Milano e area B a pagamento: accanimento ingiustificato

di Simonpaolo Buongiardino, presidente di Federmotorizzazione

“Un fiorino…”, ovvero la scena del film con Massimo Troisi e Roberto Benigni “Non ci resta che piangere”, è quella che meglio si addice all’emendamento, in sede di discussione del bilancio previsionale del Comune di Milano per il triennio 2022-2024, firmato da Verdi e lista civica Beppe Sala, con l’idea di far pagare agli automobilisti l’ingresso in Area B.

 

Da Milano città aperta, attrattiva e accogliente, a Milano medioevale, a questo punto, e allora con non ci resta che piangere per questo accanimento ideologico contro la mobilità. Al di là dei contenuti e dei problemi applicativi di una simile proposta, dobbiamo purtroppo rilevare come settori della maggioranza che governano Milano non tengano in nessun conto due anni di pandemia, i rincari di carburante ed energia, la crisi dell’automotive, il balzo dell’inflazione.


Ma anche i segnali di ripresa con il turismo che connotano il Dna di Milano: aperta, attrattiva e accogliente. Riflettiamo molto bene sulla tentazione di caricare a cittadini e imprese i problemi di bilancio del Comune.

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