Auto ibride: in Italia dominano il mercato

Appello al Governo: riformare in modo strutturale la fiscalità delle auto aziendali

Foto: Andrea Cardinali, direttore generale UNRAE

 

Il mercato delle auto ibride in Italia è in forte espansione, ma la varietà tecnologica e la mancanza di una classificazione chiara e condivisa generano confusione tra consumatori e
operatori del settore
. È quanto emerge dalla nuova analisi dell’Osservatorio Auto e Mobilità
della Luiss Business School,
che propone di istituire criteri univoci nella definizione delle
diverse tipologie di ibrido.


Il panorama attuale: numeri e complessità
Il listino italiano delle auto nuove comprende 762 varianti ibride, suddivise su 244 modelli
e proposte da 48 marchi.
Di queste, il 62,3% (475 varianti) è rappresentato da Mild Hybrid, il
9,8% (75 varianti) da Full Hybrid, il 27,6% (210 varianti) da Plug-in Hybrid e lo 0,3% (2
varianti) da Range Extender.

Alcuni modelli Mild Hybrid permettono di “veleggiare” e di partire ed avanzare in elettrico
a velocità medio-basse.
Questo sottogruppo, che con 65 varianti costituisce il 14% di tutti i Mild
Hybrid a listino, viene oggi definito Middle Hybrid e rappresenta un fenomeno emergente e
trasversale.

Gli ibridi con batterie non ricaricabili dall’esterno costituiscono la componente più ampia
delle auto vendute sul mercato (44,9% in Italia – gennaio-aprile 2025 – e 35,9% in Europa –
primo trimestre 2025) e rappresentano il 72% delle vetture ibride presenti nel listino italiano.

Il dato medio rilevato per la capacità delle batterie dei Plug-in Hybrid (tecnologia che
permette di viaggiare con trazione esclusivamente elettrica per lunghi tratti anche a velocità
autostradali) è di 20,3 kWh e la percorrenza media in modalità puramente elettrica è di 78,9
chilometri.

Relativamente alle alimentazioni: il 77% dei modelli ibridi è alimentato a benzina, il 22% a
gasolio e lo 0,3% è bifuel GPL/benzina
. Dalla ricerca emerge una estrema eterogeneità nei criteri di classificazione: delle 13 metodologie analizzate, sono emersi ben 9 parametri differenti presi in considerazione. Il parametro a cui si fa maggior riferimento, sia a livello pratico che dal punto di vista accademico (viene utilizzato in 7 dei 13 casi), è la capacità del motore elettrico di muovere il veicolo senza l’ausilio del motore termico.
 
Si tratta però di un’informazione che oggi manca del tutto all’interno della procedura di omologazione (ciclo WLTP) che non registra la percorrenza in modalità elettrica per le vetture ibride non ricaricabili esternamente. L’unico criterio di distinzione di cui si tiene conto oggi all’interno del sistema di omologazione UE è, infatti, la bipartizione tra veicoli ibridi ricaricabili esternamente e veicoli ibridi non ricaricabili esternamente. Questa frammentazione rende difficile per i consumatori comprendere le effettive capacità elettriche dei veicoli.


La proposta dell’Osservatorio Auto e Mobilità
Per favorire una maggiore trasparenza e consapevolezza del consumatore/automobilista,
chiamato a scegliere in un panorama variegato e complesso, l’Osservatorio ha individuato due
metodi di classificazione applicabili nel breve e medio periodo.

Per quanto concerne il breve termine, si propone di applicare un indice oggettivo basato sul
“grado di elettrificazione” di un sistema ibrido,
che mette in relazione la potenza del motore
elettrico, quella del propulsore del motore termico e la massa del veicolo. A favore di questa
ipotesi vi è il fatto che tutte le variabili considerate sono rilevate in fase di omologazione e
disponibili sui documenti di circolazione.

