Parola al “Terzetto”: Ursula-bis? Un grande e pericoloso pasticcio

Parola al "Terzetto": Ursula-bis? Un grande e pericoloso pasticcio

Il “Terzetto” di opinionisti (Pierluigi Bonora, Pier Luigi del Viscovo e Andrea Taschini) torna in occasione della votazione che ha visto la tedesca Ursula von der Leyen confermata per il suo secondo mandato consecutivo al vertice della Commissione UE. Una votazione che non ha tenuto conto dell’esito delle votazioni di giugno in direzione di un radicale cambio di passo.

Ursula ha assorbito i Verdi, usciti malconci dal voto, e in tema di “Green Deal” dovra’ vedersela con loro a ogni tentativo di modificare l’impostazione data dalla precedente legislatura. E se Donald Trump vincesse le elezioni  USA di novembre? Si prospettano tempi duri per questo nuovo Governo UE nato all’insegna degli accordi e degli interessi di parte.

Von der Leyen: su automotive un programma sommario

Ora Elkann e De Meo criticano l'UE: il re è nudo

di Massimo Artusi, presidente di Federauto

Complimenti e auguri a Ursula Von Der Leyen per la sua rielezione alla presidenza della Commissione europea che, però, sembra essersi materializzata sotto cattivi auspici per il processo di decarbonizzazione dei trasporti, che la rinnovata leader dell’Unione, proclama invece di voler sostenere. Nell’ambito di dichiarazioni programmatiche che in materia di Green Deal Automotive sono apparse sommarie e nelle quali, si noti bene, il trasporto merci e la logistica sono del tutto assenti (nemmeno un vago accenno).

Vengono prima riconfermati gli irrealistici target per lo stop ai motori endotermici e viene poi limitata ai carburanti sintetici (gli E-Fuel, va ricordato, graditi dai tedeschi) la timida apertura alla neutralità tecnologica concessa per le autovetture, nonostante sia ormai acclarato che l’unica strada per ottenere realisticamente una decarbonizzazione completa ed effettiva del trasporto richiede l’impiego di tutti i vettori rinnovabili, a partire dai biocarburanti (riguardo ai quali l’Italia è all’avanguardia, tecnica e produttiva, e che ci consentirebbero l’indipendenza energetica).

I biocarburanti, pur esprimendo l’esempio più virtuoso di economia circolare, “miglior pratica” giustamente richiamata nel programma del Presidente, vengono inspiegabilmente del tutto ignorati. Temiamo che questo slalom ideologico tra i paletti del realismo abbiano avuto l’unica volontà di sollecitare i voti che le servivano per conservare l’ambito ruolo al vertice dell’Unione, vanificando in pratica il principio della “neutralità tecnologica” enunciato nel suo stesso programma.

Si tratta di un approccio che genera nei fatti scelte non funzionali per l’economia europea. Per parte nostra siamo decisi a insistere con tutte le nostre forze e in tutte le sedi, nazionali e internazionali, affinché la Commissione europea non perseveri nell’errore di una continuità ideologica che non aiuta la decarbonizzazione, danneggia i cittadini, deprime l’industria e infine distrugge posti di lavoro.

Ci auguriamo, naturalmente, che nel proseguimento dell’azione della Commissione, Ursula Von Der Leyen ci smentisca con i fatti. «Già l’anno prossimo la Commissione sarà chiamata a produrre opportune proposte per promuovere i carburanti rinnovabili (tutti!) per il trasporto pesante. Ci auguriamo che, per quella data, le forze politiche più sensibili a una decarbonizzazione pragmatica e non ideologica, riescano a “raddrizzare il volante” in tempo “rimettendoci in carreggiata” da una traiettoria mal orientata. In questo avranno il nostro pieno, costante, incessante sostegno.

Auto a guida autonoma (o semi): così “apprendono” lo stile di guida del conducente

Auto a guida autonoma (o semi): così "apprendono" lo stile di guida del conducente

Registrare le abitudini di guida del conducente, per esempio il suo modo di affrontare le curve o di posizionarsi sulla carreggiata e molto altro. È questo, in estrema sintesi, l’output rilasciato da Social Self Driving, sistema realizzato dalla omonima startup innovativa incubata nel 2021 e poi insediata presso l’innovation hub ComoNExT a Lomazzo, in provincia di Como, nata per sviluppare tecnologie innovative per le auto a guida autonoma e semiautonoma.

Grazie all’apporto dell’area Innovation Financing di ComoNExT, struttura in grado di intercettare diverse fonti di finanziamento, di scrivere progetti e di seguirne tutte le fasi di sviluppo, fino alla rendicontazione, la startup innovativa Social Self Driving ottiene da Invitalia – Agenzia nazionale per lo sviluppo di proprietà del Ministero dell’Economia, un finanziamento pari a 630.000 euro. In particolare, l’operazione rientra nell’ambito del programma di Invitalia “Smart & Start Italia”, rivolto a imprese costituite da non più di 60 mesi.

