Politiche UE sull l’auto: serve chiarezza con urgenza

Elettrificazione UE: bene una nuova strategia e le misure incentivanti per le flotte

di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE

Serve assolutamente e urgentemente chiarezza sulle politiche ambientali e doganali dell’Unione Europea. A livello nazionale, auspichiamo che il settore automotive venga preso in giusta considerazione nella imminente Legge di Bilancio 2025, benché non compaia nelle recenti dichiarazioni dei vertici dell’Esecutivo. È, inoltre, fondamentale che il Governo intervenga con un DPCM dedicato, delineando un piano pluriennale per supportare concretamente il percorso di transizione energetica del nostro Paese.
Sul fronte incentivi riteniamo necessari interventi immediati su tre fronti cruciali: innanzitutto, la piena disponibilità dei 240 milioni di fondi residui dalla dotazione incentivi 2024; in secondo luogo, il recupero dei 250 milioni stanziati nel 2022 per il 2025 e poi stornati dal DL Coesione; infine, l’eliminazione del price cap per la fascia 0-20 g/km di CO2, o quantomeno la sua equiparazione alla fascia 21-60 g/km.
Un tema di particolare urgenza, che l’UNRAE evidenzia da tempo, riguarda la revisione della fiscalità delle auto aziendali, che rappresenta una leva strategica per lo sviluppo del mercato delle auto a zero e bassissime emissioni. È quindi necessario modificare l’attuale sistema, modulando la detraibilità IVA e la deducibilità dei costi in funzione delle emissioni di CO2, e riducendo il periodo di ammortamento a tre anni.
Questa modifica avrebbe un effetto positivo: accelererebbe il ricambio delle flotte aziendali e garantirebbe una maggiore disponibilità sul mercato dell’usato di veicoli più ecologici a prezzi più accessibili, contribuendo così al rinnovo del parco circolante con mezzi più virtuosi sia in termini ambientali che di sicurezza.

Drivalia rivoluziona la mobilità con soluzioni sostenibili e auto accessibili

Drivalia, leader nella mobilità sostenibile, ha ampliato il proprio portafoglio con il progetto Drivalia Future e il lancio di Future Lease, offrendo auto usate di qualità a prezzi competitivi. Con un impegno verso l’economia circolare, l’azienda propone soluzioni di mobilità accessibili e sostenibili, pronte a conquistare il mercato italiano ed europeo.

 

Drivalia, società di noleggio e mobilità del gruppo CA Auto Bank, continua a espandere la propria offerta con soluzioni innovative e sostenibili, consolidando la sua posizione di leader nel settore. Con Drivalia Future, la società non solo punta a soddisfare le esigenze di chi cerca una mobilità accessibile, ma lo fa con un occhio attento alla sostenibilità e all’economia circolare.

 

L’evoluzione di Drivalia: dalla mobilità tradizionale al futuro sostenibile

Drivalia è nata come società specializzata in soluzioni di noleggio e leasing, ma negli ultimi anni ha ampliato il proprio orizzonte per diventare un attore chiave nel panorama della mobilità moderna. Oggi l’azienda vanta una gamma di soluzioni a 360°, che comprendono i noleggi a breve, medio e lungo termine, l’abbonamento auto e il car sharing elettrico, a cui si sono aggiunte la vendita e il noleggio di veicoli usati certificati. Questo approccio diversificato risponde alle esigenze di una clientela che cerca flessibilità e convenienza, senza compromettere la qualità.

 

Drivalia Future: il futuro dell’economia circolare

Drivalia Future rappresenta una svolta nel modo di intendere il ciclo di vita dei veicoli. Le auto della flotta, una volta terminato il noleggio o l’abbonamento, non vengono semplicemente dismesse, ma rigenerate e rivendute. Grazie a un attento processo di certificazione, i veicoli vengono sottoposti a controlli di qualità rigorosi e riproposti sul mercato come auto di seconda mano di alta gamma.

L’acquisto può avvenire sia tramite la piattaforma digitale di Drivalia Future, sia presso i Future Store, attualmente presenti a Roma e Torino e destinati a espandersi in altre città come Milano e Napoli. Questi punti vendita fisici permettono ai clienti di vedere dal vivo i veicoli disponibili e ricevere un servizio personalizzato. Il progetto è in linea con l’obiettivo di offrire una soluzione completa di mobilità sostenibile e accessibile, non solo in Italia, ma anche in altri mercati europei.

La piattaforma digitale di Future, presentata per la prima volta in Italia nel 2023, è un esempio perfetto di questa evoluzione. Si tratta di un sistema che consente di estendere la vita delle auto usate della flotta, proponendo veicoli che hanno completato il ciclo di noleggio o abbonamento, ma che sono ancora in perfette condizioni e pronti per essere venduti a nuovi proprietari. Le auto proposte in vendita sono veicoli che hanno percorso meno di 25.000 km e hanno un’età inferiore ai 24 mesi, garantendo così una seconda vita all’insegna della qualità e della sostenibilità.

