutoMotive. L’evento, giunto alla sua decima edizione, si conferma come punto di riferimento per il confronto sulle principali tematiche legate alla sicurezza stradale. Roberto Marti, Presidente della Commissione Cultura del Senato: “Il Tavolo per la sicurezza stradale è un momento importante di confronto da cui sono emersi numerosi dati e molteplici sfide che dobbiamo continuare ad affrontare con determinazione. Siamo consapevoli dei significativi progressi già compiuti, ma anche delle molte azioni che restano ancora da mettere in campo. Il nostro impegno nelle scuole è fondamentale: agiamo sia come Assemblea legislativa, sia attraverso il Ministero, lavorando in sinergia con tutti gli attori coinvolti – DEKRA, ACI, Polizia Stradale e molti altri – che ogni giorno contribuiscono al miglioramento della sicurezza sulle nostre strade. La tecnologia continua a evolvere rapidamente e, con essa, si trasformano anche i rischi e le sfide che dobbiamo affrontare. Per questo, è essenziale non solo aggiornarsi costantemente, ma anche continuare a investire nella formazione dei più giovani. La scuola rappresenta il luogo d’eccellenza per promuovere una nuova cultura della sicurezza stradale: è proprio tra i banchi che possiamo trasmettere ai ragazzi i valori, le conoscenze e le competenze necessarie per rendere le nostre strade più sicure, oggi e in futuro”.

Toni Purcaro, Presidente DEKRA Italia: “La mobilità del futuro sarà sempre più sicura, connessa e sostenibile. Le tecnologie digitali – dalla connettività V2X ai sistemi ADAS fino all’intelligenza artificiale – rappresentano un’opportunità straordinaria per ridurre gli incidenti e salvare vite. Ma perché questo progresso sia davvero efficace, dobbiamo garantire che innovazione e infrastrutture crescano insieme, in modo armonico. Le statistiche mostrano come molti incidenti derivino ancora da scarsa visibilità, manovre imprevedibili o errori umani. Le drammatiche notizie degli ultimi giorni riportate dalla cronaca – dieci vittime in una sola domenica e oltre 200 ciclisti morti dall’inizio dell’anno secondo i dati forniti dall’ Asaps – ci ricordano quanto sia urgente intervenire sulla sicurezza stradale. Ogni singola vita persa è un fallimento collettivo: serve un impegno immediato per prevenire incidenti che troppo spesso colpiscono i più giovani, i lavoratori e gli utenti vulnerabili della strada. La comunicazione diretta tra veicoli, infrastrutture e utenti della strada può prevenire questi rischi, offrendo avvisi immediati e abilitando una guida automatizzata più sicura. Allo stesso modo, i sistemi ADAS svolgono già oggi una funzione salvavita, ma richiedono strade adeguate, segnaletica chiara, reti performanti e una cybersecurity solida. In questo scenario, l’intelligenza artificiale diventa un elemento decisivo. Con l’entrata in vigore dell’AI Act europeo, i sistemi di IA ad alto rischio destinati ai veicoli – dal riconoscimento dei pedoni alle decisioni critiche di guida – dovranno essere sicuri, affidabili e rigorosamente validati. È un passaggio fondamentale per costruire fiducia nella mobilità autonoma. DEKRA è impegnata in prima linea per rendere tutto questo possibile. Contribuiamo al dibattito regolamentare, definiamo le migliori pratiche e offriamo valutazioni indipendenti secondo gli standard internazionali, come la ISO 8800, per garantire che le tecnologie utilizzate dalle case automobilistiche rispettino i più elevati requisiti di sicurezza. Il nostro obiettivo è chiaro: sostenere un’evoluzione tecnologica responsabile, capace di proteggere le persone e migliorare la qualità della vita. Solo integrando innovazione, etica e sicurezza potremo dare forma a una mobilità davvero a misura d’uomo”.

Paolo Gandolfi, già parlamentare, ha dichiarato: “Fondamentale costruire un progetto legislativo che ci portasse a prevenire le vittime di incidenti stradali. Otterremmo un grande risultato sul piano della sicurezza stradale ma anche su quello della sicurezza sul lavoro. La componente di morti dei lavoratori in itinere, infatti, è molto elevata. Non si può delegare tale obiettivo alla fatalità. C’è la possibilità di salvare migliaia di vite e occorre lavorare su questo. Il tema dei comportamenti è centrale. L’attitudine che ciascuno assume quando ci sono situazioni critiche sulle strade è essenziale. È lì che si gioca la partita. La sfida è combattere disattenzione, imperizia, mancato rispetto delle regole, principali cause di incidentalità”.

