Filiera automotive e aftermarket: troppe incognite e preoccupazioni

Filiera automotive e aftermarket: troppe incognite e preoccupazioni

di Massimo Pellegrino, Coordinatore della Sezione Aftermarket del Gruppo Componenti ANFIA.

 
La lieve flessione registrata nel primo semestre 2025, che fa seguito ad un triennio 2022-2024 in forte crescita, è un primo segnale relativamente ad un possibile rallentamento del trend degli ultimi anni.

Le dinamiche inflazionistiche e un contesto congiunturale caratterizzato da forte instabilità e incertezza possono aver indotto gli automobilisti italiani – che guidano un parco circolante auto sempre più anziano: 12,8 anni di età media a fine 2023 – a contenere o a ritardare, ove possibile, le spese per la manutenzione e la riparazione
delle vetture, al di là degli interventi non rimandabili.

Per la filiera automotive, aftermarket incluso, alle incognite del processo di elettrificazione della mobilità e alla spinta della digitalizzazione si sono aggiunti in tempi relativamente recenti ulteriori fattori di destabilizzazione come i rischi di una tensione dei dazi e la crescente penetrazione dei marchi cinesi sul mercato auto europeo, senza contare le attese relative alla prossima revisione del Regolamento europeo sulla riduzione delle emissioni di CO2 degli autoveicoli leggeri, la cui adozione dovrebbe essere prevista nel secondo trimestre 2026, ma di cui preoccupa l’assenza di date certe e di un’agenda precisa.
 
Inoltre, c’è da considerare una continua attività di rimodulazione degli stock nei magazzini dell’intera filiera IAM, con l’obiettivo di garantire un buon livello di servizio, ma, contestualmente, migliorare i flussi di cassa.
Nel mondo dell’autoriparazione prevale chi sa essere reattivo alle sfide, tenendo alto il livello di preparazione tecnica e di apertura al cambiamento e, soprattutto, il livello del servizio offerto al cliente, fatto di capacità di orientamento in una fase con pochi punti fermi anche per il consumatore finale e di flessibilità e attenzione alle sue esigenze sempre più mutevoli e differenziate”.

Estate 2025: l’Italia sceglie l’auto e il viaggio diventa la vacanza

Estate 2025: l’Italia sceglie l’auto e il viaggio diventa la vacanza

Non è solo un mezzo di trasporto: l’auto, per l’estate 2025, è il vero cuore della vacanza. Lo racconta l’ultima indagine di AutoScout24, che fotografa un Paese pronto a mettersi in strada con lo spirito dell’on the road: partner al fianco, musica che riempie l’abitacolo e destinazione… il blu del mare. Quest’anno, per quasi 8 vacanzieri su 10 l’estate inizia al volante. E non si parla di brevi spostamenti: il 44% percorrerà tra i 501 e i 1.500 km, spesso per raggiungere una meta in Sicilia, Calabria o Puglia, regine indiscusse delle ferie agostane.

 

Il Sud al top, ma la montagna non resta a guardare

L’80% degli italiani resterà entro i confini nazionali, con una netta prevalenza per il mare. La Sicilia conquista il 28% delle preferenze, seguita da Calabria e Puglia. Toscana e Lazio continuano a sedurre chi cerca il giusto equilibrio tra spiagge, arte e cucina. Eppure c’è chi decide di invertire la rotta e salire in quota: tra le mete montane, il Trentino-Alto Adige vince con il 40% dei consensi di chi sceglie il fresco dell’alta quota. Sul fronte città d’arte, Venezia e Napoli restano destinazioni must.

 

Vacanze lunghe e senza regole fisse

Per il 58% degli italiani la vacanza durerà due settimane o più. Il 47% sceglie una singola meta e la vive fino in fondo, mentre quasi uno su cinque opta per un viaggio itinerante, con tappe multiple. La pianificazione? Poca, perché il 69% prenota solo lo stretto necessario, lasciando spazio a deviazioni, soste improvvisate e scoperte lungo il percorso. Solo il 22% organizza ogni dettaglio, mentre l’8% parte all’avventura senza nulla di definito.

 

Compagni di viaggio: sì all’amore, no ai logorroici

Il viaggio sarà in coppia per il 73% dei vacanzieri, mentre il 19% parte con tutta la famiglia. I solitari sono il 5%, ma orgogliosi della loro scelta. E quando si tratta di dire chi non si vorrebbe mai a bordo, la risposta è netta: al primo posto i chiacchieroni instancabili (42%), seguiti a pari merito da bambini e animali (21%). I suoceri? Restano in fondo alla lista degli indesiderati. E niente autostop: l’85% non darebbe passaggi a sconosciuti.

 

La colonna sonora dell’estate

Anche la musica ha il suo ruolo da protagonista: il 15% prepara una playlist ad hoc, ma tutti hanno in mente un tormentone. Quest’anno vince “Serenata” di Alessandra Amoroso e Serena Brancale, insieme a “Sto bene al mare” di Marco Mengoni, Sayf e Rkomi (entrambe al 19%). Seguono “A me mi piace” di Alfa (16%) e due hit al 13%: “Bottiglie vuote” dei Pinguini Tattici Nucleari & Max Pezzali e “Scelte stupide” di Fedez e Clara.

