ACEA e CLEPA a Ursula: “Obiettivi CO2 irrealizzabili, sì alla neutralità tecnologica”. #FORUMAutoMotive l’allarme lo ha lanciato da anni

Transizione "green" automotive: Ursula ci ripensa ma non chiede scusa

Foto: Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE

 

In una lettera le associazioni europee dei costruttori e della componentistica, ACEA e CLEPA, mettono in guardia la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, in merito al piano di transizione green al 2035 con l’imposizione del “tutto elettrico” e le relative severe norme anti CO2. La richiesta è di correggere la rotta prima che sia troppo tardi. Una presa di posizione, quella del settore, colpevolmente tardiva e nel pieno del disastro in Europa del sistema automotive. Sono anni che #FORUMAutoMotive si batte contro le visioni ideologiche e ora la nostra battaglia, con la barra tenuta sempre dritta nonostante le critiche, le accuse di anti ambientalismo, eccetera, trova riscontri oggettivi. Ma ecco il testo della lettera inviata a Bruxelles.

Egregio Presidente della Commissione Europea,

In qualità di produttori e fornitori di automobili, ci impegniamo ad aiutare l’UE a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette nel 2050. Insieme, abbiamo lanciato centinaia di nuovi modelli di veicoli elettrici e si è impegnata a investire più di 250 miliardi di euro per transizione verde entro il 2030.
Vogliamo che questa transizione funzioni, ma siamo frustrati dalla mancanza di una visione olistica e piano politico pragmatico per la trasformazione dell’industria automobilistica.
L’UE attualmente regolamenta i produttori sulla fornitura di nuovi veicoli, ma non riesce a fornire le condizioni per consentire la transizione. L’Europa si trova ad affrontare una dipendenza quasi totale da Asia per la catena del valore delle batterie, una distribuzione non uniforme delle infrastrutture di ricarica, costi di produzione più elevati, compresi i prezzi dell’elettricità, e tariffe gravose da partner commerciali chiave, come il dazio del 15% sulle esportazioni di veicoli dell’UE verso gli Stati Uniti. Siamo ci viene chiesto di trasformarci con le mani legate dietro la schiena.
Di conseguenza, la quota di mercato dei veicoli elettrici a batteria è ancora lontana da quella necessaria essere: circa il 15% per le auto, circa il 9% per i furgoni e il 3,5% per i camion. Alcuni mercati dell’UE stanno mostrando segni di progresso, ma una grossa fetta di clienti rimane diffidente nel cambiare ai sistemi di propulsione alternativi.
Per rendere il passaggio a un altro operatore una scelta ovvia per una massa critica di consumatori europei e le aziende, incentivi dal lato della domanda molto più ambiziosi, a lungo termine e coerenti sono necessari, tra cui minori costi energetici per la ricarica, sussidi all’acquisto, tasse riduzioni e un accesso favorevole allo spazio urbano. Molteplici tecnologie di trasmissione, anche accelerare l’accettazione del mercato e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione nel mondo reale sono le condizioni. Altri mercati stanno già utilizzando con successo questo approccio.
Il piano di trasformazione dell’industria automobilistica europea deve andare oltre l’idealismo per riconoscere le attuali realtà industriali e geopolitiche.
Gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per il 2030 e il 2035, nel mondo odierno, semplicemente non sono più realizzabili. Invece, l’attuale percorso di riduzione della CO2 nel trasporto su strada deve essere ricalibrato per garantire che realizza gli obiettivi climatici dell’UE salvaguardando al contempo l’industria europea competitività, coesione sociale e resilienza strategica delle sue catene di fornitura.
Una decarbonizzazione di successo significa andare oltre gli obiettivi dei nuovi veicoli: richiede affrontare le emissioni della flotta esistente (ad esempio accelerando il rinnovo della flotta), ampliare gli incentivi fiscali e di acquisto (anche per auto e furgoni aziendali), e introduzione di misure mirate per camion e autobus per livellare il costo totale di proprietà.
Un’economia di successo significa mantenere i produttori e i fornitori redditizi e competitivi per alimentare gli investimenti futuri e rafforzare l’ecosistema automobilistico.
Si chiede inoltre normative UE più semplici e snelle per ridurre la burocrazia.
Una resilienza di successo significa favorire le condizioni per investire in modo intelligente lungo la batteria, semiconduttori e catene del valore delle materie prime critiche. Significa anche sviluppare soluzioni a lungo termine, partnership strategiche a lungo termine con alleati globali affidabili per ridurre le dipendenze. Se una di queste dimensioni fallisce, l’intera transizione si interrompe.

