Punto CGIA sul trasporto: allarme autisti, ne mancano 22mila

Punto CGIA sul trasporto: allarme autisti, ne mancano 22mila
Si stima che in Italia siano almeno 22mila i camionisti che non si trovano sul mercato del lavoro. Un problema, purtroppo, che non
riguarda solo il nostro Paese. In tutta Europa trovare autisti da mettere alla guida di un Tir è diventata un’impresa quasi proibitiva.
Stress, impegno fisico e orario di lavoro che si distribuisce lungo la gran parte della giornata hanno reso questa professione meno
attrattiva di un tempo. Non solo, permane ancora una forte barriera.

Il regolamento (UE) 2020/1054 sancisce che a ogni autista professionista è consentito di guidare fino a un massimo di 9 ore al giorno; due volte a settimana questo limite può essere allungato di un’ora. Ogni settimana l’autista deve eseguire massimo 56 ore obbligatorie di guida e non deve superare l’orario di lavoro massimo di cui alla direttiva 2002/15/CE. Le ore cumulate di due settimane di guida consecutiva invece non possono essere superiori a 90 ore.

 
Nel calcolo di questi orari vanno comprese sia le ore guidate nei Paesi dell’Unione Europea che nei Paesi terzi. Le ore di guida si alternano con le interruzioni, ossia i momenti di riposo che camionisti e autisti sono costretti a rispettare durante un viaggio, e con le ore obbligatorie di riposo. Le interruzioni vanno fatte ogni 4 ore e mezza di guida, l’autista deve interrompere la sua attività per una pausa di 45 minuti. Volendo, questa pausa può essere anche suddivisa in due tappe: la prima entro le 4 ore e mezza di guida, con la prima sosta che deve essere obbligatoriamente di almeno 15 minuti; la seconda almeno di 30 minuti.
 
Inoltre, come dalla più recente modifica del regolamento (UE) 2020/1054, su questo tema, all’articolo 7 è stato aggiunto il comma secondo quale, nell’eventualità di multipresenza, il conducente può effettuare l’interruzione di 45 minuti nel veicolo guidato da un altro conducente a condizione che durante l’interruzione la sua attività sia di riposo e non di assistenza alla guida del veicolo.

Per mettersi alla guida di un Tir è necessario, per legge, conseguire la patente di guida professionale (CQC) che ha un costo di migliaia e migliaia di euro che scoraggia, in particolare i giovani, a intraprendere questo mestiere. A fronte di queste criticità, non sono poche le aziende di autotrasporto che da qualche anno si stanno facendo carico di questo costo per facilitare le assunzioni. Nonostante ciò, trovare camionisti è diventato sempre più difficile. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA.


Ora, visto che il numero delle aziende di autotrasporto sta diminuendo, anche perché è in atto una riorganizzazione del settore che sta premiando le acquisizioni e le aggregazioni di impresa, nel giro di qualche anno, a seguito della difficoltà di trovare nuovi autisti, non è da escludere che il settore sprofondi in una grossa crisi per mancanza di personale. Qualche segnale preoccupante lo stiamo già vivendo nel trasporto pubblico locale, dove la mancanza di autisti sta facendo diminuire in misura preoccupante l’offerta di bus, tram e metro con gravi disagi per i turisti e i pendolari.
 
Con meno camionisti, perché molti andranno in pensione e solo una piccola parte sarà sostituita dalle nuove generazioni, l’Ufficio studi della CGIA, ricorda che si corre il rischio che fra meno di un decennio il settore non sia più in grado di soddisfare interamente le richieste di trasporto merci avanzate dai committenti. Certo, per far fronte a questa situazione non è da escludere che in futuro si possa incentivare il ricorso agli autisti stranieri, ai vettori internazionali e sperare che, in tempi ragionevolmente brevi, siano disponibili sul mercato a prezzi accessibili gli automezzi pesanti a guida autonoma. Sono tutte ipotesi che, purtroppo, si scontrano con una certezza: nel giro di qualche anno anche nell’autotrasporto gli effetti della denatalità si faranno sentire spaventosamente.

