#FORUMAutoMotive fa 10 anni: Altavilla (BYD Europa)

#FORUMAutoMotive fa 10 anni: Altavilla (BYD Europa)

A #FORUMAutoMotive 2025 presente, tra gli altri, anche Alfredo Altavilla, oggi special advisor del gruppo cinese BYD per l’Europa, ex top manager di Fiat e Fca. “ForumAutoMotive ha accompagnato un cambiamento epocale nell’automobile negli ultimi dieci anni – le sue parole -. Io partecipai all’edizione dieci anni fa e stavamo cominciando soltanto a immaginare i cambiamenti che poi abbiamo dovuto fronteggiare nel mercato”.

“Credo che in questo momento sia una sede di dibattito importante, perché tra quello che sta succedendo a livello legislativo e quello che sta succedendo sul mercato, con un’offerta sempre più diversificata e con una domanda sempre più in crisi, diventa un momento importante di confronto”.

AlixPartners Disruption Index: mercato e sfide per il 2025

L'auto in Europa: ricalibrazione traumatica dell'industria in corso

Foto Dario Duse, Country leader di AlixPartners

 

Oltre l’80% dei business leader delle grandi aziende a livello globale si aspetta che i ricavi della propria azienda aumenteranno nei prossimi 12 mesi, con il 76% che prevede una crescita della propria economia nazionale e il 68% uno sviluppo positivo dell’economia globale. Positive anche le aspettative sull’intelligenza artificiale: l’80% dei dirigenti si dichiara ottimista sull’impatto che l’IA avrà sulla propria attività.
 
In risposta alle tensioni nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina, oltre la metà delle aziende (56%) sta adeguando i propri piani di crescita, mentre tre su quattro (74%) affermano che i nuovi dazi li stanno spingendo a modificare la loro strategia.
Poco meno della metà delle aziende (47%) teme che le recenti elezioni presidenziali statunitensi avranno un impatto negativo sulla loro attività.
 
È quanto rivela la sesta edizione dell’ AlixPartners Disruption Index, l’analisi dei dati emersi dall’indagine realizzata annualmente dalla società globale di consulenza, che nel 2024 ha intervistato 3.200 CEO e C-level di Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia, Svizzera, Cina, Giappone, Arabia Saudita ed Emirati Arabi, in 10 industrie chiave – Automotive, Aerospazio & Difesa, Prodotti di Consumo, Energia, Servizi Finanziari, Sanità, Media & Intrattenimento, Retail, Tecnologia e Telecom.
 
L’obiettivo della ricerca è analizzare l’entità, la complessità e l’impatto della disruption sulle organizzazioni, le forze che muovono aziende, mercati, reti di valore e modelli operativi come risultato dei cambiamenti economici, sociali, ambientali, politici, normativi o tecnologici in atto a livello mondiale, il ritmo di accelerazione di queste forze e le strategie messe in campo per
affrontarle.
 
“Nonostante aumentino l’incertezza e la volatilità, anche per i possibili impatti sul business a causa delle attuali tensioni politiche internazionali, due terzi degli amministratori delegati dichiara un livello di preoccupazione stabile: ci stiamo abituando alle disruption, ma solo il 7% delle aziende riesce a far parte del gruppo dei leader della propria industry che hanno anche visto i profitti crescere più del 20%”, ha commentato Dario Duse, Country leader di AlixPartners.
 
