Auto elettrica: un problema di consapevolezza

Ignazio Visco, Copyright: European Central Bank - LaPresse - Alessandro Ghirelli

di Ignazio Visco, governatore di Bankitalia
(dal Festival dell’Economia di Trento)

L’ Italia e l’Europa sull’auto elettrica sono rimaste indietro. È mancata la consapevolezza dell’importanza dell’innovazione in questo campo. Nell’innovazione digitale la leadership non è sicuramente europea. È difficile aspettarsi che l’innovazione provenga da imprese europee, ma possiamo rientrare in tante aree e sviluppi che neppure immaginiamo. Serve però unità, coesione e condivisione degli obiettivi.

La questione auto è esemplificatrice del problema. Nel 2015 ci fu una lunga discussione sul Dieselgate e a Parigi ci fu una Cop importantissima. Già allora l’Asia era diventata il massimo produttore di automobili al mondo. Da, noi all’epoca, Sergio Marchionne diceva che l’auto elettrica era di là da venire e che non faceva investimenti sull’auto elettrica. Tuttavia. anche se la Fiat li avesse fatti mentre non li facevano gli altri, sarebbe stato un problema. È mancata in Europa la consapevolezza dell’importanza dell’innovazione in questo campo.

Due ruote: qui l’elettrico vola davvero

Continua la crescita del mercato delle due ruote a motore in Italia. A maggio, malgrado il maltempo, le immatricolazioni di moto, scooter e ciclomotori hanno infatti fatto registrare un solido +11,8% sullo stesso periodo dell’anno scorso. E per il quinto mese consecutivo i numeri diffusi da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) riportano un incremento a doppia cifra, certificando l’andamento positivo del 2023. Una tendenza che, secondo gli ultimi dati di vendita raccolti da ACEM, l’associazione europea dei costruttori, conferma il nostro Paese come primo mercato dell’Eurozona.

Entrando nel vivo dei numeri, come anticipato, il mercato di maggio cresce dell’11,84% sullo stesso periodo del 2022, facendo segnare 42.884 nuove registrazioni. Molto equilibrata la performance dei segmenti, con gli scooter che crescono del 12,2% e targano 22.372 mezzi, le moto che vedono crescere i loro volumi del 11,38%, pari a 18.198 veicoli immatricolati, e i ciclomotori che, dopo un inizio d’anno difficoltoso, recuperano la propria vitalità e crescono del 12% con 2.314 unità vendute.

Il mercato cumulato cresce di un quinto (+20,6%), rispetto allo stesso periodo del 2022, mettendo in strada 159.069 veicoli. Il risultato più brillante resta quello degli scooter che segnano una crescita del 29,56% e targano 78.872 mezzi; seguono le moto con una performance del +15,13% pari a 72.510 unità; infine, recuperano progressivamente terreno i ciclomotori che passano dal -34% di gennaio al -4,38 di maggio, immettendo sul mercato 7.687 mezzi.

Molto lusinghiero il risultato del mercato elettrico, che sembra essersi ripreso dagli affanni di inizio anno: nel mese di maggio, infatti, i veicoli a zero emissioni segnano un incremento del 44,84% e 1.809 veicoli venduti, trascinati dal segmento dei ciclomotori, che, anche grazie ai volumi portati dalle commesse, registrano una performance del +136,76% e 876 unità.