Riva Aquarama (7 milioni): con due… Miura

di Roberta Pasero

Il rombo di due motori Miura per solcare le acque e passare dall’asfalto a mari e laghi. Non poteva che essere di Ferruccio Lamborghini questo Riva Aquarama datato 1968, un gioiello héritage, scafo di legno com’era tradizione Riva, con dettagli azzurro Tiffany, tutto splendidamente restaurato, e che oggi ha una quotazione di mercato di 7 milioni di euro.

Pochi giorni fa il rimessaggio in acqua, sul lago di Iseo, di questo Lamborghini oggi proprietà dei Cantieri Bellini dove tornano a splendere gli storici motoscafi Riva. E poi in acqua per un test drive, con i motori Miura a vista che suonano una partitura emozionante. 

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Autotrasporto: occorrono misure strutturali più incisive

di Luca Sra, delegato Anfia per il trasporto merci

I periodi di tempeste da navigare sono periodi di grandi  cambiamenti in cui il cambiamento dovrebbe essere sospinto. Da questo punto di vista possiamo isolare due aspetti fondamentali: in primis la vetustà del circolante italiano, dove, sì, una crescita di mercato del 25% è qualcosa, ma non è sufficiente – e probabilmente non è sufficiente una crescita naturale, non supportata dalle istituzioni e sostenuta attraverso una transizione verso soluzioni di trasporto non inquinanti, non tradizionali – e poi tutta una serie di misure, di investimenti e atti necessari a sostenere questo cammino.

 

È stato fatto qualcosa: la proroga del credito d’imposta del 20% sui veicoli a #metano liquido a tutto il 2022; c’è stata la revisione del 13% al ribasso delle tariffe autostradali senza discriminazione tra Euro VI e non Diesel, quindi veicoli a gas naturale LNG. Questo non è sufficiente. Dal nostro punto di vista sono necessarie misure strutturali più importanti e più incisive a sostegno della transizione e del rinnovo del circolante.

Un’idea è, al pari di quanto è capitato già in altri Paesi europei, agire sui pedaggi autostradali, e quindi differenziare in funzione del livello di emissioni e, dopodiché, accompagnare la transizione progressiva dal Diesel, attraverso il gas naturale e il gas liquefatto, verso l’elettrico e l’idrogeno. A questo proposito, ci sono 3 attori fondamentali: il legislatore che fa una legge per ridurre del 15% le emissioni di qui al 2025; chi fa il mestiere di costruttore di veicoli industriali e deve investire miliardi di euro in sviluppo del prodotto; il cliente, che deve potersi appoggiare su un’infrastruttura, su sostegni all’acquisto, su tutta una serie di percorsi di progressiva transizione dalDdiesel tradizionale verso quella che è la trazione alternativa.