L’energia “pura” di Honda invade i Giardini dell’Eden

di Luca Talotta

Parlare oggi di energia pura può avere i suoi vantaggi. Ma che cosa si intende davvero con questo termine? Quale, tra quelli esistenti, può definirsi davvero pura come energia? Abbiamo deciso di portare questo quesito in una location incredibile, i Giardini dell’Eden. O meglio, non l’abbiamo fatto noi, ma l’ha fatto Honda. La Casa giapponese ha infatti organizzato una serata, denominata “Pure Power Honda”, a Roma, per presentare la sua gamma di SUV. E ha scelto la location “I Giardini dell’Eden”, che si trova nel piazzale antistante lo stadio Olimpico.

 

Un accostamento niente male di termini, l’energia pura e l’Eden. Il paradiso terrestre, lì dove di energia, se c’era, era per forza di cose pura. Honda ha deciso di accostare questa terminologia alla sua gamma di SUV, tutta presente all’evento: tra drink, cibo, balli scatenati e il sound tra disco e sassofono di Jimmy Sax, guest star della serata, si sono messi in mostra soprattutto loro: Honda CR-V Hondra ZR-V, entrambe vetture ibride, oltre all’elettrica pura Honda E:NY1.

Ferrari Roma Spider: dedicata alla nuova “Dolce Vita”

di Roberta Pasero

Come si costruisce un sogno? Enrico Galliera, direttore commerciale e marketing di Ferrari, spiega il progetto Roma che dopo la versione coupé si completa ora con la spider ispirata e dedicata alla nuova Dolce Vita.

E racconta come quest’auto dalla bellezza senza tempo, dall’eleganza non sfacciata, meno aggressiva, si inserisca nella strategia Ferrari.

Con uno sguardo già al futuro quando nel 2025 verrà lanciata la prima elettrica del Cavallino rampante.

Auto elettriche in Italia: incentivi da rivedere e norme da emanare

di Andrea Cardinali, direttore generale di UNRAE

 

È inappropriato ogni parallelo con l’evoluzione dei sistemi incentivanti in corso laddove il mercato ha ormai iniziato a camminare sulle proprie gambe. Infatti, la bassa diffusione dei veicoli elettrici nel mercato italiano rispetto agli altri Major Markets, oltre che dalle insufficienti infrastrutture di ricarica, dipende proprio dal ritardo nell’attivazione dei sistemi incentivanti. Questi sono in vigore da 7 anni in Germania, 12 nel Regno Unito, 13 in Spagna, 14 in Francia.

 

In Italia, invece, lanciati nel 2019 quando praticamente non ebbero nemmeno il tempo di iniziare a funzionare, gli incentivi hanno dispiegato il loro pieno effetto solo nel biennio 2020-21, per poi essere affossati già a partire dal 2022 con modifiche che ne hanno sterilizzato l’effetto.

 

In conclusione, come confermato costantemente dal trend asfittico delle immatricolazioni di ECV, e in previsione di un avanzo di quasi 600 milioni cumulato tra 2022 e 2023 a causa delle ben note storture, è sempre più urgente rivedere l’impianto degli incentivi all’acquisto di vetture a zero e basse emissioni, senza dimenticare la revisione della fiscalità sull’auto aziendale.

 

Le stime di UNRAE indicano in circa 26 anni il ciclo di sostituzione del parco auto circolante, composto per 1/4 da vetture ante Euro 4 con più di 17 anni di anzianità: una condizione assai critica, che rende molto lunga la strada della decarbonizzazione e della messa in sicurezza.

 

Quanto alle infrastrutture di ricarica la situazione al 30 giugno vede l’Italia al 15° posto nella graduatoria dei 31 Paesi europei per capillarità della rete pubblica, molto lontana dai Paesi leader ma anche da alcuni grandi mercati.

 

Peraltro, dei 36.389 punti di ricarica censiti, oltre il 15% è stato installato nei primi 6 mesi del 2023, quindi non ha potuto influire in alcun modo sul mercato di quest’anno.

 

Per tali motivi è necessario accelerare ulteriormente, consentendo a tutti gli operatori di accedere con proposte adeguate ai bandi MASE, in particolare quelli in ambito extraurbano, che nel primo bando non hanno trovato nessun offerente idoneo.

 

Inoltre, attendiamo ancora che il MIMIT emani le norme attuative del DPCM 4 Agosto 2022, necessarie a beneficiare dei 40 milioni annuali di incentivi per l’acquisto e l’installazione di colonnine di ricarica in edifici residenziali.

 

Attendiamo addirittura le norme relative ai 90 milioni stanziati tre anni fa per imprese e professionisti dal DL 14 Agosto 2020, per i quali non sono mai state aperte le richieste di accesso ai fondi da parte del MASE.