Negli ultimi 5 anni, avverte l’Ufficio studi della CGIA, sono andati persi quasi 410mila patentati (-35%). Entro 10 anni la metà degli autisti andrà in pensione Rispetto al 2019 il numero dei titolari della Carta di Qualificazione del Conducente (CQC) di merci è diminuito di quasi 410mila unità. Cinque anni fa erano poco meno di 1,2 milioni, ora sfiorano quota 770mila. Se la coorte dei giovanissimi (con meno di 25 anni) è in aumento del 65,9 per cento (anche se in valore assoluto registriamo un modesto +2.855), le fasce demografiche tra i 30 e i 54 anni hanno subito un vero e proprio crollo (mediamente del 45/50 per cento).

 
È importante segnalare che rispetto allo stock attuale, gli over 50 sono poco più di 412 mila, pari al 53,7 per cento del totale. Pertanto, è prevedibile ritenere che fra 10 anni la stragrande maggioranza di questi lavoratori uscirà dal mercato del lavoro per raggiunti limiti di età. Insomma, un autista su 2 lascerà definitivamente la guida professionale. Ebbene, chi sostituirà queste persone se non riusciremo a invertire il trend in atto?

In 10 anni perse 21.248 ditte di autotrasporto. Situazione critica in Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Lazio. Negli ultimi 10 anni lo stock complessivo delle imprese di autotrasporto presenti in Italia è diminuito di 21.248 unità. Se nel 2013 erano 101.935, nel 2023 sono scese a 80.687 (-20,8 per cento). A livello regionale le situazioni più critiche si sono verificate in Valle d’Aosta con una contrazione del 33,7 per cento (in valore assoluto pari a -33), in Friuli Venezia Giulia del 32,3 per cento (-573), nel Lazio del 30,7 per cento (-2.733), in Liguria del 30 per cento (-773) e in Piemonte del 29,9 per cento (-2.907).

 
Sicuramente le crisi economiche che si sono succedute in questo periodo 4 hanno contribuito in misura determinante a ridurre la platea delle imprese di questo settore. Senza contare che soprattutto nel Nord si è fatta sentire la concorrenza dei vettori stranieri, in particolare quelli
provenienti dai paesi dell’Europa dell’est. Tuttavia, un contributo importante a questo ridimensionamento è ascrivibile anche all’elevato
numero di aggregazioni e acquisizioni che si sono verificate in questo ultimo decennio, provocando, in particolare, una forte decurtazione del numero delle imprese monoveicolari.
 
Grazie agli effetti delle crisi e a questi processi di unione aziendale, la dimensione media delle imprese è aumentata e, conseguentemente, è cresciuto anche il livello di produttività del nostro sistema logistico.

A Roma, Napoli e Milano – conclude l’Ufficio studi della CGIA – il maggior numero di Tir in circolazione. Sebbene l’ultimo dato aggiornato a livello provinciale sia riferito a inizio 2021, la realtà dove si registrava il maggior numero di imprese del settore dell’autotrasporto era Roma con 6.199 ditte presenti. Seguono Napoli con 4.502, Milano con 4.000, Torino con 2.962 e Palermo con 2.494.

Foto di Christian Chen su Unsplash

Veicoli trainati e rilancio: l’attesa di bonus per 7,5 milioni

Trainati: urgenti misure per favorire il rinnovo del parco
di Michele Mastagni, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di UNRAE
Finalmente, dopo un inizio d’anno estremamente negativo, il mercato mostra nell’ultimo mese un piccolo segnale di ripresa. Tuttavia, sebbene il comparto abbia rialzato la testa, non possiamo certo rallegrarci per tale risultato, in gran parte dovuto alla necessità di immatricolare un elevato numero di veicoli prima del 7 luglio 2024, data di entrata in vigore del Reg. UE 2019/2144 sulla Sicurezza dei veicoli (noto come ‘GSR 2’), che introduce l’obbligo di dotare i mezzi di nuovi sistemi avanzati di assistenza alla guida.
Affinché il trend di flessione registrato nei primi cinque mesi dell’anno venga effettivamente invertito e la crescita di giugno non resti un caso isolato, è necessario che il Governo adotti misure di sostegno strutturali e concrete a favore del nostro comparto, che, tra tutte le tipologie di veicoli, è caratterizzato dall’anzianità più elevata del parco circolante.
 