La prossima revisione degli standard di CO2 per auto e furgoni è un’opportunità per correggere la rotta e ancorare n lla legge la flessibilità tanto necessaria, la prospettiva industriale, e un approccio orientato al mercato. È ormai chiaro che sanzioni e obblighi legali da soli non saranno sufficienti a guidare la transizione.

La neutralità tecnologica dovrebbe essere il principio normativo fondamentale, che salvaguarda tale tutte le tecnologie possono contribuire alla decarbonizzazione. I veicoli elettrici saranno in testa alla carica, ma ci sono deve esserci spazio anche per ibridi (plug-in), estensori di autonomia, motori interni ad alta efficienza veicoli con motore a combustione interna (ICE), idrogeno e carburanti decarbonizzanti.
Sarà possibile sfruttare meglio le tecnologie chiave di transizione, come i veicoli ibridi plug-in, fondamentale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, coinvolgendo i consumatori nella trasformazione e servire i mercati di esportazione dove la domanda di questa tecnologia aumenterà. Oltre alle emissioni dallo scarico, i produttori e i fornitori hanno anche apportato notevoli modifiche con investimenti per ridurre le emissioni derivanti dalla produzione di veicoli e componenti. Vale la pena considerare se e come questi sforzi potrebbero essere riconosciuti come parte di un approccio di decarbonizzazione più flessibile.

Incentivare l’innovazione in genere crea contributi più forti e più ampi alla catena del valore, rafforzando l’ecosistema.
Le opzioni potrebbero includere anche soluzioni a lungo termine, come lo stoccaggio e la rimozione del carbonio.

La normativa sulle emissioni di CO2 per i camion pesanti e gli autobus deve essere rivista il prima possibile. Questo segmento distinto del mercato necessita di solidi business case per tutti gli stakeholder del settore del trasporto commerciale su strada allo scopo di avviare la trasformazione. Non si può aspettare fino al 2027.

Infine, la Commissione deve garantire che l’Europa mantenga la sua vitale capacità produttiva e know-how tecnologico. Senza politiche che migliorino la competitività europea per mantenere la produzione, la transizione rischia di svuotare la nostra base industriale, mettendo innovazione, occupazione di qualità e resilienza della catena di approvvigionamento a rischio.

Il mondo è cambiato drasticamente da quando è stata impostata la direzione attuale. La strategia dell’UE per il settore automobilistico deve cambiare di conseguenza. Dobbiamo andare oltre la ristretta ipotesi che questa transizione dipenda esclusivamente dagli obiettivi di CO2 per i nuovi veicoli.

Ecco perché il prossimo “Dialogo Strategico” sul futuro dell’industria automobilistica, il 12 settembre, segna il momento di cambiare rotta. Questa è l’ultima possibilità per l’UE allo scopo di adattare le sue politiche alle attuali realtà di mercato, geopolitiche ed economiche, o si rischia di mettere a repentaglio uno dei settori più competitivi e di maggior successo a livello mondiale.

Condividiamo una destinazione comune, ma il viaggio richiede più pragmatismo e flessibilità per mantenere in funzione il motore del settore automobilistico europeo.

 

Foto Ursula Von Der Leyen-shutterstock_2198915239

Sprint a più gare e griglia invertita: serviranno questi possibili nuovi artifici nella F1?

Sprint a più gare e griglia invertita: serviranno questi possibili nuovi artifici nella F1?

di Umberto Zapelloni, giornalista

“Credo che ci siano due temi di cui dobbiamo discutere. Possiamo applicare il programma sprint a più gare? Ed è questa la formula giusta per avere la possibilità di una griglia invertita, come stiamo facendo con F2 e F3? Penso che stiamo arrivando al punto in cui ne discutiamo seriamente con le squadre: sono pronto a parlare non solo di altre Sprint ma anche di nuovi formati e nuove idee. Siamo aperti a tutto e ascoltiamo i fan, senza preoccuparsi di commettere errori. Chi crede di non sbagliare non fa nulla di nuovo. Penso che le Sprint, con qualunque formato, siano necessarie e rappresentino il futuro. Penso che tra avere 6 sprint o una sprint ad ogni gara come in MotoGp ci possa essere una via di mezzo“. Le parole appartengono a Stefano Domenicali, presidente della Formula 1.

