Urban Mobility Council: Savaresi (Politecnico di Milano)

Urban Mobility Council: Savaresi (Politecnico di Milano)

A “The Urban Mobility Council” era presente anche Sergio Matteo Savaresi, docente di Automatica al Politecnico di Milano e team leader del PoliMOVE: “Quello che abbiamo raccontato è un lavoro diverso rispetto alle ricerche degli anni passati, che erano molto focalizzate su modelli di mobilità e veicoli. – le sue parole -. Stavolta, ci siamo concentrati su un’indagine più particolare: ci siamo chiesti se fosse possibile, analizzando le immagini aeree della rete stradale – le mappe, viste dall’alto – prevedere il livello di rischio associato a quelle configurazioni. Sembrava un’impresa quasi impossibile, ma abbiamo provato ad addestrare una rete neurale per imparare a riconoscere e classificare il rischio».

Nel video l’intervista completa al professor Savaresi.

Urban Mobility Council: Ratti (architetto e urbanista)

Urban Mobility Council: Ratti (architetto e urbanista)

A “The Urban Mobility Council” presente Carlo Ratti, architetto, urbanista e teorico dell’architettura italiano il quale ha parlato di città e mobilità: “Sappiamo da molti anni che la configurazione di una città e la configurazione di una strada ha un grande impatto su come ci muoviamo, per esempio sulla velocità a cui andiamo in quella strada – le sue parole -, Oggi, però, per la prima volta, utilizzando grandi quantità di dati, provenienti dalla rete Unipol, e utilizzando anche molte immagini della città, riusciamo a capire meglio quella relazione”.

Nel video l’intervista completa all’urbanista e architetto Ratti.

Animalisti e nuova legge contro i maltrattamenti sugli animali: “Soddisfatti, ma non basta”

Animalisti e nuova legge contro i maltrattamenti sugli animali: "Soddisfatti, ma non basta”

Il Senato ha approvato in via definitiva la proposta di legge “Modifiche al Codice penale, al Codice di procedura penale e altre disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali”, con il voto favorevole di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati e Gruppo delle Autonomie. Si sono astenuti PD, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.

Dichiara Walter Caporale, Presidente dell’Associazione Animalisti Italiani: “Galera anche in Italia per chi maltratta, tortura, abbandona o uccide animali? Aumentate le pene detentive grazie alla battaglia di oltre 10 anni di Animalisti Italiani Onlus e di tutte le associazioni animaliste, supportate dall’on. Maria Vittoria Brambilla e da Deputati di ogni orientamento politico, finalmente l’Italia non è più fanalino di coda in Europa e nel mondo”.

Le pene restano comunque sproporzionate rispetto alla gravità dei reati, rendendo difficile ottenere condanne efficaci visto che in Italia si opta troppo spesso per le pene alternative come i lavori socialmente utili.

Gli Animalisti Italiani Onlus in questi anni avevano raccolto oltre 400.000 firme, consegnate in parte al precedente governo Conte ed in parte al governo Meloni.

La nuova legge contro i maltrattamenti sugli animali è un passo avanti. Siamo soddisfatti, ma occorrono miglioramenti. Come associazione Animalisti Italiani, riconosciamo alcuni aspetti positivi contenuti nel testo, che rappresentano un primo passo nella giusta direzione: l’introduzione della pena pecuniaria cumulata a quella detentiva per i reati di uccisione e maltrattamento di animali; la previsione di aggravanti in casi specifici, come l’uso di sostanze stupefacenti o vietate; l’introduzione del divieto di uccidere o alienare animali sequestrati, anche non formalmente sottoposti a sequestro, durante le indagini; la possibilità di affidare in via definitiva gli animali sequestrati – inclusi i cuccioli nati nel frattempo – alle associazioni animaliste prima della conclusione del processo; le modifiche alla legge sul traffico illecito di cuccioli, che ne facilitano la contestazione, rendendo sufficiente l’assenza di microchip, passaporto o certificazione sanitaria.

“Apprezziamo che siano state accolte molte richieste delle associazioni animaliste – prosegue il Presidente degli Animalisti Italiani Onlus, Walter Caporale – anche se restano alcuni punti critici tra i quali: l’introduzione, nel testo di legge, di una disposizione che consente ancora la detenzione alla catena di animali d’affezione, purché non ne impedisca il movimento. Una previsione in netto contrasto con quanto già vietato in diverse Regioni (Calabria, Campania, Marche, Umbria) e con regolamenti comunali più stringenti, che per fortuna restano in vigore.

Gravissima, inoltre, la deroga consentita all’identificazione tardiva di cani e gatti da parte di allevatori e commercianti. Una misura che rischia di minare il contrasto al traffico di cuccioli, rendendo la tracciabilità meno certa e favorendo circuiti illegali.

Infine, resta inspiegabilmente assente un divieto assoluto per chi ha maltrattato, ucciso o impiegato animali in combattimenti di detenerli nuovamente: un errore grave, soprattutto considerando il legame tra questi reati e la criminalità organizzata”.

 

Foto da archivio animalisti

La lotta al carbonio: attenzione, il nemico non è l’auto

La lotta al carbonio: attenzione, il nemico non è l'auto

di Akio Toyoda, presidente di Toyota Motor Company

 

Il riscaldamento globale è un problema che dobbiamo affrontare in quanto cittadini del mondo, e l’industria automobilistica lo sta affrontando direttamente. Il nostro unico nemico è il carbonio, non è l’auto, andando oltre il dibattito fra batteria o ibridi.

A oggi, abbiamo venduto un totale di 27 milioni di veicoli elettrici, principalmente ibridi. Questi 27 milioni di veicoli hanno ridotto le emissioni di CO2 di una quantità equivalente a quella di 9 milioni di veicoli elettrici a batteria (BEV).

Ogni Paese ha una situazione energetica unica. Garantire la mobilità per tutti significa servire ogni Paese, ogni strada. Tutti noi, a partire dai nostri leader, stiamo lavorando duramente per garantire che nessuno venga lasciato indietro.

 

Foto da ufficio stampa Toyota