 

Quando il viaggio diventa un film

Alla domanda “che film rappresenta la tua vacanza ideale?”, gli italiani si dividono tra la comicità di Tre uomini e una gamba (29%), il caos di Una notte da leoni, le corse di Il sorpasso e la fantasia di Ritorno al futuro. Qualcuno sogna la libertà ribelle di Thelma e Louise, altri cercano sé stessi come in Into the wild o Easy Rider.

 

L’auto come passaporto di libertà

Per il 90% degli intervistati, l’auto resta insostituibile: parte quando vuoi, ti porta dove vuoi e ti permette di cambiare piani all’ultimo minuto. L’estate italiana 2025 sarà così: motore acceso, musica alta e strada aperta.

 

 

Iveco diventa indiana: l’Italia perde un altro pezzo strategico

Competitività e nodo Cina: Toyota dà la sveglia ai giapponesi, ma l'Europa...

di Domenico De Rosa, CEO del gruppo SMET

 
La doppia cessione di Iveco – al colosso indiano Tata e a Leonardo – rappresenta un segnale inequivocabile, l’Italia industriale continua a cedere pezzi strategici del proprio patrimonio.

Da una parte si globalizza, dall’altra si smonta. Se da un lato Tata potrà rilanciare Iveco con capitali e visione industriale, dall’altro ci si deve interrogare se siamo ancora padroni del nostro futuro manifatturiero o solo spettatori della sua frammentazione?”

Domenico De Rosa – Foto da ufficio stampa SMET Group

Sicilia, al via “Guida con gentilezza”: la campagna che vuole cambiare il traffico estivo

Sicilia, al via “Guida con gentilezza”: la campagna che vuole cambiare il traffico estivo

Le estati italiane, soprattutto al Sud, sono un banco di prova estremo per la sicurezza stradale. Strade affollate di turisti, traffico intenso, caldo asfissiante e nervi tesi: una combinazione che ogni anno produce troppe tragedie. Per questo, il Movimento Italiano per la Gentilezza (MIG), guidato da Natalia Re, ha deciso di portare la propria filosofia di rispetto reciproco anche in autostrada e nelle vie cittadine, lanciando la campagna “Guida con gentilezza – Estate Sicura”.

L’iniziativa, presentata il 29 luglio scorso, è sostenuta dall’assessorato regionale alla Mobilità e da una rete di partner che vanno dall’Osservatorio Italiano della Gentilezza al World Kindness Movement, fino al Fiat 500 Club Italia. L’obiettivo è chiaro: trasformare la cortesia in un vero e proprio dispositivo di prevenzione, perché non basta avere strade e infrastrutture migliori se chi guida continua a comportarsi in modo egoista o distratto.

 

Le quattro regole per un’estate senza incidenti

La campagna verrà diffusa tramite cartellonistica e messaggi visivi in città, sintetizzando il cuore del progetto in quattro principi chiave: Pazienza prima di tutto: un minuto in più al volante non vale una vita persa; Cortesia contagiosa: un sorpasso con un cenno di ringraziamento può cambiare l’umore di chi guida dietro di te; Protezione dei vulnerabili: pedoni, ciclisti e motociclisti hanno bisogno di più spazio e attenzione; No alle distrazioni: lo smartphone non è mai urgente quanto la sicurezza di chi viaggia. Quattro semplici frasi che, se prese sul serio, ridurrebbero drasticamente il numero di incidenti.

 

Un messaggio che parte dalla Sicilia e guarda al mondo

Quello del MIG non è un appello generico: la campagna, pur essendo nata in Sicilia, è già in rete con realtà internazionali. Grazie al contributo della Dr. Tristaca McCray, attivista statunitense del World Kindness Movement, il progetto approderà anche negli Stati Uniti, portando un messaggio educativo e inclusivo oltre oceano.

A sostenere la campagna anche realtà come Avis Comunale di Ciampino, il Coordinamento Imprenditori Area di Carini, il Centro Siciliano di Terapia della Famiglia, UGRI Servizi per l’Ambiente e Nerds Inc..

 

Le parole di chi l’ha voluta

“Abbiamo deciso di portare la gentilezza anche sulla strada – ha spiegato Natalia Re – perché ogni gesto, dal rallentare per far passare un pedone al rispettare la distanza di sicurezza, può salvare vite. In un’epoca in cui tutti hanno fretta, scegliere la lentezza e il rispetto è un atto rivoluzionario”.

 

Perché oggi è più urgente che mai

I dati ACI-ISTAT parlano chiaro: gran parte degli incidenti stradali è causata da distrazioni e comportamenti aggressivi. Nei mesi estivi la situazione peggiora, con il traffico turistico e l’aumento degli spostamenti. Una campagna come questa è un antidoto culturale prima ancora che tecnico: educare a una guida gentile significa abbassare la tensione sulle strade e ridurre il rischio di incidenti. La scommessa è trasformare questa iniziativa in un modello replicabile, facendo della Sicilia la capofila di un cambiamento che potrebbe (e dovrebbe) diventare nazionale.

 

Foto da ufficio stampa MIG