Per tale motivo, auspichiamo che nel medio termine possa essere riconosciuto un Fondo pluriennale di 70 milioni di euro destinato a incentivare – senza vincoli di equipaggiamento – il rinnovo del parco con veicoli trainati di ultima generazione. Nell’immediato, invece, chiediamo che siano resi disponibili al più presto i 7,5 milioni di euro destinati all’acquisto di nuovi rimorchi e semirimorchi adibiti al trasporto combinato e al trasporto frigorifero in regime ATP.
Infine, ribadiamo l’invito ad autorizzare senza alcuna discriminazione la circolazione di autoarticolati di lunghezza fino a 18,75 m. Il Disegno di Legge sulla revisione del Codice della Strada, attualmente in esame al Senato, rappresenta un’opportunità unica e irripetibile per introdurre questo correttivo normativo di assoluto buon senso.

Report McKinsey: lo stato della IA nel 2024

Report McKinsey: lo stato della IA nel 2024

Dall’analisi condotta su quasi 1.400 persone rappresentanti l’intera gamma di mercati, settori, dimensioni aziendali, specializzazioni funzionali e ruoli, emerge che il 65% delle organizzazioni utilizzano regolarmente l’IA generativa, quasi il doppio rispetto a dieci mesi fa. Le aspettative degli intervistati sull’impatto dell’intelligenza artificiale rimangono elevate, con tre quarti che prevedono cambiamenti significativi o dirompenti nei loro settori nei prossimi anni.

Dopo aver indagato il tasso di adozione e il grado di diffusione all’interno delle aziende, il report approfondisce i principali rischi e i benefici derivanti dall’utilizzo dell’IA gen, segnalando sia una riduzione dei costi che un aumento dei ricavi nelle business unit che utilizzano questa tecnologia.

Aumenta il tasso di adozione

Negli ultimi sei anni, l’adozione dell’IA da parte delle organizzazioni intervistate era intorno al 50%. Quest’anno, l’indagine il dato è balzato al 72%. Nel 2023 l’adozione dell’IA non aveva raggiunto il 66% in nessun mercato. Quest’anno più di due terzi degli intervistati in quasi tutte le regioni affermano che le loro organizzazioni stanno utilizzando l’IA.  A livello settoriale, l’aumento maggiore dell’adozione si riscontra nei servizi professionali. La metà degli intervistati afferma che le proprie organizzazioni hanno adottato l’IA in due o più funzioni aziendali, rispetto a meno di un terzo degli intervistati nel 2023.

 

L’adozione dell’IA gen è più diffusa nelle funzioni in cui può creare il massimo valore

Il 65% degli intervistati afferma che le proprie organizzazioni utilizzano regolarmente la Gen AI in almeno una funzione aziendale, rispetto a un terzo dello scorso anno. ‘ utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte di un’organizzazione media avviene in due funzioni, il più delle volte nel marketing e nelle vendite e nello sviluppo di prodotti e servizi, oltre che nell’IT. L’aumento maggiore della sua adozione rispetto al 2023 si registra nel marketing e nelle vendite, dove l’adozione segnalata è più che raddoppiata. Solo due casi d’uso, entrambi nell’ambito del marketing e delle vendite, sono segnalati da almeno il 15% degli intervistati.

