Cina: sei ragioni per favorire un approccio attivo

Cina: sei ragioni per favorire un approccio attivo

di Andrew Rymer, Senior Strategist, Schroders

Negli ultimi anni, si è discusso molto degli investimenti in Cina, complici le preoccupazioni macroeconomiche, l’incertezza normativa e le tensioni geopolitiche in corso. La Cina è la seconda economia più grande al mondo e ha la seconda popolazione più numerosa. La crescita del Pil potrebbe essere in rallentamento, ma rimane una delle economie a più rapida crescita a livello globale. In termini di capitalizzazione di mercato in dollari, ha il secondo mercato azionario al mondo, dopo gli Stati Uniti. Per molti investitori è difficile ignorarla.

A seguito della debolezza sui mercati degli ultimi anni e delle varie sfide economiche, il sentiment degli investitori internazionali è stato cupo a lungo. Nonostante il recente rally, le valutazioni rispetto ai peer internazionali rimangono vicine ai minimi degli ultimi 20 anni e a buon mercato in rapporto all’andamento storico. Ciò ha portato molti a chiedersi se le azioni cinesi rappresentino una grande opportunità o una trappola.

I titoli cinesi sono stati molto deboli negli ultimi anni, ma non è sempre stato così

Le azioni cinesi, sulla base dell’indice MSCI China, sono scese del 41% in termini di dollari dal picco pandemico del 17 febbraio 2021 al primo ottobre 2024, con un gap rispetto a mercati sviluppati ed emergenti, che, nello stesso lasso di tempo, hanno registrato un rendimento del 41% e del -9%. La Cina ha sottoperformato i mercati sviluppati ed è solo leggermente in testa a quelli emergenti, mentre la volatilità dei rendimenti è stata nettamente superiore. Tuttavia, in questo arco di tempo, si sono verificati periodi di sovraperformance delle azioni cinesi.

Sei motivi per favorire un approccio attivo quando si investe nell’azionario cinese

Ci sono sei motivi per cui un approccio attivo è importante quando si investe nell’azionario cinese.

In primo luogo, perché ci sono società a basso costo che generano elevati rendimenti azionari, ma anche società a basso costo e di bassa qualità. Se i mercati fossero efficienti, ci si potrebbe aspettare una relazione tra la redditività di un’azienda e la sua valutazione. Non è così in Cina. Inoltre, l’inefficienza è la linfa vitale degli investitori attivi. A livello di mercato, i titoli cinesi sono economici mentre, a livello di singole società, in molti settori sono presenti aziende a buon mercato con fondamentali solidi, che rappresentano opportunità potenzialmente interessanti. Ma ci sono anche società a buon mercato con fondamentali più deboli, che potrebbero costituire delle “trappole di valore”.

In secondo luogo, quello cinese è un mercato meno maturo, e ciò implica maggiore mispricing e quindi opportunità per un approccio attivo. Una delle ragioni dell’inefficienza del mercato è la prevalenza di investitori retail in Cina. Negli USA, circa il 70% del mercato è detenuto da investitori istituzionali. In Cina, questa cifra è indicativamente del 10%. Gli investitori retail possono avere orizzonti d’investimento più brevi e potenzialmente reagire in modo eccessivo alle nuove informazioni. Tutto questo ha storicamente contribuito a far crescere la volatilità sul mercato cinese. Ciò, infatti, può creare maggiori dispersioni dei titoli e far sì che i prezzi delle azioni si discostino dai valori intrinseci, creando opportunità per gli investitori attivi a lungo termine.

In terzo luogo, il mercato cinese continua a sembrare inefficiente, aprendo a opportunità per i gestori attivi

Si parla spesso della Cina come di un Paese guidato dai flussi retail e dal sentiment. Questo è in parte vero, come abbiamo visto, ma non significa che l’analisi fondamentale non funzioni. L’incertezza macroeconomica e normativa, così come la geopolitica, hanno contribuito a distorcere la performance dei fondamentali negli ultimi anni, ma diversi fattori hanno premiato gli investitori sul lungo termine.

