Brembo e l’Inspiration Lab di Shanghai: passo decisivo verso un futuro senza incidenti

Brembo e l'Inspiration Lab di Shanghai

Il 21 aprile 2025, Brembo ha inaugurato il suo primo Brembo Inspiration Lab in Asia, situato nel cuore di Shanghai. Questo nuovo centro d’eccellenza si concentrerà sullo sviluppo di software avanzati, intelligenza artificiale (IA) e data science, consolidando la strategia di Brembo come solution provider. Questo è un ulteriore passo importante nell’evoluzione dell’azienda, che da leader globale nella progettazione di sistemi frenanti si sta trasformando in un punto di riferimento anche nel settore della digitalizzazione, mirando a definire nuovi standard di sicurezza e comfort nell’esperienza di guida.

 

Un’innovazione continua verso la visione di un futuro senza incidenti

Daniele Schillaci, Amministratore Delegato di Brembo, ha sottolineato l’importanza del Brembo Inspiration Lab di Shanghai, dichiarando: “L’industria automotive sta evolvendo, e noi stiamo integrando i nostri più avanzati sistemi frenanti con soluzioni software basate sull’intelligenza artificiale, per definire un nuovo standard nell’esperienza di guida, puntando su sicurezza e comfort”. Il centro contribuirà significativamente alla realizzazione della visione di Brembo di un futuro senza incidenti, dove la tranquillità di tutti – conducenti, passeggeri e pedoni – è garantita grazie alla tecnologia.

 

Un centro di eccellenza globale per Brembo

Il Brembo Inspiration Lab di Shanghai si inserisce in un ampio network globale di innovazione, che include già il centro della Silicon Valley e dieci centri di ricerca e sviluppo in tutto il mondo. La scelta di Shanghai come sede per il primo Inspiration Lab asiatico non è casuale: la città, considerata uno dei principali poli economici della Cina, rappresenta un crocevia ideale per le collaborazioni con università di prestigio, startup e partner industriali. Questo permetterà a Brembo di rafforzare ulteriormente la sua presenza nel mercato cinese e, più in generale, in Asia.

 

Shanghai, un polo strategico per la crescita di Brembo

L’apertura del nuovo Brembo Inspiration Lab segna anche una nuova fase nell’espansione di Brembo in Cina, dove l’azienda è presente dal 2001 con il suo primo stabilimento a Nanchino. Oggi Brembo conta cinque stabilimenti produttivi in Cina, un centro R&D recentemente ampliato e una sede commerciale a Shanghai, una delle città più dinamiche e influenti del paese. La Cina rappresenta un mercato chiave per Brembo, contribuendo con oltre il 15% del fatturato annuo del gruppo, e nel 2024 ha registrato una crescita del 7,7% rispetto all’anno precedente.

 

Un impegno continuo nell’innovazione e nella sostenibilità

Brembo, fondata in Italia nel 1961, è leader mondiale nella progettazione e produzione di sistemi frenanti ad alte prestazioni, servendo i principali produttori di automobili, motocicli e veicoli commerciali. L’azienda è anche un protagonista indiscusso nei campionati di motorsport, dove hinto oa vltre 700 titoli. Con oltre 15.000 dipendenti e una presenza in 18 paesi, Brembo è impegnata nell’ambiziosa missione di “Turning Energy into Inspiration”, contribuendo alla trasformazione della mobilità del futuro con soluzioni sostenibili e tecnologicamente avanzate.

 

Un’azienda in costante evoluzione

Con il suo continuo impegno nell’innovazione, Brembo mira a fornire non solo prodotti all’avanguardia ma anche soluzioni digitali che possano contribuire a una mobilità più sicura e sostenibile. Con il Brembo Inspiration Lab di Shanghai, l’azienda si prepara a essere al centro del cambiamento, creando una sinergia tra intelligenza artificiale, software avanzati e data science per rispondere alle sfide future dell’industria automobilistica.

 

L’ultima da Maranello: ecco la Ferrari 296 Speciale

L'ultima da Maranello: ecco la Ferrari 296 Speciale

È stata svelata la nuova versione speciale del Cavallino rampante basata sulla Ferrari 296 GTB. La 296 Speciale rappresenta il nuovo punto di riferimento della gamma in termini di divertimento al volante. Il propulsore ibrido plug-in eroga un massimo di 880 cv.

