Mercato auto italiano, parte male il 2025: a gennaio -5.9%
di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)
Il mercato dell’auto italiano comincia il 2025 in negativo, segnando un calo significativo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. A gennaio, infatti, sono state immatricolate 133.692 vetture, un 5,9% in meno rispetto alle 142.010 del gennaio 2024. L’anno precedente si era chiuso con una lieve flessione dello 0,5%, ma le previsioni per il 2025 non sono affatto rosee con l’UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) che rivede al ribasso le stime per il 2025, prevedendo 1.550.000 immatricolazioni, in ulteriore flessione rispetto al 2024.
Elettriche sempre peggio
In un contesto economico incerto, l’industria dell’auto continua ad affrontare difficoltà, anche sul fronte della transizione energetica. Nonostante gli sforzi per promuovere i veicoli a basse emissioni, il mercato italiano rimane debole. La quota di mercato delle auto elettriche pure (BEV) è calate dal 5,5% di dicembre 2024 al 5% di gennaio 2025. Sebbene il dato sia superiore rispetto allo scorso anno, quando la quota era scesa al minimo storico del 2,1% a causa dell’attesa per gli incentivi, il 2025, che sarà privo di incentivi governativi, non fa intravedere particolari segnali di speranza di un’inversione di tendenza. In questo scenario, l’UNRAE spera che il “Dialogo Strategico” tra l’UE e il settore auto porti a un programma di aiuti che supporti concretamente la transizione ecologica.
Canali e alimentazioni
Analizzando i dati di gennaio 2025, si nota che la quota di auto vendute ai privati è pari al 63%, mentre le auto immatricolazioni rappresentano l’8,3% del totale. Il noleggio a lungo termine continua a segnare un forte calo, scendendo al 19,7% di quota, mentre il noleggio a breve termine arriva al 3,3%. In termini di alimentazione, le auto a benzina detengono il 26,9% del mercato, mentre il diesel crolla al 9,3%. Le auto ibride rappresentano il 45% del totale, con una divisione tra full hybrid (11,5%) e mild hybrid (33,5%). Le auto elettriche pure si fermano al 5%, mentre le plug-in raggiungono il 3,6%.
I principali costruttori
Per quanto riguarda i gruppi automobilistici, Stellantis segna una flessione del 15,95%, con solo Alfa Romeo col segno positivo (+17,68%), mentre gli altri marchi del gruppo registrano un calo. Segno negativo anche per il Gruppo Volkswagen (-3,06%) con le performance peggiori fatte segnare dai brand Volkswagen e Seat. In crescita, invece, il Gruppo Renault con un +8,78%, frutto dell’incremento dei volumi dei marchi Renault (+4,66%) e Dacia (+11,12%).
Foto da archivio di Motorionline
Messaggio ACEA all’UE: soluzioni rapide per ridurre le emissioni di CO2 entro il 2025
Foto: Sigrid de Vries, direttore generale dell’Associazione europea dei costruttori di automobili
Nuovo messaggio di ACEA alla Commissione UE: il settore punta a una conformità graduale e a un meccanismo di conformità media per allentare le regole del 2025 ed evitare rischi di sanzioni dovute alla stagnazione della diffusione dei veicoli elettrici.
I produttori di auto e furgoni rischiano di incorrere in potenziali multe fino a 16 miliardi di euro o in significativi costi di conformità, tra cui opzioni come pooling, prezzi o riduzione delle impronte di produzione. I produttori – si legge in una nota di ACEA – sono anche gli unici soggetti a pesanti multe per condizioni che sono al di fuori del loro controllo, come l’insufficiente implementazione di infrastrutture di ricarica e rifornimento di idrogeno. Il settore non vede l’ora che la Commissione concluda il dialogo strategico sul futuro dell’industria automobilistica per risolvere la questione delle sanzioni del 2025 per auto e furgoni. Le decisioni di investimento critiche vengono prese ora, non tra mesi.
“Le soluzioni sul tavolo per i veicoli leggeri sono flessibilità e non un’inversione a U nella politica di decarbonizzazione. Non c’è ritorno alla transizione: oltre 250 miliardi di euro di investimenti da parte dei produttori di veicoli in tecnologie a zero emissioni ne sono la migliore testimonianza“, ha affermato Sigrid de Vries, direttore generale dell’Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA).
Considerata la situazione specifica del mercato dei veicoli commerciali leggeri e la situazione ancora più difficile con l’adozione sul mercato dei furgoni elettrici finora, saranno introdotte diverse flessibilità (almeno sia il principio di introduzione graduale che quello di una media quinquennale) per il segmento dei furgoni, al fine di salvaguardare l’agevolazione del 2025 ed evitare di pagare sanzioni dovute alla non conformità dei furgoni.
È fondamentale che una soluzione su misura per il 2025 per auto e furgoni non impedisca una revisione completa delle normative sulla CO2 nel 2025. Questa revisione consentirà una discussione più ampia sugli adeguamenti strutturali al quadro sulla CO2 e una strategia più coesa per garantire una transizione verde e competitiva.
Foto fornita da uff stampa ACEA
Palombella (Uilm) a Bruxelles: “Automotive, l’UE si fermi o sarà una catastrofe”
Il 5 febbraio, organizzata dal sindacato unitario IndustriAll Europe, si è svolta a Bruxelles una grande manifestazione con oltre 10mila partecipanti sotto la sede del Consiglio Europeo, in place Jean Rey, per rivendicare un concreto piano industriale europeo. Erano presenti i sindacati e i lavoratori dell’industria di tutta Europa. È la prima manifestazione di questo genere in cui i sindacati di tutta Europa, compatti, chiedono un cambio di rotta all’UE rispetto alle politiche industriali.
“La transizione ecologica – le parole di Rocco Palombella, segretario generale UILM – deve essere gestita e non può rappresentare la fine della manifattura, la messa in discussione di diritti, occupazione e dignità di milioni di lavoratori. Le istituzioni europee lo devono capire e fermarsi finché si è in tempo. Se non lo capiranno, glielo faremo capire noi in ogni modo e con ogni mezzo“.