In quarto luogo, l’elevata dispersione dei rendimenti crea potenziali opportunità per le strategie attive. La dispersione dei rendimenti azionari/settoriali in Cina è, infatti, molto più elevata rispetto a quella dei mercati sviluppati. Ciò comporta maggiori opportunità di generare valore per i gestori attivi. Un modo per rendersene conto è confrontare i rendimenti dei titoli con le migliori e le peggiori performance in un determinato lasso di tempo di 12 mesi. A tal fine, osserviamo la differenza tra il 95° e il 5° percentile della distribuzione dei rendimenti, così da eliminare gli effetti di eventuali valori anomali. Su questa base, la differenza media in Cina è stata di 121 punti percentuali negli ultimi 20 anni. In altre parole, se il 5° percentile ha reso il 5%, per il 95° il dato è stato del 126%. Ciò rispetto ai 90 punti percentuali nei mercati sviluppati; in altre parole, la dispersione dei rendimenti in Cina è superiore di un terzo rispetto ai mercati sviluppati.

In quinto luogo, come per altri mercati emergenti, il numero medio di analisti che studiano ogni società negli indici cinesi è inferiore a quello sui mercati sviluppati. La minore copertura degli analisti e le poche previsioni a lungo termine possono creare un’opportunità di generare valore aggiunto per i gestori attivi.

Infine, la profondità, l’ampiezza e l’evoluzione dell’universo azionario cinese creano opportunità per i gestori attivi. I mercati azionari cinesi sono ampi, diversificati a livello settoriale e liquidi. Gli indici tradizionali incorporano attualmente una parte maggiore dell’insieme di opportunità rispetto al passato, a seguito della decisione del 2018 dell’MSCI di iniziare a includere le azioni nazionali cinesi (A-share). Tuttavia, ciò significa che ci sono ancora molte società non incluse in questi indici, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni. Inoltre, solo il 20% della capitalizzazione di mercato delle A-share ammissibili è attualmente incluso negli indici MSCI China e MSCI Emerging Market.

Chi investe nell’azionario cinese replicando il popolare indice MSCI China si assume involontariamente un rischio di concentrazione maggiore rispetto al mercato cinese più ampio. I gestori attivi possono gestire questo rischio creando portafogli più diversificati e investendo in titoli non rappresentati nell’MSCI China. I dieci titoli più importanti nell’indice MSCI China rappresentano oltre il 40% del mercato. Per le A-share, la percentuale corrispondente è inferiore al 20%. Il mercato delle A-share è meno concentrato rispetto agli indici MSCI Emerging Market e MSCI World.

In conclusione, se negli ultimi anni i mercati azionari cinesi hanno risentito di una serie di fattori negativi, non solo della pandemia di Covid, alla luce dei punti sopra descritti, ci sono buone ragioni per ritenere che il futuro possa essere diverso. Il mercato continua ad apparire inefficiente e l’incertezza è aumentata, il che potrebbe creare opportunità per le strategie basate sui fondamentali.

 

Foto da ufficio stampa Schroders

Nuovo Codice della Strada: più prevenzione e sicurezza

Nuovo Codice della Strada

Il Parlamento approva 18 nuove regole per il Codice della strada 2024 che potrebbe diventare realtà e applicato entro Natale. Inasprite, tra l’altro, multe e sanzioni per chi guida in stato di alterazione alcolica o sotto l’effetto della droga. Nuove regole anche per l’utilizzo dei monopattini elettrici. Diventa obbligatoria l’assicurazione e l’uso del casco. Sospensione e ritiro della patente per chi usa il cellulare alla guida. Il proprietario dell’auto avrà inoltre l’obbligo di controllare la scadenza assicurativa del proprio mezzo. Polemiche per l’inserimento di un emendamento (approvato alla Camera) che vieta sulle strade qualsiasi forma di pubblicità ritenuta offensiva per l’identità di genere. A rischio messaggi sui cartelloni stradali contro l’aborto e l’eutanasia.

 

Sul nuovo Codice della strada si sono confrontati lunedì 18 novembre esperti e rappresentanti del settore automobilistico a vari livelli, alla vigilia dell’approvazione definitiva in Parlamento della nuova legge. L’iniziativa è promossa dall’Associazione “Altero Matteoli per la Libertà e il Bene comune” con il gruppo di Fratelli d’Italia della Regione Lombardia. 

