Più flessibilità da Bruxelles: ma le ambizioni restino

“Pacchetto Automotive”: serve un'azione urgente sulla flessibilità per auto e furgoni
di Sigrid de Vries, direttore generale di ACEA
(dall’intervista rilasciata a “Open”)
 

L’industria europea dell’automobile si trova nel bel mezzo di un passaggio epocale. La transizione dal motore endotermico ai veicoli a batteria costringe le aziende del settore a rimodulare la propria strategia industriale, la progettazione dei prodotti e, non da ultimo, tutta la catena di fornitura. C’è da fare i conti però con la crisi climatica. E così anche i trasporti, che in Europa sono responsabili di una fetta tutt’altro che trascurabile delle emissioni di anidride carbonica, sono chiamati a fare la propria parte.
 
L’obiettivo è stato fissato: smettere di produrre nuove auto a benzina e Diesel a partire dal 2035, così da poter arrivare alle zero emissioni nette entro metà secolo. C’è solo un problema: a differenza di quanto avviene con le rinnovabili (o con altre tecnologie verdi), le auto elettriche faticano a sfondare. Contro ogni aspettativa, quest’anno vedremo un calo nelle vendite di veicoli elettrici. Serve più flessibilità nelle regole europee.

Noi chiediamo alle istituzioni di supportarci in questa trasformazione verso le emissioni zero. I produttori di automobili vogliono che funzioni, ma vedono anche che le cose non stanno andando nella giusta direzione. Contro ogni aspettativa, ciò a cui assistiamo quest’anno è un rallentamento delle vendite di veicoli elettrici, proprio in un momento in cui avremmo bisogno di una forte accelerazione. Gli early adopters di questa nuova tecnologia, ossia le persone che vogliono guidare l’elettrico e che possono permetterselo, hanno già fatto il passaggio. Ora dobbiamo rivolgerci a un gruppo molto più ampio di persone.

I produttori hanno fatto il loro lavoro. Hanno progettato e stanno producendo veicoli elettrici, ma la domanda del mercato è in ritardo. E questo significa che l’anno prossimo, nel 2025, i produttori dovranno pagare multe sproporzionate per non aver rispettato gli obiettivi europei sulle emissioni. In questo momento di difficoltà preferirebbero usare tutti i fondi che hanno per investire nell’elettrificazione, non per pagare multe. Se non c’è mercato, non c’è modo di raggiungere quegli obiettivi. O le Case automobilistiche riducono i prezzi, intaccando i ricavi in modo non sostenibile. Oppure devono produrre meno veicoli, il che significa perdere quote di mercato. Per questo abbiamo chiesto ai vertici europei di anticipare dal 2026 al 2025 la revisione del regolamento.

L’Italia dimostra di aver capito che c’è un problema reale e che va affrontato. Penso che sia davvero utile che Paesi come il vostro prendano iniziativa e cerchino di formare una coalizione in Europa. L’industria automobilistica è essenziale, quindi confrontiamoci sulle soluzioni e troviamo la ricetta giusta per andare avanti. Solo anticipando la revisione del regolamento possiamo affrontare alcuni difetti fondamentali di questa legge».

Abbiamo bisogno di più incentivi all’acquisto o di altre misure di stimolo del mercato, così da spingere le persone ad abbracciare questa trasformazione. Dobbiamo guardare a un tipo diverso di cliente: non più quello impaziente e ricco, ma tutti quanti. Noi crediamo nel regolamento europeo, ma per come è impostato ora non ci sono le condizioni per raggiungere gli obiettivi. È a questo che serve anticipare la revisione delle regole: imparare da ciò che è accaduto negli ultimi anni e magari anche da cosa si sta facendo in altre parti del mondo.

Quadricicli in Italia: primi 9 mesi in crescita

Quadricicli in Italia: primi 9 mesi in crescita
Foto: AIXAM City Gto
Il mercato dei quadricicli in Italia ha mostrato una robusta crescita nei primi nove mesi del 2024, con un incremento complessivo delle immatricolazioni del 28,68% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa tendenza positiva ha portato a un totale sul 2024 di oltre 15.000 unità immatricolate, segnando un passo significativo verso l’adozione di veicoli più compatti per le esigenze urbane, ma anche verso una adoption maggiore di veicoli elettrici.
Le immatricolazioni del BEV crescono infatti del +48,85% rispetto al 2023, oltre 3.000 unità, mentre il comparto ICE rimane pressoché stabile. In termini di canali di vendita, oltre quello dei privati che la fa da padrone con oltre l’85% di market share, il canale fleet e delle auto-immatricolazioni sono quelli con crescita maggiore del mercato, chiaro segnale della comparsa di politiche del mercato autovetture anche nel comparto quadricicli.
“La continua espansione del mercato dei quadricicli elettrici fa ben sperare, soprattutto a chi abita in città, nell’arrivo di una concorrenza capace di proporre prezzi ragionevoli per contenuti e autonomia più in linea con le esigenze dei Clienti che scendono da un’autovettura”, commenta Francesco Farris, Business e Project Manager di Dataforce Italia. “La partita si gioca sulla ricerca dell’ottimo tra rata mensile sui 100€/mese, autonomia su misura anche per la platea sprovvista di ricarica casalinga e contenuti di comfort e sicurezza più maggiori. Attendiamo il 2025 speranzosi”.
Foto da ufficio stampa AIXAM

Autodromo di Imola: test notturni per una nuova sicurezza stradale

Autodromo di Imola

L’Autodromo Internazionale “Enzo e Dino Ferrari” di Imola continua ad affermarsi come un punto di riferimento nel settore della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile. Nella notte tra il 3 e il 4 settembre 2024, l’autodromo ha ospitato una serie di test sperimentali notturni, nell’ambito del progetto CCAM Connected Networks and Smart Infrastructure, parte dello Spoke 7 del MOST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile.

