Due ruote: un patrimonio industriale da tutelare

Vendite due ruote in Italia: moto e scooter sempre forti

di Mariano Roman, presidente di Confindustria ANCMA

Un mercato dinamico, resiliente, reattivo, dove convivono una grande passione, nuovi utenti e nuove esigenze di mobilità. La lettura di questi dati (+10,5% le vendite nel 2024 sul 2023) conferma il ruolo centrale di moto, scooter e ciclomotori in Italia e quanto la domanda abbia saputo crescere anche di fronte alle dinamiche geopolitiche. Se dovessimo assegnare un Oscar 2024 nell’ambito della mobilità privata, il premio andrebbe sicuramente ancora alle due ruote a motore, ma non senza dimenticare le sfide internazionali e le incognite future che ci suggeriscono attenzione sul 2025.

 

Il successo del nostro mercato è ormai un fatto di cui tener conto, frutto sì di una rinnovata domanda interna, incessante dal post-Covid ad oggi, ma anche dell’offerta molto ampia di un’industria nazionale e internazionale che sa interpretarla con prodotti fruibili, innovativi e sostenibili. È poi importante sottolineare quanto in questo ambito il nostro Paese giochi un ruolo di assoluto protagonista, esprimendo un valore di oltre 9,5 miliardi di euro, occupando saldamente il primo posto nell’eurozona per la produzione,  esportando veicoli per un valore di più di 2 miliardi di euro e raccogliendo successi sportivi internazionali.

Un patrimonio industriale da tutelare, ma anche prerogative uniche che ci inducono a domandare al legislatore maggiore attenzione e sostegno per consentirci di competere all’interno di un mercato globale sempre più complesso ed aggressivo”.

L’auto in Italia: il 2026 potrebbe essere l’anno della ripartenza

Revisione delle regole sulle emissioni: l'ultimo appello di ANFIA
di Roberto Vavassori, presidente di ANFIA 
 
A dicembre 2024 il mercato auto italiano riporta il quinto calo mensile consecutivo (-4,9%) , portandoci a una chiusura d’anno che, in linea con le previsioni, si attesta poco sopra 1.550.000 immatricolazioni, al di sotto dei volumi dell’anno precedente e in flessione del 18,7% rispetto ai livelli del 2019.
 
Oltre alla debolezza che permane nel mercato, continuiamo a essere l’unico Paese con un divario enorme tra i veicoli venduti e quelli prodotti a livello nazionale. Ci aspettiamo un 2025 ancora difficile ed incerto su entrambi i fronti, mercato e produzione, mentre l’attesa per il 2026 – anche grazie ai risultati del Tavolo sviluppo automotive al MIMIT – è di ridurre finalmente questo divario, tra un mercato che vogliamo torni a essere tonico e una produzione che dovrà soddisfare in maggior grado le richieste del mercato stesso, con veicoli e componenti prodotti in Italia.
 
Sul versante europeo, è necessaria una revisione urgente del percorso che porterà al 2035 e oltre, e, da questa prospettiva, supportiamo fortemente il lavoro del governo con il non-paper del MIMIT e il lavoro di ACEA e CLEPA per modificare in chiave di flessibilità e neutralità tecnologica l’attuale normativa.
 
Come ANFIA, siamo fermamente impegnati a portare a tutti gli associati, con misure concrete da concordare col Governo in tempi rapidi, un effettivo sostegno nei prossimi mesi, che si prevedono ancora molto complicati.