Per il medio termine invece, l’Osservatorio avanza l’introduzione di un criterio basato sul
comportamento su strada, misurando la percentuale di percorrenza in modalità elettrica nei
cicli urbani.
Pertanto, le categorie, a titolo esemplificativo, sarebbero le seguenti: 
Full Hybrid: almeno il 60% di percorrenza a motore a combustione interna spento (sia in termini di tempo, sia di distanza percorsa); Middle Hybrid: tra il 30% e il 59% di percorrenza a motore a combustione interna spento (sia in termini di tempo, sia di distanza percorsa); Mild Hybrid: tra lo 0% e il 29% di percorrenza a motore a combustione interna spento (sia in termini di tempo, sia di distanza percorsa). La proposta descritta non può essere applicata nel breve termine perché manca al momento il contesto necessario a livello tecnico e regolamentare.

“La nuova ricerca dell’Osservatorio Auto e Mobilità della LUISS, di cui UNRAE è Partner,
evidenzia – dichiara Andrea Cardinali, Direttore Generale UNRAE – il dinamismo dell’industria automobilistica e i suoi ingenti sforzi verso la decarbonizzazione, che oggi passa
soprattutto attraverso l’elettrificazione in tutte le sue forme”.


“UNRAE valuta positivamente le proposte dell’OAM di classificazione dei powertrain ibridi,
che migliorerebbero la chiarezza verso i consumatori
grazie a una comunicazione
standardizzata – prosegue il Direttore Generale -. Un’adozione a livello europeo, inoltre, renderebbe i diversi mercati finalmente confrontabili”.


Un’evoluzione tecnologica iniziata oltre 25 anni fa
La ricerca ripercorre l’evoluzione storica dell’auto ibrida, dai primi prototipi storici, al lancio
della Toyota Prius nel 1997 – in coincidenza con la Conferenza sul clima di Kyoto – fino allo
sviluppo delle moderne varianti Mild, Middle, Full e Plug-in Hybrid, con l’aggiunta di altre
alimentazioni oltre alla benzina, come Diesel e GPL.


Foto Ufficio Stampa Unrae

Automotive World/2: De Meo e le ultime parole famose

Automotive World/2: De Meo e le ultime parole famose
Nella puntata numero 2 di Automotive World, stagione 11, al centro dell’attenzione ci sono le parole di Luca De Meo, il CEO di Renault che dal prossimo 15 luglio passerà al Gruppo Kering (lusso). “Il livello di vendite del mercato europeo dell’auto è un disastro”, una delle ultime affermazioni di De Meo prima di annunciare le dimissioni dalla guida del Gruppo Renault. Affermazione rilasciata in un’intervista, insieme a John Elkann, presidente di Stellantis, al quotidiano francese “Le Figaro”.
 
In questa nuova puntata, Massimo Ghenzer, presidente di Areté, e Pierluigi Bonora, opinionista e promotore di #FORUMAutoMotive, fanno il punto su 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐞, in questo caso commentando le parole di De Meo. “Automotive World” è un’iniziativa del magazine “Auto” diretto da Andrea Brambilla.

Biocarburanti: Bruxelles ne riconosca il ruolo anti CO2

UNRAE e Federauto a Pichetto: no "Eco-score" nei prossimi incentivi
di Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica
 
L’Italia crede molto nell’efficacia dei biocarburanti e riteniamo che tale potenziale sia uno dei punti fermi della nostra strategia climatica per l’abbattimento delle emissioni anche nei trasporti stradali. L’Italia si augura che la visione dell’Italia sui biocarburanti basata su un approccio scientifico e rigoroso e sul ruolo che essi possono svolgere anche in futuro venga condiviso dalla Commissione europea.
 
Il nostro Paese chiede che i biocarburanti vengano riconosciuti come una soluzione per decarbonizzare il settore auto. Bisogna lasciare agli Stati più flessibilità sul modo di conseguire l’obiettivo di riduzione delle emissioni.


