Auto, pensieri e parole… scritte: è tempo di pentimento

Auto, pensieri e parole... scritte: è tempo di pentimento
di Mario Verna, manager automotive
 

Silenzio e riflessione, mentre si cerca una strada “discreta” per uscire dalla palude. “Diamo una mano all’industria” si dice… segno che finora si è aggravata una situazione già di debolezza. Il circo dell’Unione europea cerca un nuovo acrobata che possa incantare con qualche strabiliante illusione.

Intanto le montagne russe portano in discesa il mercato dell’auto, verso punti di minimo mai toccati prima. Armarsi è un buon diversivo?

Nuovi Tutor: attivi su 26 tratte autostradali per più sicurezza

Nuovi Tutor: attivi su 26 tratte autostradali per più sicurezza

A partire dal 7 marzo scorso, sono stati attivati progressivamente nuovi dispositivi Tutor su 26 tratte autostradali gestite da Autostrade per l’Italia (ASPI). Questa iniziativa, realizzata in collaborazione con la Polizia di Stato, porta a 200 il totale delle tratte monitorate dal Tutor, coprendo circa 1.940 km di carreggiate autostradali.  

 

Distribuzione dei nuovi Tutor sulle autostrade italiane

Le nuove installazioni interessano diverse arterie principali:

• A1 Milano-Napoli: sette tratte, di cui quattro tra Chiusi e Monte San Savino in entrambe le direzioni, una tra Castelnuovo di Porto e Settebagni in direzione Roma e una tra l’Area di Servizio Tevere e Fabro in direzione Firenze.

• A27 Mestre-Belluno: cinque tratte tra il bivio con la A4 Milano-Brescia e lo svincolo con la Pedemontana.

• A9 Lainate-Como-Chiasso: cinque tratte tra Saronno e Lomazzo Nord, sia in direzione Chiasso che in direzione Lainate.

• A14 Bologna-Taranto: quattro tratte tra Pesaro e Rimini Sud in entrambe le direzioni.

• A11 Firenze-Pisa Nord: cinque tratte tra Montecatini e Prato Est in entrambe le direzioni.

L’elenco completo dei dispositivi attivi lungo la rete autostradale nazionale è disponibile sul portale della Polizia di Stato.  

 

Il Tutor: un sistema efficace per la sicurezza stradale

Il Tutor è un sistema avanzato per la misurazione della velocità media dei veicoli, introdotto in Italia nel 2005 con l’obiettivo di ridurre gli incidenti stradali causati dall’eccesso di velocità. Sviluppato da Autostrade per l’Italia e gestito dalla Polizia Stradale, il Tutor ha dimostrato la sua efficacia nel migliorare la sicurezza sulle autostrade.  

 

Funzionamento del sistema Tutor

Il Tutor rileva la velocità media dei veicoli su tratti autostradali specifici, calcolando il tempo impiegato per percorrere la distanza tra due punti di rilevamento. Se la velocità media supera il limite consentito, viene emessa una sanzione. Questo approccio mira a disincentivare comportamenti scorretti alla guida, promuovendo una condotta più responsabile e sicura.  

 

Risultati ottenuti con l’implementazione del Tutor

L’introduzione del Tutor ha portato a risultati significativi in termini di sicurezza stradale. Nei tratti in cui è stato installato, si è registrata una diminuzione della velocità di picco del 25% e della velocità media del 15%, contribuendo a una riduzione del tasso di mortalità del 56% dopo il primo anno dall’installazione.  

 

La tecnologia alla base del Tutor

Il sistema Tutor rientra nell’ambito di Navigard, la piattaforma tecnologica sviluppata da Movyon, società specializzata nello sviluppo di soluzioni di Intelligent Transport Systems e centro di eccellenza per la ricerca e l’innovazione del Gruppo ASPI. Grazie a un complesso sistema di algoritmi, la piattaforma gestisce e integra i dati provenienti da diverse tecnologie, come il controllo dei sorpassi dei mezzi pesanti, il monitoraggio del rispetto dei limiti di massa consentiti, l’accertamento della velocità di transito e il controllo dei veicoli contromano.  

