Mercato in altalena: premiate solo le ibride e pende la minaccia delle multe

Ora Elkann e De Meo criticano l'UE: il re è nudo
di Massimo Artusi, presidente di Federauto
L’anno chiude con un numero di vendite analogo al 2023. Ma quello fu un anno in crescita, con un saldo attivo del 18% che ci aveva fatto sperare di tornare ai livelli precedenti il Covid. Invece non è stato così: alla fine di un 2024 in altalena – influenzato da una politica di incentivi tardiva e occasionale – il risultato finale è quello che abbiamo davanti agli occhi.
 
La struttura delle vendite mostra che vanno bene solo le ibride, mentre le elettriche a spina segnano una fortissima difficoltà a crescere che sarebbe anche maggiore se non fosse per le auto immatricolazioni dei concessionari, spesso vincolate dai costruttori. Alla fine, gli effetti degli incentivi sono stati di fatto più che azzerati a fine anno, proprio perché – arrivati in ritardo e isolati da una revisione complessiva della politica per l’auto – hanno contribuito a disorientare il mercato più che a sostenerlo.
 
L’effetto attesa dell’ecobonus, come al solito, prima ha frenato il mercato poi lo ha improvvisamente e per poco tempo dilatato, suscitando qualche illusione. Noi avevamo, però, messo subito in guardia dal troppo rapido esaurimento delle risorse
destinate ai BEV. Non è un caso che oggi registriamo la stasi del noleggio e dell’auto aziendale – peraltro
ulteriormente penalizzata dalla nuova bozza di legge di Bilancio per il 2025 – che costituiscono una fetta preponderante del mercato.
 
Per questo, più che gli incentivi, serve una politica fiscale sull’auto equa e condivisa, che metta ordine nella giungla delle imposizioni che gravano sugli autoveicoli e ridistribuisca più razionalmente il carico fiscale.
 
Nello scenario 2025, ci auguriamo scaturiscano decisioni delle nuove istituzioni europee in materia di Green Deal
Automotive tra cui, naturalmente, la revoca del sistema di sanzioni a carico dei costruttori che, nonostante gli
sforzi e gli investimenti fatti, non trovano nel mercato le risposte a un programma politico che si sta dimostrando
irrealizzabile.
 
Se quelle sanzioni dovessero rimanere, infatti, le conseguenze sarebbero pesantissime e non solo per i costruttori. Perché questi ultimi, per mantenere le percentuali di veicoli a zero emissioni in un mercato che non li vuole, saranno costretti ad abbassare le quote di produzione dei veicoli ad alimentazione fossile (quelli cioè che hanno più mercato) ed aumentare il prezzo al consumatore
 
 Il che porterà a un ulteriore calo delle immatricolazioni, e al ridimensionamento delle reti di vendita (dopo gli annunciati licenziamenti nelle fabbriche degli OEM e dell’indotto), con il risultato paradossale che il circolante diventerà sempre più dannoso per l’ambiente, sia in termini di CO2 sia di inquinanti, e per la sicurezza.
Foto da ufficio stampa FEDERAUTO

Auto d’epoca: sono anni Settanta le preferite dagli italiani

Auto d’epoca: sono anni Settanta le preferite dagli italiani
In Italia sono soprattutto le vetture con mezzo secolo d’età a conquistare i cuori degli appassionati su Car & Classic, la celebre piattaforma dedicata alle compravendite di veicoli d’epoca. Un risultato sorprendente, che strappa il primato alle più “giovani” Youngtimer In controtendenza rispetto al resto d’Europa e del mondo, dove i dati di Car & Classic evidenziano una netta prevalenza delle automobili con circa 25 anni di età – cosiddette “Youngtimer” – in Italia sono gli anni Settanta a farla da padrone tra le preferenze degli appassionati.
 
