Automotive World edizione 8: disse il ministro Giancarlo Giorgetti

Automotive World edizione 8: disse il ministro Giancarlo Giorgetti

Con Massimo Ghenzer, presidente di Aretè, torniamo a commentare le frasi più a effetto in tema di automotive pronunciate da manager, imprenditori e politici.

 Automotive World è una iniziativa del magazine “Auto”, diretto da Andrea Brambilla, alla sua ottava edizione. E questa è la terza di 5 puntate. Ma ecco le parole di Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze, sulle quali io e il presidente Ghenzer ci siamo concentrati:

“I target della elettrificazione a 2035 non stanno avendo effetti risolutivi né su domanda né sull’offerta di veicoli elettrici, con il rischio di rallentare gli investimenti del settore nel suo complesso”.

Digital e AI strategiche per la crescita: più investimenti e più competenze per essere competitivi

Digital e AI strategiche per la crescita: più investimenti e più competenze per essere competitivi

“Viviamo un contesto che ci pone una serie di sfide di eccezionale complessità: tra le partite più importanti c’è quella della transizione digitale e tecnologica. Il potenziale della trasformazione digitale, trainata dall’intelligenza artificiale e dall’ecosistema delle altre tecnologie, infatti, può accrescere la competitività in tutti i settori, favorendo la crescita dell’Italia e uno sviluppo più inclusivo a livello globale”. Lo ha dichiarato Fabio Pompei, Ceo di Deloitte Italia, intervenendo alla Camera dei Deputati nel corso dell’evento “La transizione digitale fra tecnologia, economia e demografia verso un nuovo ecosistema finanziario”.

Secondo il report “B7 Flash” di Deloitte e Confindustria, pubblicato in occasione della Ministeriale “Industria, Tecnologia e Digitale del G7”, la digitalizzazione indotta dalle nuove tecnologie è un fattore sempre più strategico, essenziale in ogni settore. Nel 2022, in Europa il 69% delle aziende manifatturiere ha adottato tecnologie digitali avanzate e il dato sale al 98% nella media dei 4 principali economie del G7 Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti.

 

Nel 2023, le aziende digitalmente più evolute hanno registrato un EBIT maggiore del 6% rispetto a quelle meno mature. Il dato evidenzia la centralità di tali investimenti per produttività e crescita. Inoltre, si prevede che gli investimenti globali per la trasformazione digitale raggiungeranno i 3.400 miliardi di dollari nel 2026 e il mercato dell’AI raggiungerà i 373 miliardi di dollari nel 2024, che diventeranno 946 miliardi di dollari entro il 2030.

“L’intelligenza artificiale”, ha detto Pompei, “si distingue e si distinguerà sempre più come il principale catalizzatore della trasformazione della nostra era, detenendo un enorme potenziale per incrementare produttività, competitività e crescita. È la tecnologia che, nei prossimi anni, più di tutte consentirà l’efficientamento della produzione, dell’utilizzo di risorse e la riduzione dei costi, grazie all’automazione e al supporto decisionale derivante da analisi accurate e tempestive di grandi quantità di dati. L’intelligenza artificiale generativa, poi, potrà offrire soluzioni per affrontare le sfide poste da una popolazione in calo e in continuo invecchiamento, aspetto particolarmente rilevante nel nostro Paese”.

Secondo i dati dell’Osservatorio sulle prospettive delle PMI in Italia di Deloitte Private, la business solution dedicata al mondo private, l’importanza del processo di trasformazione digitale per le aziende del Made in Italy è crescente. Così, secondo il 71% delle aziende intervistate da Deloitte, la tecnologia può aumentare la competitività e aprire a opportunità di business al di là del settore in cui già si opera e già più della metà degli intervistati (56%) si dichiara impegnato a ripensare le proprie politiche di innovazione per garantire la transizione digitale nei prossimi 5 anni.