Che dire? Sul numero delle Sprint sono d’accordo. Si potrebbe arrivare tranquillamente a 10 riempiendo altri quattro weekend di interesse. Perché, ammettiamolo, il weekend normale con due ore di prove libere al venerdì ha meno sapore di un weekend sprint. Ogni giorno avrebbe le sue classifiche vere… 

Sulla griglia invertita come in Formuula 2 o Formula 3, invece ho qualche dubbio. Ottenere il miglior tempo delle qualifiche e poi scattare dalla decima posizione mi pare un po’ troppo. Nelle Formule minori funziona perché, comunque, si disputa una sola sessione di qualifica e chi ottiene il miglior tempo parte 10° nella gara sprint, ma in pole nella gara lunga che assegna più punti.

Invertire la griglia nelle Formule minori ha un senso perché in fin dei conti questi campionati servono anche a far crescere i piloti e scattare in mezzo alla griglia può essere utile. Certo non su tutte le piste: a Monaco, ad esempio, chi sorpassa?

Intanto, aspetterei di vedere l’effetto che fanno le nuove regole tecniche con le vetture 2026. Magari ci sarà comunque già abbastanza lotta in pista e non serviranno nuovi artifici.

Milano-Cortina 2026: Pirelli partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici

Milano-Cortina 2026: Pirelli partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici

Foto: da sinistra, Andrea Varnier, CEO della Fondazione Milano Cortina 2026, e Andrea Casaluci, CEO di Pirelli

Pirelli rafforza il proprio legame con gli sport invernali, diventando Partner Olimpico e Paralimpico di Milano-Cortina 2026, in programma tra febbraio e marzo del prossimo anno nei territori di Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige. Lo annunciano Pirelli e Fondazione Milano Cortina 2026, stringendo una partnership che durerà fino alla conclusione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali e che prevede la fornitura esclusiva di pneumatici invernali Pirelli per la flotta di auto fornite da Abarth, Alfa Romeo, Fiat, Fiat Professional, Lancia e Maserati in qualità di Automotive Premium Partner.

Per garantire inoltre la massima efficienza alla flotta del parco auto, Pirelli metterà a disposizione un servizio di assistenza in caso di foratura o necessità di riparazione in tutti i cluster dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 e lungo i percorsi per raggiungere le sedi di gara.

“Essere Olympic and Paralympic Partner di Milano Cortina 2026 ci consente di mettere in campo in un contesto di eccellenza i nostri prodotti invernali, segmento dove Pirelli è leader di mercato. Equipaggiamo infatti circa il 50% delle vetture premium e prestige che montano pneumatici invernali dedicati superiori ai 18″. Siamo anche orgogliosi di sostenere un evento dal grande valore sportivo che accende i riflettori di tutto il mondo sul nostro Paese”, ha dichiarato Andrea Casaluci, CEO di Pirelli.

“Siamo orgogliosi di annunciare la partnership con Pirelli, un’eccellenza italiana che si è distinta a livello globale per innovazione, tecnologia e stile. Riconosciamo a Pirelli un ruolo fondamentale nel successo e nella reputazione dell’industria italiana, grazie ai suoi prodotti e al suo storico legame con lo sport ei grandi eventi internazionali, capaci di offrire una visibilità unica. Questa partnership valorizza l’eccellenza dei prodotti Pirelli e il loro contributo fondamentale al buon funzionamento dell’evento. La qualità e l’innovazione che contraddistinguono la loro offerta saranno un elemento chiave per la gestione efficiente e sicura di aspetti cruciali dei Giochi Invernali di Milano Cortina 2026”, così il CEO della Fondazione Milano Cortina 2026 Andrea Varnier.

Pirelli vanta una lunga tradizione di sostegno allo sport, che si estende ben oltre le discipline invernali. Dal calcio alla vela al tennis, fino al motorsport, dove l’azienda compete dal 1907. Nello specifico, nel mondo delle corse automobilistiche, Pirelli è attiva in oltre 350 competizioni. Questa prolungata e significativa partecipazione la configura come un attore primario nel contesto sportivo.

 

Foto da ufficio stampa Pirelli

 

 

RE-BREATH: giù le emissioni da usura dei freni nel trasporto pubblico

RE-BREATH: giù le emissioni da usura dei freni nel trasporto pubblico
A tre anni dall’inizio si avvia alla sua conclusione il progetto RE- BREATH (Reduction of Brake Wear Emissions in the Transport Sector), un’iniziativa finanziata dal programma LIFE della Commissione Europea che ha coinvolto partner d’eccellenza a livello europeo per migliorare la conoscenza delle emissioni di microparticelle non esauste generate dai sistemi di frenatura del sistema di trasporto pubblico locale (TPL); valutare il loro impatto sulla qualità della vita delle persone e sull’ambiente; e, infine, progettare e sviluppare un sistema frenante degli autobus innovativo e più rispettoso dell’ambiente e intervenire con opere di mitigazione verde.

