Auto elettriche e incentivi: velocizzare il nuovo piano pluriennale

Auto elettriche: operazione verità sui vantaggi economici
di Fabio Pressi, presidente di Motus-E
La volatilità delle immatricolazioni di auto elettriche di questi mesi riflette l’andamento delle consegne dopo l’impennata di ordini dello scorso giugno, quando gli incentivi messi a disposizione sono andati esauriti in appena 9 ore. Se da un lato quanto accaduto evidenzia l’attenzione degli italiani verso questa tecnologia, dall’altro dimostra l’importanza della programmazione delle politiche incentivanti
‘Un’esigenza meritoriamente riconosciuta dallo stesso ministro delle Imprese e del Made in Italy,  Adolfo Urso, in occasione della riunione di agosto del Tavolo Automotive, in cui è stato preannunciato un nuovo piano pluriennale di agevolazioni di cui diventa ora essenziale pianificare rapidamente la messa a terra delle risorse, per scongiurare l’asincronia tra annunci ed effettiva disponibilità del bonus che ha fortemente penalizzato il mercato nella prima metà del 2024.
Foto da ufficio stampa a2a

Transizione “green” dell’auto: l’Europa è in rianimazione

Rimodulare le multe UE non basta: serve rivoluzionare il "Green Deal"
di Paolo Borchia, eurodeputato, capo delegazione della Lega, coordinatore Patriots of Europe in Commissione Itre (industria, ricerca ed energia)
 
Stabilimenti chiusi, crollo della produzione di auto, persone che perdono il lavoro, invasione di veicoli elettrici cinesi in Europa. Non serviva la sfera di cristallo: si sapeva benissimo che si andava a sbattere. Anni fa la Lega aveva previsto questi rischi, ora il pericolo è diventato realta. Non stiamo parlando solo di economia, ma della vita delle persone: è impossibile non arrabbiarsi.
 
L’Europa e in rianimazione, c’era una filiera di piccole e medie imprese, messa in ginocchio da una transizione che si pone obiettivi lunari in un’Europa priva di energia e soldi. Mentre Cina e Stati Uniti cercavano la competitivita, a Bruxelles si pensava solo a tagliare le emissioni, con una Ue e una maggioranza del Parlamento totalmente complici e compiacenti.
Gli obiettivi sull’automotive sono stati fissati in un momento storico dove l’industria europea era leader del settore. Oggi quel contesto non esiste piu. Distrutto, annientato. L’unica risposta che sono riusciti a dare ai loro errori è stata un cordone sanitario, cercando di silenziare chi stava indicando la via, chi voleva che l’Europa evitasse di schiantarsi.
 
Obiettivo fallito miseramente, perché chi lavora ha capito chi li stava difendendo. Stanno alimentando l’antieuropeismo con le loro scelte antieuropeiste, contro l’industria, la filiera, i lavoratori e gli automobilisti di tutto il continente. O sono in malafede o sono totalmente inadeguati a far uscire dalla crisi il settore automotive europeo. Se non ci ascoltano, questo è il futuro.

Europa e transizione automotive: anticipare subito la revisione del Regolamento

Biocarburanti ed e-fuels insieme all'elettrico: ecco il piano di rilancio UE
di Massimiliano Salini, eurodeputato di Forza Italia, vicepresidente del gruppo PPE al Parlamento europeo
 
Le istituzioni europee dovranno rivedere il Regolamento sulle emissioni delle automobili, trovando una sintesi ragionevole in termini di sostenibilità, ma anche di sopravvivenza delle industrie. In questa fase stanno emergendo tutte le contraddizioni che hanno accompagnato la fase negoziale: da un lato si chiede alle aziende europee di essere più competitive nella sfida ecologica, dall’altro le regole esistenti le porteranno a diminuire la produzione per rispettare parametri “green’ anacronistici”, che conducono nella direzione opposta.
 
Il settore e anche un esempio chiave della mancanza di pianificazione dell’Ue, che applica una politica climatica senza una politica industriale. Dobbiamo rivedere le regole e dobbiamo fare in fretta perché non sussiste solo la spada di Damocle del 2035sull’immatricolazione dei veicoli elettrici, ma anche la tagliola del 2025 – l’anno prossimo – per l’entrata in vigore delle penalties per le industrie che non rispetteranno discutibili e autolesionistici parametri ecologici sulle produzioni delle auto.
 
Tutto questo è inaccettabile, soprattutto alla luce dell’attuale andamento del mercato dell’auto e della concorrenza sleale che proviene dalle produzioni cinesi. A questo punto l’Europa deve compiere un atto di responsabilità non solo in termini di scadenze temporali. ma anche sulla base delle evidenze scientifiche. Bisogna tornare a valutare l’impatto ecologico dell’auto non più e non solo sulle emissioni allo scarico ma sul suo intero ciclo di vita. L’industria europea è sempre pronta ad accettare nuove sfide, ma non le irragionevoli contraddizioni con l’alibi della transizione green.
Foto da ufficio stampa di Salini