Per stare al passo con la competizione globale, secondo il Ceo di Deloitte, bisogna accelerare anche sulle competenze digitali e tecnologiche: “In un contesto in continua evoluzione, è fondamentale investire nello sviluppo di competenze. Nell’ambito di Impact For Italy, il programma strategico di Deloitte che vuole contribuire allo sviluppo dell’Italia del futuro, abbiamo dato vita all’Osservatorio STEM promosso da Fondazione Deloitte e dal Programma di Politiche Pubbliche di Deloitte. Dal nostro Osservatorio emerge chiaramente che se, da un lato, le competenze STEM sono sempre più importanti, dall’altro, in Italia gli iscritti a corsi di laurea scientifico-tecnologiche non crescono: in dieci anni la percentuale di immatricolati STEM è salita solo di un punto percentuale. E il gender gap non si è ancora chiuso: sul totale degli iscritti a percorsi d’istruzione terziaria in ambito STEM le donne sono solo il 10% della popolazione studentesca», commenta Pompei.


“In questo quadro, invertire la rotta non solo è doveroso, ma è anche possibile, intervenendo su tre leve di azione: universalizzare le STEM; intervenire sulle barriere socio-economiche e di genere che ostacolano un equo accesso a queste discipline; investire sulla formazione continua”, conclude Pompei, sottolineando l’importanza delle competenze STEM in un mondo in cui la corsa tecnologica è sempre più decisiva nel ridisegnare lo scenario economico e sociale.

Volkswagen GTI: la gamma sportiva tedesca regina al GTI Fan Fest 2024

Volkswagen GTI: la gamma sportiva tedesca regina al GTI Fan Fest 2024

di Gaetano Scavuzzo (Motorionline)

Appuntamento nel week-end 26-28 luglio a Wolfsburg

 Come ogni anno in estate arriva il momento più atteso per i tanti appassionati delle Volkswagen GTI con l’evento-raduno che celebra il mito della gamma sportiva tedesca, diventata un’icona nel quasi mezzo secolo attraversato dalla Golf GTI modello che fece il suo debutto per la prima volta nel settembre 1975.

Il GTI Fan Fest 2024, la grande festa che rende omaggio alle Volkswagen GTI è in programma per il week-end, da venerdì 26 a domenica 28 luglio, a Wolfsburg, presso l’area della Volkswagen Arena, che accoglierà fan delle versioni GTI, con quelle tre lettere che sono diventate simbolo identitario attorno al quale si è creata e sviluppata la comunità di appassionati dell’animo più sportivo, dinamico e orientato alle prestazioni del costruttore tedesco.

Al GTI Fan Fest 2024, dove parteciperanno oltre 700 proprietari provenienti da diversi Paesi, verranno presentate le ultime novità della gamma GTI, con la tre giorni di Wolfsburg che sarà animata da spettacoli, musica e raduni dei club.

 

Cinquant’anni di GTI con proiezione al futuro

Ci sarà ovviamente spazio per la storia delle GTI che ha attraverso gli ultimi cinquant’anni del settore auto, con l’esposizione delle Golf GTI di tutte le otto generazioni della best-seller Volkswagen prodotte fin qui. A loro fianco ci saranno anche le versioni GTI di Lupo, Polo e Up!. Sguardo alla gloriosa tradizione, ma anche al presente e al futuro elettrico con le varianti GTX dei modelli a batteria ID. e l’anteprima della Volkswagen ID.GTI Concept.

 

Tuning, show car e parata

Altra grande attrazione della GTI Fan Fest 2024 sarà quella relativa al mondo del tuning e della personalizzazione con la presentazione del “Thunder Bunny” realizzato dall’influencer Jean Pierre Kraemer, alias JP Performance, di speciali show car Volkswagen e creazioni esclusive di Volkswagen Performance. Oltre agli spettacolari food truck e ad una speciale personalizzazione GTI di sneaker, uno degli eventi clou della manifestazione sarà la parata, in programma domenica pomeriggio, alla quale parteciperanno circa 200 modelli GTI e R.

Foto logo ufficiale manifestazione

Da 31 associazioni imprenditoriali alla futura UE: ecco come stimolare competitività e la prosperità

Da 31 associazioni imprenditoriali alla futura UE

In una nota, ACEA, l’Associazione europea dei costruttori di autoveicoli, informa che una coalizione di 31 importanti associazioni imprenditoriali europee si è riunita per chiedere una politica commerciale ambiziosa e aperta a sostegno della competitività e della prosperità economica dell’UE. In una dichiarazione congiunta, sottolineano l’importanza dell’apertura commerciale nel promuovere la crescita economica, creare posti di lavoro e rafforzare la resilienza di fronte alle sfide globali.

