L’UE e la spinta sulla mobilità verde: l’impatto con la realtà economica

Allarme fornitori: il divario di competitività minaccia la base manifatturiera del settore

di Benjamin Krieger, segretario generale del CLEPA

 

La realtà odierna è sconfortante. I fornitori si trovano ad affrontare margini di profitto sempre più ridotti e le piccole e medie imprese rischiano sempre più spesso il fallimento. I costi per la conformità alle normative sulle emissioni di carbonio aumentano e le barriere commerciali si moltiplicano. Gli investimenti stanno rallentando e le aziende stanno riconsiderando la propria presenza in Europa a favore di ambienti più prevedibili ed economicamente vantaggiosi. La perdita di posti di lavoro non è più solo un rischio, ma una realtà che colpisce migliaia di dipendenti lungo tutta la catena di fornitura, dagli operai specializzati agli ingegneri certificati. Quando energia, manodopera e conformità normativa sono tutti fattori critici, dobbiamo chiederci: quale vantaggio competitivo offre l’Europa?

Nel frattempo, le tensioni geopolitiche si stanno intensificando. Una serie di nuovi dazi statunitensi ha già interrotto i flussi commerciali, mentre le relazioni con la Cina sono caratterizzate da parità di condizioni e preoccupazioni relative alla dipendenza dalla catena di approvvigionamento. Le restrizioni di ritorsione della Cina all’esportazione di materie prime essenziali, tra cui le terre rare essenziali per i veicoli elettrici, sottolineano la reale vulnerabilità dell’autonomia industriale dell’Europa.

Questo non è altro che un campanello d’allarme. Senza una risposta ben coordinata, l’Europa rischia di trovarsi schiacciata tra un’eccessiva estensione delle politiche e una perturbazione del commercio globale. Il recente allentamento delle sanzioni sulle emissioni di CO₂ per le case automobilistiche è positivo, ma temporaneo. Non può correggere un percorso normativo che rischia di compromettere l’innovazione e gli investimenti futuri.

Il Piano d’azione per l’industria automobilistica presentato dalla Commissione europea a marzo riconosce l’importanza strategica del settore. Ma le buone intenzioni non bastano. I recenti dialoghi strategici devono ora tradursi in azioni concrete. Le misure finora in discussione mancano della prospettiva, della portata e dell’ambizione necessarie per garantire la leadership industriale dell’Europa nei decenni a venire. Ciò si tradurrà in minori opportunità di lavoro per i giovani europei, minore creazione di valore all’interno del mercato unico dell’UE e, in definitiva, minori entrate fiscali per gli Stati membri dell’UE. Per cambiare rotta, tre cose sono fondamentali.

 

Ratificare gli accordi commerciali e ripristinare le nostre principali relazioni commerciali

Dobbiamo ripristinare condizioni di parità nelle relazioni commerciali con la Cina e garantire l’accesso reciproco al mercato a condizioni eque. Un accordo commerciale equilibrato tra UE e USA sarà fondamentale per entrambe le parti; le ritorsioni dovrebbero essere mirate e servire solo ad aumentare le possibilità di un esito negoziato. Un’escalation tariffaria prolungata non farà altro che alimentare l’instabilità e dobbiamo evitare che le ritorsioni colpiscano prevalentemente due volte le aziende europee. Infine, è necessario sostenere la diversificazione attraverso la ratifica e la negoziazione di accordi commerciali, incluso l’accordo Mercosur.

 

Adottare un approccio tecnologicamente aperto alla regolamentazione della CO₂

Ciò include il supporto a combustibili sostenibili, tecnologie a idrogeno e soluzioni ibride, oltre ai veicoli elettrici a batteria (BEV). Imporre una soluzione tecnologica rischia di trascurarne altre. I BEV sono essenziali, ma non esclusivi. Norme eccessivamente prescrittive ignorano la preparazione del mercato, limitano l’innovazione e aumentano i costi. Si prevede che la produzione di BEV e PHEV nel 2025 sarà inferiore di oltre 1,25 milioni diunità rispetto alle aspettative di appena due anni fa, in parte a causa dell’incertezza normativa e fiscale.

 

Ancorare l’ambizione climatica alla realtà industriale

Gli obiettivi climatici dell’UE devono essere raggiunti parallelamente alla garanzia della capacità industriale e delle catene di approvvigionamento. Che si tratti di batterie, motori per veicoli elettrici o motori a combustione interna modernizzati. L’autonomia strategica dipende dalla pluralità tecnologica e dalla resilienza. CLEPA e i suoi membri si impegnano a collaborare con le istituzioni dell’UE per dare vita a una transizione verde che non sia solo intelligente dal punto di vista climatico, ma anche economicamente sostenibile e competitiva a livello globale.

Le decisioni prese ora definiranno il posto dell’Europa nell’ordine industriale mondiale. Assicuriamoci di non guardarci indietro nel 2035 chiedendoci: perché abbiamo perso ciò che avevamo il potere di proteggere?

 

L’UE e l’automotive: no al suicidio economico più importante della storia

Piano automotive UE da modificare: meno convegni e più concretezza
di Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico della Lombardia e presidente della Automotive Regions Alliance
 
C’è la necessita di apportare correttivi rispetto alle attuali direttive della Commissione Europea cosi da evitare quello che potrebbe essere ricordato come il suicidio economico più importante della storia. Oggi registriamo positivamente l’unità delle Regioni sul principio della neutralità tecnologica. Abbiamo inoltre chiesto congiuntamente il massimo coinvolgimento delle regioni per il nuovo Piano d’azione europeo per l’automotive, ribadendo altresì una forte preoccupazione per la situazione del settore a livello europeo; una situazione che richiede cambiamenti immediati.
 
Come “Sistema Lombardo” in questi quattro anni crediamo di aver messo in campo tutto quello che potevamo. Siamo stati i primi a lanciare un grido di allarme nel silenzio piu assordante, abbiamo predisposto documenti scientifici grazie al supporto del Cluster della Mobilita Lombarda e delle Università, abbiamo creato alleanze con le Regioni europee. Adesso tocca all’Europa dare risposte concrete e apportare cambiamenti radicali per salvare un settore strategico per la manifattura europea.
 
Noi continueremo a lottare per salvare aziende e posti di lavoro. Per noi i principi della neutralità tecnologica e della pluralità di trazione non cambiano e ci aspettiamo che anche la Commissione li faccia propri.


Foto ufficio stampa Guido Guidesi