La Gen AI si sta facendo strada anche nella vita personale degli intervistati

Rispetto al 2023, è molto più probabile che gli intervistati utilizzino l’IA gen sul lavoro e ancora di più che la impieghino sia sul lavoro che nella vita privata. L’indagine rileva un aumento dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale in tutte le regioni, con i maggiori incrementi in Asia-Pacifico in Cina. Gli intervistati con i livelli di seniority più elevati, inoltre, mostrano un incremento maggiore nell’uso di strumenti di gen Al rispetto ai loro colleghi di livello manageriale medio. Guardando a settori specifici, gli intervistati che lavorano nel settore dell’energia e dei materiali e nei servizi professionali registrano il maggior incremento nell’uso della gen AI.

 

Gli investimenti nell’IA gen e nell’IA analitica iniziano a creare valore

Le risposte suggeriscono che, in molti settori, le organizzazioni hanno la stessa probabilità di investire più del 5% del loro budget digitale nell’intelligenza artificiale generativa e nelle soluzioni di intelligenza artificiale analitica non generativa. Tuttavia, nella maggior parte dei settori, una quota maggiore di intervistati riferisce che le proprie organizzazioni spendono più del 20% in IA analitica rispetto che in IA gen. La maggior parte degli intervistati (67%) prevede che le proprie organizzazioni investiranno maggiormente nell’IA nei prossimi tre anni.

Dove si stanno concentrando gli investimenti

Per quanto riguarda l’uso della Gen AI, la funzione in cui la maggior parte degli intervistati riferisce di aver registrato una riduzione dei costi è quella delle risorse umane.Gli aumenti significativi dei ricavi (superiori al 5%)  sono segnalati nella gestione della supply chain e dell’inventario. Con riferimento all’IA analitica, gli intervistati riferiscono più spesso di aver riscontrato vantaggi in termini di costi nelle operazioni di assistenza, in linea con quanto rilevato lo scorso anno, e di aver registrato aumenti significativi dei ricavi grazie all’uso dell’IA nel marketing e nelle vendite.

Inesattezza: Il rischio più riconosciuto e sperimentato nell’uso dell’IA gen

Rispetto all’anno scorso, gli intervistati sono più propensi a dichiarare che le loro organizzazioni considerano l’inaccuratezza e la violazione della proprietà intellettuale come aspetti rilevanti per l’uso dell’IA gen e circa la metà continua a considerare la cybersicurezza come un rischio. Al contrario, gli intervistati ritengono che le loro organizzazioni non considerino gli aspetti riguardanti la sostituzione dei lavoratori come rischi particolarmente rilevanti e che non stiano aumentando gli sforzi per mitigarli. In effetti, l’inaccuratteza – che può riguardare i casi d’uso in tutta la catena del valore dell’intelligenza artificiale, dai customer journey alla sintesi, fino alla codifica e ai contenuti creativi – è l’unico rischio che gli intervistati sono significativamente più propensi a segnalare le loro organizzazioni stanno lavorando attivamente per mitigarlorispetto allo scorso anno.

Alcune organizzazioni hanno già sperimentato conseguenze negative dall’uso dell’IA gen,con il 44% degli intervistati che ha dichiarato di averne sperimentato almeno una. Gli intervistati segnalano più spesso l’ inaccuratezza come rischio che ha colpito le loro organizzazioni, seguita dalla cybersicurezza e dalla “spiegabilità”. Solo il 18% afferma che le proprie organizzazioni dispongono di un Consiglio o di una Board a livello aziendale con l’autorità di prendere decisioni che coinvolgono la governance dell’intelligenza artificiale, e solo un terzo afferma che la consapevolezza dei rischi dell’intelligenza artificiale e i controlli per la mitigazione dei rischi siano tra le competenze richieste ai professionisti tech.

Come e quanto velocemente le organizzazioni stanno implementando questi nuovi strumenti di IA gen

Abbiamo riscontrato tre archetipi per l’implementazione delle soluzioni di gen AI: gli acquirenti utilizzano soluzioni disponibili a livello pubblico, gli “shaper” personalizzano questi strumenti con dati e sistemi proprietari, i creatori sviluppano i propri modelli di base da zero.

