Una Fiat 500 elettrica che guida da sola tra le strade di Darfo Boario Terme per accompagnare un anziano in farmacia. Potrebbe sembrare un’immagine futuristica, invece è già realtà grazie a “Sharing for Caring”, il primo prototipo italiano di mobilità autonoma inclusiva, pensato dal Politecnico di Milano per anziani e persone con fragilità motorie. Il progetto è stato presentato ufficialmente il 16 luglio 2025 all’interno del suggestivo scenario del Parco delle Terme, e rappresenta una svolta tecnologica e sociale nel panorama della mobilità sostenibile.
Il cuore dell’iniziativa è chiaro: garantire autonomia, dignità e indipendenza a chi oggi è tagliato fuori dai tradizionali sistemi di trasporto pubblico, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree montane dove autobus e navette scarseggiano, e dove il diritto alla mobilità rischia di diventare un privilegio.
Un progetto concreto, non una suggestione
Realizzato dal team AIDA – Artificial Intelligence Driving Autonomous del Politecnico di Milano all’interno del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST), il progetto ha visto una vera dimostrazione su strada. Durante l’evento, una Fiat 500 elettrica 3+1 modificata per il trasporto di persone a mobilità ridotta ha percorso autonomamente le vie di Darfo Boario Terme, fermandosi per accogliere un passeggero anziano e accompagnarlo alla farmacia.
Un test reale, supervisionato da un “safety driver” secondo quanto stabilito dal Decreto Smart Road del 2018, che dimostra la maturità tecnologica raggiunta dal progetto. Ma anche un messaggio politico e culturale: l’innovazione può e deve diventare strumento di equità e coesione sociale.
Tecnologia italiana per il benessere collettivo
Il veicolo è stato scelto e modificato per rispondere alle esigenze pratiche: guida a bassa velocità, interni accessibili, sensori avanzati per la guida autonoma e design ispirato all’arte giapponese del Kintsugi, con le sue “crepe dorate” che celebrano le imperfezioni come elementi di forza e bellezza.
Come ha spiegato l’ing. Federico Falck, presidente della Fondazione Ico Falck, «le fragilità non sono un difetto, ma una parte della nostra storia da valorizzare». Un concetto trasformato in realtà concreta da un team di giovani ricercatori italiani, capaci di trasformare la guida autonoma in strumento sociale, non solo in innovazione per il mercato.
Inclusione, sostenibilità e replicabilità: tre pilastri fondamentali
Il progetto nasce con tre obiettivi ben precisi:
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Inclusione sociale: portare la tecnologia dove serve davvero, nelle mani di chi spesso non viene ascoltato. Anziani, persone con disabilità o ridotta mobilità, abitanti di comuni isolati.
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Sostenibilità ambientale: l’utilizzo di un veicolo elettrico a zero emissioni, a velocità contenuta e con percorsi mirati, rende il servizio perfettamente in linea con la transizione ecologica.
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Replicabilità economica: “Sharing for Caring” non è un prototipo da laboratorio, ma un modello pensato per essere adottato da altri comuni italiani, anche con risorse limitate. Perfetto per aree interne e contesti a bassa densità abitativa.
La Lombardia come laboratorio d’innovazione autonoma
La scelta di Darfo Boario Terme non è casuale. Comune montano con una popolazione over 65 significativa, rappresenta il perfetto banco di prova per un servizio di mobilità “on demand” ad alto valore sociale.
“Con una geografia complessa e bisogni crescenti, abbiamo bisogno di soluzioni intelligenti e flessibili”, ha spiegato il sindaco Dario Colossi. E Regione Lombardia ha abbracciato con convinzione il progetto. “Dopo la missione istituzionale a Indianapolis, ci siamo resi conto del potenziale della guida autonoma – le parole di Raffaele Cattaneo, sottosegretario regionale – la Lombardia può vantare una leadership globale in questo settore grazie al Politecnico.”»
Anche Simona Tironi, assessore regionale all’Istruzione e Lavoro, ha sottolineato l’importanza del progetto per lo sviluppo di nuove competenze e occupazione qualificata, senza perdere di vista l’impatto umano e i benefici tangibili per i cittadini.
Cisco Italia, partner tecnologico per una rete sicura
La guida autonoma richiede reti stabili, affidabili e intelligenti. È qui che entra in gioco Cisco Italia, che ha curato l’infrastruttura di connettività necessaria per monitorare e controllare da remoto i veicoli, garantendo sicurezza, affidabilità e interazione ottimale con il software di bordo.
“Mettere la tecnologia al servizio delle persone è la nostra missione», ha dichiarato Gianmatteo Manghi, CEO di Cisco Italia. “Progetti come questo dimostrano che la guida autonoma non è solo un fatto tecnico, ma una questione di valori e visione del futuro”.
Il futuro della mobilità passa dall’inclusione
“Sharing for Caring” è molto più di un esperimento tecnico. È un prototipo di società nuova, dove tecnologia, sostenibilità e umanità camminano insieme. È la prova concreta che la mobilità autonoma può – e deve – essere uno strumento di giustizia sociale.
In un’Italia dove la popolazione invecchia, i trasporti locali si diradano e i territori montani restano sempre più isolati, progetti come questo rappresentano una speranza tangibile, un modello esportabile e una risposta concreta ai bisogni reali.


