Auto elettriche e ricariche: analisi e visione ottimistica di PwC

Auto elettriche e ricariche: analisi e visione ottimistica di PwC

Foto – Christian Alessandrini, Partner e Industrials & Services Leader di PwC Italia

 

Dopo il rallentamento rilevato nel 2024, l’adozione di veicoli BEV sta riprendendo quota. L’analisi di PwC Strategy stima che entro il 2025 i veicoli elettrici a batteria rappresenteranno il 18-22% del totale delle vendite in Europa e il 3% del parco auto complessivo, con forti previsioni di crescita per il prossimo decennio.

 

“Entro il 2035 i veicoli elettrici a batteria raggiungeranno una quota compresa tra il 70 ed il 96% delle vendite totali, con circa 13 milioni di nuove immatricolazioni previste, e rappresenteranno tra il 23% e 34% del totale parco dei veicoli leggeri, con uno stock atteso di circa 88 milioni di veicoli elettrici su strada. La variabilità è legata sostanzialmente all’evoluzione del quadro regolatorio e allo sviluppo tecnologico, con particolare riguardo al rapporto tra prezzo di acquisto del veicolo e range di autonomia”, commenta Christian Alessandrini, Partner e Industrials & Services Leader di PwC Italia.

 

L’adozione dei veicoli elettrici a batteria (BEV) è tutt’altro che lineare in tutta Europa: in Norvegia rappresentano il 90% delle nuove immatricolazioni, mentre in Italia superano di poco il 5% in Italia, a fronte di una media paneuropea intorno al 16%. Per accelerare la diffusione nel parco, sarà fondamentale soddisfare la maggior parte della domanda, con modelli di veicoli elettrici che siano economicamente più accessibili, senza compromettere la redditività dei produttori OEM.

 

Infrastrutture di ricarica: in Europa la domanda raggiungerà 200 TWh con 55 milioni di punti di ricarica entro il 2035

La rete di ricarica pubblica veloce sta crescendo molto più rapidamente rispetto al numero di veicoli elettrici, contribuendo a ridurre l’ansia dei consumatori sull’autonomia. Tuttavia, gli utenti continuano a evidenziare criticità legate a costi, tempi di attesa, disponibilità e comodità di accesso al sito di ricarica.

 

Entro il 2035 si prevede che la domanda di ricarica raggiungerà i 200 TWh, supportata da circa 55 milioni di punti di ricarica installati, di cui oltre 50 milioni privati e a corrente alternata (AC). La quota di ricarica pubblica, oggi minoritaria rispetto a quella domestica, è destinata a crescere rapidamente passando da poco meno del 25% nel 2025 a circa il 38% (tra lenta e rapida) nel 2035.

In Italia, si prevede che la domanda di ricarica raggiungerà i 23 TWh al 2035, supportata di circa 5 milioni di punti di ricarica, di cui circa 4,4 milioni domestici e 600.000 pubblici. A marzo 2025, le colonnine di ricarica pubblica hanno raggiunto quota 65.900, di cui circa 4.200 con potenza superiore a 150kW.

 

Mercato con redditività difficile da raggiungere nel breve termine, ma con potenziale a lungo termine riconosciuto dagli investitori

Negli ultimi anni, la ricarica dei veicoli elettrici ha attratto molte aziende, dagli specialisti hardware e software ai fornitori di soluzioni integrate e agli operatori di rete. Tuttavia, la redditività continua a rappresentare una sfida per tutto il settore. Gli operatori, impegnati a crescere su scala, sono ostacolati da una congiuntura di mercato inferiore alle aspettative di sviluppo del parco BEV, che ha ridimensionato le ambizioni di crescita, portando di conseguenza ai primi default e uscite dal mercato.

 

Nonostante l’andamento delle azioni delle società quotate risenta di prospettive meno ottimistiche sulle vendite dei veicoli elettrici, le aziende leader di settore proseguono nella raccolta di finanziamenti per sostenere la propria crescita, attraverso: raccolta di capitale a debito nel segmento CPO (Charge Point Operator) per le piattaforme con un modello di bancabilità comprovato; considerevoli finanziamenti B-series nel segmento software (CPMS Charge Point Management Systems) a supporto dello sviluppo della piattaforma.