Nella maggior parte dei settori, i risultati dell’indagine suggeriscono che le organizzazioni trovano le offerte disponibili a livello pubblico applicabili alle loro esigenze aziendali, anche se molte stanno cercando di sfruttare le opportunità di personalizzare i modelli o addirittura di svilupparne di propri. Circa la metà degli utilizzi dell’IA nelle funzioni aziendali degli intervistati utilizza modelli o strumenti disponibili pubblicamente, con poca o nessuna personalizzazione. Gli intervistati nei settori dell’energia e dei materiali, della tecnologia, dei media e delle telecomunicazioni hanno maggiori probabilità di segnalare una significativa personalizzazione o messa a punto di modelli disponibili pubblicamente o lo sviluppo di modelli proprietari per rispondere a specifiche esigenze aziendali.

La maggior parte degli intervistati riferisce che le loro organizzazioni hanno richiesto da uno a quattro mesi dall’inizio di un progetto per rendere operativa la gen AI, anche se il tempo necessario varia a seconda della funzione aziendale. Dipende anche dall’approccio per l’acquisizione di tali capacità. Non sorprende che l’uso di modelli altamente personalizzati o proprietari sia 1,5 volte più probabile rispetto ai modelli disponibili pubblicamente e non disponibili, e chel’implementazione richieda cinque o più mesi.

Solo un piccolo sottoinsieme di intervistati attribuisce già più del 10% dell’EBIT delle loro organizzazioni all’uso dell’IA gen. Il 42% di questi high performer dichiara che più del 20% dell’EBIT è attribuibile all’uso dell’IA non generativa e analitica, e si tratta di aziende di diversi settori e regioni, anche se la maggior parte di loro lavora in organizzazioni con un fatturato annuo inferiore a 1 miliardo di dollari.

Foto di Igor Omilaev su Unsplash

Materie prime: una nuova era?

Materie prime: una nuova era?

di Tim Murray, Capital Markets Strategist Multi-Asset Division, T. Rowe Price

 

Negli ultimi anni, le materie prime hanno registrato una significativa sottoperformance rispetto alle azioni, in particolare dalla fine della crisi finanziaria globale del 2008-2009. Dal 1° gennaio 1981 al 30 aprile 2024, il prezzo dell’Indice S&P 500 è aumentato cumulativamente di oltre il 3.600%, mentre l’S&P GSCI, un indice dei prezzi delle materie prime, è cresciuto solo del 390%.


Questo risultato sbilanciato potrebbe aver indotto alcuni investitori a concludere che le materie prime non devono più avere spazio in un portafoglio d’investimento diversificato. Tuttavia, si sono registrati lunghi periodi in cui le materie prime hanno evidenziato risultati migliori delle azioni, in particolare nel decennio inflazionistico degli anni Settanta.

Tre tendenze da monitorare
Ci sono diverse ragioni per cui potremmo ritenere di trovarci sulla soglia di un altro periodo di solidi ricavi per le materie prime, grazie a tre “megatrend” emergenti.

La prima, la deglobalizzazione
: l’aumento delle barriere commerciali, unitamente agli sconvolgimenti delle catene di fornitura durante la pandemia di Covid, ha determinato una parziale inversione di tendenza della globalizzazione, facendo salire l’inflazione.
 
La seconda, la decarbonizzazione, poiché la spinta verso l’energia verde implica la necessità di sostituire i vecchi combustibili ad alte emissioni. È probabile che le forniture energetiche si restringano.
 
La terza e ultima, l’Intelligenza Artificiale: le applicazioni correlate all’IA richiedono un’enorme potenza di elaborazione dei computer, che potrebbe far salire la domanda di energia.

I fattori favorevoli
Si intravedono già prove della presenza di fattori favorevoli per i prezzi delle materie prime. Negli ultimi mesi, i future su rame e gas naturale hanno registrato notevoli rialzi. Al contempo, il picco della produttività nel comparto petrolifero statunitense ha il potenziale per sospingere i prezzi dell’energia. I progressi della tecnologia correlata allo scisto hanno permesso alle compagnie petrolifere di estrarre un maggior quantitativo di petrolio, anche se il numero di impianti di perforazione in servizio è diminuito drasticamente. Tuttavia, le principali misure a favore della produttività petrolifera sono calate costantemente nell’ultimo anno.

