Ecobonus partiti: bene, ma ci sono altri nodi da sciogliere

Transizione energetica: accelerare con misure concrete

di Michele Crisci, presidente di UNRAE

Dopo mesi di attesa, sabato 25 maggio è stato pubblicato in “Gazzetta Ufficiale” n.121 il DPCM 20 maggio 2024 che rende operativi i nuovi incentivi da quella data.

Il 3 giugno, con 4 mesi di ritardo dall’ufficializzazione dei nuovi incentivi, è stata aperta la piattaforma Invitalia per il caricamento degli ordini raccolti, e i fondi resi disponibili per la fascia 0-20 g/km sono praticamente già esauriti.

Scopriamo, inoltre, con sorpresa il giorno dell’apertura della piattaforma che non sono stati resi disponibili tutti i fondi previsti per le autovetture: mancano ben 178,3 milioni. Per farlo sarà adesso necessaria l’emanazione di un DPCM apposito, che auspichiamo avvenga nel più breve tempo possibile, per evitare l’ennesimo periodo di incertezza che si prospetta per il mercato.

Sui nuovi incentivi, quindi, l’UNRAE da un lato esprime soddisfazione per l’accoglimento della maggior parte delle richieste portate all’attenzione del Governo, come l’innalzamento degli incentivi unitari e l’inclusione delle persone giuridiche con bonus ad importo pieno. Dall’altro lato manifesta forti preoccupazioni per le distorsioni che si potranno generare sul mercato.

Inoltre, auspica che venga indicata presto una strategia chiara sui supporti alla transizione, con un orizzonte di 2-3 anni, per consentire a consumatori e imprese di programmare gli acquisti ed evitare che lo stop & go crei ulteriori danni al mercato.
Secondo le stime UNRAE, considerando tutti i 952,5 milioni previsti dalla nuova formulazione, saranno incentivate circa 316.000 vetture (di cui circa il 12% nella fascia 0-20 g/km, l’11% in quella 21-60 g/km e il 77% nella 61-135 g/Km), senza però generare volumi aggiuntivi al mercato.

Ma per favorire la transizione energetica, come insistiamo da tempo, risulta indispensabile riformare il trattamento fiscale delle auto aziendali in uso promiscuo, attraverso i decreti attuativi della Delega Fiscale, agendo su detraibilità IVA e deducibilità dei costi in funzione delle emissioni di CO2, e riducendo il periodo di ammortamento a 3 anni.

Riguardo a questo tema auspichiamo che vengano convocati quanto prima i Tavoli interministeriali dedicati alle strategie del settore automotive ed in particolare alla fiscalità, al fine di rilanciare la competitività delle imprese italiane e valorizzare il contributo che le stesse, con il veloce ricambio dei veicoli aziendali, possono fornire per accelerare il rinnovo del parco circolante.

Ci auguriamo, infine, che i nuovi testi normativi possano stimolare una più ampia partecipazione da parte degli operatori, risolvendo le problematiche che hanno portato alla loro scarsa adesione soprattutto in ambito extra-urbano. L’obiettivo è garantire il pieno utilizzo delle risorse stanziate per lo sviluppo di infrastrutture di ricarica capillari anche sulle superstrade. Auspichiamo, inoltre, che si possano ottenere una maggiore pluralità di operatori e una riduzione dei costi delle ricariche, che ultimamente hanno subìto incrementi di prezzo sostenuti e difficilmente giustificabili.

Corso D6 Drive Responsibly per Fleet Manager Responsabili: come migliorare le competenze di guida

Corso D6 Drive Responsibly per Fleet Manager Responsabili: come migliorare le competenze di guida

Nel cuore della pittoresca provincia di Siena, precisamente a San Luigi a Monteriggioni, il 22 e 23 maggio ha avuto luogo la prima edizione del Corso di Guida per Fleet Manager Responsabili. Questo evento, sebbene non si sia svolto su un circuito, ha saputo offrire un’esperienza completa e significativa attraverso due giornate intense di consulenza ed esercitazioni teorico-pratiche, pensate appositamente per i decisori aziendali.