 

L’impegno continuo per la sicurezza stradale

L’attivazione di questi nuovi dispositivi Tutor rappresenta un ulteriore passo avanti nell’impegno per la sicurezza stradale in Italia. La collaborazione tra Autostrade per l’Italia e la Polizia di Stato mira a garantire una rete autostradale più sicura, riducendo il numero di incidenti e promuovendo una cultura della guida responsabile.

 

 

Foto da ufficio stampa Autostrade per l’Italia

 

Volvo ES90: eleganza premium per la nuova elettrica svedese

Volvo ES90: eleganza premium per la nuova elettrica svedese

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

Volvo ha ufficialmente presentato la ES90, nuova berlina premium con motorizzazione elettrica che combina la raffinatezza del design con una spiccata sportività, sottolineata da una carrozzeria che evoca le fastback e da un’altezza da terra maggiorata tipicamente da SUV. 

Difficilmente etichettabile in maniera netta e precisa secondo i canoni consueti, la Volvo ES90 ha dimensioni importanti, misurando 5 metri in lunghezza, con l’assetto rialzato che ne sottolinea l’autorevolezza e la presenza su strada. Il design della ES90 si allinea alla filosofia stilistica di Volvo che punta a funzionalità e minimalismo, dove non c’è spazio per un’estetica ricca di fronzoli o fine a sé stessa che comprometta l’essenzialità e la pulizia delle linee che danno forma alla vettura. 

La Volvo ES90 offre anche tanto spazio a bordo, grazie ad un passo superiore ai 3 metri (3.102 mm), compreso quello del bagagliaio che ha una capacità di carico di 424 litri, ai quali si aggiungono i 22 litri resi disponibili del vano ricavato sotto il cofano anteriore. 

Interni high-tech

Anche l’abitacolo della Volvo ES90 punta sul consueto stile minimal del marchio svedese, con gli interni che beneficiano di un’importante dotazione tecnologica. Il cruscotto della ES90 mette insieme il quadro strumenti digitale da 9 pollici, con head-up display, e lo schermo touch verticale da 14,5 pollici collocato al centro della plancia e che consenti di gestire il nuovo infotainment con tutte le funzionalità più avanzate in termini di connettività, intrattenimento, navigazione e climatizzazione.

Tre motorizzazioni con range di potenza tra 333 e 680 CV

La Volvo ES90 propone tre opzioni nella gamma motori. Si parte con la Single Motor Extended Range, versione base con motore singolo da 333 cv e 480 Nm di coppia, abbinato a una batteria da 92 kW, per 650 km d’autonomia massima dichiarata. Salendo nella gamma troviamo la Twin Motor, variante con due motori elettrici da 449 cv e 670 Nm, batteria da 106 kWh e 700 km d’autonomia massima dichiarata. Al vertice dell’offerta c’è la Twin Motor Performance, equipaggiata con due motori elettrici che erogano 680 cv e 780 Nm capaci di spingere la ES90 da 0 a 100 km/h in 4 secondi. 

La Volvo ES90, che ha un velocità di punta di 180 km/h per tutte e tre le motorizzazioni, dispone di una nuova architettura a 800 Volt che consente di supportare la ricarica ultra-rapida fino a 350 kW di potenza, impiegando appena 20 minuti per passare dal 10% all’80% di carica. La Volvo ES90 è già ordinabile sul mercato italiano con prezzi che partono da 75.000 euro.

Foto ufficiale da ufficio stampa Volvo

Moto: no ai dazi, Italia estremamente penalizzata

Due ruote: il mezzo sempre più versatile ed economico

di Mariano Roman, presidente di Confindustria ANCMA

Via le moto dalla guerra commerciale. Come ANCMA esprimiamo forte preoccupazione per la risposta europea ai dazi americani.

Per quanto doverosa, la reazione della Commissione UE rischia di aprire una dannosissima escalation per il nostro settore.

 

L’Italia, con oltre 420mila veicoli, è il primo produttore in Europa e vanta un significativo surplus commerciale nei confronti degli USA: importiamo, infatti, veicoli per 1,2 milioni di euro e ne esportiamo per oltre 238 milioni.

Questi numeri dimostrano chiaramente che i dazi puniranno prettamente l’industria Made in Italy delle due ruote, settore trainante nel Paese con quasi 10 miliardi di fatturato e oltre 36mila addetti diretti.

 

 

Foto da ufficio stampa ANCMA