 

Joint venture e partnership intersettoriali come soluzione rispondere alle sfide energetiche

L’adozione crescente di veicoli elettrici BEV aumenta il consumo di energia e richiede una maggiore stabilità della rete ma offre anche opportunità di sviluppo e sinergie se abbinata a una gestione intelligente dell’energia e alla generazione e stoccaggio distribuiti, con sistemi di accumulo e tecnologie come il Vehicle-to-Grid (V2G), che consentono l’ottimizzazione e l’aggregazione tra dispositivi e posizioni.

 

“Per sbloccare le opportunità di mercato, si stanno abbattendo progressivamente le barriere tra settori e stanno emergendo nuove joint venture e partnership tra i player automotive, utilities, vendor di infrastrutture e sistemi di ricarica, società di sviluppo software & data protection e mondo del real estate. In particolare, stiamo assistendo ad un numero crescente di collaborazioni per assicurare la stabilità della rete e l’ottimizzazione energetica tra asset e utenti”, conclude Christian Alessandrini, Partner e Industrials & Services Leader di PwC Italia.

 

L’UE si svegli: la revisione del regolamento CO2 entro settembre

Revisione delle regole sulle emissioni: l'ultimo appello di ANFIA

di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA

 
Il settore automotive europeo sta affrontando una situazione di estrema difficoltà che a nostro avviso la Commissione e l’Europarlamento non colgono nella sua drammaticità. La diagnosi dei gravi problemi che affliggono il settore è stata proposta con chiarezza e lucidità nel rapporto Draghi ormai da quasi un anno; da quel momento, oltre all’apprezzamento del rapporto e del suo contenuto relativamente all’automotive, nulla di concreto è successo.
 
Negli ultimi 12 mesi non abbiamo visto purtroppo misure tangibili in grado di invertire la rotta, mentre, al contrario, si sono aggiunti temi esterni all’Europa quali l’onda montante delle importazioni dalla Cina e la politica daziaria americana.

È sotto gli occhi di tutti la crisi che in tutta Europa sta coinvolgendo aziende grandi e piccole del nostro settore e, ai circa 100.000 posti di lavoro persi lo scorso anno, se ne stanno aggiungendo molti di più nell’anno in corso. Lanciamo quindi, nuovamente, un appello risoluto e ultimativo alla politica tutta italiana ed europea perché finalmente si concretizzi in tempi rapidissimi la cura per fermare questa emorragia occupazionale e di
competenze che riguardano oltre il 7% del PIL europeo, 400 miliardi di gettito fiscale, il 30% della ricerca privata annuale europea e oltre 13 milioni di posti di lavoro.

La revisione del regolamento CO2 non è più un’opzione
, né deve essere una semplice promessa verbale: deve diventare un fatto entro la fine di settembre.
Foto da ufficio stampa ANFIA

Già l’auto in Europa: non si allentano i vincoli per la transizione energetica

L'auto in Europa: aprile con una forte "scossa"
di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor
Ancora cattive notizie dal mercato dell’auto dell’Europa Occidentale (UE+EFTA+UK). In giugno sono state immatricolate 1.243.732 autovetture con un calo del 5,1% rispetto al giugno 2024. Tra i cinque maggiori mercati dell’area solo quelli di Spagna e Regno Unito sono in crescita (+15,2% e +6,7%), mentre la Francia perde il 6,7%, la Germania il 13,8% e l’Italia il 17,4%.
 