Questi test, condotti in collaborazione con il Dipartimento DICAM dell’Università di Bologna e Movyon, il polo tecnologico del Gruppo Autostrade per l’Italia, hanno come obiettivo principale l’ottimizzazione della sicurezza stradale attraverso la valutazione della leggibilità e visibilità dei segnali stradali verticali. La particolarità di questa sperimentazione è che si svolgerà in condizioni notturne senza illuminazione stradale, un contesto realistico per capire come le tecnologie innovative possono migliorare l’esperienza dei conducenti in situazioni difficili.

La sperimentazione: un laboratorio a cielo aperto

Il sindaco di Imola, Marco Panieri, ha sottolineato l’importanza di queste attività per il territorio: “Imola è orgogliosa di ospitare queste sperimentazioni. Abbiamo dimostrato grande interesse per iniziative come queste, che rafforzano il nostro percorso di sviluppo tecnologico e di sostenibilità attraverso il progetto Imola Living Lab“.

La sperimentazione prevede la partecipazione di 20 conducenti, che guideranno un veicolo lungo un tracciato appositamente studiato, caratterizzato da segnali stradali verticali di diverso tipo, vari livelli di retroriflettanza e condizioni di manutenzione. I risultati dei test saranno utilizzati per migliorare l’efficacia e la sicurezza dei segnali stradali nelle condizioni più critiche.

Un aspetto cruciale del progetto riguarda l’impatto acusti. Grazie ai dati raccolti durante test precedenti, è stato possibile garantire che l’autodromo rimanga entro i limiti stabiliti dalla zonizzazione acustica comunale, dimostrando l’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità anche durante le attività sperimentali.

Centro di innovazione
Non è la prima volta che l’autodromo di Imola viene utilizzato come centro di sperimentazione tecnologica. Dal 2021, con la strategia di polifunzionalità, l’impianto si è trasformato in un vero e proprio laboratorio per la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale.

“L’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari si conferma come un centro di eccellenza per l’innovazione tecnologica”, ha dichiarato Gian Carlo Minardi, Presidente di Formula Imola. “Queste iniziative sono fondamentali non solo per la sicurezza stradale, ma anche per la mobilità sostenibile, due pilastri della nostra missione per il futuro”.

L’impatto sociale di queste ricerche è evidente: migliorare la sicurezza stradale e promuovere tecnologie sostenibili sono due ambiti cruciali per lo sviluppo delle infrastrutture di mobilità del futuro. L’autodromo si colloca così come un esempio di sinergia territoriale, grazie alla collaborazione con il Comune di Imola, il Consorzio territoriale Con.Ami, la Regione Emilia-Romagna, e partner accademici come l’Università di Bologna.

Foto da archivio Lulop

Salone di Parigi 2024: sfilza di anteprime e novità del mondo dell’auto

Salone di Parigi 2024

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

In questi giorni gli occhi degli appassionati di auto sono rivolti al Salone dell’Auto di Parigi 2024, la kermesse automobilistica all’ombra della Tour Eiffel che si svolge dal 14 al 20 ottobre. Nonostante le non poche difficoltà che il mondo automotive sta attraverso in questo complicato periodo storico, alla manifestazione parigina prendono parte diversi dei principali costruttori, da Stellantis a Renault fino ad arrivare agli emergenti marchi cinesi.

Tra evocazioni del passato e futuristici prototipi

Diverse le anteprime svelate al Salone di Parigi 2024. Tra quelle che suscitano maggiore curiosità c’è la nuova Renault R4 che accende la nostalgia degli appassionati attraverso l’evocazione di un modello storico del passato reinterpretato in chiave moderna con le forme da crossover urbano. Rimanendo in casa Renault ma passando al marchio Alpine, a Parigi debutta anche la Alpenglow Hy4, prototipo a idrogeno potente e innovativo, affiancata dal concept A390_β che prefigura la futura fastback sportiva del brand francese.

Tra le altre novità che presenziano il Salone di Parigi 2024 ci sono l’aggiornata Alfa Romeo Tonale, l’Alfa Romeo Junior Speciale ibrida, l’Audi Q6 e-tron Sportback, le nuove Citroen C4 e C4 X, il concept Citroen C5 Aircross, la Dacia Bigster, la nuova Ford Capri, la Kia Sportage PHEV, la Peugeot E-408, le MINI tre porte e Aceman elettriche in versione John Cooper Works, la Skoda Elroq e la Microlino Spiaggina.

L’offensiva cinese

Sostanziosa poi la presenza delle Case automobilistiche cinesi, a partire da Leapmotor, il brand partner di Stellantis, che a Parigi ha mostrato per la prima volta il SUV B10, terzo modello destinato al mercato europeo dopo la city-car T03 e il SUV C10. Significativa anche la presenza di BYD che a Parigi presenta il nuovo SUV Sealion 7 e mostra al pubblico europeo il maxi-SUV per il fuoristrada Yangwang U8 da 1.200 CV. A completare la gamma di novità provenienti dalla Cina ci sono poi la Forthing Xinghai S7, l’hypercar elettrica Hyper SSR di GAC e la Xpeng P7+ che punta tutto sull’integrazione delle tecnologie di intelligenza artificiale nel veicolo.

Foto di Lorenzo Bellini (Motorionline)