Si tratta di una maggioranza che riguarda sia le vetture d’epoca disponibili online tramite annunci gratuiti, sia all’asta. Sul totale di oltre 42mila veicoli in vendita sulla piattaforma, tra gli oltre 3.500 che provengono dal nostro Paese tramite annunci gratuiti di privati e professionisti, ben 641 risalgono al decennio caratterizzato dallo shock petrolifero, dai jeans a zampa d’elefante e dalla cosiddetta “forma a cuneo” nel design automobilistico. Sono dati in costante crescita che al momento fanno riscontrare le auto costruite negli anni Sessanta al secondo posto tra le più presenti sul sito di Car & Classic (circa 550, in continua evoluzione), mentre le più recenti degli anni Ottanta si collocano al terzo con 411 veicoli e le Youngtimer degli anni Novanta soltanto al quarto(368).
 
Le vetture anni Settanta sono attualmente le più gettonate anche per quanto riguarda le aste online. Sul totale di 6.263 veicoli protagonisti nel 2024 di incanti virtuali sulla piattaforma – fino al 30 novembre – sono stati infatti 176 quelli costruiti nel decennio seguito al boom economico tra i 611 messi all’asta dall’Italia. Anche nella sezione degli incanti virtuali sono poi i modelli datati anni Sessanta e Ottanta, rispettivamente con 153 e 87 presenze, a seguire per quantità dall’Italia.
 
Nel nostro Paese la marca più presente all’asta fra le automobili nate negli “anni di piombo”, nonché in assoluto, è stata finora la Fiat (59 veicoli), seguita da Lancia e Alfa Romeo a pari merito con 18 esemplari anni Settanta ciascuna. La predominanza dei nostri brand nazionali, Fiat in testa (81 vetture), si conferma al momento anche nella sezione degli annunci su www.carandclassic.com/it, dove sale però sul secondo gradino del podio, per così dire, l’Alfa Romeo con 14 esemplari in più (totale: 48) rispetto alle 34 presenze della Lancia. A seguire, due tedesche di alto standing come Porsche, con soli due annunci in meno della Casa di Chivasso, e Mercedes (28 vetture “inserzionate”), le cui “evergreen” SL R/C 107 sono da sempre cavalli di battaglia della piattaforma.
 
Tra le cinquantenni italiane che vanno per la maggiore, regine indiscusse dei Seventies per il Lingotto sono la Fiat 130 Coupé, che con il motore V6 e il cambio manuale è un concentrato di raffinatezza tecnica ed eleganza made in Italy, la Fiat 124 Spider e, ovviamente, la Fiat Cinquecento, comprese le riproduzioni della sua versione aperta, la “spiaggina” Jolly. A proposito della categoria di micro vetture da spiaggia, una rarità venduta di recente all’asta su Car & Classic è uno dei soli 80 esemplari di Fiat Minimaxi 500, datata 1971, con carrozzeria (https://www.carandclassic.com/it/aste/1971-fiat-minimaxi-500 8q12A8).
 
Moretti In casa Alfa Romeo super best seller non solo degli anni Settanta ma in generale è il “Duetto”, al secolo Alfa Romeo Spider, che non passa mai di moda in tutte le serie e cilindrate in cui è stato prodotto. Immancabili poi altri due capolavori del periodo come l’Alfetta GT 1800, l’Alfa Romeo GTV 1600 e 2000 e l’Alfa Romeo Giulia, ricercatissima in entrambe le versioni 1300 e 1600. Per la Lancia è l’inossidabile Fulvia Coupé, sia in versione 1300 sia 1600, a detenere il primato di vettura più amata appartenente ai Settanta. Sempre con la stessa linea di carrozzeria a testimonianza di un successo rimasto costante negli anni, la Fulvia, prodotta per un decennio fino al 1975, è stata anche protagonista di trionfi rallistici nelle versioni HF. È un grande vanto dell’industria automobilistica italiana e si trova anche a prezzi ragionevoli.
Car & Classic offre un’enorme scelta di auto, moto e veicoli commerciali dall’Italia e dal resto del mondo. Sulla piattaforma, visitata ogni mese da 4 4 City Rd Finsbury, London EC1Y 2AA carandclassic.com milioni di utenti, sono al momento presenti 32.691 annunci di veicoli in vendita, più 7.590 di ricambi e memorabilia, oltre alle aste settimanali online. Per trovare rapidamente la lista completa di tutto quanto è disponibile in merito a un determinato modello è sufficiente digitarne il nome nell’apposito campo di ricerca nella home page. È inoltre possibile avviare ricerche in base alle marche cliccando sui loro loghi. Fondata nel Regno Unito nel 2005, Car & Classic è radicata in Europa, in Sudafrica e in Giappone. In Italia è sbarcata due anni fa ed è disponibile in italiano anche tramite la App, da poco rinnovata.
Foto da ufficio stampa Car & Classic