Il dato più preoccupante è però quello che emerge dal confronto fra la situazione ante-pandemia (2019) e quella attuale che, nel primo semestre rispetto allo stesso periodo del 2019, fa registrare un calo di ben il 19,1%.
Come è noto, questa situazione è dovuta in larga misura alla politica dell’Unione Europea per imporre la transizione energetica (o meglio l’auto elettrica) vietando a partire dal 2035 la possibilità di immatricolare auto a combustione interna, cioè a benzina, a gasolio, a GPL o a metano e innescando una crisi profonda dell’industria dell’auto europea che oggi rischia di soccombere per la concorrenza delle auto cinesi e per gli oneri imposti dall’Unione per produrre e lanciare auto elettriche in larga misura non gradite dal pubblico.

Dai dati diffusi dall’ACEA emerge che nel primo semestre di quest’anno la quota delle auto elettriche ha raggiunto il 17,5% grazie ad incentivi pubblici generosi, ma anche, in alcuni Paesi come Regno Unito e Spagna, con un impegno diretto da parte delle case automobilistiche con stanziamenti generosi per concedere sconti di assoluto rilievo agli acquirenti di auto elettriche.

Tra l’altro, nonostante gli alti costi sostenuti dagli Stati, ma anche dalle case automobilistiche, il ritorno delle immatricolazioni ai livelli ante-crisi non appare certo dietro l’angolo, mentre i volumi ante-crisi sono stati già raggiunti e superati nel resto del mondo che non fa parte dell’Unione Europea.

D’altra parte, con la riconferma degli attuali assetti nella guida dell’Unione Europea viene meno, almeno per il momento, la possibilità di un ammorbidimento nella politica comunitaria per l’auto  e quindi dei vincoli dettati dagli ambientalisti ideologici che sono ampiamente responsabili della grave situazione che si è creata, non solo e non tanto, per il mondo dell’auto del nostro continente, ma anche per tutti i cittadini europei per i quali l’auto è uno strumento fondamentale per la vita di tutti i giorni.

Foto Ufficio Stampa Centro Studi Promotor

Panasonic, svolta 5G per flotte e servizi: modello britannico e benefici

Panasonic, svolta 5G per flotte e servizi: modello britannico e benefici

Panasonic TOUGHBOOK ha installato oltre 2.500 router 5G rinforzati su tutta la flotta di veicoli stradali di The AA, principale fornitore di assistenza stradale nel Regno Unito, offrendo una migliore connettività, efficienza operativa e risparmi sui costi: l’implementazione a livello nazionale della soluzione Connected Vehicle di Panasonic è stata completata in poco più di nove mesi ed è stata condotta in collaborazione con The AA, Ericsson Enterprise Wireless Solutions e Gamma Telecom.

La connettività è fornita in un raggio di 25 metri intorno al veicolo, integrando una soluzione modem twin-5G senza soluzione di continuità, utilizzando SIM primarie e di backup: si riesce così a sfruttare una connettività fino al 98% in tutto il Regno Unito. Grazie ai dati in tempo reale provenienti da diverse soluzioni hardware e applicazioni, come la diagnostica del veicolo, le telecamere di bordo e le informazioni sulle chiamate, che si basano su una connettività forte e affidabile, vengono ridotti al minimo i tempi di inattività e massimizzata l’efficienza su strada. Inoltre, questa soluzione consente una gestione smart delle flotte: monitoraggio centralizzato e analisi dati dal veicolo favoriscono ottimizzazione delle rotte e flessibilità.

L’Italia sta investendo nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e nello sviluppo del 5G IoT: entro il 2035, si stima che il mercato 5G IoT cresca fino ad arrivare a 546 milioni di dollari, con un tasso del 9,9% annuo. Soluzioni come quelle TOUGHBOOK rientrano nelle iniziative europee volte alla mobilità intelligente e mettono in luce come V2X, AI e manutenzione predittiva costituiscono punti di svolta della digital innovation nel trasporto nazionale, grazie a miglioramenti tangibili in efficienza e costi.

 

thumbnail_The AA – Foto da ufficio stampa Panasonic

 

 

AppassionAuto 2025: un rombo speciale fatto di solidarietà

AppassionAuto 2025: un rombo speciale fatto di solidarietà
Torna dal 12 al 14 settembre prossimi alle Terme di Comano (centro di eccellenza nella cura della pelle in Trentino, tra il lago di Garda e le Dolomiti di Brenta), l’appuntamento con AppassionAuto, raduno per auto d’epoca e supercar a scopo solidale e beneficenza, mentre si gode della bellezza di un sito Riserva Biosfera Unesco.

