Bosch per il Natale “Non basta il pensiero”

Bosch per il Natale “Non basta il pensiero”

Può il rombo di un motore far tornare alla memoria ricordi di un passato in officina? È quello che è accaduto ad Alessandro Grilli, ospite della RSA Residenza Richelmy (Torino). Alessandro o, come preferisce essere chiamato, Alex, classe 1946, ha sempre coltivato la passione per le auto e soprattutto per le corse, al punto da ricordare con nostalgia i viaggi con la sua Fiat 600.

Fin da ragazzo, Alex ha lavorato con impegno e dedizione nell’autofficina di famiglia. Quello che all’inizio era un semplice lavoro, si è poi trasformato nella sua passione più grande, mettendo letteralmente “le mani sui motori”. Da diversi anni ha dovuto rallentare la sua corsa per motivi di salute, ma lo spirito e la curiosità sono rimasti quelli di un tempo, un ragazzo che assapora la libertà a bordo di una bella macchina in Costa Azzurra.

Alex, è il protagonista di uno dei video realizzati per la campagna di comunicazione “Non basta il pensiero”, promossa dal Gruppo Bosch in Italia insieme a “Nipoti di Babbo Natale”, il progetto benefico portato avanti da Un Sorriso in Più Onlus. L’iniziativa della Onlus consente di diventare “nipote” di una persona anziana ospite nelle RSA italiane esaudendo un suo desiderio e instaurando così una relazione unica.

 

Attraverso la testimonianza di Alex, Bosch ha voluto raccontare il bisogno degli anziani di essere ancora ascoltati, di condividere le loro esperienze e di realizzarne di nuove, con l’entusiasmo che nasce da un dono inaspettato.

E così grazie alla collaborazione di Federica Bonanno, 32 anni, Customer Project Manager Bosch Mobility, sua “nipote” per un giorno, Alex è partito per un viaggio in auto alla scoperta delle nuove tecnologie, fino ad arrivare in un ambiente a lui tanto familiare: un’officina.

 

La campagna di comunicazione “Non basta il pensiero” fa parte delle attività di CSR del Gruppo Bosch in Italia. Lanciata nel mese di novembre sui canali social e interni dell’azienda, la campagna ha lo scopo di sensibilizzare il pubblico sul ruolo e sulla condizione degli anziani nella nostra società attraverso il racconto emozionante di alcuni ospiti delle RSA sul nostro territorio.  “Non basta il pensiero” vuole essere proprio un invito a riscoprire i sogni, le storie e le esperienze degli anziani che, specialmente nel periodo di Natale, rischiano di sentirsi più soli.

 

La storia di Alessandro e la realizzazione del suo desiderio testimoniano il bisogno degli anziani di sentirsi ancora importanti e offre uno spunto di riflessione autentico sul tema della terza età.

SanzioniUE fino a 15 miliardi: quali scenari

Gli italiani e la scelta dell'auto: ecco come cambiano i tempi

di Pier Luigi del Viscovo, direttore del Centro studi Fleet & Mobility

C’è un’attesa diffusa nel settore che a breve la Commissione Europea intervenga sui parametri legati alle multe CAFE. Secondo le norme in vigore da diversi anni, dal 2025 le emissioni medie di CO2 della media delle auto vendute in Europa da ogni gruppo dovranno essere più basse rispetto al 2024, pena multe salatissime, nell’ordine dei 15 miliardi per l’intero comparto.
Da un recente sondaggio proposto da AgitaLab un think tank, è emerso che uno su tre si aspetta proprio che la Commissione decida di modificare tali regole. Però c’è anche un 30% che prevede “chiusura di fabbriche e perdita di posti di lavoro”, mentre il 28% si aspetta “interventi dei Governi con forti incentivi alla vendita di auto elettriche”.Pochi, uno su 13, credono invece che “nei prossimi anni la domanda di BEV crescerà molto”.
A parte gli incentivi, che i Governi non paiono intenzionati a concedere, i due principali effetti potrebbero non essere alternativi. Pur se la Commissione decidesse di alleviare il peso di quelle regole inutili e autolesioniste, le fabbriche chiuderebbero lo stesso.
Come abbiamo sempre ricordato, l’industria automobilistica è una nave enorme, che non vira agilmente come un motoscafo. Sarà meglio tardi che mai, ma il danno è comunque stato già fatto.
Foto archivio Fleet&Mobility

AC Milano e i 120 anni: murale donato al Comune

AC Milano e i 120 anni: murale donato al Comune

Automobile Club Milano ha simbolicamente consegnato alla Città di Milano il murale realizzato in viale Ortles 81 (angolo via Franco Albini) dall’artista Domenico Melillo, in arte Frode. L’opera raffigura i 120 anni di AC Milano, nato la sera del 3 giugno 1903 al Ristorante Savini. 43 pionieri dell’automobile costituirono un’associazione che per le funzioni svolte e per le dimensioni che avrebbe raggiunto, sarebbe divenuta una delle maggiori istituzioni milanesi e non solo visto che l’attività di Automobile Club Milano è riconosciuta in tutto il mondo nel campo del Motorsport.