Dumarey e Politecnico di Torino: insieme sui motori del futuro, accelerando sull’idrogeno

Dumarey e Politecnico di Torino: insieme sui motori del futuro, accelerando sull’idrogeno -
Dumarey Automotive Italia e il Politecnico di Torino rafforzano la loro collaborazione, avviata nel 2006, attraverso una nuova partnership strategica. L’accordo ha l’obiettivo di creare e rendere disponibile un’infrastruttura di ricerca tecnologicamente avanzata, progettata per rispondere alle esigenze dello sviluppo e del testing di sistemi di propulsione innovativi alimentati a idrogeno. Questo progetto si pone come un passo significativo verso il progresso delle tecnologie legate alla mobilità sostenibile, con particolare attenzione alla riduzione delle emissioni e alla transizione ecologica.
La collaborazione tra le due realtà unisce competenze industriali e accademiche, ponendo le basi per accelerare l’adozione dell’idrogeno come vettore energetico
fondamentale nel settore dei trasporti e non solo. La nuova intesa mira a promuovere attività di studio sui motori a combustione interna alimentati a idrogeno, sia nella configurazione a singolo cilindro sia a multi-cilindro. Elemento centrale di questa preziosa collaborazione è la “Sala prova dinamica per sviluppo motori a idrogeno”, una struttura di test all’avanguardia, di proprietà di Dumarey Automotive Italia, che verrà messa a disposizione del Politecnico di Torino per attività di ricerca, sperimentazione e trasferimento tecnologico.
Per renderla idonea a operare con motori a idrogeno multi-cilindro, la sala prova è stata oggetto di significativi interventi di aggiornamento, quali l’adeguamento degli impianti per l’utilizzo di un combustibile gassoso, l’introduzione di sistemi di erogazione e misura dell’idrogeno, l’implementazione dell’automazione della sala prova per governare i test e le relative dinamiche di funzionamento. L’ambiente di lavoro è certificato in accordo con le recenti normative e la gestione dell’idrogeno come combustibile, con migliorie e modifiche ai sistemi di sicurezza all’interno e all’esterno della sala prova per una gestione ottimale dell’impianto.
L’area di controllo della sala prova è segregata per garantire la riservatezza dei dati prodotti e dei prototipi oggetto di test. Dumarey Automotive Italia contribuirà anche all’allestimento di una delle celle motore del Politecnico ubicata presso il Dipartimento Energia “Galileo Ferraris”, rendendola idonea all’utilizzo per le attività di ricerca sui propulsori termici a idrogeno mono-cilindro, attraverso la prestazione di attività di ingegneria.
Le risorse destinate alla realizzazione di queste due sale prova, per motori multi- e mono-cilindro, si inseriscono in un piano strategico di ampio respiro promosso da Dumarey Automotive Italia, focalizzato sullo sviluppo delle tecnologie legate all’idrogeno. Avviato quattro anni fa, il piano ha visto un investimento complessivo di circa 4 milioni di euro, distribuiti su diversi ambiti tecnologici, tra cui motori a combustione interna, celle a combustibile, stoccaggio e sistemi di distribuzione dell’idrogeno. Questa rinnovata collaborazione rappresenta un passo significativo verso l’innovazione e lo sviluppo sostenibile nel settore automotive, rafforzando ulteriormente il legame tra Dumarey Automotive Italia e il Politecnico di Torino.
 