L’iniziativa ha permesso ai partecipanti di immergersi nel rinomato “Metodo Ciuffi”, affrontando tematiche fondamentali come il quadro giuridico, la responsabilità sociale e ambientale, la sicurezza e il benessere dei dipendenti. Le evidenze scientifiche e l’esperienza sul campo dimostrano da anni quanto la formazione continua sia essenziale per aggiornare le competenze dei conducenti, specialmente in materia di sicurezza stradale, nuove tecnologie e sostenibilità. Queste indicazioni sono sostenute dai principali enti del settore e dalla Commissione europea. Tuttavia, in Italia, in assenza di obblighi formativi nazionali specifici, solo le organizzazioni più avanzate e lungimiranti scelgono di investire nella formazione dei dipendenti, promuovendo la cultura della guida sostenibile come elemento di responsabilità sociale e attenzione al benessere dei collaboratori.

Tra i partecipanti spiccavano nomi come Ricciardo Muradore, di Beiersdorf Italia; Nicola D’Onofrio, di Bomi Group; Alessandro Benoldi, del Cedacri Group; Luca Scafidi, di Chanel Italia; Michele Ceccarelli, di Madilo; Leonardo Artico, di MOTUS-E; Piero Di Matteo, esperto in Ingegneria dei Trasporti e Fleet Management; Pasquale Mongo, di Poste Italiane; Francesco Bellitta, di Ricoh Italia; Silvio Fornera, di Sammontana. Questi professionisti hanno potuto condividere le loro esperienze e valutare l’impatto positivo della formazione sulla gestione delle flotte aziendali.

Il corso personalizzato, già apprezzato da molti conducenti di flotte aziendali e recentemente anche da giornalisti, si basa sull’innovativo “Metodo Ciuffi”. Paolo Ciuffi, pilota professionista dal 1989 e istruttore di guida responsabile dal 1991, insieme al suo team offre un approccio didattico specifico che valorizza l’insegnamento sulle strade quotidiane. Con una combinazione di simpatia, aneddoti sportivi e una forte dedizione alla formazione, Ciuffi e il suo team si concentrano sugli aspetti cruciali che migliorano la guida quotidiana di qualsiasi veicolo.


I vantaggi chiave del “Metodo Ciuffi”

Sicurezza migliorata: Nuove tecniche e una mentalità innovativa rendono l’ecosistema stradale più sicuro per tutti.
Benessere degli automobilisti: Riducendo lo stress e migliorando il benessere psicofisico, la guida diventa meno faticosa e più piacevole.
Efficienza nei consumi: L’implementazione del Metodo D6 può ridurre i consumi di carburante fino al 35% e l’energia delle batterie fino al 55%.
Minori costi di manutenzione: Riduzione dell’usura di freni, trasmissione, motore e pneumatici, con conseguenti minori costi di manutenzione e maggiore valore residuo dei veicoli.
Riduzione dei costi assicurativi e di noleggio: Diminuzione del rischio di incidenti e conseguente abbassamento delle spese assicurative e di noleggio.

La formazione D6 Drive Responsibly rispetta le normative del D.Lgs. 81/2008 sulla salute e sicurezza sul lavoro, i requisiti INAIL e le norme ISO 39001, ISO 45001, ISO 14001, ISO 14064 e ISO 9001. La qualità del programma è stata verificata e approvata da associazioni come Lorenzo Guarnieri Onlus e Gabriele Borgogni Onlus.