Nel 1922 ha costruito infatti l’Autodromo Nazionale Monza e per un lungo periodo lo ha gestito, organizzando il Gran Premio d’Italia di Formula 1. Gli anni di attività in tutti i settori dell’Automobilismo – spesso ai livelli più alti – hanno creato un percorso che va oltre i confini del nostro Club per entrare a far parte della storia della città.

Il murale nasce proprio da una profonda riflessione sulla storia di Automobile Club Milano, da sempre impegnato a sostegno della mobilità cittadina e della sicurezza degli automobilisti. L’opera con il suo stile artistico dimostra una grande apertura verso una creatività trasversale e autonoma, libera di esprimersi e desiderosa di dialogare con le nuove generazioni.

“Dopo avere donato alla città il monumento intitolato al grande pilota milanese Alberto Ascari, con questo murale vogliamo confermare il forte vincolo che ci lega a Milano”, afferma il presidente di Automobile Club Milano, Geronimo La Russa.

“In questi anni di attività AC Milano ha contribuito alla crescita e allo sviluppo del suo territorio di competenza. In un’epoca in cui tutto cambia rapidamente è importante ricordare i valori che condividiamo con la città. Perché chi non ha memoria non ha storia”, ha concluso La Russa.

 

 

Foto da ufficio stampa AC Milano

Auto, pensieri e parole… scritte: l’Europa s’è desta! Speriamo

Auto, pensieri e parole... scritte: l’Europa s’è desta! Speriamo
di Mario Verna, manager automotive
Il sonno della ragione è durato troppo e la realtà ha scaraventato una secchiata d’acqua freddissima in faccia a tutti quelli che “il futuro sarà… Correre ai ripari è difficile, ma necessario e quando lo chic del “Green Dea”l non è a scrocco e c’è da pagare di tasca, beh allora meglio rattoppare con classe qualche vecchio cappotto.
E ora avanti con i tavoli “virtuosi”: governi, burocrati, costruttori, sindacati e filiere…a provare a rimettere insieme un puzzle e cercare qualche tessera finita sotto il tavolo. Si ridiscute…

Industria dell’auto in crisi: perché non è colpa del “Green Deal”

Appello al Governo: riformare in modo strutturale la fiscalità delle auto aziendali
di Andrea Cardinali, direttore generale UNRAE
 
Attribuire la crisi del settore automobilistico al “Green Deal” è del tutto fuorviante. La flessione della produzione di autovetture nei principali mercati europei è una tendenza che caratterizza gli ultimi vent’anni, ben prima dell’introduzione delle norme del “Green Deal”. Peraltro, è in forte contrazione da molto tempo anche il mercato nordamericano, che con il “Green Deal2 nulla ha a che fare. È evidente come a penalizzare il settore sino ad oggi non siano state le normative, bensì l’assenza di una visione strategica e di politiche coerenti che avrebbero dovuto accompagnarle, per assicurare una transizione sostenibile, definita dagli obiettivi, economicamente e socialmente responsabile.
 
In Italia, in particolare, il mercato è stato vittima e tuttora risente di un atteggiamento politico ondivago, che ha disorientato consumatori e operatori. Questo ha rallentato la transizione energetica, con impatti negativi sul percorso di decarbonizzazione,
invertendo il trend di riduzione delle emissioni di CO2.
 
L’Italia, con una media più elevata di quella europea, non sta contribuendo a raggiungere l’attuale obiettivo europeo. Meno che mai il nuovo e più stringente target del 2025-29, che è già seriamente a rischio, esponendo le Case auto al pericolo di sanzioni, che l’ACEA ha stimato in 15 miliardi di euro per il 2025.
 
Non si può sanzionare il venditore se l’acquirente non compra ciò che è stato prodotto. Per evitare di affossare definitivamente gli investimenti nella transizione, è indispensabile cancellare le eventuali multe del 2025, in caso di sforamento dei limiti da parte delle Case automobilistiche.
Foto Ufficio Stampa Unrae