Pierpaolo Antonioli CEO Dumarey Automotive Italia, conferma: “Siamo estremamente orgogliosi di rinnovare la nostra collaborazione con il Politecnico di Torino, una partnership che ha dimostrato di essere altamente produttiva e innovativa sin dal suo inizio nel 2006. La nostra collaborazione ha permesso di sviluppare progetti di ricerca all’avanguardia e di formare le future generazioni di ingegneri. Con il nuovo accordo, puntiamo a esplorare ulteriormente le potenzialità dei motori a combustione interna alimentati a idrogeno, un settore strategico per il futuro della mobilità sostenibile. Siamo convinti che, insieme al Politecnico, continueremo a fare significativi progressi nella ricerca e nello sviluppo tecnologico, contribuendo a un futuro più verde e sostenibile.”
 
Stefano Corgnati, Rettore del Politecnico di Torino: “La collaborazione con Dumarey esemplifica il concretizzarsi di quella strategia che stiamo portando avanti come Ateneo, volta allo sviluppo di infrastrutture di ricerca condivise con partner internazionali che lavorano e portanosviluppo al territorio, pienamente in linea con gli obiettivi della nostra seconda missione, quella dell’Innovazione e del trasferimento tecnologico con e verso le imprese. Inoltre investire sull’idrogeno, sia nell’ottica delle celle a combustibile che in quella dei motori termici, nonché sui combustibili rinnovabili e investigare insieme alle imprese nuove soluzioni tecnologiche è in questo momento storico essenziale e prioritario per rispondere alle sfide che la transizione energetica pone nel campo della mobilità”.
Foto da ufficio stampa Politecnico di Torino
 

Domanda ancora senza risposta: dove sta andando il settore automotive?

Domanda ancora senza risposta
di Ivan Scelsa, giornalista e scrittore – (dal magazine “Pianura Network”)
 
In un turbinio di notizie e nel vivo del braccio di ferro tra la Cina e l’UE – con l’argomento dazi in primo piano – lo scontro sull’elettrico è diventato il tema caldo dell’autunno. E se in questa bagarre la Germania è stata chiamata a “mediare” dallo stesso ministro cinese Wang Wentao in previsione del voto definitivo sulle tariffe aggiuntive che colpirebbero le importazioni provenienti dall’Asia, in Europa occorre prendere atto del crollo di vendite di veicoli elettrici, con i produttori che cominciano a tremare davvero, sollecitando ACEA nella revisione degli obiettivi previsti per il futuro.
 
È, in fondo, la voce dell’Italia produttiva, che con il ministro delle Imprese, Adolfo Urso si è sempre dichiarata favorevole alla richiesta di accelerare al 2025 la revisione degli standard di CO2 dell’UE per le automobili: una proposta che inizialmente sembrava potesse essere appoggiata anche dalle autorità tedesche ma che, alla fine, si è conclusa con una rapido dietro front e i termini confermati per quanto già stabilito dalla Commissione UE per l’anno 2026.
 
Ma allora, dove sta andando il settore automotive? Stretto tra i vincoli del green deal, quali saranno le sfide che dovrà affrontare nell’ormai prossimo futuro? Il rinnovato Parlamento Europeo riuscirà a far convivere la sua anima più ecologista con le necessità (e la realtà finora snobbata) dell’indotto continentale in crisi? E l’Italia, riuscirà finalmente “a pesare” nelle decisioni finali? Ce ne sarebbero molte altre, ovviamente, ma non abbiamo certo la presunzione di riuscire a trovare una risposta a tutte.
 
E se gli incentivi governativi arrivati prima dell’estate hanno solo velatamente dato ossigeno al comparto, è necessario che seguano piani strutturali di più ampio respiro, con un dibattito che – mai come ora – necessita di dialogo tra politica, industria e rappresentanza sindacale, magari con un approccio più pragmatico che ideologico.
Foto da archivio Pianura Network

L’auto per i giovani? Di proprietà, ibrida o endotermica, non oltre 20mila euro

Grazie Pippo Baudo: un amico che diede a Ford Italia un grande impulso
L’auto resta il mezzo preferito anche dai “giovani” per gli spostamenti quotidiani. Le nuove generazioni preferiscono vetture con motore termico o ibride, da acquistare
 dopo averle viste e toccate con mano in concessionaria, spendendo al massimo 20mila euro. Sono queste le principali evidenze che emergono dalla nuova instant survey “I giovani e l’auto”, condotta da Areté (azienda leader nella consulenza strategica) nel mese di novembre 2024 per indagare sul campo i consumi di mobilità delle nuove generazioni, sotto i 35 anni di età. La ricerca arriva a due anni di distanza da una precedente simile survey.
 
