“Piano Ursula” per l’automotive: ennesima occasione persa

Rimodulare le multe UE non basta: serve rivoluzionare il "Green Deal"
di Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento Europeo e coordinatore dei Patrioti in Commissione ITRE
L’automotive europeo è un malato, ha una patologia seria. La risposta di questa Commissione Europea è stata un brodino tiepido, che non aiuterà a risollevare un settore fiaccato da concorrenza cinese, costi dell’energia enormi e transizione green imposta dall’alto. Mancano meno di 10 anni alla messa al bando del motore endotermico, ma le auto elettriche non arrivano al 2% del totale presente sulle strade dell’UE.
La regolamentazione ha avuto un impatto crescente sulla gamma di modelli offerti, ma non è stata in grado di condizionare gli orientamenti dei consumatori. Al di là di tutti questi aspetti, rimane il problema di come generare tutta l’energia elettrica necessaria per alimentare il parco  auto degli europei.
Questo piano avrebbe dovuto invertire la tendenza, creare fiducia tra case automobilistiche, piccole e medie imprese della filiera, consumatori. E invece non ha avuto il coraggio di riconoscere che l’approccio dell’Europa all’auto elettrica è fallimentare. Questo piano poteva essere il riscatto, invece è l’ennesima occasione persa.
On Borchia-Foto ufficio stampa Borchia

Mercato moto in Italia: vendite giù a febbraio, ma prospettive positive

Mercato moto in Italia: vendite giù a febbraio, ma prospettive positive

Il mercato delle due ruote a motore in Italia ha registrato un calo significativo a febbraio 2025, con un decremento del 20,87% rispetto allo stesso mese del 2024. Questo calo è in gran parte attribuibile all’effetto “fine serie” causato dall’introduzione della normativa Euro 5+ a gennaio 2025. Molti consumatori hanno anticipato l’acquisto di veicoli Euro 5 a dicembre 2024 per evitare i nuovi standard di emissione più stringenti, creando un surplus di vendite a fine anno e un conseguente rallentamento nei primi mesi del 2025.

Le moto hanno subito la flessione più marcata (-28,25%), seguite dagli scooter (-12,13%) e dai ciclomotori (-40,34%). Anche il mercato dei quadricicli ha subito una flessione del 25,37% a causa della sospensione degli incentivi.

“Il calo delle vendite è stato influenzato anche da un eccesso di moto e scooter a “km 0” presenti sul mercato, che offrono ai consumatori un’alternativa più economica rispetto ai veicoli nuovi – afferma Dromo Faffa,  Founder di Methodos Consulting, società di consulenza specializzata anche nel supporto alle reti di vendite delle due ruote . Nonostante il calo registrato a febbraio, le prospettive future per il mercato motociclistico italiano rimangono positive. Si prevede che il mercato globale delle motociclette crescerà a un tasso annuo composto dell’8,5% dal 2024 al 2032, trainato dalla crescita in Asia, Nord America ed Europa. In Italia, la passione per i motocicli, la crescente attenzione alla mobilità urbana e il turismo motociclistico contribuiranno a sostenere la domanda nei prossimi anni”.

L’innovazione tecnologica e la crescente offerta di veicoli elettrici rappresentano un’opportunità per il mercato italiano. Tuttavia, la mancata riattivazione del portale ministeriale per la gestione degli incentivi sta frenando la crescita del settore elettrico.

In conclusione, il mercato motociclistico italiano sta affrontando una fase di rallentamento dovuta a fattori congiunturali, ma le prospettive a lungo termine rimangono positive. La riattivazione degli incentivi, la stabilizzazione del mercato dopo l’introduzione della normativa Euro 5+ e l’innovazione tecnologica saranno fondamentali per la ripresa del settore.

 

 

Foto da archivio Lulop