MIMO: terza edizione dal 15 al 18 giugno 2023

La 3ª edizione di MIMO si svolgerà dal 15 al 18 giugno 2023 tra Milano e l’Autodromo Nazionale Monza, con un format rinnovato e coinvolgente che verrà svelato nelle prossime settimane. MIMO 2023 sarà un evento a trazione dinamica che ospiterà la più grande area test drive mai realizzata all’interno dell’Autodromo Nazionale Monza, con chilometri di percorsi adatti alle due e alle quattro ruote di ogni segmento e categoria di mercato: Suv, city-car, modelli per neopatentati, auto di famiglia.

 

In un contesto in cui il rinnovamento del parco auto diventa uno dei primi obiettivi del sistema automotive, MIMO propone un evento gratuito per il pubblico in cui provare e confrontare in tutta sicurezza tutti i nuovi modelli di auto e moto proposti dai costruttori, in circuiti city, cross country, ad alta velocità, in viabilità ordinaria. L’Autodromo Nazionale Monza si trasformerà in una città dei motori dedicata a un target di giovani e famiglie che, oltre all’area test drive, proporrà sfilate, aree tematiche, street food e intrattenimento. Nel centro di Milano saranno confermati l’esposizione degli ultimi modelli dei brand, le sfilate di auto green, classiche di pregio, supercar e hypercar, regine del motorsport, i convegni e gli approfondimenti con addetti ai lavori e media.

 

Andrea Levy,presidente di MIMO: “MIMO 2023 sarà un’edizione dinamica, ricca di occasioni per i brand di incontrare direttamente il pubblico, facendo conoscere e testare i nuovi modelli immessi sul mercato di tutte le motorizzazioni. L’innovazione e la tecnologia hanno permesso alle Case di proporre motori a basse emissioni e con MIMO il pubblico le potrà conoscere e capirne le caratteristiche, scegliendo quella che meglio si adatta alle proprie esigenze”.

 

Alessandra Zinno, direttrice generale Autodromo Nazionale Monza: “Un terzo anno di collaborazione tra Autodromo Nazionale Monza e MIMO, una nuova edizione ancora più coinvolgente per il pubblico che potrà godersi la manifestazione e lo spettacolo, scoprendo tutte le potenzialità che offre il Tempio della Velocità, con una costante attenzione al patrimonio naturale del Parco di Monza e alla sua storicità”.  

Transizione energetica: quali impatti sul prezzo del carbonio

S&P Global Ratings fa il punto sulle politiche governative volte alla transizione delle economie verso emissioni nette zero sono destinate ad aumentare a livello globale, vista l’urgenza di mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici. È probabile che queste includano una forma di regolamentazione del prezzo del carbonio, una delle leve politiche utilizzate da alcuni governi per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Molti economisti sostengono che le politiche di “carbon pricing” siano una delle leve politiche più efficienti per incoraggiare la riduzione delle emissioni di gas serra. Da un punto di vista economico, esse forniscono incentivi diretti alle famiglie e alle imprese affinché considerino il costo ambientale delle emissioni di carbonio.

 

Attualmente sono in vigore relativamente poche normative sul prezzo del carbonio, che coprono meno di un quarto delle emissioni globali di gas serra. I mercati di carbonio più grandi per estensione delle emissioni si trovano nell’UE e in Cina, mentre altri riguardano, tra gli altri, il Regno Unito, Canada, alcuni Stati degli USA e l’Asia. Il prezzo del carbonio nell’UE è oggi di circa 80 euro/tCO2e, sostenuto dal pacchetto ambientale Fit for 55 e dalla spinta generata dal conflitto Russia-Ucraina e dalla relativa crisi energetica.

 

S&P Global Ratings prevede che il prezzo delle quote di carbonio dell’UE supererà i 100 euro/tCO2e a partire dal 2025, man mano che l’UE accelererà la sua transizione verso l’azzeramento delle emissioni. Le considerazioni politiche ed economiche, come l’accessibilità economica, sono più orientate verso un’applicazione graduale e localizzata delle politiche di “carbon pricing”, piuttosto che verso un prezzo globale unico del carbonio.

 

Settori come quello dei servizi pubblici, dei materiali, dell’energia e dei trasporti sono tra quelli a più alta intensità di carbonio in termini di emissioni dirette. Le aziende meglio preparate ad affrontare un aumento dei prezzi del carbonio possono godere di una maggiore possibilità di adeguamento delle proprie attività e di una posizione competitiva più forte.  Per il resto del 2022, gli ulteriori sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina avranno probabilmente un impatto sulle emissioni del settore energetico dell’UE, in quanto gli Stati membri cercheranno di ampliare la capacità di produzione a carbone e le importazioni di GNL, più inquinanti, per soddisfare la domanda a breve termine, in risposta alle potenziali restrizioni delle importazioni di petrolio e gas dalla Russia. Per i Paesi dell’UE, in particolare, gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione continueranno a essere gestiti a fronte di altre priorità, come la sicurezza energetica e l’accessibilità economica.

 

 

Sicurezza stradale: Governo fermo, bene le Case auto

di Giordano Biserni, presidente di ASAPS

 

Ci rivolgiamo a chi deve governare le divise sulle strade, perché ora più che mai servono maggiori controlli e pesanti sanzioni, visto che anche questa legislatura non ha partorito norme utili per la sicurezza stradale, ma solo piccole modifiche, di cui alcune delle quali sinceramente non ne sentivamo il bisogno, come quella sulle violazioni reiterate e l’archiviazione generalizzata, entrata in vigore proprio a inizio agosto.

 Molto, invece, stanno facendo le Case automobilistiche che grazie a norme europee stanno dotando di nuovi sistemi di avviso di ostacoli e pedoni, come il sistema AEBS, la frenata automatica d’emergenza che in caso di pericolo arresta il veicolo e che salverà centinaia di pedoni da investimenti certi, anche quando l’autista si distrae con il cellulare alla guida, centrando così il pedone, fenomeno troppo presente sulle nostre strade.

 Oltre alla tecnologia serve un cambio di mentalità alla guida, perché siamo tutti pedoni.