Anche per i più giovani l’auto si conferma il mezzo di trasporto più utilizzato (oltre 6 su 10 la usano per gli spostamenti abituali) nel nostro Paese, seguito da mezzi pubblici (utilizzati comunque dal 17% del campione), scooter/moto (5%) e biciclette (3%). Il 9% del campione intervistato si muove abitualmente a piedi.
 
L’acquisto dell’auto per i giovani
 
L’87% del campione intervistato possiede già un’auto, per lo più acquistata da oltre tre anni. Quasi la metà dei giovani non prevede di comprarne una prima di 2 anni. Ma come si preparano gli under 35 all’acquisto di un’auto? In modo molto più tradizionale di quanto si potrebbe pensare: il 46% si dice intenzionato a passare in concessionaria per toccare con mano il prodotto e affidarsi al contatto diretto con il dealer per conoscere le caratteristiche del veicolo; il 35% degli intervistati, invece, acquisirà informazioni sui siti specializzati e dalle altre fonti online e solo il 4% utilizzerà i social per quello che, dopo la casa, resta l’acquisto più importante per gli italiani.
 
Un focus della ricerca analizza su quali alimentazioni si orienterà la scelta di questo segmento di mercato, confrontando le risposte con quelle registrate nella survey di due anni fa. Dal raffronto emerge un evidente calo delle preferenze per le vetture a basse o zero emissioni allo scarico: l’ibrido si attesta al 35% (-4 punti percentuali vs il 2022), l’elettrico al 19% (-11 punti vs 2022), mentre si registra un ritorno di fiamma, almeno nelle intenzioni, per il Diesel (scelto dal 22% del campione e +10 punti percentuali vs 2022) e benzina (14% e +7 punti) che restano, però, complessivamente sotto la soglia del 40%.
 
“La nostra survey biennale sui giovani e l’auto”, sottolinea Massimo Ghenzer, presidente di Areté, “fotografa le scelte di una fascia di consumatori destinata a diventare sempre più strategica per il mercato automotive dei prossimi anni e che nei fatti manifesta comportamenti più tradizionali di  quanto si possa pensare. L’acquisto di un’automobile porta con sé valori intangibili anche per gli under 35 che si dimostrano non troppo distanti dai propri genitori e particolarmente attenti al fattore economico: la caratteristica cui prestano maggiore attenzione è il vantaggioso rapporto qualità/prezzo dell’auto, che preferirebbero nuova, e per la quale sono comunque disposti a spendere meno di 20mila euro. Un segnale importante per i car maker che oggi sembrano orientati verso fasce di mercato che richiedono maggiori capacità di spesa”.
 
Le forme di condivisione rappresentano un’opportunità concreta per la mobilità nelle nostre città, di cui i giovani sono ben consapevoli, visto che oltre 4 su 10 utilizza già oggi il car sharing, meno diffuso il car pooling usato dal 19% dei rispondenti.
 
Il futuro della mobilità
 
Guardando agli scenari futuri della mobilità, le nuove generazioni non hanno dubbi: sono decisamente convinte che la tecnologia della guida autonoma farà passi da gigante nei prossimi anni, ritengono (anche se con minore sicurezza rispetto a due anni fa) che le vendite delle vetture elettriche siano destinate nel futuro a superare quelle delle auto ad alimentazione tradizionale; i giovani mostrano poi meno certezze anche sul passaggio dalla proprietà all’uso del bene auto e sulla possibilità nel prossimo futuro di avviare e concludere online tutto l’iter di acquisto di una vettura.
MASSIMO GHENZER-DICEMBRE 2024 – Foto ufficio stampa Arethé