Smart & Start Italia prevede che i piani industriali finanziati debbano essere compresi tra 100.000 e 1,5 milioni di euro. Dell’incentivo possono beneficiare le imprese ad alto contenuto tecnologico, orientate allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, avvalendosi di Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things. Vengono finanziati anche progetti volti alla valorizzazione dei risultati della ricerca pubblica e privata inclusi i brevetti. Le imprese che hanno già realizzato il progetto, e ricevono investimenti terzi nel capitale di rischio o un aumento del capitale da parte di soci, restituiscono fino al 50% del finanziamento. Naturalmente, il finanziamento di Invitalia costituisce un importantissimo volano per attrarre nuovi soggetti che intendano investire capitale nell’operazione Social Self Driving.

Luigi Mazzola, CTO co-fondatore di Social Self Driving, ha dichiarato: “Siamo entusiasti per l’ottenimento di questo importante sostegno da parte di Invitalia che ci permette di fare un significativo passo avanti nella nostra missione di mantenere l’essere umano, la sua identità specifica e le sue emozioni, al centro dell’esperienza di guida sulle nuove vetture autonome. Questo finanziamento ci consentirà di intensificare le attività di ricerca e sviluppo e di accelerare l’introduzione delle nostre tecnologie sul mercato. Si tratta diun progetto avviato nel 2021 e da allora cresciuto anche grazie al costante supporto di ComoNExT – Innovation Hub, che ci ha fatti arrivare fino a questo riconoscimento di una istituzione così importante come Invitalia”.

Gli fa eco Ivan Parisi, neodirettore generale di ComoNExT: “L’operazione finanziaria confermata da Invitalia in risposta al progetto presentato dall’area Innovation Financing del nostro innovation hub sta a confermare la ricchezza di opportunità e di possibilità a disposizione delle buone idee d’impresa e, d’altra parte, l’importanza da parte delle imprese stesse di affidarsi a soggetti specializzati – come ComoNExT – per poter cogliere quelle opportunità.” Aggiunge Parisi: “Social Self Driving è un esempio di quanto un’impresa possa ottenere se inserita in un ecosistema che fa dello sviluppo di idee d’impresa innovative la propria mission”.

Poiché il core business della startup si focalizza sulle auto a guida autonoma e semi autonoma, la stessa si inserisce all’interno di un mercato potenziale promettente. Secondo McKinsey, nel 2030 il giro d’affari generato dai software per la gestione di tale tipologia di mezzi sarà pari a 1.500 miliardi di dollari; in soli sei anni, il 55% delle nuove vendite sarà di auto semi-autonome e il 15% sarà a guida autonoma per un totale di circa 200 milioni di veicoli.

Volendosi misurare con tale sfida, nei prossimi 24 mesi Social Self Driving convoglierà le proprie energie nello sviluppo del brevetto d’invenzione di cui è licenziataria esclusiva, per immetterlo subito dopo sul mercato. Il software sarà in grado di registrare lo stile di guida del conducente e di riprodurlo sulle auto a guida autonoma e semi-autonoma.

La società, nata da un’intuizione dell’ingegner Luigi Mazzola (per anni nel di Team Ferrari di Formula 1 a fianco di piloti quali Prost e Schumacher), di Francesco Zanazzi e di Guido Ciapponi, attraverso l’app dedicata sarà in grado di comprendere e replicare il singolo stile di guida. Elemento innovativo del progetto è che gli stili di guida memorizzati dal software vengono a essere utilizzabili da altri utenti su mezzi dotati della app Social Self Driving.

In prospettiva, a partire da tali premesse, si verrà a creare un vero e proprio negozio virtuale (marketplace) attraverso cui gli utenti potranno condividere fra loro i propri stili di guida da scaricare sulle proprie auto autonome e semiautonome: Case automobilistiche, piloti professionisti, istruttori di guida sicura, automobilisti esperti e personaggi pubblici possono commercializzare i propri profili di guida.

In particolare, il finanziamento di Invitalia sarà destinato a portare la tecnologia di Social Self Driving sul mercato nei prossimi 24 mesi, con l’intento di contribuire in modo determinante ed innovativo al miglioramento della sicurezza stradale, mettendo a disposizione del pubblico un nuovo strumento capace di migliorare la qualità della guida delle persone.

Guido Ciapponi e Francesco Zanazzi, co-fondatori della startup, aggiungono: “L’importante finanziamento di Invitalia è una conferma della validità della nostra visione e delle nostre competenze. Con questo supporto, siamo pronti a rafforzare la nostra posizione nel panorama della mobilità autonoma e a contribuire attivamente alla trasformazione del settore, con l’obiettivo di portare entro i prossimi 24 mesi la nostra tecnologia sul mercato”.

Foto di Samuele Errico Piccarini su Unsplash