I rialzi dei prezzi delle materie prime sono stati relativamente modesti per un lungo periodo di tempo, ma ora potremmo trovarci in un nuovo contesto. Di conseguenza, ci troviamo attualmente in una posizione di sovrappeso delle azioni correlate ai real asset.

Autocarri: valorizzare gas naturale e biocarburanti

Trasporto merci: si attendono Ecobonus e misure fiscali

di Luca Sra, Delegato ANFIA per il trasporto merci 

 
La prosecuzione della crescita delle immatricolazioni degli autocarri (+23,8%) registrata
nel mese di giugno
testimonia la volontà degli operatori del settore di investire nel
rinnovo delle flotte dei veicoli destinati al trasporto merci. A fronte di un parco circolante tra i più vecchi in Europa, per realizzare concretamente
la sostituzione dei veicoli più vetusti con mezzi nuovi a basse e a zero emissioni di ultima
generazione si ribadisce la necessità di adottare una politica di sostegno al settore
dell’autotrasporto
che sia caratterizzata da una prospettiva pluriennale e da
stanziamenti adeguati, prevedendo inoltre premialità specifiche per la rottamazione di
veicoli di classe inferiore a Euro IV
in occasione dell’acquisto di un veicolo nuovo.

Tale programmazione pluriennale, come già ribadito dalle associazioni della filiera
automotive e dell’autotrasporto, dovrà operare nel rispetto del principio della neutralità
tecnologica, riconoscendo il contributo di tutte le motorizzazioni disponibili sul mercato
in grado di garantire risparmi emissivi, a partire dal gas naturale (compresso o liquefatto)
e dal Diesel, valorizzando così la filiera italiana dei rispettivi biocarburanti (biometano
e HVO).

Si rinnova inoltre l’invito a ripristinare ulteriori misure abilitanti degli investimenti
sostenibili come il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali
applicato ai veicoli
di ultima generazione.

Concorso Italiano: il più importante evento di lifestyle tricolore fuori Italia

Concorso Italiano: il più importante evento di lifestyle tricolore fuori Italia
Concorso Italiano, il più importante evento di lifestyle italiano al di fuori dell’Italia, che si svolgerà sabato 17 agosto presso il green del Bayonet & Black Horse Golf Course nella penisola di Monterey, in California, promette di essere un’occasione storica. Forte della sua ricca storia, il Concorso Italiano è in una fase di grande trasformazione. La nuova formula ha suscitato entusiasmo sia tra i partner di lunga data che tra i nuovi entranti nella famiglia di Concorso. Questo comunicato stampa svela alcuni dei principali partner automobilistici che svolgeranno un ruolo fondamentale nel plasmare l’indimenticabile celebrazione di quest’anno che avrà al centro il design, la storia e l’innovazione automobilistica italiana.
L’evento 2024 segna anche un cambiamento significativo nella leadership. Concorso Italiano è ora sotto la guida degli organizzatori di kermesse di Monterey Tanya Kosta e Samantha Tobias, tornati per offrire un’esperienza straordinaria. Con la loro leadership, il Concorso Italiano continuerà a mantenere la sua eredità come evento di eccellenza all’interno della cornice della Monterey Car Week. Inoltre, Steve Semenzato si unisce al team per guidare la direzione strategica degli eventi futuri.

Nuove entusiasmanti collaborazioni arricchiscono l’evento

Concorso Italiano quest’anno celebra alla massima potenza l’eccellenza automobilistica italiana. L’evento dà il benvenuto ai partner storici che hanno contribuito a plasmare il suo successo nel corso degli anni, abbracciando ancheentusiasmanti nuove collaborazioni con aziende e istituzioni di fama mondiale che condividono la passione per il patrimonio e l’innovazione automobilistica italiana, che debutteranno per la prima volta sul prato di Concorso nel 2024.