Tra i numerosi clienti che hanno beneficiato del Metodo Ciuffi si annoverano aziende come Biofer, Birindelli, Boehringer Ingelheim, Brandini, Comune di Firenze, DGA Spa, DHL, Enegan Spa, Eurocar, Gucci, Ifoa, Knauf, L’Elettrica Spa, Lilly, MEF, Schneider Electric, Sonepar e Vigili Giurati. Con 20 istruttori professionisti e oltre 30.000 formazioni erogate, il corso D6 Drive Responsibly offre 18 diverse soluzioni formative per soddisfare le esigenze di ogni azienda.

Foto archivio D6 Drive Responsibly

Riconoscimento mondiale: De Silva è Ambasciatore del Made in Italy

Riconoscimento mondiale: De Silva è Ambasciatore del Made in Italy

Un nuovo riconoscimento per la carriera di Walter De Silva, che, dopo il Compasso d’Oro, il prestigioso premio alla carriera attribuito dall’ ADI (Associazione italiana per il disegno industriale) nel 2011,  è entrato a far parte della Comunità Altagamma, in qualità di socio onorario e Ambasciatore dell’eccellenza italiana del mondo.

L’ufficialità è stata proclamata nel corso della cena di gala, tenutasi nella splendida cornice di Palazzo Colonna a Roma,  alla vigilia della Giornata Altagamma 2024 che si è svolta alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

L’importante riconoscimento è stato attribuito a De Silva che “…nel corso dei decenni – si legge nella motivazione – ad alcune tra le più iconiche creazioni nel mondo dell’automobilismo che, universalmente riconosciute, contribuiscono ad arricchire la lunga e nobile tradizione del design italiano”.

“Sono particolarmente orgoglioso di questa onorificenza – ha dichiarato Walter De Silva – perché quello di promuovere l’eccellenza italiana è un compito che ho sempre svolto, nella mia lunga carriera, che ad un certo punto della vita  mi ha portato dapprima in Spagna e poi in Germania. Anzi, voglio sottolineare che non ho semplicemente lavorato per un Gruppo tedesco, ma ho esportato il Made in Italy e il design italiano in quel tipo di cultura industriale completamente diversa dalla nostra, cercando di divulgare il culto della bellezza, che è la mia prima fonte di ispirazione ogni volta che prendo in mano la matita”.

La Fondazione Altagamma riunisce dal 1992 le migliori imprese dell’Alta Industria Culturale e Creativa che promuovono nel mondo l’eccellenza, l’unicità e lo stile di vita italiani. Unica per la sua trasversalità, Altagamma accoglie 119 brand dei 7 settori della moda, del design, della gioielleria, dell’alimentare, dell’ospitalità, dei motori e della nautica con l’obiettivo di contribuire alla crescita e alla competitività delle imprese dell’industria culturale e creativa italiana, offrendo così anche un contributo allo sviluppo economico del Paese.

Proprio in questo contesto si inserisce il rinomato Atelier di Design di  Walter De Silva, che recentemente ha adottato una nuova identità aziendale con l’intento di stabilire un punto di riferimento per un Design esemplare, affidabile ed eccellente che combini perfettamente bellezza e funzionalità.

Foto da ufficio stampa De Silva

 

 

CO2 e dintorni: quante sciocchezza ci raccontano

L'auto in Italia: perché i dati devono essere ben interpretati

di Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia

Un’evidenza che continua a farmi riflettere è il valore di CO2 medio del venduto. Ci hanno detto che il Diesel è cattivo e che il benzina più o meno ibridizzato, anzi, le plug-in e soprattutto le elettriche, avrebbero ridotto questa cattivissima CO2.

A parte PHEV e BEV che non si vendono e le full hybrid che stanno quasi al 15% del mercato, il Diesel sì è stato abbandonato, non per scelta dei consumatori, perché se ci fossero ancora modelli di fascia bassa a listino andrebbero via come il pane. Quindi oggi benzina 54%, diesel 20% uguale CO2 media 122,5 g/km. Solo 2 anni fa, benzina 48%, diesel 25% uguale CO2 media 119,8 g/km. Quante sciocchezze ci raccontano…”.

Foto archivio Salvatore Saladino