 

 

Future Lease: una nuova formula di mobilità sostenibile

Una delle innovazioni più recenti introdotte da Drivalia è il Future Lease, una formula di noleggio a lungo termine pensata per i veicoli usati. Questa iniziativa si inserisce perfettamente nella filosofia dell’azienda, volta a promuovere l’economia circolare e il rinnovo del parco auto circolante. Future Lease permette di noleggiare un veicolo di alta qualità a un prezzo competitivo, assicurando un impatto ambientale ridotto e un risparmio economico per il cliente.

Questa nuova offerta si sta già affermando sul mercato italiano e prevede un’espansione in altre nazioni europee, come confermato dall’azienda. L’obiettivo è quello di portare Future e Future Lease anche in paesi come la Francia, la Spagna e la Germania, per rispondere a una domanda crescente di mobilità sostenibile e accessibile in tutta Europa.

 

La visione del CEO Paolo Manfreddi

Paolo Manfreddi, CEO di Drivalia, ha spiegato l’importanza di questi nuovi progetti per l’azienda: “Il nostro obiettivo è offrire una seconda vita alle auto della nostra flotta, garantendo un’alternativa di mobilità accessibile e di qualità. Drivalia Future riflette il nostro impegno verso uno sviluppo sostenibile e responsabile, già attivo con successo in altri Paesi europei”.

Manfreddi ha sottolineato che la missione di Drivalia è quella di essere un pioniere nella mobilità del futuro, proponendo soluzioni che non solo riducono l’impatto ambientale, ma rendono anche l’auto accessibile a una vasta platea di utenti, dai privati ai professionisti, passando per le piccole e medie imprese.

 

Jojob: ecco l’Osservatorio “Aziende in Movimento” sul carpooling aziendale

Jojob: ecco l'Osservatorio "Aziende in Movimento" sul carpooling aziendale

Nel panorama della mobilità sostenibile in Italia, Jojob si distingue con il lancio dell’Osservatorio “Aziende in Movimento“, che analizza le tendenze e l’efficacia del carpooling aziendale. Il nuovo report mostra dati sorprendenti: nel primo semestre del 2024, oltre 290.000 viaggi condivisi tra colleghi hanno permesso di ridurre il traffico e le emissioni di CO2, con un risparmio di ben 553.516 kg di anidride carbonica e 845.660 euro per i dipendenti.

Cresce il carpooling aziendale: un’analisi dettagliata

Sono 2.926 le sedi aziendali e 177.637 i dipendenti coinvolti nel carpooling aziendale promosso da Jojob. Le regioni italiane con il maggior numero di viaggi condivisi sono Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio, con Roma che guida la classifica delle province più attive. “L’Osservatorio ci offre una fotografia chiara del contributo delle aziende italiane verso la sostenibilità”, spiega Gerard Albertengo, CEO di Jojob.

Il carpooling si afferma come una soluzione sempre più diffusa, con benefici che vanno oltre il semplice risparmio economico. «Grazie al lavoro dei mobility manager aziendali – aggiunge Albertengo – è possibile pianificare soluzioni efficaci che riducono l’impatto ambientale e migliorano la qualità della vita dei dipendenti».

**I settori più virtuosi: metalmeccanico e bancario in prima linea**

L’analisi dell’Osservatorio evidenzia come il settore bancario sia il più virtuoso nell’adozione del carpooling, con il 78,43% delle sedi coinvolte, seguito dal settore metalmeccanico, dove il 24,06% dei dipendenti utilizza regolarmente il servizio di carpooling. Questi settori, spesso caratterizzati da grandi stabilimenti situati in aree suburbane, trovano nella mobilità condivisa una risposta pratica per ridurre l’uso dei veicoli privati.

Un risparmio concreto per i lavoratori

I pendolari italiani che scelgono il carpooling non solo contribuiscono a ridurre le emissioni di CO2, ma traggono un beneficio economico diretto. Secondo l’indagine di Jojob, il 61,4% dei carpooler lo fa principalmente per risparmiare sui costi di trasporto, mentre il 15,4% è motivato dalla riduzione dell’impatto ambientale. Un ulteriore 6,5% apprezza la socializzazione durante il viaggio condiviso.

L’importanza del Mobility Manager

Un ruolo fondamentale in questo processo è ricoperto dal mobility manager, che nelle aziende italiane diventa sempre più centrale nella gestione delle soluzioni di trasporto. “Il mobility manager è la figura chiave per il successo del carpooling aziendale”, afferma Albertengo. “La sua capacità di promuovere la mobilità sostenibile è cruciale per le aziende che vogliono ridurre il proprio impatto ambientale”.

Le città più attive nel carpooling aziendale

Il report di Jojob evidenzia anche la geografia del carpooling in Italia. La Lombardia è in testa con il 18,3% delle aziende ad aver adottato il servizio, seguita dall’Emilia-Romagna con il 16,7% e dal Lazio con l’8,7%. A livello provinciale, Roma primeggia con il 7,6% delle sedi, seguita da Brescia (4,3%) e Trento (4,1%).

Il carpooling, una soluzione per il futuro

Jojob continua a investire nella mobilità sostenibile, offrendo soluzioni innovative e adattabili alle esigenze aziendali. “Abbiamo grandi ambizioni per il futuro – conclude Albertengo -. Vogliamo espandere il carpooling in tutto il Paese e dimostrare come questa soluzione possa fare la differenza non solo per l’ambiente, ma anche per il benessere dei lavoratori”.

Foto Ufficio stampa JOJOB