L’Italia, patria del design.

Quest’anno Concorso Italiano vede il debutto del leggendario atelier di design Pininfarina che lancia negli USA il suo nuovissimo programma di certificazione Pininfarina Classiche. Questa nuova iniziativa si concentra sulla meticolosa certificazione delle iconiche automobili Pininfarina. La presentazione del programma al pubblico statunitense per la prima volta al Concorso Italiano è un ulteriore esempio dell’impegno dell’evento nel mostrare la bellezza senza tempo e l’abilità ingegneristica nella storia dell’automobile in Italia, con Pininfarina sempre in prima linea.
Inoltre, i visitatori di Concorso Italiano potranno rifarsi gli occhi con una elegante esposizione di alcuni esemplari della Automobili Pininfarina Battista hyper GT fully electric, esempio illustre di design e produzione italiani e dell’avanguardia tecnologica dei veicoli elettrici.
Ad aggiungere ulteriore prestigio all’evento, l’acclamato designer automobilistico Walter De Silva si unisce al Concorso Italiano. De Silva, noto per il suo lavoro con marchi iconici come Alfa Romeo, Audi e Volkswagen, premierà personalmente l’ambito vincitore del Best in Show con un’opera d’arte appositamente disegnata. Questo trofeo unico nel suo genere incarna lo spirito dell’eccellenza e dell’innovazione del design italiano. 

Grande celebrazione del motorismo storico a Seaside

La mitica 1000 Miglia, la corsa su strada Brescia-Roma-Brescia che Enzo Ferrari etichettava come la corsa più bella al mondo, partecipa quest’anno a Concorso Italiano. L’evento sarà l’occasione per consegnare il prestigioso Spirit of 1000 Miglia, che premierà un veicolo eccezionale tra quelli esposti sul prato di Concorso Italiano che catturi l’essenza del patrimonio automobilistico italiano ed evochi l’emozionante spirito della 1000 Miglia.
Inoltre, la rinomata Collezione Lopresto, la principale collezione italiana privata di auto storiche, collaborerà con Concorso Italiano nel 2024. L’attenzione all’eccezionale significato e al valore storico dei veicoli d’epoca che guida l’attività del fondatore della collezione Corrado Lopresto coincide con i valori fondamentali di Concorso Italiano; per celebrare questa comunione di intenti, la Collezione Lopresto consegnerà il Lopresto Honorary Chairman’s Award all’auto che meglio incarnerà questi valori.
Concorso Italiano sarà anche l’occasione per presentare a un pubblico globale la Scuderia Mazzocchi, l’esclusivo club automobilistico costruito attorno all’iconica Pista di Prova di Quattroruote di Vairano (Pavia) Con sede vicino a Milano, Scuderia Mazzocchi offre servizi ed esperienze premium e su misura ai propri soci, costruendo al contempo una comunità esclusiva di persone accomunate da un amore indiscusso per i motori.
Anche il Petersen Museum, famoso in tutto il mondo, quest’anno si unisce al Concorso Italiano. La prestigiosa istituzione californiana, dedicata alla storia e all’arte dell’automobile, parteciperà a Concorso Italiano nell’ambito delle esperienze premium del suo esclusivo Road to Pebble Rally 2024, un ottimo esempio di come la conservazione della storia automobilistica vada di pari passo con le sensazioni della guida e con le occasioni di ritrovo di alto profilo per persone animate dallo stesso amore per i motori. Il Museo esporrà anche una selezione di auto iconiche della Formula 1 che hanno lasciato il segno nella storia del motorsport.
Non solo aziende e istituzioni di alto profilo, Concorso Italiano accoglierà nuovamente diversi personaggi protagonisti del mondo dei motori come il leggendario collaudatore Lamborghini Valentino Balboni, che torna sul green di Concorso per consegnare l’omonimo Valentino Balboni Award. 

