Revisione UE delle norme capestro: si cincischia sempre sull’orlo dell’abisso

Ora Elkann e De Meo criticano l'UE: il re è nudo
di Massimo Artusi, presidente di Federauto
 
Dopo l’apertura in negativo a gennaio, anche il consuntivo di febbraio registra un nuovo calo su cui pesa certamente il giorno lavorativo in meno. Ma, al di là di questa considerazione, tenuto conto che a febbraio i dealer hanno contribuito con circa 11.000 auto immatricolazioni, desta preoccupazione la flessione del canale privati che, a nostro avviso, è una chiara reazione al clima di confusione e di incertezza che si sta creando attorno all’Automotive nel contesto delle notizie che giungono da Bruxelles sulle possibili evoluzioni in tema di emissioni degli autoveicoli.
 
Le anticipazioni che stanno circolando sull’Action Plan, che la Commissione europea renderà noto il 5 marzo, non sono confortanti, non solo perché sembrerebbe prevalere un orientamento tecnologico non neutrale, ma anche per la mancanza di soluzioni efficaci al sistema di penalties a carico dei costruttori dal 2025.
 
Rispondere ai target e alle scadenze “sfidanti” – ma in realtà irrealistiche – poste dalla Commissione europea, unicamente posticipando le scadenze, nella speranza che prima o poi il mercato cambi idea sulla scarsa appetibilità dell’auto elettrica, e non cambiando invece nettamente la strategia, mettendo al centro i target di decarbonizzazione, anziché dell’elettrificazione, significa cincischiare sull’orlo dell’abisso, come dimostrano ormai ogni mese i dati del mercato.
 
Vedremo se le anticipazioni – peraltro comunicate ufficialmente dalla presidente della Commissione – sono complete o se il timido accenno alla “neutralità tecnologica” (che non deve significare solo eFuel…) ha contenuti più concreti. Ma le parole pronunciate da Ursula von der Leyen non sembrano lasciare eccessive speranze di ravvedimento e non sgombrano il campo a iniziative dirigistiche quali il “Greening Corporate Fleet” Per ogni necessario commento, e questa volta iniziativa concreta a difesa dei concessionari, aspetteremo qualche cosa di “nero su bianco”.

Sanzioni UE rinviate tre anni: T&E se la prende con Bruxelles

Sanzioni UE rinviate tre anni: T&E se la prende con Bruxelles

La Commissione europea indebolirà l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 per il 2025, consentendo alle case automobilistiche di conformarsi al regolamento in tre anni anziché in uno, ha dichiarato  il presidente Ursula von der Leyen. La misura, che deve ancora essere approvata dai governi dell’UE e dagli eurodeputati, è un regalo senza precedenti all’industria automobilistica europea, proprio nel mezzo dell’anno in cui i carmaker dovrebbero raggiungere i loro obiettivi di conformità.

La Commissione ha dichiarato che proporrà di estendere la finestra di conformità per l’obiettivo del 2025 fino al 2027. Se attuata, questa misura di flessibilità consentirebbe alle case automobilistiche divendere meno auto zero emissioni nel 2025, dovendo per compensazione venderne di più nel 2026-27. Ciò ritarderebbe la crescita dell’economia di scala per la produzione di veicoli elettrici in Europa, e toglierebbe la pressione sull’industria per il lancio di modelli elettrici più economici nel 2025. 

William Todts, direttore esecutivo di T&E e partecipante all’EU Automotive Dialogue: “L’indebolimento delle norme europee sulle auto pulite premia i ritardatari e non giova all’industria automobilistica europea, se non lasciandola ancora più indietro rispetto alla Cina per quanto riguarda i veicoli elettrici. L‘UE rischia di creare un’incertezza molto dannosa sulla transizione verso la mobilità elettrica in Europa. Ci aspettiamo quindi un piano d’azione per il settore automobilistico che ripristini la fiducia e riporti l’Europa e la sua industria sulla strada verso il 100% di auto zero-emissioni nel 2035”.

L’attuale obiettivo di CO2 per il 2025 è ampiamente alla portata delle case automobilistiche europee, che hanno tempo fino alla fine dell’anno per conformarsi al regolamento. Modificando la finestra di conformità a tre anni, le case automobilistiche saranno meno stimolate a immettere sul mercato modelli più convenienti, come la Renault R5 e la Citroën eC3, entrambi prodotti e commercializzati con una tempistica finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo del 2025.