L’Onorevole Anthony Emanuele Barbagallo, della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati: “Il tema principale è quello delle risorse. La sicurezza stradale, inoltre, non può prescindere da aspetti fondamentali come la guida autonoma, il rinnovo delle patenti e l’educazione stradale. Mai come oggi è necessario un momento di condivisione tra politica, parti sociali e operatori del settore per ridurre il numero delle vittime di incidenti stradali”.

Eugenio Patané, Assessore alla Mobilità Sostenibile e Trasporti di Roma Capitale: “Quella di Roma è una realtà particolare, con caratteristiche specifiche. Su questo tema non esiste un compartimento stagno: la sicurezza stradale è infatti una componente fondamentale delle politiche per la mobilità. A Roma il numero delle autovetture supera addirittura quello delle patenti, un dato che la dice lunga sul modello di spostamento prevalente. La scarsa visibilità generata dall’eccessiva occupazione dello spazio pubblico nelle nostre città ha un impatto rilevante sulla sicurezza. Per questo è essenziale lavorare sulla mobilità sostenibile e ridurre la quantità complessiva di traffico in movimento: per muoverci non abbiamo bisogno dell’attuale numero di automobili. Le infrastrutture esistenti risalgono in gran parte al Novecento e necessitano quindi di una profonda riqualificazione, soprattutto laddove hanno favorito o continuano a favorire situazioni di rischio. Occorre intervenire per eliminare le manovre che generano incidenti, riducendo così il costo sociale che ne deriva. Questa deve essere una delle priorità principali delle politiche per la mobilità”.

Paolo Cestra, Primo Dirigente della Polizia di Stato: “La riduzione delle vittime della strada è l’obiettivo a cui dobbiamo tendere. Al contempo, occorre implementare i comportamenti corretti degli utenti. Il numero delle vittime, infatti, è correlato alla qualità del comportamento individuale, che, spesso, di per sé non provoca l’incidente stradale. Il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza ad esempio amplifica le conseguenze, come peraltro, l’utilizzo non corretto delle tecnologie. Dietro una statistica c’è sempre il dolore di altre persone. Serve l’educazione attraverso la formazione e l’informazione, ovvero conoscere e comprendere. Nella comprensione della regola nascono comportamenti virtuosi, nell’imposizione nasce la sfida del non rispettarla, bisogna quindi far capire che dietro quei numeri c’è la responsabilità del singolo”.

Nel corso dell’evento è stata consegnata a Federico Matteoli, figlio di Altero Matteoli, una targa commemorativa dedicata all’ex Ministro dei Trasporti, tragicamente scomparso in un incidente stradale, in riconoscimento della sua dedizione, della passione e del prezioso contributo offerti alla nascita e allo sviluppo del progetto Tavolo Sicurezza Stradale. A ritirare la targa, in sua vece, è stata la moglie di Federico Matteoli, Simona Specchia. 


Foto da ufficio stampa DEKRA

 

 

 

Museo delle Mille Miglia: l’arte del restauro di auto d’epoca prende vita

Museo delle Mille Miglia: l’arte del restauro di auto d’epoca prende vita

Il restauro auto d’epoca non è più soltanto un mestiere per specialisti, ma un saper fare che oggi diventa esperienza accessibile e condivisa. Con l’apertura della mostra interattiva “L’Arte del Restauro delle Auto d’Epoca” al Museo delle Mille Miglia, l’Associazione Amatori Veicoli Storici A.A.V.S. introduce un nuovo modo di raccontare il valore storico, tecnico e culturale delle vetture classiche. Una scelta che difende, con equilibrio e lungimiranza, un settore prezioso per l’identità automobilistica italiana, ma spesso poco compreso nelle sue reali complessità.