I media specializzati si ritrovano a Concorso Italiano

Editoriale Domus, nota casa editrice italiana, partecipa a Concorso Italiano in qualità di media partner esclusivo. Quattroruote e Ruoteclassiche, le principali riviste italiane di automobili (cartacee e digitali) che raccontano il mondo delle auto moderne e classiche rispettivamente dal 1956 e dal 1987, racconteranno l’evento, portando la celebrazione dello spirito del design e del lifestyle automobilistico italiano presentato sul prato di Concorso fino al vasto pubblico degli appassionati italiani di motori.
Negli ultimi anni Quattroruote si è evoluta in una piattaforma media a 360 gradi e continua a informare i suoi lettori sull’evoluzione della mobilità, con un focus particolare sull’industria automobilistica italiana. Gianluca Pellegrini, Direttore di Quattroruote e Ruoteclassiche, commenta: “Alla luce della sua storia e della sua vocazione, Quattroruote è orgogliosa di collaborare con un evento come Concorso Italiano che rende omaggio allo stile, all’artigianalità e alla capacità industriale dell’Italia. Un’opportunità che ci permette anche di presentare in anteprima al pubblico globale di Concorso Scuderia Mazzocchi, un club motoristico d’élite che debutterà nel 2025 e avrà sede presso l’iconica Pista di Prova di Quattroruote, vicino a Milano”.
Passando dalle parole del giornalismo a quelle del mercato delle auto d’epoca, nel 2024 alla famiglia di Concorso Italiano si affianca anche Issimi, la piattaforma digitale che rivoluziona il modo di commercializzare auto di lusso e classiche. Offrendo una selezione curata di veicoli eccezionali e un processo di acquisto e vendita trasparente, Issimi ha ridefinito il settore. Con un’attenzione particolare alla sicurezza delle transazioni e alla qualità delle inserzioni,offre un’esperienza semplice e intuitiva sia per gli acquirenti che per i venditori di automobili di fascia alta. Una esperienza che sarà vissuta anche durante l’evento nella ISSIMI Dealer Alley, che offrirà sia ai concessionari che ai venditori privati un luogo in cui promuovere le loro auto in vendita durante la celeberrima Monterey Car Week.

Attenzione ai dettagli

Goodwool, azienda italiana specializzata in soluzioni sostenibili per la cura dell’auto che sfruttano le qualità intrinseche della lana Merino, si unisce al Concorso Italiano come partner. L’impegno dell’azienda per prodotti per la cura dell’auto di alta qualità ed ecologici per gli appassionati che cercano sia la conservazione dell’auto sia la sostenibilità si allinea perfettamente con la celebrazione del patrimonio e dell’innovazione a Concorso Italiano.
Questo impegno per l’innovazione è condiviso anche da Meguiar’s, un marchio che si è costruito una solida reputazione nel produrre una gamma completa di prodotti progettati per restaurare, proteggere e migliorare l’aspetto dei veicoli, scelti dai detailer professionisti e dai semplici appassionati di auto. Partner di lunga data di Concorso Italiano Meguiar’s tornerà anche nel 2024.
L’attenzione maniacale ai dettagli è anche uno dei pilastri fondamentali del lavoro di Drako Motors, la visionaria casa automobilistica nota per le sue innovative hypercar completamente elettriche che ha trovato ispirazione nelle radici dell’ingegneria automobilistica italiana. La sua presenza sottolinea l’impegno di Concorso Italiano nell’abbracciare l’eccellenza automobilistica senza confini, pur mantenendo al centro un forte spirito italiano.
Le partnership sopra evidenziate rappresentano solo un assaggio dell’incredibile lineup che attende i visitatori del Concorso Italiano 2024. Accanto alla splendida esposizione di automobili italiane, l’evento sarà una celebrazione multisensoriale dello stile di vita italiano. Gli ospiti possono aspettarsi una squisita cucina italiana, corner dedicati alla moda e accattivanti esposizioni di arte e design del nostro Paese.