L’auto in Italia: vendite su, in attesa degli incentivi

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"
di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor

In settembre sono state immatricolate in Italia 126.679 autovetture con una crescita sullo stesso mese del 2024 del 4,1%. Il consuntivo dei primi nove mesi chiude invece con 1.167.437 immatricolazioni e quindi con un calo del 2,9% sullo stesso periodo del 2024. Ovviamente questo di gennaio-settembre è un risultato tutt’altro che soddisfacente che proiettato sull’intero anno, tenendo conto della stagionalità delle vendite, consente di prevedere per il 2025 un volume di immatricolazioni di 1.489.164 auto, con un calo del 4,5% sul 2024 e con un calo molto più consistente (-22,3%) rispetto al 2019, cioè rispetto all’anno che ha preceduto la pandemia e che è il primo livello da raggiungere nella lenta risalita delle vendite dopo i guasti della pandemia.

Per quanto riguarda in particolare il mese scorso, occorre considerare che l’andamento del mercato è stato influenzato anche dalle molte notizie sistematicamente diffuse da ambienti di Governo sui nuovi incentivi alla rottamazione per le auto elettriche che a partire dal 15 ottobre saranno a disposizione di cittadini (e in misura minima anche delle aziende). E’ pacifico che l’annuncio con grandi dettagli e con notevole anticipo delle caratteristiche di una nuova campagna di incentivazione ha influenzato la domanda.

Tra l’altro l’entità degli incentivi è significativa e quindi una risposta positiva ci sarà, ma l’aver limitato la platea dei potenziali beneficiari a persone con redditi non particolarmente elevati, per non dire bassi, se è apprezzabile dal punto di vista sociale non sembra molto efficace per sostenere le vendite di auto elettriche, che hanno prezzi non certo abbordabili da persone che non sempre riescono ad acquistare un’automobile e generalmente si rivolgono alle auto usate o sono costretti a rinunciare alle quattro ruote.

D’altra parte, pur con tutto il rispetto per le esigenze dell’ambiente, l’auto elettrica non pare proprio la soluzione migliore per facilitare l’accesso al mercato dei ceti meno abbienti, tanto più che l’auto elettrica viene scelta soprattutto come seconda auto.
Foto Ufficio Stampa Centro Studi Promotor
 

Il futuro dell’automotive in Europa: CLEPA chiede misure per salvaguardare la produzione

Allarme fornitori: il divario di competitività minaccia la base manifatturiera del settore

L’industria automobilistica europea sta attraversando un momento cruciale. I fornitori generano il 75% del valore di un veicolo e sostengono 1,7 milioni di posti di lavoro, ma l’aumento dei costi, la frammentazione della regolamentazione e la concorrenza globale minacciano la base industriale europea. CLEPA, l’associazione europea dei fornitori del settore automobilistico, ha appena pubblicato un nuovo documento di posizione che evidenzia misure urgenti per proteggere la creazione di valore, i posti di lavoro e l’innovazione nell’UE, garantendo al contempo che il continente rimanga leader mondiale nella mobilità.

“L’Europa è impegnata in una battaglia decisiva per la propria sovranità industriale”, ha dichiarato Benjamin Krieger, Segretario Generale del CLEPA. “I fornitori sono impegnati a investire e innovare, ma non possono farlo in condizioni di parità. Mantenere un ecosistema automobilistico competitivo e resiliente nell’UE richiederà un’azione urgente e orientata al mercato da parte dell’industria e misure politiche mirate, per rafforzare l’attrattiva dell’Europa come sede di produzione, ricerca e sviluppo e investimenti”.

“Ciò include la gestione di fattori chiave per la localizzazione, come i prezzi dell’elettricità e gli oneri normativi, e al contempo la valutazione di politiche volte a garantire il contenuto locale dell’UE nei veicoli per preservare il know-how e la capacità produttiva”.

Il documento delinea le principali raccomandazioni politiche per proteggere i posti di lavoro e l’ecosistema automobilistico europeo: dall’apertura tecnologica e dalle condizioni favorevoli alla mobilità elettrica e ai carburanti alternativi, alle politiche sui contenuti locali , alle strategie commerciali e di investimento, fino al sostegno alle transizioni verde e digitale . Senza un’azione rapida, l’Europa rischia di perdere capacità produttive e know-how essenziali, mettendo a repentaglio gli obiettivi climatici e la competitività.

 

 

Benjamin Krieger, segretario generale del CLEPA – Foto da ufficio stampa CLEPA

 

L’auto in Italia: fenomeno GPL, bene le ibride plug-in

Revisione delle regole sulle emissioni: l'ultimo appello di ANFIA

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

A settembre 2025, complice un giorno lavorativo in più rispetto allo stesso mese del 2024 (22 giorni contro 21) e la chiusura del terzo trimestre con i relativi obiettivi da raggiungere per la rete vendita, il mercato auto italiano registra un rimbalzo positivo (+4,1%). Un risultato che, tuttavia, non sposta la preoccupazione per l’attuale andamento delle immatricolazioni, considerando che presumibilmente l’anno chiuderà comunque in ribasso sui volumi già critici del 2024.

Nel cumulato da inizio anno, tra le tendenze ormai consolidate spicca la costante buona performance delle vendite di veicoli alimentati a GPL, che rappresentano un unicum in Europa. Sfiorando il 10% dell’immatricolato, danno un importante contributo verso la progressiva decarbonizzazione della mobilità.
Significativa, sempre nel cumulato, anche la crescita delle vendite di vetture ibride plug-in (+159,9%), una tecnologia che, insieme al Governo italiano, stiamo cercando di salvaguardare come utile strumento per favorire la decarbonizzazione.
In merito agli incentivi PNRR, speriamo che l’apertura della piattaforma a cittadini e microimprese avvenga presto e che, nonostante le limitazioni importanti, la risposta del mercato possa essere positiva e dare una spinta alla domanda di auto e veicoli commerciali.
Foto da ufficio stampa ANFIA