Mobilità e ideologia: stop agli ambientalismi estremi

 

di Andrea Taschini, general manager automotive

La Germania, come ho sempre scritto, ha le maggiori responsabilità in tema di emissioni europee e continuerà ad averle nonostante i Verdi stiano nel governo. Come in un implacabile contrappasso dantesco, l’esecutivo di Berlino è costretto a smentire tutte quelle irrealizzabili promesse fatte durante la campagna elettorale del 2021, addirittura incrementando l’utilizzo di lignite grazie anche alla sciagurata dismissione di 3 centrali nucleari.


Lo stesso, succederà all’auto elettrica dove è molto probabile, se non cambiano le decisioni della Commissione UE, si andrà incontro a fare un’incredibile retromarcia una volta accertata la già nota impossibilità (e follia) di riconvertire tutto il parco circolante europeo in veicoli elettrici. La decisione forzata di imporre l’auto elettrica per poi prendere atto dell’impossibilità a procedere, sarebbe un danno gravissimo sia all’industria sia ai cittadini con costi ingenti e inutili.


Quando le ideologie prendono il sopravvento sulla ragione e sui fatti, dobbiamo tutti temere il peggio, ed è per questo che gli ambientalismi estremi vanno fermati immediatamente e senza più alcuna esitazione.

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