Il commercio- rimarca ACEA – rimane una pietra angolare della forza economica dell’UE, sostenendo direttamente un posto di lavoro su cinque nell’UE attraverso le esportazioni. Offre vantaggi significativi ai consumatori ampliando le scelte – un sentimento condiviso dal 60% degli europei – e attira investimenti esteri che guidano la crescita e l’innovazione. Inoltre, strategie diversificate di approvvigionamento ed esportazione rafforzano la capacità dell’UE di affrontare e superare le crisi.

Questi fatti rafforzano la necessità di mantenere l’apertura e la crescita come componenti fondamentali della politica commerciale dell’UE. Per raggiungere questo obiettivo è necessario dare deliberatamente priorità alle politiche che aprono mercati nuovi e diversificati attraverso accordi commerciali e riducono le barriere tecniche al commercio.

Nella loro dichiarazione congiunta, le 31 associazioni delineano la loro visione per una politica commerciale dell’UE di successo nel prossimo ciclo istituzionale. Il principale appello all’azione della coalizione è quello di rafforzare l’apertura commerciale perseguendo nuovi e rinnovati accordi commerciali per migliorare l’accesso al mercato.

Inoltre, la coalizione sostiene la nomina di un Commissario dedicato al Commercio per supervisionare questa competenza esclusiva dell’UE, garantendo una leadership mirata e una direzione strategica.

La coalizione invita l’UE a continuare a sostenere l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e il sistema internazionale basato su regole, che sono fondamentali per garantire un ambiente commerciale equo e prevedibile.

Infine, la coalizione per il commercio aperto richiede una maggiore collaborazione con i partner dei Paesi terzi e una diplomazia commerciale più solida per sostenere un’ambiziosa politica commerciale aperta.

La coalizione crede fermamente che queste priorità legate al rafforzamento dell’apertura commerciale, alla nomina di un commissario commerciale dedicato, al sostegno dell’OMC e al rafforzamento della cooperazione e della diplomazia commerciale siano cruciali affinché l’UE possa mantenere la sua leadership economica globale e garantire un futuro prospero ai suoi cittadini.

 

Foto di Guillaume Périgois su Unsplash

 

 

Nuova UE: ora si faccia chiarezza su politiche green e doganali

Appello al Governo: riformare in modo strutturale la fiscalità delle auto aziendali

di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE

 

Nel giorno in cui Ursula Von der Leyen è stata rieletta Presidente della Commissione Europea, UNRAE esprime l’auspicio che, una volta insediati tutti gli organi competenti, si possa fare al più presto chiarezza sulle politiche ambientali e doganali della UE, che influenzano profondamente strategie industriali e investimenti delle Case automobilistiche, in un contesto di transizione complesso dove operatori e clienti hanno più che mai bisogno di certezze.

Passando all’ambito nazionale, lo scorso 1° luglio l’Italia ha trasmesso alla Commissione Europea il testo definitivo e aggiornato del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC). Il documento evidenzia testualmente che è molto incerta la traiettoria di evoluzione della mobilità, intesa non solamente come livello di diffusione e vettore energetico impiegato, ma anche come distribuzione territoriale, tipologie di infrastrutture di ricarica e abitudini degli utenti.

 

Questa posizione appare in contrasto con la previsione, riportata dal Piano stesso, di un parco circolante di 6,6 milioni di vetture ricaricabili nel 2030: un obiettivo ben lontano dal materializzarsi in assenza di una strategia chiara e di risorse sostanziose.

In particolare, è urgente che venga definita e implementata una strategia sui supporti alla transizione energetica, con un orizzonte temporale di almeno 2-3 anni. Questo permetterebbe a consumatori e imprese di programmare gli acquisti, evitando che nuovi stop & go creino incertezze al mercato.

UNRAE ribadisce, inoltre, la necessità di intervenire sul regime fiscale delle auto aziendali, fermo in Italia agli anni ’90, che penalizza tutte le imprese italiane nel confronto con le concorrenti europee. Fondamentale agire su detraibilità IVA e deducibilità dei costi, modulandole in funzione delle emissioni di CO2, riducendo anche il periodo di ammortamento a 3 anni.