La parola al “Terzetto”: c’è da fidarsi di Ursula?

La parola al "Terzetto": c'è da fidarsi di Ursula?
Torna il “Terzetto” per dire la sua sugli ultimi avvenimenti riguardanti il mondo automotive, in particolare la possibilità che la Commissione UE modifichi le normative capestro varate dalla precedente legislatura e che vedono ora la stessa confermata presidente Ursula von der Leyen cercare di porvi rimedio.
 
Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive; Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro studi Fleet & Mobility; Andrea Taschini, manager e advisor automotive, affrontano il possibile cambiamento all’orizzonte, ma con estrema prudenza, ricordando tutte le mosse sbagliare sia da parte di certa politica sia parte dei costruttori che prevedono, per “salvare” il pianeta, la solo motorizzazione elettrica dal 2035, mentre le multe salatissime, già entrata in vigore, se confermate, darebbero il colpo di grazia a un’industria che in Europa dà lavoro a oltre 13 milioni di persone e vale il 7,5% del PIL.
 

Dal 2035 auto elettriche ma anche auto plug-in e “range extended”? Si vedrà, intanto ecco pro e contro

Dal 2035 auto elettriche ma anche auto plug-in e "range extended"?

di Marco Marelli, giornalista esperto di automotive

 

Dal 2035 l’Unione europea potrebbe consentire, con le vetture elettriche, la vendita anche di auto ibride plug-in e di modelli elettrici dotati di “range extended”, ovvero vetture elettriche con un piccolo motore a combustione utilizzato unicamente per ricaricare la batteria. Lo ha riportato nei giorni scorsi il settimanale tedesco “Der Spiegel” in merito al “Dialogo strategico” avviato a Bruxelles dalla presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, con le parti (non tutte – però – interessate). L’esito di questo confronto con i relativi interventi si conoscerà il 5 marzo.

 

“Range extended” come funziona e pro/contro

Letteralmente significa autonomia estesa. Si compone di un motore termico usato come generatore di corrente che serve un pacco batteria da cui prende energia elettrica un motore sempre elettrico per generare il moto. È una soluzione tecnica vista nella Fisker che poi è fallita e sempre una decina di anni fa anche con GM sui modelli Opel Ampera e Chevrolet Volt che si sono rivelati un fiasco assoluto. Oggi il sistema è in uso sulla Nissan Qasquai e-power e Audi lo ha sperimentato nelle corse vincendo la “Dakar”, ma soprattutto lo hanno molte auto cinesi.

Vantaggi: avendo il motore termico come generatore i rifornimenti avvengono in poco tempo; le dimensioni della batteria sono contenute e quindi i costi sono bassi.

Svantaggi: la fisica dice che ogni volta che si converte energia, una parte va perduta; quindi, se uso benzina per fare energia elettrica, che poi metto nella batteria, dalla quale poi si serve il motore elettrico per il moto, ho troppi passaggi e troppa perdita; il motore elettrico deve essere di generose dimensioni perché è quello che assicura il movimento  a tutte le velocità (alto peso e costo). Importante: il sistema “range extended” può essere anche affiancato da un sistema plug-in se viene utilizzata una batteria più grande offrendo, quindi, la possibilità anche della ricarica alla spina; avendo un motore a combustione può essere a benzina, Diesel, Gpl, metano…

 

Ibrido plug-in, come funziona

Il sistema ibrido plug-in prevede un motore termico, un motore elettrico e una batteria che si può caricare attraverso una presa di corrente per garantire dai 30 ai 50 km e anche di più (dipende dalle dimensioni della batteria che viene scelta) di autonomia 100% elettrica. Il motore elettrico non è di elevata potenza, pertanto le prestazioni sono più contenute di quello termico. Su alcune vetture la carica della batteria può avvenire solo con la spina e il recupero nei rallentamenti anche attraverso l’uso dei freni (si recupera molto poco); su altre vetture in aggiunta si può usare il motore termico per caricare la batteria. La maggior parte delle auto plug-in è a benzina, ma ci sono anche delle Diesel.

Vantaggi: possibilità di avere un tot. di km a mobilità 100% elettrica, in pratica si hanno due auto in una, una elettrica per i piccoli spostamenti e un’auto termica per i lunghi viaggi.

Svantaggi: costo (anche più di un 20%), peso (circa 200 kg) in più, complessità tecnica; consumi più elevati (per il maggior peso e quando la batteria esaurisce la carica deve fare tutto solo il motore termico); ingombri del sistema che spesso sacrificano abitabilità per persone e bagagli. Attenzione che fino a dicembre 2024 le emissioni ricavate dal ciclo omologativo WLTP per le plug-in erano molto basse, anche meno di 50 g/CO2 a km; dal 2025 con la Euro 6e-bis sono praticamente raddoppiate perché prima ritenute giustamente poco veritiere.

 

Conclusioni

Importante è ricordare che entrambe queste soluzioni sono molto complesse e con consumi e emissioni di CO2 reali non competitive con quelle delle auto a gasolio, ma anche di molte ibride “full”. Inoltre obbligando ad avere almeno 2 motori, un pacco batteria, un inverter di dimensioni adeguate… costano e sono complesse anche nella gestione nel tempo a livello di affidabilità e durata dei componenti. Henry Ford e Colin Chapman dicevano che più un’auto è semplice e leggera meglio è. Oggi si va nella direzione opposta, ma non di poco. E questo lascia davvero basiti anche perché per la sostenibilità del pianeta produrre auto con così tanti componenti significa impattare anche più del doppio sulle risorse sempre più rare.

E in più i prezzi delle auto vedranno un ulteriore rincaro. Difficile sarà vedere auto compatte a meno di 25mila euro, lo stesso prezzo di una versione elettrica. In poche parole cosa succederà? Che molti europei dovranno rinunciare all’auto nuova; chi la userà poco e solo in città si farà l’elettrica, gli altri la plug-in o range extender. Ci sarà un’invasione di auto dall’Oriente; i costruttori europei continueranno a perdere quote, ma ci sarà una più lenta caduta. Chi produce componenti come batterie, inverter, motori elettrici… si frega le mani. E chi lo sta facendo son quelli che stanno a Oriente!