Geely Italia: al fianco di “Women for Women Against Violence”

Geely Italia: al fianco di "Women for Women Against Violence"

In un contesto in cui l’innovazione automobilistica si fonde con la responsabilità sociale, Geely Italia compie un passo significativo al fianco di Women for Women Against Violence – Camomilla Award, manifestando una visione d’impresa che va oltre la sola mobilità e si apre alla tutela dei diritti e alla cultura del rispetto. La partnership scelta si traduce in azione concreta, mettendo a disposizione dei partecipanti al Gala modelli elettrici di ultima generazione e valorizzando la leadership femminile al proprio interno.

 

Mobilità elettrica e impegno sociale

La scelta della Geely Italia non è casuale: l’ecosistema automobilistico non può prescindere da valori quali sicurezza, accessibilità e sostenibilità. Nel Gala della manifestazione – ideata per sensibilizzare sul tema della violenza di genere – sono stati utilizzati cinque SUV elettrici di generazione avanzata, l’Geely EX5, che hanno accompagnato gli ospiti della serata. Secondo quanto riportato, «Vedere oltre significa capire che siamo tutte e tutti parte dello stesso viaggio», ha affermato Marco Santucci, Amministratore Delegato di Geely Italia, nel commentare la partnership.

Questa iniziativa riflette non solo la volontà di un marchio automobilistico di partecipare a un evento di rilievo nazionale, ma anche la capacità di trasformare un supporto simbolico in coinvolgimento attivo: la mobilità elettrica diventa strumento per un messaggio più ampio di inclusione e protezione. Nel farlo, Geely Italia dimostra di voler contribuire alla “road-map” della responsabilità sociale d’impresa nel settore automotive.

 

Leadership femminile e cultura aziendale

Un altro elemento centrale di questa operazione è l’attenzione rivolta all’interno dell’organizzazione: Geely Italia ha infatti sottolineato la presenza di donne in ruoli chiave all’interno dell’azienda – nelle aree marketing, pubbliche relazioni e post-vendita – come evidenza concreta della visione che non considera la parità di genere solo un valore comunicativo, ma un pilastro operativo. Questo aspetto risulta particolarmente significativo in un ambito, quello automobilistico, storicamente dominato da leadership maschili. L’azienda afferma così di voler costruire un «viaggio» condiviso, in cui la mobilità sostenibile e la tutela delle persone vanno di pari passo con l’accesso alle responsabilità e alle competenze.

 

Un evento che conta

L’evento “Women for Women Against Violence . Camomilla Award” nasce per dare voce alle donne vittime di violenza e promuovere una cultura di rispetto e tutela. I dati che accompagnano l’iniziativa sono allarmanti: secondo la stessa organizzazione, in Italia sono circa 7 milioni le donne che hanno subito violenza, 746 mila quelle che hanno vissuto un tentativo di stupro, e più di una donna su tre ha sperimentato almeno una forma di abuso.

Il Gala, giunto al suo decennale, diventa così una piattaforma importante non solo per la celebrazione, ma per la sensibilizzazione e l’invito all’azione. In questo senso, l’intervento di un marchio automobilistico – come Geely Italia – assume un valore simbolico e concreto: non solo partecipazione, ma supporto logistico e visibilità.

 

Riflessi per il settore automotive e oltre

L’adesione di Geely Italia a questa iniziativa rappresenta un segnale interessante per l’intero settore automotive. Ecco alcuni spunti di riflessione:

  • La mobilità elettrica non appare più soltanto come sfida tecnica o ambientale, ma come parte integrante di un discorso più ampio di inclusione sociale e sicurezza: i veicoli non sono solo mezzi, sono testimonianza di valori.
  • Il coinvolgimento aziendale in cause sociali porta con sé domanda di coerenza: la presenza di leadership femminili, la promozione della parità di genere, e una cultura aziendale aperta non sono più “nice to have” ma elementi che incidono sull’immagine e sulla reputazione del brand.
  • Per il pubblico e i media – e in particolare per una testata come “auto.it“– è importante cogliere il messaggio che dall’auto e dalla mobilità proviene anche un impegno più ampio, che coinvolge valori etici, sociali e culturali.
  • Infine, per il settore in Italia, dove la sensibilità su temi come la violenza di genere è crescente, l’auto diventa un canale di comunicazione potente: un’auto elettrica all’evento non è solo “mezzo”, ma veicolo di un messaggio.