 

In vista della nuova legge sul Codice della strada, l’ Associazione  rilancia alcune linee guida dell’allora ministro Altero Matteoli in materia di sicurezza stradale. Una campagna di comunicazione, pubblicità progresso, per accompagnare l’entrata in vigore delle nuove regole. Una severa azione di controllo da parte delle forze di polizia preposte, investendo su telecamere e Intelligenza Artificiale, per far rispettare le nuove regole della strada. Inserire, infine, la conoscenza del Codice  della strada nei programmi didattici delle scuole dell’obbligo, di primo e secondo grado, per favorire l’educazione stradale delle nuove generazioni.

 

A dare il benvenuto ai partecipanti sono stati alcuni rappresentanti istituzionali di primo piano, tra cui Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, che ha aperto i lavori sottolineando l’importanza della sicurezza stradale, e Carlo Maccari, deputato e coordinatore di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia, che ha portato il saluto del suo partito. Il vicepresidente dell’associazione Altero Matteoli, Federico Matteoli, ha poi contribuito al dibattito con un intervento mirato sul tema della sensibilizzazione alla sicurezza. Infine, Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, ha introdotto i temi principali dell’incontro.

Sono intervenuti il deputato Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti; Stefano Maullu, componente del Direttivo dell’Associazione Altero Matteoli; Romano La Russa, assessore alla Sicurezza e Protezione Civile della Regione Lombardia; Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile; Fabio Raimondo, deputato e capogruppo della Commissione Trasporti; Fabio Dadati, coordinatore del Tavolo per la Sicurezza Stradale in Regione Lombardia; Geronimo La Russa, vicepresidente dell’ACI e presidente di ACMilano; Toni Purcaro, promotore del Tavolo per la Sicurezza Stradale ed Executive vice president di DEKRA; Franco Fenoglio consigliere di amministrazione di Ferrovie dello Stato, già presidente Unrae Truck; Carlotta Gallo, capo compartimento della Polizia Stradale della Lombardia.

 

“La sicurezza stradale – ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana – è un valore fondamentale per proteggere la vita di ciascun cittadino e garantire comunità più serene e sicure. Investire nella prevenzione e nella sensibilizzazione significa ridurre incidenti e promuovere una cultura di responsabilità e rispetto. Ogni piccolo gesto, dal rispetto dei limiti di velocità all’uso delle cinture, è un passo concreto verso strade più sicure per tutti. Impegniamoci, insieme, a costruire un futuro in cui il diritto alla sicurezza stradale sia una realtà condivisa”.

 

“Il Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia ha aderito con interesse alla proposta dell’”Associazione Altero Matteoli per la Libertà ed il Bene Comune” di organizzare un convegno sulla sicurezza stradale per la rilevanza sociale di questo argomento. Basti pensare alle statistiche: nel corso del 2023 nella Città Metropolitana di Milano si sono registrati 12.768 incidenti stradali, che hanno provocato 120 decessi e 16.177 feriti. Le statistiche sono state elaborate da Automobile Club d’Italia e Istat. Presto, Governo e Parlamento concluderanno l’iter del nuovo Codice della Strada: una delle principali novità è l’ergastolo della patente per coloro che guidano sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e commettono reati molto gravi durante la guida, ad esempio non fermarsi dopo un incidente”, dichiara il capogruppo Christian Garavaglia.

 

“In vista della nuova legge sul Codice della Strada -afferma Federico Matteoli, vicepresidente dell’associazione Altero Matteoli – con questa iniziativa rilancia alcune linee guida dell’allora ministro Altero Matteoli in materia di sicurezza stradale. Una campagna di comunicazione, pubblicità progresso, per accompagnare l’entrata in vigore delle nuove regole. Una severa azione di controllo da parte delle forze di polizia preposte, investendo su telecamere e intelligenza artificiale, per far rispettare le nuove regole della strada. Inserire, infine, la conoscenza del Codice della Strada nei programmi didattici delle scuole dell’obbligo, di primo e secondo grado, per favorire l’educazione stradale delle nuove generazioni”.

 

“Questa iniziativa – spiega Stefano Maullu, deputato e componente del direttivo dell’associazione Altero Matteoli – nasce con l’obiettivo di rispondere a una serie di necessità legate a una mobilità sempre più complessa e, in alcuni casi, estrema. Confrontarsi su questi temi con gli operatori del settore è fondamentale per comprendere appieno le esigenze di chi è direttamente coinvolto sul campo e rappresenta il primo anello di questo sistema. Gli incidenti sono in aumento, i problemi legati alla sicurezza crescono così come l’intensità del traffico nelle città un contesto che richiede un aggiornamento puntuale del Codice della Strada”.