“Quasi il 90% dei CEO ha visto la produttività dei collaboratori salire. I capi azienda sono estremamente ottimisti riguardo all’impatto
dell’intelligenza artificiale e dell’automazione sulla loro organizzazione e stanno applicando queste innovazioni anche per aumentare i ricavi, oltre che ridurre i costi: c’è una generale attesa e focalizzazione sulla spinta alla produttività”.
Come rivela lo studio infatti tra la maggioranza degli intervistati prevale un sentimento di ottimismo rispetto alla crescita dell’economia nei prossimi 12 mesi. Mentre l’anno scorso il 58% degli intervistati a livello globale si aspettava un impatto a breve termine sulla propria attività a causa di una recessione economica, la percentuale quest’anno è scesa al 38%, con il 43% dei manager che ritiene che assumerà più lavoratori a tempo pieno, segnando un salto rispetto al 34% di un anno fa.
In generale si raccoglie ottimismo rispetto al progresso tecnologico e l’automazione dei processi è vista come un’enorme opportunità, con il 72% dei CEO che prevede l’implementazione di robot umanoidi su larga scala entro i prossimi cinque anni. I dirigenti guardano sempre più all’intelligenza artificiale e alla tecnologia digitale per far crescere le loro attività, con l’80% degli intervistati che dichiara di essere ottimista sull’impatto dell’IA: il 61% la impiega per promuovere la crescita dei ricavi, mentre il 39% pensa invece di sfruttarla per ridurre i costi.
 
Nonostante il loro ottimismo, i leader aziendali rimangono cauti riguardo all’effetto dell’IA sulla forza lavoro, poiché il 35% di questi segnala preoccupazioni per un’eccessiva dipendenza dall’intelligenza artificiale, e il rischio di ridurre il pensiero critico e le capacità di risoluzione dei problemi da parte dei dipendenti.
Mentre circa la metà dei dirigenti afferma che sarà più facile assumere lavoratori qualificati nei prossimi 12 mesi, la percentuale di chi sostiene il contrario è salita a quota 21%, con un balzo di 7 punti rispetto allo scorso anno. I dirigenti del settore Aerospaziale e della Difesa sono i più propensi a pensare che le assunzioni diventeranno più difficili (27%).
Il 40% dei dirigenti prevede che il modello di business della propria azienda subirà un cambiamento significativo nel prossimo anno. Si tratta di un leggero aumento rispetto allo scorso anno (quando era il 37%). Il dato è in forte aumento negli Stati Uniti (dal 29% al 43%) e in Germania (dal 34% al 43%), mentre è in lieve calo in Cina e Giappone. Questo è significativamente collegato al fatto che la trasformazione dei modelli di business sia ancor più attesa nei settori più direttamente colpiti dal cambiamento climatico e dalla transizione energetica, come in quello dell’energia (il 45% vs 28% nel 2024) e dell’automotive (il 40% vs 32% di un anno fa).
Con un Disruption Index in flessione di 2 punti (69 vs 71 nel 2024), per i CEO e C-Level italiani intervistati le maggiori sfide per il 2025 sono rappresentate dai tassi di interesse (per il 57%), dalla normativa e tassazione (per il 50%), e dall’inflazione (47%). Rispetto alla media globale, le aziende italiane stanno investendo di più in tecnologia e digitale (67% vs media globale del 60%). I top manager del Bel Paese sono più ottimisti riguardo all’impatto dell’IA sul loro business (85% vs la media globale dell’80%), ma si attendono maggiore complessità nei prossimi 12 mesi con riferimento alle catene di fornitura. (51% contro 45%).

Stop al sito belga di Audi: se decarbonizzare coincide con deindustrializzare

Mercato dell'auto: piatto perché forzato

di Mario Verna, manager automotive

Cari “innovatori” si chiude! Dopo 76 anni la fabbrica Audi belga si fermerà definitivamente. Ci sono storie incredibili, proprio perché difficilmente comprensibili, come quella del suicidio europeo in tema di automotive.

La legislazione 2035, folle e insensata, per le ragioni per cui è stata concepita, per il sostegno indiscriminato che ha avuto da governi, costruttori e di molti organi di stampa, resterà nei libri di economia come uno dei più grandi e disastrosi errori dell’epoca contemporanea.

A chi pensava che il “futuro” fosse ormai già scritto, a chi ha dichiarato “senza se e senza ma” che la strada era tracciata,a chi riteneva che la conversione al “Green” avrebbe portato (all’Europa) sviluppo e occupazione, a chi… possiamo dire che si è sbagliato.

La de-carbonizzazione è coincisa con de-industrializzazione. Chi ha confuso i fini con i mezzi e li ha imposti a tutti, beh, dovrebbe scusarsi e farlo a voce alta.
Foto fornita da Mario Verna