Dal 2030 “tutto elettrico” per flotte e società di noleggio? ANIASA è totalmente contraria

Noleggio auto: luci e ombre del primo semestre

di Alberto Viano, presidente di ANIASA

 

In relazione a quanto riportato nelle scorse ore da fonti autorevoli della stampa europea su un possibile divieto al 2030 di immatricolazione di vetture endotermiche e ibride per le flotte aziendali e per le società di noleggio, ANIASA esprime la più totale contrarietà nei confronti di un simile provvedimento. Costringendo a noleggiare esclusivamente vetture elettriche, non si favorisce la transizione ecologica, né la riduzione delle emissioni di CO2, ma si spinge aziende e privati a mantenere più a lungo le proprie auto, rallentando l’immissione sul mercato di mezzi più sostenibili e sicuri.

Senza contare che, prevedendo un obbligo anticipato al tutto elettrico per il solo settore delle flotte aziendali, si creerebbe una grave distorsione sul mercato tra soggetti privati e aziendali, con il rischio di un radicale cambiamento nelle modalità di approvvigionamento dei veicoli che determinerebbe un ulteriore peggioramento delle condizioni del settore dell’auto, in generale, e dell’industria automobilistica europea, in particolare.

Alberto Viano presidente di ANIASA – Foto ufficio stampa ANIASA

Dal 2030 solo elettrico per flotte e noleggio auto? No a un’Europa “museo ecologico”

Competitività e nodo Cina: Toyota dà la sveglia ai giapponesi, ma l'Europa...

di Domenico De Rosa, CEO del Gruppo SMET

 
Non si tratta più di “transizione ecologica”: siamo ormai di fronte a una trasformazione ideologica imposta per decreto. La possibile norma europea che vieterebbe l’uso di auto a combustione per noleggio e flotte aziendali già dal 2030 è l’ennesimo esempio di centralismo normativo scollegato dalla realtà produttiva, sociale ed energetica dei Paesi membri.

Le flotte aziendali rappresentano una spina dorsale per la mobilità industriale, il commercio, la logistica e i servizi in tutto il Continente. Pensare di convertirle per legge in pochi anni a una mobilità esclusivamente elettrica, senza un’infrastruttura adeguata, senza una produzione autonoma di batterie, e con un mercato dei veicoli elettrici ancora instabile e inaccessibile per molti, è un azzardo che rischia di colpire duramente PMI, artigiani, trasportatori e imprese di servizi.

Chi scrive queste norme probabilmente non ha mai percorso in macchina 800 km in una giornata lavorativa, né ha mai dovuto far quadrare i conti di una piccola flotta a margine ridotto.

Non si può fare transizione senza realismo economico, rispetto per la competitività e buon senso tecnologico. Il rischio? Rendere l’Europa un museo ecologico, virtuoso ma vuoto, mentre Stati Uniti e Asia corrono.

È tempo che l’imprenditoria faccia sentire la propria voce, con fermezza, ma lucidità. Non per negare il futuro, ma per evitare che venga costruito contro chi ogni giorno lo rende possibile.

Domenico De Rosa – Foto da ufficio stampa SMET Group

Sicurezza stradale in città: accordo tra ANCI, UNASCA e Associazione Gabriele Borgogni

Sicurezza stradale in città: accordo tra ANCI, UNASCA e Associazione Gabriele Borgogni
Promuovere percorsi di collaborazione e di informazione sulla sicurezza stradale in ambito urbano a tutta la cittadinanza, a partire dalle giovani generazioni, con una particolare attenzione al fenomeno dell’incidentalità stradale. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa che ANCI, UNASCA e Associazione Gabriele Borgogni hanno siglato a Roma.

“L’incidentalità stradale è da tempo un’emergenza nazionale in Italia e i Comuni sono da sempre in prima
linea: gestiscono direttamente le strade, i controlli, le infrastrutture, i sistemi di riduzione della velocità, le attività educative e i dati che contribuiscono a definire anche le politiche nazionali”, ha detto il vicepresidente vicario ANCI e sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, indicando come “i numeri dicono che la maggior parte degli incidenti avviene sulle strade urbane, dove si registra il 73% del totale e oltre il 65% dei rilevamenti è effettuato dalle Polizie Locali”.

“È quindi evidente – ha precisato il vicepresidente vicario ANCI – che le città rappresentano il fronte più
esposto e strategico per un’azione efficace. “Grazie a queto protocollo, mettiamo in rete esperienze, conoscenze e strumenti preziosi: dalle attività di sensibilizzazione al supporto psicologico per le vittime della strada, dalle iniziative di educazione stradale nelle autoscuole fino al lavoro quotidiano nei Comuni”.

Da parte sua il Segretario nazionale autoscuole UNASCA, Alfredo Boenzi, ha sottolineato come “la
formazione alla guida non può e non deve limitarsi all’insegnamento delle regole del Codice della Strada e come formatori, abbiamo il compito di accompagnare i futuri conducenti verso una maggiore consapevolezza del rischio, senso di responsabilità e attenzione verso gli utenti più fragili della strada.
Questo protocollo – ha rimarcato – rappresenta un passo concreto in questa direzione e grazie alla capillarità delle autoscuole UNASCA possiamo portare ovunque il messaggio della sicurezza stradale che è una responsabilità collettiva”.

“Siamo particolarmente orgogliosi di questo progetto, primo in Italia e unico nel suo genere, una grande
opportunità per diffondere una cultura della sicurezza stradale senza dimenticare l’aspetto umano e il sostegno a chi, ogni giorno, si trova a fronteggiare le conseguenze più dolorose della strada”, ha ribadito Valentina Borgogni, presidente dell’Associazione Gabriele Borgogni, da anni impegnata nella formazione rivolta alle scuole.
 
“Sentivamo – ha aggiunto – la necessità di rivolgerci anche agli addetti ai lavori: a chi, ogni giorno, vive la strada e fa di un mezzo di trasporto il proprio lavoro. In questo senso, gli istruttori di guida rappresentano per noi interlocutori privilegiati. Parlare con loro significa, infatti, poter arrivare a moltissime persone: un effetto di amplificazione a catena che rende la prevenzione ancora più efficace e capillare. Il protocollo prevede inoltre un aspetto per noi fondamentale: il supporto psicologico, nell’ambito del progetto “Mai più soli’”, che offre il sostegno di psicologi professionisti in caso di sinistri stradali mortali o particolarmente gravi, sia ai familiari delle vittime, sia alle forze dell’ordine che intervengono in quei drammatici momenti”.
Foto da ufficio stampa UNASCA