 

Geronimo La Russa, Vice Presidente ACI e Presidente AC Milano, ha dato un parere positivo alle nuove norme introdotte dalla revisione del Codice, ma allo stesso tempo ha sottolineato l’importanza di affiancare alle restrizioni sull’uso dei mezzi di mobilità leggera un potenziamento del trasporto pubblico nelle città sensibilizzando i Sindaci a intervenire in tal senso.

 

Fabio Dadati, coordinatore del Tavolo per la Sicurezza Stradale e membro del consiglio direttivo dell’Associazione Altero Matteoli, ha ribadito le necessità di lavorare sui comportamenti, il vero e principale motivo che causa gli oltre tremila morti sulle strade italiane ogni anno, impegno che sarà aiutato dalla stretta che porta il nuovo Codice della Strada su uso dello smartphone, guida in stato di ebbrezza o di stupefacenti.

 

Toni Purcaro, Vice presidente esecutivo di DEKRA e fondatore del Tavolo per la Sicurezza Stradale, ha posto l’attenzione sullo sviluppo della tecnologia che già oggi può ridurre drasticamente gli incidenti stradali che sono progressivamente aumentati nelle strade urbane ed extraurbane, riducendosi sulle autostrade. Questo è dovuto alla distrazione che vede in presenza contemporanea di soggetti molto diversi, dal pedone al ciclista, all’automobilista e ai mezzi pesanti.

 

Franco Fenoglio, per la sua esperienza ultradecennale alla guida di importanti case di produzione di veicoli industriali e di presidente di Unrae Truck, ha evidenziato come sia necessario lavorare al rinnovo del parco circolante sia di autoveicoli sia di mezzi commerciali leggeri e pesanti, che in Italia hanno il doppio degli anni rispetto ad altri paesi europei. Allo stesso tempo ha lanciato un appello che tutti i sistemi di assistenza alla guida oggi disponibili come optional sui mezzi siano resi obbligatori, ad esempio, per rendere visibili gli “angoli morti” che causano incidenti spesso mortali con ciclisti e pedoni.

 

Carlotta Gallo, capo dipartimento della Lombardia della Polizia Stradale, ha ricordato l’impegno profuso dalle forze dell’ordine e l’importanza della formazione scolastica, della sensibilizzazione dei giovani, dei corsi di guida, della conoscenza delle regole del Codice perché i giovani ne comprendano i motivi positivi per la vita di ognuno che stanno alla base della loro introduzione.

 

“Per una mobilità sempre più sostenibile, inclusiva e accessibile – afferma, Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e alla Mobilità Sostenibile – c’è bisogno di regole condivise e soprattutto rispettate. Il nuovo Codice della Strada va proprio in questa direzione: l’obiettivo è garantire la sicurezza delle nostre strade e soprattutto degli utenti, quindi di tutti. I dati raccontano di un ancora troppo alto grado di incidentalità per comportamento spesso non corretti e l’abuso di stupefacenti, alcol e guida con il cellulare. Ebbene, atteggiamenti rischiosi che non possono lasciarci indifferenti. Regole più rigide permetteranno di salvare più vite: occorre adesso un lavoro di formazione e informazione verso la popolazione, in particolar modo verso i giovani. Dobbiamo essere in grado di dar vita a una cultura della sicurezza stradale largamente condivisa, comportamenti virtuosi che non sono concepiti come vessatori, ma con l’unico scopo digarantire l’incolumità di tutti. Da qui parte il futuro della mobilità”.

 

“Le modifiche introdotte dal nuovo vanno nella direzione di garantire una maggiore sicurezza per tutti gli utenti della strada grazie all’inasprimento delle sanzioni nei confronti di chi adotta comportamenti pericolosi alla guida come l’eccesso di velocità, l’uso del telefono cellulare, la guida sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti osserva Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza -. Novità importanti, finalmente, anche per chi guida il monopattino. Già nel 2021 il nostro assessorato aveva proposto una modifica di legge al Parlamento per introdurre l’obbligo del casco, della targa e dell’assicurazione, misure doverose che entreranno in vigore con il nuovo Codice della Strada”.

A moderare i lavori sono stati Luca Collodi, giornalista, e Pierluigi Bonora, giornalista e promotore di #FORUMAutomotive.

Foto da ufficio stampa Regione Lombardia

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