Inaccettabile: è il pedaggio per autotrasportatori e pendolari sulla futura Campogalliano–Sassuolo

Inaccettabile: è il pedaggio per autotrasportatori e pendolari sulla futura Campogalliano–Sassuolo

di Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere

 

Ruote Libere, l’associazione che rappresenta le istanze degli autotrasportatori italiani, esprime forte preoccupazione e contrarietà dopo le dichiarazioni del presidente della società Autostrada Campogalliano–Sassuolo, Emilio Sabatini, che ha confermato come la futura bretella, qualora realizzata, sarà a pedaggio anche per i pendolari. Secondo Sabatini, il pagamento sarebbe “un elemento imprescindibile per garantire la sostenibilità finanziaria dell’opera”. Una posizione che l’associazione giudica inaccettabile.

Come Ruote Libere abbiamo sempre sostenuto che la Bretella, così come progettata ormai molti anni fa, fosse un’opera inutile, un raddoppio per lunghi tratti dell’attuale complanare Modena-Sassuolo. Da tempo temiamo che l’infrastruttura si trasformi in un ulteriore balzello per gli autotrasportatori, costretti a percorrerla a pagamento mentre oggi possono utilizzare gratuitamente l’attuale collegamento. Oggi abbiamo la conferma che la tratta sarà a pedaggio: un fatto gravissimo, che rischia di penalizzare pesantemente lavoratori e imprese del territorio.
 
Ruote Libere chiede con forza una revisione della decisione: è necessario che questa scelta venga immediatamente rivista. In diverse parti d’Italia esistono forme di esenzione o sconto per pendolari su tratte autostradali ben più complesse della Campogalliano–Sassuolo. Un esempio emblematico è l’Urban Pass Bolzano, iniziativa che consente ai pendolari di percorrere gratuitamente la tratta Bolzano Nord – Bolzano Sud dell’A22 in determinate fasce orarie nei giorni feriali. «È opportuno ricordare che Autostrada del Brennero S.p.A. è l’azionista di maggioranza (51%) della società che gestirà la Campogalliano–Sassuolo: se sulla A22 è possibile attivare un modello di esenzione come l’Urban Pass, non si capisce perché ciò non possa essere replicato anche qui.
La vicenda del pedaggio, inoltre, si inserisce in un quadro istituzionale delicato: sebbene la concessione della Campogalliano–Sassuolo sia formalmente indipendente dal rinnovo della A22, è un fatto che Autostrada del Brennero sia coinvolta in una nuova contestazione della Commissione Europea per il rinnovo della concessione dell’A22. Siamo alla quarta contestazione e attendiamo il giudizio della Corte di Giustizia dell’Unione Europea». Se Bruxelles dovesse bocciare il diritto di prelazione per le concessioni in rinnovo si aprirebbe la strada a nuove gare europee e a un diverso modello di project financing, con potenziali ripercussioni anche sulla sostenibilità economica e societaria della futura Campogalliano–Sassuolo. Un motivo in più per chiedere immediatamente un confronto politico serio e trasparente sulla gestione del pedaggio.
Foto da ufficio stampa RUOTE LIBERE
 

Divario di competitività: il settore manifatturiero nell’UE minacciato dalla delocalizzazione

Il "pacco" UE sull'auto: no all'addio ai motori endotermici, ma l'elettrico resta centrale

da “DATA DIGEST”, pubblicazione bimestrale di CLEPA 

Un settore automobilistico forte e strategicamente supportato è essenziale affinché l’Europa possa competere con altre regioni. Con ben il 75% del valore dei componenti per veicoli prodotto in Europa, l’industria fornitrice automobilistica del continente svolge un ruolo fondamentale nel guidare la crescita economica e nel sostenere centinaia di migliaia di posti di lavoro. Tuttavia, uno studio di Roland Berger sulla creazione di valore in Europa ha sollevato serie preoccupazioni e il futuro di questo settore vitale è a rischio.

L’imminente “Pacchetto Automotive” della Commissione Europea, previsto per il 10 dicembre, rappresenta un momento cruciale per l’adozione di misure decisive volte a rafforzare le catene di approvvigionamento e la competitività. Senza un intervento urgente dell’UE, il Continente potrebbe perdere la sua spina dorsale industriale, mettendo a repentaglio posti di lavoro e la sua leadership nella mobilità pulita e nell’innovazione.

L’Europa si trova attualmente ad affrontare uno svantaggio in termini di costi fino al 35% rispetto ad altre regioni, dovuto all’aumento dei costi di materiali, energia e manodopera, nonché a regimi normativi e di riduzione delle emissioni di carbonio più severi. Se non si interviene, questo problema potrebbe ridurre la creazione di valore nel settore dei ricambi auto del 23% e mettere a rischio 350.000 posti di lavoro entro il 2030.

È necessaria un’azione politica strategica per invertire la tendenza alla delocalizzazione e proteggere i posti di lavoro nel settore manifatturiero. Ciò include una regolamentazione delle emissioni di CO₂ a impatto zero sulla tecnologia, che supporti una gamma di soluzioni a basse emissioni come veicoli elettrici a batteria, idrogeno e combustibili sostenibili. I requisiti di contenuto locale possono contribuire a costruire ecosistemi regionali attraverso incentivi mirati, sviluppo delle infrastrutture e supporto di forza lavoro qualificata. L’Europa deve agire rapidamente per salvaguardare il suo ruolo di polo automobilistico competitivo e autosufficiente.

 

 

Foto di Tetiana SHYSHKINA su Unsplash