Piano d’azione UE: perché non si parla più di ecobonus europei?

Transizione energetica: accelerare con misure concrete
di Michele Crisci, presidente di UNRAE
 
Dalle primissime indiscrezioni sul “Piano d’Azione della Commissione Europea” non sembrano ancora emergere misure concrete per rendere il settore più competitivo e affrontare con decisione la transizione verso la decarbonizzazione. In particolare, per quanto riguarda la “mobilità pulita”, la Commissione dichiara infatti di voler supportare concretamente lo sviluppo della domanda di auto a zero emissioni, ma non parla più di incentivi europei alla domanda, bensì di raccomandazioni agli Stati membri per valorizzare le best practices e individuare possibili fonti di finanziamento per supportarne l’implementazione.
 
Con un approccio del genere e senza un fondo centralizzato per il loro finanziamento, si allontana indefinitamente l’obiettivo di ottenere dei programmi di incentivazione omogenei a livello europeo. UNRAE dichiara, invece, apprezzamento per la dichiarazione della presidente Ursula Von der Leyen riguardo a un emendamento sui regolamenti riguardanti le sanzioni per il mancato rispetto dei target di emissione di CO2, tenendo conto delle reali difficoltà di mercato: per risultare efficace, la proposta, che consentirebbe di calcolare le emissioni sulla media di tre anni, dovrà essere rapidamente approvata da Parlamento e Consiglio Europeo.
 
Tra le prossime tappe, UNRAE sarà coinvolta l’11 marzo al Tavolo Automotive promosso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy. In tale occasione l’Associazione ribadirà ancora una volta la necessità di istituire a livello nazionale un piano pluriennale di sostegno alla domanda di veicoli a zero o bassissime emissioni e di accelerare lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica e di rifornimento di idrogeno.
 
UNRAE insisterà anche sulla necessità di riformare in tempi brevi il regime fiscale delle auto aziendali, oggi inadeguato e penalizzante rispetto agli altri Paesi europei, di modulare la detraibilità IVA e deducibilità dei costi in base alle emissioni di CO2, con riduzione del periodo di ammortamento a 3 anni.Le proposte, già ampiamente illustrate alle Istituzioni, potranno aiutare a creare un ambiente realmente competitivo e sostenibile per il settore automotive in Italia.
Foto da ufficio stampa Unrae
 
 

Mercato Italia e news da Bruxelles: vincono le elettrificate, Ursula ci ripensa

Revisione delle regole sulle emissioni: l'ultimo appello di ANFIA
di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA
 
I dati delle immatricolazioni in Italia a febbraio (-6,3%) mostrano quanto sia sterile la diatriba in corso tra chi sostiene unicamente la tecnologia dell’elettrico e chi solo quella dei motori ICE, essendo quasi due terzi delle registrazioni mensili relativi a vetture con vari livelli di
elettrificazione (dalle mild-hybrid alle full-hybrid alle BEV e PHEV), mentre le vetture a combustione interna prive di qualunque elettrificazione rappresentano poco più di un terzo, segno che il processo di comprensione e accettazione di veicoli vieppiù
elettrificati si sta realizzando anche nel nostro Paese, nonostante rimanga un gap notevole in termini di volumi, tre volte al di sotto la media europea.
 
Ovviamente, mentre commentiamo questi dati, tutta la nostra attenzione è rivolta alle decisioni che saranno contenute nel Piano d’azione per l’Automotive che la Commissione UE si appresta a rilasciare il 5 marzo prossimo.
 
A questo proposito, accogliamo con favore i progressi della Commissione nel voler mitigare gli oneri a carico dei Costruttori per il periodo 2025-2029 (multe di non- compliance). Parimenti, registriamo con favore la dichiarazione della presidente della Commissione che sarà preparata in tempi rapidi una revisione dello schema al 2035 che avrà come principio chiave quello della piena neutralità tecnologica. Restiamo in attesa
di conoscere che cosa in concreto questo significherà.
Foto da ufficio stampa ANFIA