Museo Fratelli Cozzi di Legnano: il mito Alfa Romeo da toccare con mano

Museo Fratelli Cozzi di Legnano: il mito Alfa Romeo da toccare con mano

Il Museo Fratelli Cozzi, situato a Legnano (Milano), è un museo privato fondato dalla Famiglia Cozzi nel 2015 e oggi guidato da Elisabetta.  Il museo custodisce una collezione di auto realizzate dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo, insieme a documenti e oggetti correlati. La collezione comprende almeno un esemplare per ogni modello prodotto da Alfa Romeo a partire dal 1950 e destinato alla vendita, insieme a numerosi oggetti legati alla casa automobilistica e al mondo dell’automobile. Il museo fa parte del Circuito Lombardo dei Musei del Design, di MuseImpresa e Museocity.

Il museo, su superficie espositiva di oltre 1000 metri quadri,  nasce da un progetto di design frutto di una particolare ricerca dedicata all’effetto cromatico, con il bianco della struttura esterna che si contrappone al rosso acceso dell’area accoglienza e del vano di collegamento, e al nero del museo, all’interno del quale spiccano i pezzi esposti che sono oltre 60. Due le auto uniche al mondo e molti i pezzi in edizione limitata o serie speciale.

A fianco del museo, l’archivio Cozzi Lab, che conserva migliaia di oggetti, tra cui poster, fotografie, trofei, libretti d’uso e manutenzione, progetti e documenti, oltre a una preziosa biblioteca ed emeroteca di settore. I materiali dell’archivio sono stati completamente digitalizzati nel 2019, rendendoli accessibili ad appassionati, scuole e ricercatori.

AppassionAuto 2025: il raduno di Comano Terme dove vince il cuore

AppassionAuto 2025: il raduno di Comano Terme dove vince il cuore

Grande successo per l’edizione 2025 di AppassionAuto, giunto alla 13a edizione, il raduno annuale di auto d’epoca e supercar a scopo solidale e beneficenza che, allo stesso tempo, permette di godere della bellezza di un sito Riserva Biosfera Unesco. Sede dell’evento il Grand hotel Terme di Comano, in Trentino, che ha visto affluire, anche dalla Germania, un’ottantina di auto e oltre 100 appassionati. Il ricavato, che ha superato in questi anni i 170mila euro, va alla Fondazione Trentina per l’Autismo come sostegno ai bambini e ai ragazzi “amabili” di “Comunità Handicap”, ’”Oasi Valle dei Laghi” e “Noi per Voi”. Casa Sebastiano, inoltre, è la struttura destinata alla residenzialità di persone autistiche in gravi difficoltà familiari gestita dalla Fondazione Trentina per l’Autismo creata dall’imprenditore Giovanni Coletti.

Ad AppassionAuto, evento organizzato da Lorenzo Berlanda in collaborazione con il Lions club Tione – Valli Giudicarie presieduto da Tania Guetti,  si partecipa per condividere la passione per le belle automobili, per scoprire con un tour dedicato laghi alpini, antichi castelli, dimore signorili, vette dolomitiche, orti biologici, per farsi conquistare da sapori genuini e autentici, ma soprattutto per far del bene ai ragazzi autistici di Casa Sebastiano, a Coredo in Val di Non. AppassionAuto aggrega vetture di tipologie diverse, da quelle storiche, alle supercar moderne, ma non rifiuta anche chi ha una vettura, diciamo, tradizionale ma vuole essere partecipe dell’evento.

Anche quest’anno, la serata di gala ha visto esibirsi con tanto entusiasmo, davanti ai partecipanti al raduno con le loro famiglie, i ragazzi di “Comunità Handicap”, ’”Oasi Valle dei Laghi” e “Noi per Voi” che hanno cantato i brani più famosi. All’esordio assoluto, inoltre, il complesso “Standing Stones”. Applausi interminabili e tanta commozione.

 

Il “Green Deal”? La più grande cavolata, si rischia la deindustrializzazione

Il "Green Deal"? La più grande cavolata, si rischia la deindustrializzazione

di Emanuele Orsini, presidente di Confindustria

 
Il “Green Deal” è la più grande cavolata che abbiamo potuto fare. In Europa non è stato fatto lo studio di impatto di una misura che hanno pensato. Quindi, ora dobbiamo andare a mettere a posto cose che sono già state fatte. Ci vuole un segnale forte dall’Europa, come fu fatto a suo tempo da Mario Draghi per salvare l’euro, oggi serve un “Whatever it takes” anche per l’industria europea, perché abbia un futuro.
 
Occorre, da europeista convinto, un cambio di passo a Bruxelles: un patto di responsabilità sociale tra tutti i partiti. L’Europa deve decidere con urgenza se vuole mettere l’industria al centro e puntare alla competitività e non rischiare la deindustrializzazione.
Foto da ufficio stampa Confindustria