Grazie alla collaborazione tra ricerca, impresa e istituzioni pubbliche, RE-BREATH ha dimostrato che un’innovazione mirata nei sistemi frenanti può contribuire concretamente a rendere il trasporto pubblico più sostenibile.
Test su strada reali condotti per 16 mesi nelle città di Bergamo e Bratislava, identificate dall’Agenzia Europea dell’Ambiente tra i centri urbani con più alte concentrazioni di PM10, hanno riportato risultati che confermano gli obiettivi iniziali di progetto.

Il cuore del progetto è rappresentato da un sistema frenante innovativo sviluppato da Brembo N.V. con dischi freno in una speciale ghisa low wear e pastiglie freno progettate appositamente per lavorare in sinergia con i nuovi dischi. Il disco freno deriva dall’esperienza di Brembo nell’ambito del trasporto privato rispettoso della nuova normativa Euro7. La pastiglia freno, il cui lancio sul mercato è previsto entro la fine del 2025, invece è stata appositamente sviluppata per veicoli pesanti ed è completamente priva di rame (100% copper-free), Il nuovo sistema ha raggiunto l’obiettivo di mantenere elevata l’efficienza di frenata riducendo sensibilmente le emissioni di particolato rispetto ai sistemi convenzionali.

I risultati del progetto RE-BREATH hanno testimoniato: il significativo aumento della durata dei dischi freno durante la dimostrazione su strada, paragonata ai dati storici: +50% rispetto ai sistemi OE (Original Equipment) e +100% rispetto ai sistemi AM (Aftermarket).; la riduzione delle emissioni di PM10: -10% confrontando il sistema OE (Original Equipment) con la soluzione RE-BREATH, utilizzando il fattore di emissione del test al banco e la metodologia EEA (European Environment Agency) per la stima delle emissioni; una diminuzione della concentrazione di PM10 tra il 40% e il 70% presso le fermate degli autobus dotate di barriere verdi, a conferma dell’efficacia degli interventi di mitigazione ambientale.

I dati del progetto sono stati condivisi con la Task Force 5 (gruppo PMP, UNECE) per contribuire allo sviluppo di futuri standard di emissione. I test, infatti, hanno evidenziato la loro potenziale scalabilità in contesti simili, ad alta domanda e i risultati raggiunti aprono la strada a un’adozione più ampia di componenti sostenibili all’interno delle flotte.
Grazie alla collaborazione con Arriva Italia e Arriva Slovakia, il sistema è già in fase di replicazione sulla flotta di veicoli commerciali leggeri in Italia (Bergamo e Roma) e in Slovenia, anticipando la normativa Euro 7, che entrerà in vigore dal 2026.

Il progetto ha visto il contributo attivo anche del Comune di Bergamo, responsabile della comunicazione e degli interventi di mitigazione verde a livello locale, e del Consiglio Nazionale delle Ricerche – con l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico (CNR-IIA) e l’Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati (CNR-ISMN) – responsabile della misurazione della qualità dell’aria e degli inquinanti emessi dai freni dei mezzi alle fermate degli autobus, oltre che dell’elaborazione del modello di dispersione degli inquinanti.

Guardando al futuro, i partner del progetto credono fermamente che una collaborazione continua tra imprese, ricerca, istituzioni pubbliche e comunità locali sia essenziale per promuovere ulteriori soluzioni di mobilità a basso impatto. Il modello replicabile sviluppato grazie a RE- BREATH costituisce oggi una best practice concreta per costruire città più verdi, vivibili e resilienti, in cui la mobilità urbana risponde alle esigenze dei cittadini e dell’ambiente.
Foto da ufficio stampa Brembo

Viaggio nel mondo AppassionAuto: immagini dall’edizione 2023

Viaggio nel mondo AppassionAuto: l'edizione 2023

AppassionAuto: la tua passione per far del bene. Dal 12 al 14 settembre 2025 al via da Comano Terme, nel Trentino, la tredicesima edizione del raduno di beneficenza  per gli amanti delle 4 ruote supercar, le auto d’epoca e le auto classiche. L’evento è organizzato da un gruppo di volontari che hanno realizzato tutto questo unendo la loro passione per le autovetture a quella di fare del bene. “Siamo orgogliosi di aver creato un raduno di solidarietà che parte dal cuore per dare un piccolo aiuto a chi è in difficoltà“, sottolineano gli organizzatori.

Il raduno è dedicato alla memoria di Augusto Gottardi, Marcella Bono, Giannino Luchese e Giuseppe Gorfer, grandi appassionati di auto e di solidarietà.