La keyword restauro auto d’epoca diventa così il filo conduttore di un percorso immersivo che unisce conoscenza, tradizione, manualità e futuro, offrendo ai visitatori un contatto diretto con materiali, tecniche e competenze utilizzate dai migliori restauratori italiani. Il progetto nasce grazie alla collaborazione con il Classic Center Atelier del Restauro, guidato da Barbara Riolfo e Ivano Toppino, realtà che da oltre venticinque anni forma professionisti e tutela il patrimonio automobilistico storico. Un impegno ora condiviso anche dalla nuova generazione grazie all’ingresso della figlia Alessia, un segnale concreto della continuità che il settore oggi necessita con urgenza.

 

Una mostra interattiva che unisce tradizione e innovazione

La mostra permanente è stata ideata per offrire un’esperienza diversa dal consueto percorso museale: non solo esposizione, ma partecipazione attiva, con strumenti e materiali che mostrano ciò che normalmente rimane “dietro le quinte” del restauro. Dalla preparazione delle superfici alla ricostruzione delle parti mancanti, dal lavoro sulla carrozzeria all’analisi delle componenti meccaniche, ogni elemento viene raccontato con linguaggio tecnico ma accessibile, adatto tanto agli appassionati quanto ai neofiti e agli studenti. È qui che il Museo delle Mille Miglia compie un salto culturale: il restauro non è più percepito come un’arte per pochi, bensì come un patrimonio condiviso che necessita di essere tramandato.

Barbara Riolfo, durante la presentazione, ha sottolineato la necessità di aprire questo mondo alle nuove generazioni, ricordando che senza ricambio professionale il rischio, nel lungo periodo, è quello di ritrovarsi con una straordinaria collezione di auto storiche ma con sempre meno persone in grado di restaurarle correttamente. Le sue parole sintetizzano una visione moderna e responsabile: «La disciplina del restauro e della conservazione dell’automobile sono destinate a espandersi e crescere, senza però alterare il passato. Oggi un’automobile storica è considerata un’opera d’arte: è fondamentale analizzarla, studiarla, tutelarla e trasmetterne la storia».

 

Il valore culturale del restauro, riconosciuto dalle istituzioni

All’inaugurazione erano presenti figure di spicco del mondo automobilistico storico, a conferma di quanto il restauro rappresenti un pilastro identitario per il motorismo italiano. La Presidente di A.A.V.S., Maria Bussolati Bonera, ha ribadito l’impegno dell’associazione – federata FIVA dal 2000 – nella tutela e nella trasmissione del patrimonio culturale motoristico, sostenuta dal patrocinio di ACI Storico, rappresentato dalla Direttrice, Alessandra Zinno.

Particolarmente significativo il riferimento alla Carta dei Principi del Restauro, documento fondamentale scritto congiuntamente da A.A.V.S. e Aci Storico, che definisce i criteri etici e tecnici per un restauro corretto, rispettoso dell’autenticità dei veicoli.

A testimoniare l’interesse del settore erano presenti professionisti storici del motorsport italiano: l’ingegner Vittorio Roberti, protagonista dello sviluppo del progetto SE038 (l’embrione della Lancia Delta S4) nel reparto corse Abarth tra il 1979 e il 1994; Rino Buschiazzo, meccanico Abarth-Lancia coinvolto nelle più grandi vittorie del marchio; e Mirco Molonato del Registro Storico Lancia Rally. Figure che incarnano il valore della memoria tecnica e che la mostra contribuisce a preservare.

 

Perché il restauro auto d’epoca oggi è più importante che mai

In un’epoca dominata da elettrificazione, software e mobilità connessa, il restauro delle vetture storiche assume un ruolo culturale ed economico sempre più rilevante. Difenderlo significa non solo tutelare la memoria automobilistica, ma garantire al mercato e agli appassionati continuità, competenza e qualità – elementi che contribuiscono anche alla crescita dell’intero settore.

La mostra del Museo delle Mille Miglia dimostra che il restauro può essere raccontato in modo moderno e interattivo, trasformandolo in un ponte tra passato e futuro. Un’iniziativa che potrebbe diventare modello per altre realtà museali e formative, favorendo la nascita di nuove professionalità in un ambito che richiede studio, tecnica, ricerca, cura e una costante volontà di mantenere vive tradizioni secolari.

Il Museo, con questa scelta, amplia la propria offerta culturale e rinnova il suo ruolo educativo, aprendo un capitolo che valorizza un patrimonio automobilistico che appartiene a tutti, anche a chi deve ancora scoprirlo.


Foto da ufficio stampa A.A.V.S.