Europa e assurdità sull’automotive: manca il coraggio di cambiare
di Gianni Murano, presidente di UNEM
Ingiustificata e inaccettabile è la proposta di tassare ulteriormente le auto di proprietà e le auto aziendali sulla base della CO2 emessa, avanzata di recente dalla Commissaria europea per la transizione ecologica, Teresa Ribera, nell’ambito delle Guidance per l’attuazione del Piano nazionale Energia e Clima.
Una proposta che potrebbe essere condivisibile se le emissioni venissero calcolate sull’intero ciclo di vita e non solo allo scarico. Altrimenti si tratta, ancora una volta, di un modo per svantaggiare una tecnologia in maniera ideologica. Come se l’auto non fosse già sufficientemente tassata.
Gli obiettivi di decarbonizzazione non sono in discussione, ma è necessario rivedere le misure con cui raggiungerli. Serve ridare fiducia e prospettive alle imprese e ai lavoratori europei. Credo che da questo punto di vista ci sia ampia sintonia anche con il nostro Governo come è emerso negli interventi alla nostra assemblea dei ministri Adolfo Urso, Gilberto Pichetto Fratin, Tommaso Foti e Antonio Tajani.
L’Europa rischia di smarrire definitivamente la propria centralità industriale. Una transizione efficace non può mai basarsi su divieti, ma deve puntare su pluralità di soluzioni, innovazione e cooperazione tra industria e Istituzioni.
Manca il coraggio di cambiare, di percorrere strade diverse, di riconoscere un approccio non ideologico, ma basato su fatti e su approcci scientifici a partire dall’analisi dei criteri che valutino le ricadute economiche e sociali, sulle imprese, sulle persone e sui territori dell’attuale quadro regolatorio, senza dimenticare la necessità di rivedere le modalità con cui si calcolano le emissioni, oggi misurate solo allo scarico.
Auto elettriche, l’Italia può essere leader in Europa: le 8 proposte di Motus-E al Governo
Il futuro della mobilità è già iniziato e l’Italia rischia di perderne il passo. È questo il monito contenuto nel primo “Libro Bianco” sulla mobilità elettrica redatto da Motus-E, l’associazione di riferimento per la mobilità a zero emissioni. Il volume è stato presentato il 10 giugno a Roma nel corso della conferenza «Innovazione automotive: un pilastro della competitività europea», alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e dei principali attori del mondo industriale ed energetico.
“Oggi quasi un’auto su cinque venduta nel mondo è 100% elettrica”, ha dichiarato Fabio Pressi, presidente di Motus-E. “Se non vogliamo restare spettatori di una trasformazione che riguarda il futuro industriale dell’Italia, dobbiamo agire subito, partendo dai dati e puntando su una strategia condivisa”.
Italia avanti sulle colonnine, ma indietro sulle immatricolazioni
Il “Libro Bianco” fotografa l’attuale scenario in Italia e in Europa. A colpire, è il paradosso italiano: un punto di ricarica ogni 5,4 auto elettriche, meglio della media europea (1 ogni 8,3) e persino della Cina (1 ogni 9), ma una quota di mercato delle BEV ferma al 5%, contro il 17% europeo. Attualmente in Italia circolano circa 300.000 auto elettriche, decuplicate rispetto al 2020, ma ancora lontane dagli oltre 8,8 milioni di veicoli BEV presenti sulle strade del continente.
Un documento per orientare scelte e politiche pubbliche
Con oltre 100 grafici, tabelle e indicatori numerici, il “Libro Bianco” di Motus-E si propone come uno strumento analitico e strategico, rivolto a decisori pubblici, imprese, stakeholder e operatori del settore. Il documento, che contiene anche la prima Mappa della filiera italiana delle batterie, è pensato per diventare il punto di riferimento per chi desidera comprendere i trend globali e nazionali legati all’elettrificazione dei trasporti, alla trasformazione digitale e al ruolo sempre più sinergico tra automotive ed energia.
Le otto proposte concrete al Governo
Motus-E ha incluso nel “Libro Bianco” anche otto proposte normative che puntano a supportare l’Italia nella transizione industriale, favorendo investimenti, competitività e sostenibilità. Ecco le principali:
1. Deducibilità fiscale per le auto aziendali elettriche
Per stimolare la transizione delle flotte e sviluppare il mercato dell’usato BEV.
2. Riforma delle tariffe per la ricarica pubblica
Per ridurre gli oneri sull’energia e migliorare la competitività del servizio.
3. Elettrificazione del trasporto merci
Attraverso il rifinanziamento di strumenti per il rinnovo del parco veicoli industriali.
4. Riciclo delle batterie litio-ione
Adeguando il quadro normativo e puntando sulla leadership europea nel settore.
5. Parità fiscale per la ricarica domestica
Eliminare le disparità tra utenti di auto elettriche e endotermiche.
6. Noleggio elettrico a lungo termine sociale
Un’opportunità da sostenere con il Social Climate Fund per rendere l’elettrico accessibile a più cittadini.
7. Estensione del regime energivori
Anche alle imprese del TPL e della logistica per abbattere i costi energetici.
8. Favorire l’energia rinnovabile nei trasporti
Con un uso più intelligente dei crediti di immissione in consumo previsti dalla Direttiva RED III.
L’Italia può ancora guidare la transizione
Il presidente di Motus-E, Pressi, ha concluso con un messaggio chiaro: “Abbiamo bisogno di politiche industriali coraggiose, capaci di guidare la transizione, sostenere le imprese, creare occupazione e proteggere l’ambiente. Il “ibro Bianco” è la base per una nuova stagione di confronto, dove dati, soluzioni e visione industriale devono camminare insieme. Nel contesto europeo ed extraeuropeo in cui l’elettrificazione procede a ritmi sempre più sostenuti, l’Italia può ancora essere protagonista, ma servono decisioni rapide, coordinate e lungimiranti.
Foto da ufficio stampa