Foto ufficio stampa

Tripletta alla “1000 Miglia 2025”: trionfo per Alfa Romeo

Tripletta alla "1000 Miglia 2025": trionfo per Alfa Romeo

C’è qualcosa di unico nel rombo di un’Alfa Romeo che attraversa l’Italia, un suono che sa di storia, audacia e passione. Anche quest’anno, lungo le strade leggendarie della 1000 Miglia, quel suono è tornato a incantare. E lo ha fatto nel modo più spettacolare: l’Alfa Romeo 6C 1750 Super Sport del 1929, del team Villa Trasqua e condotta dal duo Vesco-Salvinelli, ha tagliato per prima il traguardo della 43esima edizione della rievocazione storica della “corsa più bella del mondo”.Sul podio anche l’Alfa Romeo 6C 1500 SS, condotta dall’equipaggio argentino Erejomovich – Llanos, e l’Alfa Romeo 6C 1750 GS Spider Zagato del duo Tonconogy – Ruffini. Una straordinaria tripletta a dimostrazione della grande tradizione sportiva del Biscione che ancora oggi è capace di emozionare grazie alle sue doti dinamiche uniche.

Lungo il percorso, caratterizzato da paesaggi mozzafiato, una presenza ha catturato cuori e sguardi:l’Alfa Romeo 1900 Super Sprint del 1956, proveniente dalla collezione di Stellantis Heritage e abitualmente esposta al Museo Storico Alfa Romeo di Arese. A bordo di questa splendida coupé “gran turismo” vi era il team Luna Rossa, quale suggello della partnership tra la squadra velica più amata d’Italia e il marchio di nobile sportività italiana dal 1910. Le due eccellenze nazionali, infatti, camminano insieme verso la prossima America’s Cup, che per la prima volta si disputerà in Italia, nell’incantevole scenario del Golfo di Napoli. E se è vero che le emozioni non hanno bisogno di parole, bastava guardare l’Alfa Romeo 1900 Super Sprint muoversi tra i tornanti e le irte salite con quella miscela inconfondibile di eleganza e carattere sportivo che ne ha fatto, negli anni Cinquanta, la coupé prediletta dai gentleman driver e oggetto del desiderio del boom economico.

Ma la 1000 Miglia non è solo un viaggio nella memoria. È anche un ponte verso il futuro. Così, a fianco delle regine del passato, hanno sfilato le nuove creazioni del Biscione, che incarnano l’identità Alfa Romeo fatta di sportività, stile e performance. Tra queste, la prestazionale Giulia Quadrifoglio Super Sport, la serie speciale che rende omaggio alla prima vittoria di Alfa Romeo alla Freccia Rossa storica. Al suo fianco il C-SUV Tonale, e la Junior Q4 Ibrida, la nuova versione top di gamma dotata di trazione integrale Q4 con gestione automatizzata dell’asse di trazione posteriore.

Gli appassionati hanno potuto ammirare la Nuova 33 Stradale che, al suo debutto assoluto in dinamica su strade pubbliche, racchiude in sé l’identità e il futuro del marchio. Realizzata in soli 33 esemplari esclusivi, la fuoriserie rappresenta il ritorno della leggendaria 33 Stradale, icona degli anni Sessanta, da molti reputata tra le auto più belle di sempre e derivata direttamente dalla Tipo 33 che fu protagonista del motorsport mondiale. Da sottolineare che, proprio come la 1900 Super Sprint in gara, anche la Nuova 33 Stradale è realizzata con il contributo della Carrozzeria Touring Superleggera di Milano, attraverso un processo produttivo unico al mondo che unisce artigianalità e innovazione ai massimi livelli. 

Ed è proprio in questo dialogo continuo, tra ciò che Alfa Romeo è stata e ciò che sceglie di essere oggi, che si rinnova il significato più profondo della 1000 Miglia. Non una semplice celebrazione del passato, ma la conferma di una vocazione eterna alla sfida, che affonda le sue radici in imprese come quella di Tazio Nuvolari che, nel 1930, insieme a Giovanni Battista Guidotti, trionfava alla 1000 Miglia su una 6C 1750, infrangendo per primo il muro dei 100 km/h di media sull’intero percorso. Insomma, un’impresa leggendaria, conquistata su strade sterrate e in condizioni estreme, che parla ancora oggi il linguaggio della bellezza che corre veloce e della tecnica che emoziona.