Le innovative soluzioni aerodinamiche incrementano del 20% il carico verticale rispetto al modello di derivazione. Riduzione di peso, assetto dedicato e strategia di extraboost moltiplicano le emozioni di guida. I prezzi: 402mila euro e 467mila euro la Speciale A (spider).

 


Foto da ufficio stampa Ferrari



 

 

Cina senza freni: lo scenario delineato da AlixPartners

L'auto in Europa: ricalibrazione traumatica dell'industria in corso

di Dario Duse, EMEA leader Automotive Industrial e Country Head Italia di AlixPartners


Il Salone dell’Auto di Shanghai, diventato il primo al mondo, è stato denso di novità: oltre alla massiccia presenza di costruttori locali che sempre più offrono prodotti estremamente concorrenziali anche per segmenti di veicoli alti e altissimi, i costruttori tradizionali sono costretti a mettere in pratica leve drastiche per mantenere (o recuperare) competitività in un mercato che è il primo per volumi e per innovazione, ed era fonte di profitti che sono venuti a mancare.
 

Audi lancia così un brand dedicato alla Cina – “AUDI” scritto in lettere – sviluppato in collaborazione con SAIC; Volkswagen presenta nuovi modelli “ID EVO” “Designed in Wolfsburg”. Il mercato cinese richiede ormai prodotti sviluppati “in Cina e per la Cina”.

I costruttori cinesi – che quest’anno arriveranno a controllare oltre due terzi del mercato domestico – aggrediscono sempre più anche i segmenti alti e altissimi con veicoli sovraccarichi di funzionalità prevalentemente orientate al comfort e a una esperienza di movimento iperconnessa, multischermo e sempre più con guida assistita, anche se alcune strette regolamentari saranno probabilmente attivate.

Il rapporto di AlixPartners rileva che nel 2024 le esportazioni cinesi sono aumentate del 23%, raggiungendo i 6,4 milioni di veicoli, oltre il 50% in più rispetto al Giappone, secondo classificato. Le tariffe e i dazi difficilmente fermeranno l’ascesa cinese, considerando che solo il 2% delle auto e il 12% dei componenti cinesi sono direttamente esportati verso gli Stati Uniti.

I dazi verso gli Stati Uniti, al contrario, rappresentano una maggiore minaccia per gli OEM europei: basti pensare che Germania e Italia insieme esportano verso gli Stati Uniti circa 45 miliardi di dollari tra veicoli e componenti (circa un quinto del totale esportato), mentre la Cina esporta verso gli Stati Uniti beni per oltre 400 miliardi, ma di questi solo un 5% è legato all’automotive.


La certezza della rilevanza del mercato cinese, sia per volumi che per sviluppo delle tecnologie, è contrapposta all’enorme incertezza che genera attualmente una semi-paralisi rispetto ad azioni strutturali che i costruttori e i fornitori tradizionali dovrebbero mettere in atto.
 

È fondamentale per le aziende agire comunque rapidamente sulle leve tattiche disponibili per stabilire un costante monitoraggio sull’evoluzione dei dazi e di conseguenza attivare azioni di contenimento, quali ottimizzazione doganale (First Sale, VAS), protezione della liquidità o ribilanciamento dei prezzi. Le manovre più strutturali, come il ribilanciamento del footprint produttivo e delle catene di fornitura, richiederanno tempi e investimenti che necessitano di ragionevole certezza sulla stabilità di medio e lungo periodo.

I marchi cinesi rappresenteranno circa 30% del mercato globale entro il 2030, in crescita dal 21% del 2024. Sebbene molti Paesi continuino a imporre dazi sui veicoli a marchio cinese, l’impatto atteso rimane contenuto. Alla crescita delle vendite all’estero si affianca una costante espansione del mercato interno, che secondo il rapporto crescerà del 4%, raggiungendo i 26,8 milioni di veicoli nel 2025 – in netto contrasto con i cali previsti in altri grandi mercati. Il livello di
utilizzo della capacità produttiva cinese – circa 50% – spinge costruttori e fornitori cinesi a cercare nuovi volumi produttivi all’estero. La penetrazione dei brand cinesi in Europa salirà dall’8% del 2024 al 12% atteso per il 2030.


Foto da ufficio stampa AlixPartners