 

Considerazioni finali

L’iniziativa di Geely Italia al Gala “Women for Women Against Violence – Camomilla Award” mette in luce come nel XXI secolo il settore automobilistico deve affrontare una sfida tripla: innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e impegno sociale. Non basta progettare veicoli migliori: serve un approccio che veda oltre la carrozzeria, che incoraggi la mobilità come opportunità di inclusione, sicurezza e rispetto.

Questo non significa che ogni casa automobilistica debba trasformarsi in un ente sociale – ma che la mobilità può essere parte integrante di un progetto più ampio. Geely Italia coglie bene questa opportunità e dimostra che il “fare auto” oggi può e deve andare di pari passo con il “fare bene”.

 

 

Geely Italia@WFWAV_2 – Foto da ufficio stampa Geely

 

 

UNEM e ANFIA sui carburanti rinnovabili: “Un quadro normativo che ne riconosca il ruolo anti CO2″

Transizione automotive; si valorizzino eccellenze e competenze (molte sono italiane)

Foto: Gianni Murano, presidente UNEM

 

In vista della revisione del Regolamento europeo sulle emissioni di CO2 di autovetture e veicoli commerciali leggeri, l’industria automobilistica europea e i produttori di carburanti lanciano un appello congiunto alla Commissione UE per un approccio più aperto e tecnologicamente neutrale, che includa anche i carburanti rinnovabili tra gli strumenti utili alla decarbonizzazione.


Il documento unitario sottoscritto da numerose associazioni nazionali, tra cui UNEM
e ANFIA per l’Italia, sottolinea che il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 richiede una revisione dell’attuale impianto normativo, oggi basato sul
Regolamento CO2 per l’automotive e sulle direttive RED ed ETS 2 per i fornitori. Questi strumenti, se ben orientati, possono stimolare investimenti e innovazione lungo tutta la catena del valore.

Accanto alla mobilità elettrica, infatti, i carburanti rinnovabili possono svolgere un
ruolo essenziale per ridurre rapidamente le emissioni del trasporto stradale. Per questo i firmatari ribadiscono la necessità di un quadro regolatorio più equilibrato e chiedono:  maggiore flessibilità negli standard di CO2; parità di trattamento tra veicoli nuovi e circolanti; introduzione di un Carbon Correction Factor che contabilizzi le reali quote di carburanti rinnovabili usate in Europa; una definizione giuridica chiara e unica di “carburante rinnovabile”;
• riconoscimento dei veicoli alimentati al 100% da tutti i carburanti rinnovabili come veicoli a zero emissioni.

Secondo le Associazioni firmatarie, queste misure permetterebbero di sfruttare
appieno il potenziale dei carburanti rinnovabili e di stimolare nuovi investimenti in tutta la filiera, contribuendo in maniera concreta agli obiettivi climatici al 2050.

Oggi, infatti, tutti i veicoli con motori a combustione interna sono considerati dalla normativa come alimentati al 100% da carburanti fossili, indipendentemente dal carburante effettivamente utilizzato. Un’impostazione ormai superata, dato che il mix europeo non è più interamente fossile. Il CCF permetterebbe invece di riflettere in modo accurato il contributo reale dei carburanti rinnovabili alla decarbonizzazione.


Ugualmente importante è il riconoscimento, in tempi ristretti, dei veicoli alimentati
esclusivamente con carburanti rinnovabili come veicoli a emissioni zero, consentendone l’ingresso sul mercato già prima del 2030. Una scelta che amplierebbe l’offerta per i consumatori e accelererebbe lo sviluppo di soluzioni a basse emissioni.

“Mai come oggi – ha dichiarato Gianni Murano, presidente UNEM – è necessario
condividere un percorso insieme la filiera dell’automotive. Questo documento congiunto dimostra chiaramente la volontà di costruire un approccio pragmatico e tecnologicamente aperto per raggiungere gli obiettivi climatici. L’Europa non può permettersi di ignorare soluzioni già disponibili, efficaci e capaci di ridurre le emissioni già nell’immediato. I dati dimostrano che l’opzione ‘tutto elettrico’ non soddisfa
pienamente il mercato e i consumatori. Se si vuole davvero puntare alla decarbonizzazione, e non solo a un’unica tecnologia, ha concluso, è il momento di riconoscere la realtà e investire in vere politiche industriali che permettano all’Europa di vincere la sfida climatica”.
Foto da ufficio stampa UNEM