Giunto alla tredicesima edizione, l’evento ha sinora contribuito a raccogliere
 fondi per bambini e ragazzi “amabili”, per la Comunità Handicap, l’Oasi Valle dei Laghi e Noi per Voi per un totale di 153.250 euro. Importi devoluti in solidarietà per venire incontro alle esigenze di Casa Sebastiano, la struttura destinata alla residenzialità di persone autistiche in gravi difficoltà familiari gestita dalla Fondazione Trentina per l’Autismo.
 
Nel video alcuni momenti dell‘edizione 2024.
Foto da ufficio stampa Appassionauto

Autostrade per l’Italia: 18 diplomati nel terzo Master in “Ingegneria e gestione integrata delle reti”

Autostrade per l'Italia: 18 diplomati nel terzo Master in "Ingegneria e gestione integrata delle reti"

Con la consegna dei diplomi si è chiusa la terza edizione del Master universitario di secondo livello in “Ingegneria e gestione integrata delle reti autostradali” e si apre la nuova edizione del percorso di formazione dedicato a ingegneri under 30, esperti delle infrastrutture stradali con competenze nel settore digitale e tech. I 18 neodiplomati, che vedono confermata l’assunzione a tempo indeterminato nel Gruppo di Autostrade per l’Italia dopo i due anni di inserimento in apprendistato di Alta Formazione, potranno, sin da subito, contribuire alla crescita dell’azienda e partecipare da protagonisti alla strategia per una mobilità sempre più sostenibile. Il master è nato grazie alla partnership tra ASPI e quattro eccellenze universitarie, il Politecnico di Milano, il POLIMI Graduate School of Management, il Politecnico di Torino, la Scuola Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino.

In totale sono 75 i partecipanti per le 4 edizioni del master. Nella terza sono stati formati principalmente ingegneri civili, ambientali, esperti nei sistemi di trasporto e dei sistemi edilizi e di mobility Engineering. Nella quarta edizione, invece, altri 17 studenti inizieranno il nuovo percorso formativo. 

I ragazzi e le ragazze, in questi due anni di formazione e apprendistato, hanno alternato momenti di studio in aula con altri di preparazione sul campo, entrando direttamente a contatto con le diverse realtà del Gruppo ASPI, dalle Società controllate alle Direzioni di Tronco, e confrontandosi così con le varie situazioni che quotidianamente popolano l’attività della vita autostradale.

Inoltre, sono stati formati nella ricerca e attuazione di soluzioni innovative nell’ambito della gestione integrata delle reti autostradali, grazie a un programma teso a rafforzare competenze ingegneristiche di progettazione, gestione trasportistica, manutenzione e controllo delle infrastrutture stradali, competenze digitali applicate all’infrastruttura (Monitoraggio IoT, Infrastrutture Smart Mobility), oltre a competenze manageriali di project management.

Nei prossimi 24 mesi i nuovi studenti si alterneranno tra lezioni in aula ed esperienze dirette lungo la rete autostradale: dal Traforo del Monte Bianco passando per le Direzioni di Tronco di Udine e Bari. La volontà è quella di mettere a fattor comune gli aspetti più moderni legati all’innovazione tecnologica con quelli del mondo dell’infrastruttura. Una vera e propria scuola d’eccellenza, dove la teoria resta costantemente allineata alla pratica. 

L’iniziativa nasce in seno ad Autostrade Next Generation, framework che raccoglie tutti i progetti strutturati di formazione e inserimento in azienda, nato nell’ambito del più vasto programma di Autostrade del Sapere, avviato dal Gruppo ASPI attraverso una fitta rete di sinergie con scuole, Università e centri di ricerca finalizzata a produrre “saperi” in grado di far fronte alle grandi sfide nel mondo della mobilità.